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	<title>Commenti a: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VERONA CONTRO OGNI INTOLLERANZA</title>
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		<title>Di: sulFascioCiPiscio</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2008/05/archive-1761/comment-page-1/#comment-1831</link>
		<dc:creator>sulFascioCiPiscio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 16:56:58 +0000</pubDate>
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		<description>Verona Il cerchio si sta ormai chiudendo sui complici di Peri e Tarabuio ·

Le indagini. Nei giorni scorsi almeno una decina di interrogatori in questura per individuare i favoreggiatori

Li avrebbero accompagnati fino in Austria, per poi riportare alle Golosine l’Audi della fuga

Il cerchio si sta chiudendo.
E tra poche ore potrebbero esserci altri due giovani iscritti nel registro degli indagati per l aggressione di corticella Leoni.
L’accusa? Con ogni probabilità sarà di favoreggiamento.
Perchè sarebbero stati loro, secondo gli inquirenti, ad aiutare Nicola Veneri e Federico Perini nella fuga a Londra, due giorni quella violenza. Che li abbiano accompagnati a Innsbruck o siano andati poi a recuperare l’auto, un’Audi A3 Sportback grigia intestata alla madre di Peri, ancora non è che chiaro.
Ma in quest’ultimo caso un incontro ci sarebbe comunque dovuto essere, se non altro uno scambio di chiavi. Di certo, sapevano.
Sapevano dell’aggressione e quindi dei motivi della fuga dei due Peri e Tarabuio. Sapevano probabilmente anche che quel viaggio, prima tappa in Austria, sarebbe poi continuato fino all’esaurimento dei soldi: nemmeno mille euro guadagnati con lavoretti part time da uno dei due ragazzi ora in carcere.
Soldi terminati in fretta, 300 euro per il viaggio in taxi fino a Monaco e poi per il volo lo-cost a Londra. Tanto che era stato necessario l intervento di un fratello che, collaborando con la Digos, si è messo in contatto con i fuggiaschi, li ha convinti a tornare, acquistando loro un biglietto aereo Londra-Bergamo. E nel frattempo c’era qualcuno che sapeva tutto: i due che avrebbero fatto ritorno a Verona con quell Audi, lasciandola in un parcheggio di Golosine.
Chiusa a chiave, sui sedili e nel bagagliaio scarpe, un casco, alcuni cd, un paio di dvd, alcune molto e delle fotocopie di un libro. E ancora, svariati programmi elettorali di Forza Nuova con scritta nera su fondo rosso. Perini e Veneri gravavano intorno agli ambienti di estrema destra, pur non avendo alcuna tessera
di partito. E secondo gli inquirenti, anche i due presunti favoreggiatori frequenterebbero lo stesso ambiente politico. Gli agenti della Digos saprebbero quindi dove andare a parere, nomi e volti ne conoscono. E nei giorni scorsi almeno una decina di giovani sarebbero entrati negli uffici della questura.

Il Riesame decide sulla scarerazione
C’è attesa per la decisione del tribunale del Riesame di Venezia sulla richiesta di scarcerazione dei cinque ragazzi, accusati dell’omicidio di Nicola Tommasoli: il verdetto sarà nei prossimi giorni.

Il Verona

Ven, 09/05/2008 – 09:23

Anche se la connessione tra questo omicidio squadrista e le organizzazioni politiche del fascismo istituzionale è ovvia e scontata, apprendiamo un’ulteriore riprova della stessa. Una normalità che uccide, una normalità da debellare.

Federico Perini, uno dei cinque arrestati per il pestaggio mortale di Nicola Tommasoli, si è candidato nelle liste di Forza Nuova alle amministrative di Verona del 2007. Il fatto sconfessa quanto sostenuto da Forza Nuova e dalla destra estrema all’indomani della morte di Nicola, e cioè che i giovani picchiatori non avessero nulla a che fare con la politica. C’è di più: sul sito di Forza Nuova, il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis diffida gli organi di informazione minacciando di querelare chi attribuisce qualsiasi responsabilità della vicenda al partito di Roberto Fiore. «I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria» prosegue Caratossitidis. Il ragionamento di Fn è semplice: se «il ragazzo» frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano i neofascisti, «questo è un altro discorso non minimamente ricollegabile a Forza Nuova». Un piccolo collegamento, invece, esiste: il giovane Perini, residente nel comune limitrofo Bosco Chiesanuova, nella primavera del 2007 risulta candidato di Fn per la seconda e l’ottava circoscrizione.

Laura Eduati

Liberazione 08/05/2008</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Verona Il cerchio si sta ormai chiudendo sui complici di Peri e Tarabuio ·</p>
<p>Le indagini. Nei giorni scorsi almeno una decina di interrogatori in questura per individuare i favoreggiatori</p>
<p>Li avrebbero accompagnati fino in Austria, per poi riportare alle Golosine l’Audi della fuga</p>
<p>Il cerchio si sta chiudendo.<br />
E tra poche ore potrebbero esserci altri due giovani iscritti nel registro degli indagati per l aggressione di corticella Leoni.<br />
L’accusa? Con ogni probabilità sarà di favoreggiamento.<br />
Perchè sarebbero stati loro, secondo gli inquirenti, ad aiutare Nicola Veneri e Federico Perini nella fuga a Londra, due giorni quella violenza. Che li abbiano accompagnati a Innsbruck o siano andati poi a recuperare l’auto, un’Audi A3 Sportback grigia intestata alla madre di Peri, ancora non è che chiaro.<br />
Ma in quest’ultimo caso un incontro ci sarebbe comunque dovuto essere, se non altro uno scambio di chiavi. Di certo, sapevano.<br />
Sapevano dell’aggressione e quindi dei motivi della fuga dei due Peri e Tarabuio. Sapevano probabilmente anche che quel viaggio, prima tappa in Austria, sarebbe poi continuato fino all’esaurimento dei soldi: nemmeno mille euro guadagnati con lavoretti part time da uno dei due ragazzi ora in carcere.<br />
Soldi terminati in fretta, 300 euro per il viaggio in taxi fino a Monaco e poi per il volo lo-cost a Londra. Tanto che era stato necessario l intervento di un fratello che, collaborando con la Digos, si è messo in contatto con i fuggiaschi, li ha convinti a tornare, acquistando loro un biglietto aereo Londra-Bergamo. E nel frattempo c’era qualcuno che sapeva tutto: i due che avrebbero fatto ritorno a Verona con quell Audi, lasciandola in un parcheggio di Golosine.<br />
Chiusa a chiave, sui sedili e nel bagagliaio scarpe, un casco, alcuni cd, un paio di dvd, alcune molto e delle fotocopie di un libro. E ancora, svariati programmi elettorali di Forza Nuova con scritta nera su fondo rosso. Perini e Veneri gravavano intorno agli ambienti di estrema destra, pur non avendo alcuna tessera<br />
di partito. E secondo gli inquirenti, anche i due presunti favoreggiatori frequenterebbero lo stesso ambiente politico. Gli agenti della Digos saprebbero quindi dove andare a parere, nomi e volti ne conoscono. E nei giorni scorsi almeno una decina di giovani sarebbero entrati negli uffici della questura.</p>
<p>Il Riesame decide sulla scarerazione<br />
C’è attesa per la decisione del tribunale del Riesame di Venezia sulla richiesta di scarcerazione dei cinque ragazzi, accusati dell’omicidio di Nicola Tommasoli: il verdetto sarà nei prossimi giorni.</p>
<p>Il Verona</p>
<p>Ven, 09/05/2008 – 09:23</p>
<p>Anche se la connessione tra questo omicidio squadrista e le organizzazioni politiche del fascismo istituzionale è ovvia e scontata, apprendiamo un’ulteriore riprova della stessa. Una normalità che uccide, una normalità da debellare.</p>
<p>Federico Perini, uno dei cinque arrestati per il pestaggio mortale di Nicola Tommasoli, si è candidato nelle liste di Forza Nuova alle amministrative di Verona del 2007. Il fatto sconfessa quanto sostenuto da Forza Nuova e dalla destra estrema all’indomani della morte di Nicola, e cioè che i giovani picchiatori non avessero nulla a che fare con la politica. C’è di più: sul sito di Forza Nuova, il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis diffida gli organi di informazione minacciando di querelare chi attribuisce qualsiasi responsabilità della vicenda al partito di Roberto Fiore. «I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria» prosegue Caratossitidis. Il ragionamento di Fn è semplice: se «il ragazzo» frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano i neofascisti, «questo è un altro discorso non minimamente ricollegabile a Forza Nuova». Un piccolo collegamento, invece, esiste: il giovane Perini, residente nel comune limitrofo Bosco Chiesanuova, nella primavera del 2007 risulta candidato di Fn per la seconda e l’ottava circoscrizione.</p>
<p>Laura Eduati</p>
<p>Liberazione 08/05/2008</p>
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		<title>Di: em@ - Sc-Mn</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2008/05/archive-1761/comment-page-1/#comment-1821</link>
		<dc:creator>em@ - Sc-Mn</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 16:56:37 +0000</pubDate>
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		<description>La scommessa di Verona è riuscita. Il corteo antifascista, promosso dall&#039;assemblea cittadina con in prima fila il Csoa La Chimica, il Circoo Pink e Sinistra Critica veronese si è gonfiato della partecipazione di decine e decine di sigle nazionali e ha sfilato tranquillamente per la città. Circa 5-6000 i partecipanti tra cui si contano decine di associazioni e strutture di movimento ma anche partiti della sinistra come Rifondazione e Pdci. Convinta la partecipazione di Sinistra Critica, che ha sfilato con musica e uno striscione colorato con la scritta &#039;Senza fascismi citta&#039; piu&#039; sicure&#039;. &#039;Siamo rattristati per l&#039;uccisione di Nicola - ha affermato la portavoce nazionale Flavia D&#039;Angeli - crediamo sia necessario ripartire dal basso, da una nuova sinistra: gli italiani si sentono insicuri non perche&#039; ci sono gli zingari, ma perche&#039; non arrivano a fine mese&quot; (ansa).
Il corteo è partito intorno alle 15,30 e dopo circa mezz&#039;ora si è dovuto occupare di una scaramuccia tra qualche decina di partecipanti, che hanno infranto una vetrina di un&#039;agenzia interinale, e la polizia. Attimi di tensione ma poi, grazie anche al lavoro degli organizzatori, tutto è filato liscio.
Un minuto di silenzio e di riflessione e&#039; stato osservato dai partecipanti al corteo nei pressi di Porta Leoni, il luogo dell&#039;aggressione mortale a Nicola Tommasoli. Il corteo si e&#039; fermato, si sono zittiti gli slogan e via via hanno taciuto le diverse formazioni al passaggio dei Porta Leoni.
&#039;Verona ha bisogno di pace, di comunicazione tra le persone - hanno scandito i megafoni - questa manifestazione serve a svegliare una citta&#039; che troppe volte ha girato la testa, prendiamo la parola per una Verona libera dalla paura e dai fascismi, esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata&#039;.
Intorno alle 17 è partito anche il secondo corteo, indetto da organizzazioni dei migranti e dai disobbedienti - circa un migliaio. &quot;Abbiamo risposto all&#039;appello del Coordinamento Migranti Verona - ha detto Luca Casarini -, e&#039; importante stare con i soggetti sociali che vivono in questa citta&#039; e proprio in questo momento e&#039; fondamentale che siano loro a prendere la parola&#039;. Il corteo dei migranti e&#039; stato aperto dallo striscione &#039;Verona Libera&#039;, l&#039;unica bandiera e&#039; invece quella del &#039;No al Dal Molin&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scommessa di Verona è riuscita. Il corteo antifascista, promosso dall&#8217;assemblea cittadina con in prima fila il Csoa La Chimica, il Circoo Pink e Sinistra Critica veronese si è gonfiato della partecipazione di decine e decine di sigle nazionali e ha sfilato tranquillamente per la città. Circa 5-6000 i partecipanti tra cui si contano decine di associazioni e strutture di movimento ma anche partiti della sinistra come Rifondazione e Pdci. Convinta la partecipazione di Sinistra Critica, che ha sfilato con musica e uno striscione colorato con la scritta &#8216;Senza fascismi citta&#8217; piu&#8217; sicure&#8217;. &#8216;Siamo rattristati per l&#8217;uccisione di Nicola &#8211; ha affermato la portavoce nazionale Flavia D&#8217;Angeli &#8211; crediamo sia necessario ripartire dal basso, da una nuova sinistra: gli italiani si sentono insicuri non perche&#8217; ci sono gli zingari, ma perche&#8217; non arrivano a fine mese&#8221; (ansa).<br />
Il corteo è partito intorno alle 15,30 e dopo circa mezz&#8217;ora si è dovuto occupare di una scaramuccia tra qualche decina di partecipanti, che hanno infranto una vetrina di un&#8217;agenzia interinale, e la polizia. Attimi di tensione ma poi, grazie anche al lavoro degli organizzatori, tutto è filato liscio.<br />
Un minuto di silenzio e di riflessione e&#8217; stato osservato dai partecipanti al corteo nei pressi di Porta Leoni, il luogo dell&#8217;aggressione mortale a Nicola Tommasoli. Il corteo si e&#8217; fermato, si sono zittiti gli slogan e via via hanno taciuto le diverse formazioni al passaggio dei Porta Leoni.<br />
&#8216;Verona ha bisogno di pace, di comunicazione tra le persone &#8211; hanno scandito i megafoni &#8211; questa manifestazione serve a svegliare una citta&#8217; che troppe volte ha girato la testa, prendiamo la parola per una Verona libera dalla paura e dai fascismi, esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata&#8217;.<br />
Intorno alle 17 è partito anche il secondo corteo, indetto da organizzazioni dei migranti e dai disobbedienti &#8211; circa un migliaio. &#8220;Abbiamo risposto all&#8217;appello del Coordinamento Migranti Verona &#8211; ha detto Luca Casarini -, e&#8217; importante stare con i soggetti sociali che vivono in questa citta&#8217; e proprio in questo momento e&#8217; fondamentale che siano loro a prendere la parola&#8217;. Il corteo dei migranti e&#8217; stato aperto dallo striscione &#8216;Verona Libera&#8217;, l&#8217;unica bandiera e&#8217; invece quella del &#8216;No al Dal Molin&#8217;.</p>
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