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	<title>Commenti a: Da che parte stare</title>
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		<title>Di: lucha</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/05/archive-4121/comment-page-1/#comment-1681</link>
		<dc:creator>lucha</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 16:38:29 +0000</pubDate>
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		<description>per uno spezzone studentesco il 23 maggio
by collettivo acatoro - Sat 16 May, 2009 08:49

La crisi colpisce duro, soprattutto i ceti meno abbienti: studenti e lavoratori, donne e uomini, italiani e migranti.

In particolare gli studenti e gli stranieri sono soggetti a una forma di precarietà che rende incerto il loro futuro: da una parte gli studenti e le loro famiglie, che con i pesanti e costanti tagli all’istruzione si ritrovano di fronte a un’istruzione scadente, priva di contenuti e totalmente incerta. Infatti con l’aumento delle tasse d’iscrizione e del caro libri si ritrovano ad affrontare una spesa economica sempre più alta, che non permette a coloro che appartengono alle classi sociali svantaggiate di proseguire negli studi.

Dall’altra parte la crisi toglie agli immigrati la sicurezza di un lavoro , che gli permette non solo di sostentarsi, ma anche di avere il permesso di soggiorno. Infatti la perdita del lavoro per un migrante significa anche la perdita della legittimità a restare nel nostro paese, rendendoli clandestini e di conseguenza soggetti all’espulsione.

Il governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila, ha dato il via a una vera e propria campagna di odio. La proposta di un “contributo” per il rinnovo dei permessi di soggiorno mostra che il salario dei migranti, così come il portafogli degli studenti, è considerato risorsa sempre disponibile per pagare la crisi.

Questo odio, fomentato dal governo attuale, si ripercuote sulla scuola; la proposta delle “classi ghetto” ne è la prova: tutti i bambini e i ragazzi stranieri saranno riuniti in un’unica classe, reprimendo così ogni forma di integrazione.

L’intento finale è quello di incoraggiare alla discriminazione contro il diverso fin dalla tenera età, tornando indietro di cinquant’anni con un metodo educativo fondato sul razzismo e sull’intolleranza.

Questo modello scolastico e in perfetta sintonia con la politica securitaria che oggi sta prendendo il sopravvento: il continuo incremento delle telecamere nelle nostre città, le ronde e i titoli dei giornali che vedono gli immigrati come capro espiatorio, sono tutte forme di discriminazione finalizzate a colpevolizzare coloro che sono troppo deboli per difendersi e per generare un clima di odio generale.

Per questi motivi sabato 23 maggio a Milano gli studenti scenderanno in piazza insieme ai migranti, per protestare per una comune necessità: per entrambi il governo deve cambiare atteggiamento e smettere di usarli come mera risorsa economica e non come individui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per uno spezzone studentesco il 23 maggio<br />
by collettivo acatoro &#8211; Sat 16 May, 2009 08:49</p>
<p>La crisi colpisce duro, soprattutto i ceti meno abbienti: studenti e lavoratori, donne e uomini, italiani e migranti.</p>
<p>In particolare gli studenti e gli stranieri sono soggetti a una forma di precarietà che rende incerto il loro futuro: da una parte gli studenti e le loro famiglie, che con i pesanti e costanti tagli all’istruzione si ritrovano di fronte a un’istruzione scadente, priva di contenuti e totalmente incerta. Infatti con l’aumento delle tasse d’iscrizione e del caro libri si ritrovano ad affrontare una spesa economica sempre più alta, che non permette a coloro che appartengono alle classi sociali svantaggiate di proseguire negli studi.</p>
<p>Dall’altra parte la crisi toglie agli immigrati la sicurezza di un lavoro , che gli permette non solo di sostentarsi, ma anche di avere il permesso di soggiorno. Infatti la perdita del lavoro per un migrante significa anche la perdita della legittimità a restare nel nostro paese, rendendoli clandestini e di conseguenza soggetti all’espulsione.</p>
<p>Il governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila, ha dato il via a una vera e propria campagna di odio. La proposta di un “contributo” per il rinnovo dei permessi di soggiorno mostra che il salario dei migranti, così come il portafogli degli studenti, è considerato risorsa sempre disponibile per pagare la crisi.</p>
<p>Questo odio, fomentato dal governo attuale, si ripercuote sulla scuola; la proposta delle “classi ghetto” ne è la prova: tutti i bambini e i ragazzi stranieri saranno riuniti in un’unica classe, reprimendo così ogni forma di integrazione.</p>
<p>L’intento finale è quello di incoraggiare alla discriminazione contro il diverso fin dalla tenera età, tornando indietro di cinquant’anni con un metodo educativo fondato sul razzismo e sull’intolleranza.</p>
<p>Questo modello scolastico e in perfetta sintonia con la politica securitaria che oggi sta prendendo il sopravvento: il continuo incremento delle telecamere nelle nostre città, le ronde e i titoli dei giornali che vedono gli immigrati come capro espiatorio, sono tutte forme di discriminazione finalizzate a colpevolizzare coloro che sono troppo deboli per difendersi e per generare un clima di odio generale.</p>
<p>Per questi motivi sabato 23 maggio a Milano gli studenti scenderanno in piazza insieme ai migranti, per protestare per una comune necessità: per entrambi il governo deve cambiare atteggiamento e smettere di usarli come mera risorsa economica e non come individui.</p>
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