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	<title>articolozero &#187; Antirazzismo</title>
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		<title>Solidarietà.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 12:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(appello di solidarietà per i 13 denunciati per la manifestazione contro Forza Nuova) 
Il 23 settembre oltre sessanta cittadini/e antifascisti/e hanno preso parte ad un presidio per contrastare una iniziativa di Forza Nuova in cui era prevista la partecipazione del segretario Roberto Fiore, ex-appartenente alla destra stragista degli anni settanta, che l’amministrazione comunale ha autorizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(appello di solidarietà per i 13 d</em><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/10/this_machine_kills_fascists__by_viciousG42.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18405" title="this_machine_kills_fascists__by_viciousG42" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/10/this_machine_kills_fascists__by_viciousG42-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><em>enunciati per la manifestazione contro Forza Nuova) </em></p>
<p>Il 23 settembre oltre sessanta cittadini/e antifascisti/e hanno preso parte ad un presidio per contrastare una iniziativa di Forza Nuova in cui era prevista la partecipazione del segretario Roberto Fiore, ex-appartenente alla destra stragista degli anni settanta, che l’amministrazione comunale ha autorizzato in una sala pubblica all’interno di un istituto scolastico della città; colpe evidenti ricadono sul Sindaco che non ha preso una posizione significativa né prima, né dopo gli accadimenti.<br />
Da una parte c’era un sit-che ha avuto momenti di tensione solo quando sono arrivate le manganellate e dall’altra, basta guardare le foto dei quotidiani, esibizioni di saluti romani che da soli varrebbero denunce per apologia del fascismo.<br />
La determinazione nel non voler e abbandonare il presidio improvvisato è costata ai manifestanti tre cariche e, come si è saputo dai media, tredici denunce. Balza all’occhio, per la composizione della manifestazione e le caratteristiche di Mantova, il fatto che questi provvedimenti abbiano colpito in gran parte giovani sotto i venticinque anni. Tredici denunce che pesano come un macigno a partire da una evidente “stretta” sul dissenso che si respira in tutta Italia.<br />
Durante quella manifestazione c’erano, come detto, decine di cittadini diversi per età ed appartenenza politica per dire <strong>“mai più”</strong> a chi si considera erede e prosecutore delle idee e dei metodi del fascismo.<br />
Mentre, complice il disastro economico, dilagano la guerra tra poveri, l’odio razziale e pulsioni autoritarie, movimenti neofascisti cercano di conquistarsi uno spazio politico nella crisi di una certa destra, simile a loro nelle parole ma un po’ meno nei fatti;  pensiamo che “restare umani” significhi oggi smetterla di essere indifferenti e di trovare la forza di indignarsi, di prendere parte e di essere partigiani: facciamo appello ai singoli e alle forze sociali, culturali e politiche perché si apra una campagna di sensibilizzazione su queste tematiche e, da subito, un movimento spontaneo di solidarietà verso gli/le antifascisti/e denunciati/e.</p>
<p><strong><br />
Comitato Mantova antifascista e antirazzista<br />
</strong></p>
<p>singoli,associazioni, movimenti, sindacati e partiti possono aderire<br />
mandando una mail a:<a href="mailto:solidarieta.mn@gmail.com"> solidarieta.mn@gmail.com</a></p>
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		<title>Non c&#8217;è Storia &#8211; comunicato di Sc sul 23 settembre</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 20:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vogliamo prendere posizione sui fatti di venerdì sera. Ci ha sorpreso che sulla stampa locale sia stata data poca voce ai manifestanti e si sia pensato di ridurre il tutto ad una contestazione di “giovani di sinistra” contro esponenti di estrema destra per dare un tocco retrò a tutto l’episodio; nel frattempo sui media hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/fascisti_su_marte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18399" title="fascisti_su_marte" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/fascisti_su_marte-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Vogliamo prendere posizione sui fatti di venerdì sera. Ci ha sorpreso che sulla stampa locale sia stata data poca voce ai manifestanti e si sia pensato di ridurre il tutto ad una contestazione di “giovani di sinistra” contro esponenti di estrema destra per dare un tocco retrò a tutto l’episodio; nel frattempo sui media hanno potuto parlare tutti: da un ex-missino come l’assessore Chizzini che ha parlato a vanvera di “violenze” fino al ricordo dell’Avvocato Vassalle sui suoi ricordi un po’ da “fiction” degli anni settanta: peccato che non ricordi di quando a Mantova negli anni settanta arrivavano da fuori (lautamente incoraggiati da qualcuno)  gruppi di picchiatori a fare il “lavoro sporco”. Una buona parte dei manifestanti di venerdì e, è giusto sottolinearlo, degli attivisti della nostra organizzazione hanno iniziato a fare politica ben dopo la fine degli stalinismi per i quali, culturalmente e politicamente, non abbiamo mai nutrito simpatia.<br />
In questa Repubblica la democrazia e la libertà sono state riconquistate, anche con la lotta politica, solo alla fine della dittatura fascista.  Oggi nessun neofascista dichiarato, e non, ha intenzione di negare che il fascismo sia nemico della democrazia e della costituzione; ne consegue che tutti, dal singolo cittadino alle istituzioni repubblicane, dovrebbero essere impegnate nel contrastare il ritorno e i tentativi di radicamento di chi si considera erede e, non a caso, prosecutore delle idee e dei metodi del fascismo storico.<br />
Allora viene da chiedersi subito perché l’amministrazione comunale che, nelle parole un po’ contorte del sindaco, si trincera dietro il gesto di un’impiegato, senza considerarlo un errore tra l’altro, abbia concesso ad un movimento neofascista e al suo segretario pluri-condannato di tenere una assemblea in una sala comunale situata all’interno di una scuola pubblica.<br />
L’indignazione di diversi cittadini e cittadine è stata forte e ben al di là della presenza, perlopiù improvvisata in poche ore, al sit-in di Via Giulio Romano. Proprio quel presidio ha scelto di radunarsi per  contrastare la presenza di movimenti neofascisti sul nostro territorio  come dovrebbe “in teoria” fare una istituzione repubblicana quale è il Comune. Il presidio aldilà di facili ricostruzioni o invenzioni si è svolto pacificamente: sono stati scanditi cori e slogan ma è querelabile raccontare, come qualcuno ha provato a fare, che ci siano state violenze. I manifestanti si sono invece presi due cariche leggere mentre erano a mani alzate e la terza mentre molti erano seduti a terra e il manipolo di neofascisti lanciava monete e accendini dall’interno dell’istituto.<br />
Sono state infine annunciate delle denunce per alcuni manifestanti “non autorizzati”: se gli esempi di legalità oggi li danno gli uomini e le donne di governo che tra corruzione e macelleria sociale ci hanno portati nel baratro o lo stesso Maroni che prima di diventare ministro dell’Interno è stato denunciato per motivi ben altri motivi, allora ci chiediamo quanto sia colpevole chi ha semplicemente messo il proprio corpo di traverso per difendere i principi della costituzione e per dimostrare la propria indignazione.</p>
<p>Sinistra Critica &#8211; Mantova</p>
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		<title>Mantova (Illinois), 23 settembre 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 12:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più di sessant’anni fa la Germania nazista e il suo governo fantoccio della Rsi in Italia hanno perso la guerra sennò adesso parleremmo tedesco; vorremmo che un ragionamento basilare come questo fosse ormai condiviso ma, quando si parla di fascismo e antifascismo, ci sono tanti che malcelatamente provano a truccare le carte in tavola. Forza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/nazistiillinois.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18290" title="nazistiillinois" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/nazistiillinois-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Più di sessant’anni fa la Germania nazista e il suo governo fantoccio della Rsi in Italia hanno perso la guerra sennò adesso parleremmo tedesco; vorremmo che un ragionamento basilare come questo fosse ormai condiviso ma, quando si parla di fascismo e antifascismo, ci sono tanti che malcelatamente provano a truccare le carte in tavola. Forza Nuova è esattamente questo: un partitino nostalgico che nel 2011 si sente ancora erede dei fascismi europei che è diretto da un ex terrorista nero degli anni settanta condannato per associazione sovversiva e banda armata.<br />
Una loro assemblea tesa a presentarsi alla città, in cui non hanno una presenza organizzata da anni, è una provocazione politica; una loro assemblea autorizzata  in una sala comunale all’interno di un edificio scolastico è una provocazione doppia che investe anche l’amministrazione comunale.<br />
Forza Nuova sposta il proprio teatrino di città in città facendo alzare ovunque la tensione.  La rete antifascista e antirazzista di Mantova, costituitasi l’estate scorsa ha voluto manifestare il proprio dissenso con un presidio pacifico davanti ai cancelli dell’aula magna Isabella D’Este presso il liceo che porta lo stesso nome. Oltre una sessantina di cittadine e di cittadini mantovani e attivisti di associazioni e movimenti politici della città si sono dunque ritrovati e messi in fila coi propri corpi  per dire <strong>MAI PIU’</strong> a squadrismo,dittatura,razzismo,guerra e stragismo; per questo rifiutiamo inoltre le facili ricostruzioni mediatiche che banalizzano i fatti, con le immagini e le parole, come <em>“scontri tra giovani di sinistra e neofascisti”.</em><br />
La situazione è diventata subito tesa perché una risposta simile non era prevista ed è stato compito di tutti e tutte mantenere la calma anche quando i primi militanti di Forza Nuova, tra cui lo stesso Fiore, sono entrati da un ingresso secondario: poco dopo sono partite in rapida successione due cariche della polizia sui manifestanti che hanno fatto salire la tensione. Il presidio non si è però sciolto e, anzi, quasi tutto il gruppo si è seduto in strada dimostrando di non cercare lo scontro. Maria Zuccati, ex partigiana, raggiunge le prime file e, parlando al megafono incoraggia le nuove generazioni a non abbassare la testa di fronte ai nuovi fascismi. Fiore e i militanti neofascisti<strong> nel frattempo si sono però ripresentati fuori dai cancelli in fondo a Via Giulio Romano pretendendo di entrare dall’ingresso principale e innescare una nuova provocazione.</strong> Le forze dell’ordine in asssetto antisommossa,  nel frattempo raddoppiate, hanno cercato di creare un varco per far passare una decina di forzanovisti:  solo a quel punto, mentre Fiore entrava sbeffeggiando i manifestanti, è partita la terza carica della polizia per fermare <strong>l’indignazione</strong> che a quel punto si era levata forte dal presidio antifascista; durante la carica i neofascisti, ormai all’interno della struttura <strong>scagliavano monetine e accendini sulla folla</strong>, mentre alcuni ragazzi rimanevano a terra contusi. La manifestazione è poi diventata un corteo che è arrivato fin sotto la sede del comune in Via Roma; proprio all’amministrazione comunale vogliamo chiedere con forza <strong>perché abbia concesso una sala comunale situata all&#8217;interno di una scuola ad un movimento neofascista e al suo impresentabile segretario</strong>: tra speculazione edilizia, litigi sulle poltrone, tagli al welfare ci mancava giusto anche una legittimazione per l’estrema destra neofascista.</p>
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		<title>Appello Antifascista/antirazzista per il 23 settembre.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 09:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per uno strano “scherzo” della storia quando c’è una crisi economica  devastante che mette in discussione tutto un sistema economico, sociale e  politico,emergono soggetti che promuovono una propaganda d’odio e agiscono in  nome di un concetto di “nuovo ordine” che abbiamo imparato a conoscere: così  parlavano gli squadristi degli anni venti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/Anti-fascist-jacket-005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18394" title="Anti-fascist-jacket-005" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/Anti-fascist-jacket-005-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Per uno strano “scherzo” della storia quando c’è una crisi economica  devastante che mette in discussione tutto un sistema economico, sociale e  politico,emergono soggetti che promuovono una <strong>propaganda d’odio</strong> e agiscono in  nome di un concetto di <strong>“nuovo ordine” </strong>che abbiamo imparato a conoscere: così  parlavano gli squadristi degli anni venti e i neofascisti degli anni settanta  al soldo dei servizi segreti; rieccoli nel 2011, a riproporre la solita  minestra. Il movimento neofascista “Forza Nuova” a Mantova non esiste più da anni ma da  qualche mese si sta verificando un tentativo di rianimarlo, proprio a ridosso  della crisi. Per anni un&#8217;altro partito xenofobo come la Lega Nord è cresciuto  sulle paure e sulle incertezze dei cittadini dando, specialmente alle fasce  deboli della società, <strong>illusioni di benessere, di onestà politica e di  sicurezza, legando questi fattori ad uno stato immaginario <span style="color: #00ff00;">(la padania)</span></strong>: le  cronache di questi ultimi tempi dimostrano quante migliaia di persone siano  state ingannate dal partito padano. Oggi lo stesso gioco lo ritenta Forza Nuova  che, con il proprio<strong> immaginario culturale e politico legato ai fascismi europei  e allo stragismo nero da cui proviene il segretario Roberto Fiore</strong>, fomenta la  guerra tra poveri e soffia sul fuoco della xenofobia che in tempi di crisi può  diventare un combustibile pericoloso per nuovi autoritarismi. Venerdì 23  settembre il partitino di estrema destra si è affittato la sala comunale  Isabella D&#8217;Este in Via Giulio Romano per spiegare il &#8220;proprio programma” ai  mantovani alla presenza del segretario nazionale,<strong> già condannato per banda  armata e associazione sovversiva.</strong> Rifacendosi al ventennio fascista cosa ci può essere di democratico e moderno  nel programma del partito? La riconferma del concordato del 1929? la formazione  di corporazioni per la difesa dei lavoratori al posto di libere organizzazioni  sindacali? Purtroppo questi appena citati non sono scherzi ma punti  programmatici concreti insieme alla lotta all’immigrazione(ma non contro il  sistema economico che la incoraggia) e un rilancio della patria che sa di  vecchio documentario in bianco e nero dell’Istituto Luce. Forza Nuova annuncia anche che durante l’incontro si parlerà della borsa di  studio dedicata al repubblichino Ferruccio Spadini che già anni fa aveva  sollevato polemiche: in un momento in cui la Gelmini ha dato il colpo di grazia  all’istruzione, le scuole cadono a pezzi, i trasporti pubblici fanno in modo  che istituti come l&#8217;isabella D&#8217;Este, dove si trova la sala comunale, cambino  gli orari delle lezioni a seconda della disponibilità di autobus,  Forza Nuova  che combina? Organizza un incontro a favore di una borsa di studio dedicata ad  un professore mantovano che fu comandante della guardia repubblichina fascista  che organizzò e diresse i rastrellamenti di partigiani, consegnandoli ai  tedeschi; pochi giorni dopo la liberazione del ’45, tentò la fuga e venne  arrestato in Val di Sole: in seguito fu processato e condannato a morte. Tutto questo a Mantova? Purtroppo si. Come cittadini antifascisti e antirazzisti vogliamo rispondere a questa  ennesima provocazione di Forza Nuova: chiediamo all’amministrazione comunale di  revocare il permesso al movimento neofascista ad usufruire della sala comunale;  nel caso in cui questa richiesta non venga accolta e che quindi il comune  legittimi la presenza di movimenti neofascisti a Mantova, invitiamo tutti e  tutte davanti ai cancelli del liceo delle scienze sociali Isabella D’Este alle  18.30.  In questa occasione il cancello del liceo delle scienze sociali  diventerà punto di  controinformazione con pannelli espositivi per dire <strong>MAI PIU’ </strong>allo  squadrismo, allo stragismo, alla guerra, al colonialismo e al razzismo  che il fascismo ha significato in Italia.</p>
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		<title>Pinne, fucile ed occhiali</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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Raccontare di neofascisti a Mantova d’estate è come raccontare dei nazisti dell’Illinois dei Blues Brothers: è difficile rimanere seri. Abbiamo già inquinamento, speculazione edilizia, privatizzazioni, tagli allo stato sociale, un terminator burlone in consiglio comunale e adesso pure Forza Nuova. A metà luglio è stato dunque necessario fare antifascismo balneare: con le pinne, fucile ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><br />
<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/cop._disco-pinne_fucile_occhiali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18297" title="cop._disco-pinne_fucile_occhiali" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/cop._disco-pinne_fucile_occhiali-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Raccontare di neofascisti a Mantova d’estate è come raccontare dei nazisti dell’Illinois dei Blues Brothers: è difficile rimanere seri. Abbiamo già inquinamento, speculazione edilizia, privatizzazioni, tagli allo stato sociale, un terminator burlone in consiglio comunale e adesso pure Forza Nuova. A metà luglio è stato dunque necessario fare antifascismo balneare: con le pinne, <em>fucile</em> ed occhiali.</p>
<p>Il movimento politico di estrema destra Forza Nuova è scomparso da Mantova all’inizio degli anni 2000 quando aveva anche una sede,sebbene poco attiva, ma quell’esperienza era finita nel peggiore dei modi. Dopo la recente scissione interna a livello nazionale, Forza Nuova ha perso molta della sua forza rifluendo verso un neofascismo di matrice cattolico-integralista e puntando tutto sul contrasto all’<span style="color: #0000ff;"><strong><a title="manifesto contro l'europride" href="http://www.arcigay.it/wp-content/uploads/forza-nuova_600x600_300KB.jpg">omosessualità</a></strong></span> e all’<span style="color: #0000ff;"><strong><a title="lampedusa lo sa" href="http://napoli.indymedia.org/2011/03/20/migranti-tunisini-e-cittadini-di-lampedusa-contestano-il-comizio-di-forza-nuova-sullisola/">immigrazione</a></strong></span>. Proprio sull’immigrazione il movimento di estrema destra ha pensato di lanciarsi a Mantova tentando di lavorare alla destra della lega nord per rosicchiare qualche militante e qualche voto. I neofascisti hanno prodotto un gazebo poche settimane fa in cui distribuivano materiali contro l’immigrazione a Mantova, contro la Lega Nord e per l’Italia buttando dentro tutto quello che nella nostra provincia non funziona o è direttamente colpa degli immigrati:  tra questi la richiesta, nella bassa, di costruire un pericoloso tempio induista.<br />
La ricetta è però la stessa della Lega Nord, ovvero quella di fomentare la guerra tra poveri e soffiare sul fuoco della xenofobia che in tempi di crisi può diventare un combustibile pericoloso per nuovi autoritarismi facendo un favore a tutto il sistema economico e imprenditoriale che regge questo paese secondo i propri interessi.<br />
Il primo compito di antirazzisti e antifascisti è dunque quello di contrastare queste tendenze pericolose e di abbattere questo clima di guerra tra poveri perché chi subisce la crisi economica non ha differenze di sesso, razza o religione.<br />
Sono venuti a Mantova per un gazebo per la prima volta dopo anni, hanno lasciato che frange giovanili vicine al movimento provocassero dei ragazzi mantovani di origine straniera e hanno poi aspettato una reazione fisica che non si è fatta attendere. In seguito hanno raccontato con fare vittimista di <em>“ belve straniere che hanno assalito e devastato il gazebo quando stavano smontando ed erano rimasti in pochi</em>(non che prima fossero molti di più…)”, ma dalle foto pubblicate <a title="mettetevi d'accordo con voi stessi" href="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/263502_163734540358817_100001668156143_395452_7290459_n.jpg"><span style="color: #0000ff;"><strong>da loro stessi</strong></span></a> si vede come il banchetto all’arrivo dell’ambulanza fosse perfettamente stabile e in piedi.<br />
E poi hanno rilanciato dicendo “torneremo” il 16 luglio. A parte notare che a Mantova sono apparse scritte sui muri come <em>“16 luglio= vendetta”</em> e <em>“Heil Hitler”,</em> alcune firmate FN, i più interessati possono facilmente reperire anche contatti web locali e nazionali per capire riferimenti ideologici, teorie politiche e proclami più o meno personali della comunità militante del movimento neofascista che a Mantova è appena rinato: saltano fuori, rivendicati, lo squadrismo, la dittatura, la scelta di campo della seconda guerra mondiale dall’olocausto( considerato un falso) all’alleanza con Hitler; del neofascismo degli anni settanta non parliamone nemmeno visto che da lì proviene il leader, Roberto Fiore, <strong>ex appartenente a Terza Posizione e condannato per banda armata e associazione sovversiva. </strong>Rifacendosi al ventennio fascista cosa ci può essere di democratico e moderno nel programma del partito? La riconferma del concordato del 1929? la formazione di corporazioni per la difesa dei lavoratori al posto di libere organizzazioni sindacali?</p>
<p>Dinanzi a tutto questo, tante cittadine e tanti cittadini hanno reagito subito: si è innestato un meccanismo di discussione assembleare autorganizzato, dal basso e senza bisogno dell&#8217;intervento di partiti o organizzazioni, con cui parte della cittadinanza mantovana ha deciso di mobilitarsi per contrastare questa iniziativa, e per riavviare la condivisone di riflessioni su una tematica ancora e sempre più fondamentale come quella dell&#8217;antirazzismo e della lotta a tutti i fascismi. Si tratta di un processo appena cominciato, ma che non vuole certo fermarsi alla giornata del sedici, anzi: proprio da quella giornata ha intenzione di partire.<br />
Sabato 16 luglio la Mantova antifascista e antirazzista, insieme ad alcuni/e della reta antifascista bresciana, ha deciso di scendere in piazza per testimoniare l’indignazione dovuta alla presenza di movimenti neofascisti e razzisti sul nostro territorio: all’estrema destra  è stata concessa, dopo infinite trattative, una piazza minuscola, marginale e blindata in cui i “capi” avevano ordinato di arrivare vestiti in modo rigoroso e non “fascista” per non turbare i giornalisti <span style="color: #0000ff;"><strong><a title="ridicule" href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/ridicule.jpg">(vedi lo spassoso allegato)</a></strong></span> e la città.<br />
Gli/le antifascisti/e e antirazzisti/e, circa una ottantina, hanno manifestato in Piazza Broletto per tutto il pomeriggio con musica e distribuzione di volantini ribadendo che per chi fomenta la guerra tra poveri chiamando alla discriminazione tra esseri umani, che esibisce una concezione autoritaria del potere e che si ispira al nazismo e al fascismo non c’è spazio in questa città.</p>
<p>Viene inoltre da chiedersi perché il loro concetto di legalità e di italianità non vada a documentarsi su come funzionano l’economia ed il capitalismo italiani al momento: scoprirebbero che<strong> il sistema economico ha bisogno di lavoratori a basso costo a scapito dei lavoratori italiani che hanno lottato negli “anni d’oro”(mentre i neofascisti, casualmente stavano dall’altra parte…) e conquistato diritti importanti. </strong>Detto questo è chiaro che il padroncino X dei campi di raccolta di meloni della bassa, il padroncino Y e la sua piccola ditta edile o ancora il padrone W della fabbrichetta scelgono manodopera di riserva, ricattabile e sfruttabile; tanti di questi padroncini pretendono poi <em>“legalità e ordine”</em> dagli stessi migranti che sfruttano e, già che ci sono, sostengono i partiti politici che dicono agli italiani <strong><em>“eh, si sta male, è colpa dell’immigrazione”. </em></strong>Per carità niente di nuovo sotto al sole: negli anni venti imprenditori e agrari davano soldi ai fascisti di Mussolini perché stroncassero le ambizioni di cambiamento della classe operaia e contadina dell’epoca( e nel mantovano devastazioni e pestaggi non mancarono).</p>
<p>Siamo tutti antifascisti e antirazzisti.</p>
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		<title>comunicato: nessuno spazio per razzisti e neofascisti</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 13:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ comunicato di Sinistra Critica - Mantova ]
Come abbiamo appreso dai giornali, ieri in piazza Mantegna, Forza Nuova ha tenuto un presidio per diffondere contenuti xenofobi che incitano all&#8217;odio e alla caccia al migrante, all&#8217;omossesuale e al rom. Dopo provocazioni verbali e fisiche fatte nei confronti di un gruppo di giovani mantovani di origine straniera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/antifascista-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18275" title="antifascista-" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/antifascista--199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>[ comunicato di Sinistra Critica - Mantova ]<br />
Come abbiamo appreso dai giornali, ieri in piazza Mantegna, Forza Nuova ha tenuto un presidio per diffondere contenuti xenofobi che incitano all&#8217;odio e alla caccia al migrante, all&#8217;omossesuale e al rom. Dopo provocazioni verbali e fisiche fatte nei confronti di un gruppo di giovani mantovani di origine straniera che passeggiava sul lungolago, i naziskin si sono rifugiati al banchetto di Forza Nuova. In seguito alle provocazioni e agli insulti, alcuni giovani, insieme ad amici italiani, hanno reagito ritornando al banchetto di Forza Nuova. Ne è nata una collutazione: una risposta scontata nei confronti di gruppi neonazisti che da mesi fomentano la pulizia etnica su social network e volantini.<br />
Riteniamo significativa la reazione, dei giovani cittadini di fronte alla prepotenza all&#8217;agibilità politica, che viene concessa a gruppi neonazisti, che occasionalmente propagandano intolleranza rifacendosi al ventennio fascista. Siamo sempre dalla parte degli sfruttati italiani e migranti che in questo momento stanno pagando maggiormente il prezzo della crisi e delle politiche di austerity, dei precari indignati che scendono nelle piazze, dei migranti che salgono sulle gru.<br />
Dall’altra parte invece, questi professionisti dell&#8217;odio, servi dei poteri forti che opprimono giovani, migranti e donne, incitano alla guerra tra poveri.<br />
Mantova storicamente rifiuta il fascismo, il razzismo e l&#8217;intolleranza. Oggi come allora, ci impegneremo a costruire una forte partecipazione cittadina che non lasci mai più spazio a rifiuti che non si possono riciclare.</p>
<p>Sinistra Critica &#8211; Mantova</p>
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		<title>In fondo a destra</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 13:14:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dove c’è Forza Nuova c’è sempre qualcosa per le cronache dei giornali. Dopo anni di silenzio nel mantovano, il movimento politico neofascista capeggiato da Roberto Fiore, ex appartenente alla formazione Terza Posizione, ha fatto la sua prima apparizione in Piazza Mantegna…col botto.
Il nucleo sceso in piazza ieri sembra essere formato da pochi vecchi esponenti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/tombino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18271" title="tombino" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/tombino-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dove c’è Forza Nuova c’è sempre qualcosa per le cronache dei giornali. Dopo anni di silenzio nel mantovano, il movimento politico neofascista capeggiato da Roberto Fiore, ex appartenente alla formazione Terza Posizione, ha fatto la sua prima apparizione in Piazza Mantegna…col botto.</p>
<p>Il nucleo sceso in piazza ieri sembra essere formato da pochi vecchi esponenti della destra mantovana, tra cui, guarda caso, un ex consigliere provinciale della Lega Nord. Sui loro network non fanno mistero delle loro nostalgìe per il Reich e propongono “soluzioni” semplici per omosessuali, ebrei, antifascisti vari e per i <em>negri</em>. Volantinavano contro l’immigrazione e <span style="text-decoration: underline;">contro</span> la Lega Nord per raccattare un po’ di voti e consenso alle loro spalle, quando al banchetto si sono aggiunti alcune giovani teste rasate forse simpatizzanti ma non aderenti al movimento di Forza Nuova. Pochi minuti dopo è arrivato un gruppo di giovani mantovani di origine straniera e non, con le fidanzate che ha guardato male il banchetto neofascista e si è seduto sui gradini di San’t Andrea.<br />
Perché? Per quale motivo dei giovani distanti dalla politica(e da essa snobbati se non per calcolo politico…) si sono radunati sulla scalinata davanti ad un gazebo di estrema destra? La testimonianza di una giovane, particolarmente rabbiosa, racconta che i ragazzi, intenti a passare il pomeriggio sul lungolago come tanti mantovani ,sono stati minacciati e strattonati dal gruppetto di naziskin. La compagnia si è spostata dunque verso il centro cittadino quando ha ritrovato gli aggressori al banchetto di FN, in totale una manciata di neofascisti, che parlava direttamente “a/di loro” nei manifesti e nei volantini contro gli “immigrati”; fermi sugli scalini sono stati insultati anche dai “vecchi” del movimento: questo farebbe pensare ad una vecchia strategia per provocare e creare  “il” caso.  Ad un certo punto è arrivata una volante e il gruppo di giovani si è dileguato.<br />
Di sicuro qualcuno però non ha voluto saperne di essere insultato e strattonato perché di origine straniera: delle fasi concitate dei minuti seguenti si sa solo che un naziskin è finito a terra steso con una serie di calci.<br />
Se ti stai facendo gli affari tuoi in un caldo pomeriggio di giugno, dei naziskin vengono a minacciarti per il colore della tua pelle e li ritrovi ad un gazebo di estrema destra dove altri ancora ti insultano, come può finire?</p>
<p>Mantova può però tollerare la presenza, seppure minuscola, di organizzazioni dichiaratamente neonaziste? La città di Mantova è una delle più <em>tranquille</em> d’Italia e dove i cittadini e la società civile rifiutano il razzismo nonostante la presenza di professionisti della paura e di padroni che assumono in nero manodopera migrante, spesso ricattandola, fomentando inoltre la guerra tra poveri.<br />
Le provocazioni politiche di Forza Nuova non sono materia per Mantova:  non c’è spazio per razzisti e neofascisti nella nostra città.</p>
<p><em>[La ricostruzione degli eventi è stata fatta grazie alle testimonianze raccolte in piazza]</em></p>
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		<title>Una morte che pesa come una montagna</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 09:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’uccisione di Vittorio Arrigoni è una di quei fatti  che ti prende lo stomaco e ti lascia senza fiato: perché Vittorio era  una bella persona, per le modalità in cui è avvenuta, per le tragiche  conseguenze che avrà, oltre al fatto in sé, per la Palestina e i  palestinesi.
Vittorio è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/01/bandiera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5991" title="bandiera" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/01/bandiera-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>L’uccisione di <strong>Vittorio Arrigoni</strong> è una di quei fatti  che ti prende lo stomaco e ti lascia senza fiato: perché Vittorio era  una bella persona, per le modalità in cui è avvenuta, per le tragiche  conseguenze che avrà, oltre al fatto in sé, per la Palestina e i  palestinesi.</p>
<p>Vittorio è stata una presenza importante in questi ultimi anni, da  quando aveva deciso di rimanere a Gaza (unico italiano) durante  l’offensiva israeliana denominata “<em>Piombo fuso”,</em> nel dicembre 2008/gennaio 2009. Le sue testimonianze dalla<strong> Striscia di Gaza</strong> sottoposta ad un feroce e criminale bombardamento erano per noi una  delle poche fonti “dal basso” che ci raccontavano la realtà della  violenza che subisce quotidianamente la popolazione palestinese.</p>
<p>Le sue attività insieme ai <strong>palestinesi</strong> &#8211; dalla  protezione dei contadini del nord della Striscia che cercano di  difendere la loro terra dall’espropriazione “per motivi di sicurezza”  all’accompagnamento delle barche di pescatori a cui la Marina israeliana  impedisce l’uscita in mare, alla relazione quotidiana con le famiglie  palestinesi e con quei giovani che sono stati protagonisti delle  manifestazioni dello scorso 15 marzo – hanno rappresentato allo stesso  tempo l’esempio di una solidarietà umana e politica e la dimostrazione  che i palestinesi non sono soli.</p>
<p>Abbiamo continuato ad ascoltare con interesse e partecipazione i  racconti di Vittorio, dal suo blog, nelle telefonate in diretta nei  molti presidi nelle città italiane che si collegavano in diretta con lui  a Gaza, nelle corrispondenze con le radio ancora libere di questo paese  in cui l’informazione è un disastro (soprattutto nei confronti  dell’”invisibile” Striscia di Gaza).</p>
<p>La sua morte ci priva di tutto questo, ed è una perdita enorme.</p>
<p>Il rispetto per il suo impegno ci impone comunque di provare a  capire, per ricordarlo nel migliore dei modi e per continuare il suo e  nostro impegno a fianco della resistenza palestinese (quella dei gruppi  politici, ma soprattutto dei contadini, dei pescatori, degli studenti,  dei medici ecc&#8230;).</p>
<p>Non ci entusiasma il gioco del <em>“cui prodest?”</em> e non crediamo che il gruppo salafita responsabile della morte di Vittorio sia semplicemente una “invenzione” israeliana.</p>
<p>Purtroppo la disperazione e il peggioramento delle condizioni di vita  e la chiusura degli spazi politici dei palestinesi – soprattutto nella  prigione di <strong>Gaza</strong> – lascia vuoti che vengono riempiti da  gruppi iper-minoritari ma che possono fare danni enormi. Naturalmente  Israele ha tutto l’interesse che questi gruppi esistano, perché dividono  ulteriormente la resistenza palestinese, rappresentano l’ennesima  giustificazione per le sue politiche criminali e danno un’immagine  terribile (naturalmente falsa) dei palestinesi. Per questo ci risultano  odiose le “assoluzioni” preventive di chi come sempre getta addosso ai  palestinesi tutte le responsabilità della loro terribile condizione – e  in genere sono gli stessi che accusano i pacifisti di fare il gioco dei  “terroristi”: la morte di Vittorio risponde anche a loro, alla loro  insistente domanda “dove sono i pacifisti?”.</p>
<p>L’<strong>assassinio</strong> di Vittorio potrebbe fare male alla causa palestinese, perché saranno molti gli avvoltoi che cercheranno di mostrare la <em>“disumanità” </em>genetica  dei palestinesi e/o degli islamici; potrebbe fare male perché vuole  terrorizzare le/i volontari/e che vorranno seguire le orme di Vittorio –  e questo interessa sia ai gruppi fondamentalisti che non vogliono una  Palestina aperta al mondo, sia a Israele che vuole rendere ancora più  invisibile e assediata la Striscia di Gaza, come dimostrano i suoi  tentativi di fermare la <strong>Freedom Flottilla </strong>(subito seguiti dei loro amici come Berlusconi); potrebbe fare male perché i palestinesi si sentiranno ancora più soli.</p>
<p>A questo punto siamo noi che dobbiamo rispondere con forza che non ci  faremo terrorizzare, che continueremo il nostro impegno a fianco della  resistenza palestinese; che continueremo a costruire un ponte tra i  giovani palestinesi che esprimono la loro necessità e volontà di  liberazione (come i giovani tunisini, egiziani, libici, siriani che  stanno in questi mesi facendo le loro rivoluzioni), i militanti della  solidarietà internazionale e le/gli israeliane/i antisionisti; che  continueremo ad andare a <strong>Gaza</strong>, a <strong>Gerusalemme</strong>, in <strong>Cisgiordania</strong> perché sappiamo che lì saremo sempre benvenuti; che continueremo il  nostro impegno alla denuncia delle politiche dell’occupazione e dell’<strong>Apartheid</strong> e delle complicità dei governi europei in queste politiche.</p>
<p>Questo per noi è il tentativo di restare umani.</p>
<p>di Piero Maestri<br />
da ilmegafonoquotidiano.it</p>
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		<title>Guitar heroes!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 11:44:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ Una grande manifestazione organizzata dal comitato Mantova città aperta contro il regolamento di polizia urbana e contro l’idea di una città chiusa e fatta solo di vetrine. ]
Più di duecento cittadini e cittadine sono scesi in piazza sabato 12 febbraio nella giornata organizzata dal comitato “Mantova città aperta” per protestare contro il regolamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[ Una <img class="alignleft size-medium wp-image-17246" title="suoni1" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/02/suoni1-300x225.jpg" alt="suoni1" width="300" height="225" />grande manifestazione organizzata dal comitato Mantova città aperta contro il regolamento di polizia urbana e contro l’idea di una città chiusa e fatta solo di vetrine. ]</p>
<p>Più di duecento cittadini e cittadine sono scesi in piazza sabato 12 febbraio nella giornata organizzata dal comitato “Mantova città aperta” per protestare contro il regolamento di polizia urbana, la sua recente “applicazione” nei confronti di un musicista di strada e, più in generale, contro il declino del centro storico di Mantova.<br />
Dal ritrovo di Piazza Broletto è partito un corteo da Piazza Broletto si è mosso un corteo festante, rumoroso e anche arrabbiato, il cui scopo era &#8220;suonargliele&#8221;: armati di chitarre, violini, tamburi etc., i manifestanti,  eterogenei per età in uno spaccato rappresentativo della città, hanno sfilato per le vie del centro per scardinare i tempi dello shopping di quello che ha smesso di essere cuore pulsante della città ed è stato ridotto ad un centro commerciale all’aria aperta. Una street parade fatta di accordi caotici e in libertà dove si potevano notare diversi piccoli gruppi che intonavano grandi “classici” come “Bella Ciao” uniti a brani più moderni come “diritto al tetto” dei Ministri. Musica e canzoni mentre il corteo sfilava in  Via Orefici, Via Pescheria e il Lungorio, di certo non le vie più “classiche” per le manifestazioni cittadine. Mentre andava in scena la festa-protesta della Mantova che non si arrende all’idea che i problemi della città siano le bandiere appese ai balconi, i panini sul sagrato delle chiese e un paio di suonatori di strada, vi sono state manifestazioni di solidarietà da parte di alcuni negozianti, anche loro preoccupati per il futuro della città.<img class="alignright size-medium wp-image-17247" title="suoni2" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/02/suoni2-300x225.jpg" alt="suoni2" width="300" height="225" /><br />
Gli interventi al megafono sono stati contro l’idea stessa di una città tutta “luminarie e vetrine” dove la libera socialità viene criminalizzata da regolamenti come quello emanato dalla giunta Sodano<em>: “non vogliamo multe perché viviamo liberamente la nostra città, vogliamo risposte su speculazione edilizia, nuove povertà e sulla devastazione dell’ambiente”.</em><br />
A rivendicazioni politiche si sono accompagnati anche cori più ironici legati al mondo musicale: in testa al corteo le studentesse e gli studenti del collettivo ‘Aca toro e gli attivisti dello spazio sociale “La Boje” intonavano <em>“se non cambierà, heavy metal sarà</em>” e <em>“noi la disco non la paghiamo</em>”; slogan urlati non senza una riflessione di fondo: da almeno vent’anni le amministrazioni pubbliche non hanno fatto attenzione alla scena musicale locale che ha continuato a sopravvivere inascoltata senza interventi mirati per stimolarla a farla crescere. Le stesse amministrazioni di centrosinistra che mentre svendevano il territorio ai poteri forti hanno inseguito alcuni deliri securitari, arrivando persino a porre la firma sulla Carta di Parma per la “sicurezza urbana”, anticamera del contestato regolamento. In questi ultimi due passaggi fondamentali va letta la simbolica contestazione ad un gazebo del Pd in Piazza Martiri di Belfiore.<br />
La manifestazione è poi continuata per Corso della Libertà, Corso Umberto fino ad arrivare sotto il comune.<br />
Arrivati in Via Roma i manifestanti si sono fermati per una contestazione simbolica all’amministrazione comunale che si è insediata preannunciando un “cambiamento” per Mantova e invece, a parte distribuire poltrone, sta portando la città, il suo centro, i rapporti sociali e i valori condivisi verso un ulteriore livellamento verso il basso.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-17248" title="suoni3" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/02/suoni3-300x225.jpg" alt="suoni3" width="300" height="225" />La manifestazione si è sciolta una volta tornati in Piazza Broletto: qui giovani e meno giovani hanno deciso di riprendersi Piazza Mantegna, off-limits per un gazebo di studenti del pdl sulle foibe, e alla spicciolata si sono diretti verso la piazza centrale occupando la scalinata della basilica di Sant’Andrea, lanciando qualche coro antifascista ma, soprattutto, rilanciando il coro che ha unito tutta la manifestazione “la chitarra, la suono dove voglio!”.</p>
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		<title>Sopra e sotto la gru.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 18:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 20 novembre circa 300 migranti e antirazzisti/e hanno sfilato per le vie di Mantova, la città cartolina delle luminarie e delle vetrine, in solidarietà alla lotta di Brescia e per reclamare diritti e dignità.
L’onda della gru ha portato in piazza i migranti del coordinamento migranti basso mantovano e quelli/e del comitato 1 marzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17115" title="_MG_4204" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/11/MG_4204-300x200.jpg" alt="_MG_4204" width="300" height="200" />Sabato 20 novembre circa 300 migranti e antirazzisti/e hanno sfilato per le vie di Mantova, la città cartolina delle luminarie e delle vetrine, in solidarietà alla lotta di Brescia e per reclamare diritti e dignità.<br />
L’onda della gru ha portato in piazza i migranti del coordinamento migranti basso mantovano e quelli/e del comitato 1 marzo di Mantova, organizzatori della manifestazione. Per le strade risuonavano colpi di tamburo e fischietti e tanti slogan come ‘siamo tutti sulla gru’ e ‘basta truffa, basta pagare’ in relazione alla doppia truffa, dello Stato e degli imprenditori, con la sanatoria per colf e badanti del settembre 2009 perpetrata per estorcere migliaia di euro ai migranti che hanno presentato domanda. E nel momento in cui sono state presentate centinaia di migliaia di domande si sono cambiate le regole del gioco per riprodurre clandestinità e precarietà.  La cosiddetta circolare Manganelli con l’introduzione del “reato di clandestinità” come motivo ostativo all’ottenimento del permesso di soggiorno ha precluso la possibilità a decine di migliaia di migranti, perlopiù giovani, di regolarizzarsi. Sono in gran parte i migranti della crisi, della mobilità lavorativa e territoriale.<br />
Ma nella lotta c’è anche tanta allegria: oltre agli slogan più radicali più volte i migranti hanno intonato ‘siamo tutti nipoti di Mubarak’ a ricordare le pietose vicende che hanno interessato il capo del governo italiano e il mondo migrante… .<br />
Gli interventi dei migranti dal furgone descrivono il mondo migrante che subisce razzismo istituzionale e precarietà: se il primo pensiero è generalizzare l’esperienza di Brescia ci sono anche parole dure contro i lager di stato (Cpt ora Cie) e tutti i fratelli rinchiusi e/o deportati.<br />
In solidarietà alla manifestazione interviene anche uno studente di ‘aca toro’ che sottolinea solo come tramite l’unità di studenti e lavoratori, italiani e migranti si possano spazzare via razzismo e sfruttamento.<img class="alignright size-medium wp-image-17116" title="_MG_4127" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/11/MG_4127-300x200.jpg" alt="_MG_4127" width="300" height="200" /><br />
La domanda politica è molto forte ma la risposta non c’è mai stata: istituzionalmente diversi governi hanno dato solo repressione e aumentato la ricattabilità (Turco-Napolitano, Bossi-Fini, Amato-Ferrero etc.). Basta dare un occhio alla ‘piazza’ per farsi un’idea dell’incapacità di dare risposte: a livello politico hanno partecipato solo poche sigle, tra queste Sinistra Critica e alcuni rappresentanti istituzionali della sinistra in provincia mentre, oltre a tanti semplici cittadini stufi di vedere l’Italietta che affonda, c’erano tanti attivisti dell’associazionismo e della società civile (Arci, Libertà e giustizia etc.).<br />
Il corteo finisce davanti alla questura dove i migranti al megafono raccontano le proprie storie di quotidiano sfruttamento. A Mantova potrebbe essersi aperto uno spiraglio per costruire nuovi rapporti sociali e politici, per continuare a costruire un cambiamento urgente e necessario: per loro, per noi, per tutti/e.</p>
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