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	<title>articolozero &#187; Archivio</title>
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		<title>hacking on mercatinux</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 09:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[hacking on mercatinux! Il software libero che gestisce il mercatino dei libri.
dalle ore 18.30: 
 COME FUNZIONA MERCATINUX?
 Informazioni sui meccanismi interni di mercatinux
 cos&#8217;è, da quali componenti è formato, cosa fa cosa
 dove mettere le mani
 BRAINSTORMING
 cosa facciamo stasera? mettiamo giù un elenco delle cose
 più urgenti da fare, organizziamo il lavoro, dissotteriamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>hacking on mercatinux! Il software libero che gestisce il mercatino dei libri.<br />
dalle ore 18.30: <br />
 COME FUNZIONA MERCATINUX?<br />
 Informazioni sui meccanismi interni di mercatinux<br />
 cos&#8217;è, da quali componenti è formato, cosa fa cosa<br />
 dove mettere le mani<br />
 BRAINSTORMING<br />
 cosa facciamo stasera? mettiamo giù un elenco delle cose<br />
 più urgenti da fare, organizziamo il lavoro, dissotteriamo l&#8217;ascia<br />
ore 20.30:<br />
 PAUSA CENA<br />
dalle ore 21.30:<br />
 SESSIONE DI HACKING<br />
 ci sporchiamo un po&#8217; le mani e facciamo tutto (si spera) quel<br />
 abbiamo progettato di fare<br />
 SESSIONE DI DISEGNO (DESIGN &#8211; DESIGNING)<br />
 ci sporchiamo un po&#8217; le mani e disegnamo (a matita va benissimo)<br />
 come vorremmo che fosse l&#8217;interfaccia grafica e l&#8217;estetica di mercatinux</p>
<p>Cosa serve per partecipare? TANTA BUONA VOLONTA&#8217;, null&#8217;altro.</p>
<p>di <i>Å³ -hacklab</i></p>
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		<title>A fianco degli operai di Termini Imerese</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 05:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. 
A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. 
Nel silenzio generale delle forze politiche della destra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!</p>
<p>Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. </p>
<p>A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!</p>
<p>Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. <br />
Nel silenzio generale delle forze politiche della destra e della sinistra borghese sta proseguendo l&#8217;offensiva lanciata dalla famiglia Agnelli per mettere la parola fine all&#8217;attività lavorativa di migliaia di operai, gettando sul lastrico i lavoratori e le loro famiglie. <br />
È la logica bestiale del sistema capitalistico che si concretizza in tutta la sua brutalità. Dopo aver intascato miliardi di denaro pubblico, ora i padroni per accumulare sempre maggiori profitti, distruggono le forze produttive, chiudono o delocalizzano le fabbriche, tagliano i salari, cancellano le aspettative di lavoro e speranze di vita dei proletari, su cui scaricano, senza alcuna esitazione, i costi di una crisi che loro stessi hanno causato. <br />
In ciò possono contare sul fattivo sostegno dell&#8217;ultrareazionario governo Berlusconi ai piani antioperai.<br />
In questa situazione drammatica occorre mantenere l&#8217;unità, continuare a scioperare e innalzare il livello di lotta, comprendendo che agli operai non resta altra arma che la lotta intransigente per la difesa dei propri interessi: non esistono scorciatoie, né onorevoli, né sindaci, né cardinali che possano dare soluzioni miracolose alle aspettative dei lavoratori. <br />
Ben altri sono gli interlocutori della lotta operaia: è necessario in primo luogo l&#8217;appoggio attivo dell&#8217;intera classe operaia &#8211; a cominciare dai lavoratori degli altri stabilimenti Fiat e dell&#8217;indotto che vivono nella stessa incertezza &#8211; e di tutto il resto delle masse popolari; occorre allargare la mobilitazione, collegarsi con le fabbriche degli altri paesi, rifiutando ogni concorrenza fra operai, ogni frammentazione delle lotte ed ogni illusione su soluzioni &#8220;istituzionali&#8221; della battaglia in corso. E&#8217; necessario che gli operai guidino un fronte di lotta che comprenda i disoccupati, i precari, gli studenti, gli immigrati. <br />
Al tempo stesso la mobilitazione non può limitarsi in un ambito sterilmente sindacale, a maggior ragione quando per anni i vertici sindacali sono stati un docile strumento di collaborazione di classe con i padroni sfruttatori.<br />
Occorre rompere, senza esitazioni, con l&#8217;opportunismo, i suoi partiti, le sue quinte colonne nei sindacati; per troppi anni hanno messo la classe operaia in panchina, hanno detto che gli operai non esistevano più, che erano residuali e marginali, mentre nel frattempo si dedicavano alla più spregevole politica consociativa con Confindustria e i suoi governi.<br />
Dobbiamo dire basta alla politica di accettazione di licenziamenti e di continui sacrifici! Dobbiamo rifiutarci di pagare la crisi dei padroni!<br />
Continuiamo dunque a lottare compatti, sviluppando l&#8217;organizzazione di classe, accumulando esperienza e sviluppando la coscienza che la crisi attuale è una crisi del sistema capitalistico nel suo insieme e perciò è essenziale una completa riorganizzazione della società. La classe operaia per mantenere l&#8217;occupazione e conquistare livelli di vita dignitosi deve andare al potere, deve governare con i suoi alleati! <br />
Per questo diciamo che oggi, ancor più che in passato, è urgente dotarsi dello strumento politico indispensabile per organizzare e dirigere la lotta quotidiana per l&#8217;affermazione dei nostri diritti legandola alla lotta contro lo sfruttamento, per l&#8217;emancipazione della classe operaia dal dominio padronale: il partito comunista!<br />
Alla realizzazione di quest&#8217;obiettivo chiamiamo i migliori elementi del proletariato, delle masse che ogni giorno subiscono sulla propria pelle gli effetti devastanti della fame di profitti dei capitalisti e dell&#8217;oppressione statale.</p>
<p>Resistere un minuto in più del padrone!<br />
Respingere i tentativi di dividere il fronte delle masse popolari! Combattere il razzismo! <br />
Tutti uniti contro il capitalismo! <br />
Non pagheremo noi la crisi del capitalismo! Lottiamo per una nuova società! </p>
<p>11 luglio 2009 </p>
<p>Piattaforma Comunista<br />
e-mail teoriaeprassi@yahoo.it<br />
www.geocities.com/scintilla_mail<br />
via Campofranco 89 &#8211; Catania</p>
<p>Lavoratori e studenti per il comunismo &#8211; Palermo<br />
fanshen@tin.it</p>
<p>di <i>Piattaforma Comunista</i></p>
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		<title>Mercatino studentesco del libro usato</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 18:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Feature]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il collettivo studentesco ACA TORO, in linea con le rivendicazioni e mobilitazioni d&#8217; autunno proposte dall&#8217; onda studentesca, organizza da
quattro anni a questa parte l&#8217; iniziativa estiva del mercatino del libro studentesco usato.Questo progetto vuole contrastare in maniera concreta e tangibile il caro libri, che ogni anno risulta semnpre più gravoso per le possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/jul2009/mercax.jpg' title='mercax' alt='mercax' width=250 style="float: right;padding:20px;"> Il collettivo studentesco ACA TORO, in linea con le rivendicazioni e mobilitazioni d&#8217; autunno proposte dall&#8217; onda studentesca, organizza da<br />
quattro anni a questa parte l&#8217; iniziativa estiva del mercatino del libro studentesco usato.Questo progetto vuole contrastare in maniera concreta e tangibile il caro libri, che ogni anno risulta semnpre più gravoso per le possibilità economiche degli student* e delle loro famiglie. <br />
 <img src='http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/jul2009/mercax.jpg' title='mercax' alt='mercax' width=250 style="float: right;padding:20px;"> Il collettivo studentesco ACA TORO, in linea con le rivendicazioni e mobilitazioni d&#8217; autunno proposte dall&#8217; onda studentesca, organizza da<br />
quattro anni a questa parte l&#8217; iniziativa estiva del mercatino del libro studentesco usato.Questo progetto vuole contrastare in maniera concreta e tangibile il caro libri, che ogni anno risulta semnpre più gravoso per le possibilità economiche degli student* e delle loro famiglie. <br />
Di anno in anno le case editrici producono edizioni che di nuovo hanno ben poco se non il prezzo sempre più alto.<br />
I presidi, inoltre, sono complici dell&#8217; inutile dispendio di risorse economiche delle famiglie , non avendo alcun interesse ad adottare libri<br />
usati o in comodato d&#8217; uso.<br />
Per l&#8217; ennesima volta, come lo scorso autunno, le uniche risposte concrete alla difesa del diritto allo studio per un accesso libero e il meno dispendioso possibile al sapere, le dà chi la scuola la vive quotidianamente e sa cosa non funziona. Il ministro Gelmini, tra una messa in piega e l&#8217;altra, agisce per continuare lo smantellamento della scuola pubblica e precarizzare gli insegnanti. Lavoratori precari sotto ricatto continuo e un&#8217;istruzione dequalificata e non accessibile a tutti sono gli approdi di un lungo percorso iniziato col &#8220;processo di Bologna&#8221;, attuato da tutti i governi europei(indipendetemente dal &#8220;colore&#8221; politico), che oggi arriva a compimento.</p>
<p>Il collettivo studentesco &#8216;aca toro intende dare risposte reali a chi di fronte alla crisi, all&#8217; aumento dei costi e l&#8217;annullamento del diritto allo studio si trova sempre più in difficoltà nel proseguire il percorso scolastico e di conseguenza ad inserirsi nella società di oggi. </p>
<p></p>
<p>Per acquistare e/o vendere i libri di testo delle scuole superiori, puoi consultare il sito www.articolozero.org/mercatino e verificare se il libro che cerchi è presente nell&#8217; archivio.</p>
<p>Il mercatino verrà effettuato allo spazio sociale La Boje in via frutta n° 3 ( traversa di corso Vittorio Emanuele ).</p>
<p>
Lo spazio sarà aperto per il mercatino al mattino dalle 10.00 alle 12.30<br />
ed il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00 nei seguenti giorni:</p>
<p></p>
<p>GIUGNO: 27<br />
LUGLIO: 18 &#8211; 31<br />
AGOSTO: 21 <br />
SETTEMBRE: 5 &#8211; 12 &#8211; 19( solo la mattina )<br />di <i>&#8216;aca toro</i></p>
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		<title>APERTURA MERCATINO LIBRO STUDENTESCO USATO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 21:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per acquistare e/o vendere i libri di testo delle scuole superiori, consultare il sito www.articolozero.org/mercatinoÂ e verificare se il libro che cerchi è presente nell&#8217; archivio ( POTREBBE ANCHE NON ESSERCI QUINDI PASSA AL MERCATINO ).
Il mercatino verrà effettuato allo spazio sociale La Boje in via frutta
n° 3 ( traversa di corso Vittorio Emanuele ).
Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per acquistare e/o vendere i libri di testo delle scuole superiori, consultare il sito www.articolozero.org/mercatinoÂ e verificare se il libro che cerchi è presente nell&#8217; archivio ( POTREBBE ANCHE NON ESSERCI QUINDI PASSA AL MERCATINO ).<br />
Il mercatino verrà effettuato allo spazio sociale La Boje in via frutta<br />
n° 3 ( traversa di corso Vittorio Emanuele ).</p>
<p>Lo spazio sarà aperto per il mercatino al mattino dalle 10.00 alle 12.30<br />
ed il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00 <br />
Il collettivo studentesco ACA TORO, in linea con le rivendicazioni e le mobilitazioni d&#8217; autunno proposte dall&#8217; onda studentesca, organizza da quattro anni a questa parte l&#8217; iniziativa del mercatino del libro studentesco usato.<br />
Questo progetto vuole contrastare in maniera concreta e tangibile il caro-libri, che ogni anno risulta sempre più gravoso per le possibilità economiche degli student* e delle loro famiglie. Di anno in anno le case editrici producono edizioni che di nuovo hanno ben poco se non il prezzo sempre più alto.<br />
I presidi, inoltre, sono complici dell&#8217; inutile dispendio di risorse economiche, non avendo alcun interesse ad adottare libri usati o in comodato d&#8217; uso. <br />
Per l&#8217; ennesima volta, come quest&#8217; autunno e negli ultimi 15 anni,le uniche risposte concrete alla difesa del diritto allo studio per un accesso libero e il meno dispendioso possibile al sapere, le da chi la scuola la vive quotidianamente e sa cosa non va.<br />
Mentre il ministro Gelmini si arrabatta per tagliare ancora la scuola pubblica e precarizzare gli insegnanti dequalificando l&#8217; istruzione, è di pochi giorni fa infatti la proposta del governo di dare dei bonus a chi vuole accedere alle scuole private; il collettivo studentesco aca toro da una risposta reale a chi di fronte alla crisi e all&#8217; aumento dei costi trova sempre più difficoltà a proseguire il percorso scolastico<br />
e di conseguenza ad inserirsi nella società di oggi.<br />
Il mercatino dei libri oltre che un aiuto diretto è un mezzo per comunicare e diffondere quella controinformazione necessaria per rendersi conto del saccheggio perpetrato dalla Gelmini, perchè siamo convinti che l&#8217; unica riforma che possa migliorare realisticamente la scuola pubblica sia un&#8217; autoriforma che coinvolga student*, docent* e personale scolastico dal basso e in modo diretto. Â  </p>
<p>di <i>collettivo studentesco aca toro</i></p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217; onda non si arresta, il collettivo studentesco occupa il provveditorato a Mantova</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4391/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 20:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina una decina tra studenti e universitari del collettivo
studentesco e dello spazio sociale La Boje hanno occupato simbolicamente
intorno alle 11.30 il provveditorato di Mantova come forma di protesta
contro gli arresti dell&#8217; operazione REWIND e la campagna repressiva
messa in atto da un mese a questa parte in coincidenza con il g8.
Durante l&#8217; occupazione si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina una decina tra studenti e universitari del collettivo<br />
studentesco e dello spazio sociale La Boje hanno occupato simbolicamente<br />
intorno alle 11.30 il provveditorato di Mantova come forma di protesta<br />
contro gli arresti dell&#8217; operazione REWIND e la campagna repressiva<br />
messa in atto da un mese a questa parte in coincidenza con il g8.</p>
<p>Durante l&#8217; occupazione si è tenuta una conferenza stampa ed è stato<br />
inviato il volantino dal fax dell&#8217; ufficio del provveditore alle principali istituzioni cittadine con la<br />
precisa richiesta di prendere posizione verso chi vuole reprimere il<br />
conflitto sociale in questo paese.</p>
<p>di <i>collettivo studentesco aca toro</i></p>
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		<item>
		<title>Passa in senato il ddl Sviluppo e l&#8217; Italia torna al nucleare</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4381/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 18:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecosistemi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Due articoli per informarsi sul disegno di legge passato oggi in senato che di fatto fa tornare l&#8217; atomo in Italia senza rimandare minimamente la decisione ai cittadini che nell&#8217; 87 con un referendum hanno contrastato quel modello energetico con un voto netto.
ARTICOLO MANIFESTO DOPO APPROVAZIONE PARLAMENTO DEL DDL
L&#8217;Italia torna a giocare con le centrali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due articoli per informarsi sul disegno di legge passato oggi in senato che di fatto fa tornare l&#8217; atomo in Italia senza rimandare minimamente la decisione ai cittadini che nell&#8217; 87 con un referendum hanno contrastato quel modello energetico con un voto netto.<br />
ARTICOLO MANIFESTO DOPO APPROVAZIONE PARLAMENTO DEL DDL</p>
<p>L&#8217;Italia torna a giocare con le centrali nucleari</p>
<p>La Camera approva il ddl «Sviluppo», via libera all&#8217;energia atomica<br />
Siete spaventati dai treni che portano gas, scoppiano e distruggono<br />
interi quartieri? Tra qualche anno, se tutto va male, l&#8217;Italia sarà<br />
attraversata da carichi di scorie nucleari. Ieri la Camera ha approvato<br />
il ddl «Sviluppo» (235 sì, 205 no e 25 astenuti). Il mega-pacchetto<br />
«anti-crisi» esclude la possibilità di fare class action collettive<br />
contro i crac finanziari, e soprattutto conferma il ritorno al nucleare.<br />
Ora manca un&#8217;ultima lettura al Senato che già aveva approvato quasi<br />
tutte gli articoli, per mettere la parola conclusiva sui nuovi piani<br />
energetici dell&#8217;italietta atomica. <br />
Il decreto stabilisce che dopo la sua approvazione il governo avrà sei<br />
mesi per predisporre la normativa necessaria, per localizzare i siti su<br />
cui sorgeranno le centrali, decidere i sistemi di stoccaggio e di<br />
deposito dei rifiuti radioattivi. In un paese dove non si sa che farsene<br />
dei rifiuti normali se non lucrarci sopra, non c&#8217;è da stare tranquilli.<br />
I siti saranno dichiarati di «interesse strategico nazionale» e quindi<br />
sottoposti a segreto di stato e controllati dai militari. La tipologia<br />
degli impianti sarà decisa dal Cipe. Per costruirli e farli funzionare<br />
basterà un&#8217;unica autorizzazione che verrà rilasciata dal ministro dello<br />
Sviluppo economico, d&#8217;accordo con i colleghi all&#8217;Ambiente e alle<br />
Infrastrutture. Saranno necessarie la valutazione di impatto ambientale<br />
e la valutazione ambientale strategica. Viene istituita una Agenzia per<br />
la sicurezza nucleare, composta da un presidente e quattro membri<br />
nominati dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del<br />
consiglio. <br />
In pratica il governo si è fatto approvare un mandato in carta bianca<br />
che gli dà il potere di ribaltare il referendum con cui gli italiani<br />
hanno chiaramente espresso la loro contrarietà all&#8217;energia nucleare.<br />
L&#8217;esecutivo potrà fare come meglio crede, senza bisogno di consultare il<br />
parlamento, né tanto meno gli enti locali, alla faccia del federalismo.<br />
Esulta il ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola: «Un<br />
provvedimento storico &#8211; dice &#8211; che pone rimedio agli storici squilibri<br />
ed ai ritardi del nostro paese: dagli interventi di semplificazione<br />
delle procedure e di potenziamento delle infrastrutture energetiche,<br />
allo sviluppo delle reti rinnovabili e dell&#8217;efficienza energetica, fino<br />
al rilancio del nucleare». L&#8217;opposizione ha votato contro, tranne l&#8217;Udc<br />
che si è astenuta, ma sul nucleare non si fanno barricate: il Pd vota no<br />
solo per motivi di ordine economico e formale, non per convinzione<br />
anti-nuclearista. Più critica l&#8217;area Radicale del Pd: «Il provvedimento<br />
- dichiara Elisabetta Zamparutti, membro della commissione ambiente -<br />
impone un nucleare di terza generazione che il confronto laico dei costi<br />
e dei benefici dimostra essere antieconomico».<br />
Le centrali dovrebbero essere cinque, per un investimento iniziale di<br />
almeno 20 miliardi di euro, destinati a lievitare. Infatti non saranno<br />
in funzione prima di un paio di decenni, un fatto che rende la politica<br />
nuclearista del governo ancora più imprevedibile e propagandistica. La<br />
costruzione potrebbe essere affidata ad un&#8217;alleanza tra Enel e la<br />
francese Edf, secondo un accordo già stipulato a febbraio tra Berlusconi<br />
e Sarkozy. I siti per ora sono segreti, ma in Italia sono poche le<br />
località adatte ad ospitare una centrale nucleare che richiede grandi<br />
quantità d&#8217;acqua (altro bene pubblico destinato a scarseggiare) e che<br />
deve essere lontana da territori pericolosi o sismici. Di fatto possono<br />
essere costruite solo in Puglia, tra Lombardia e Piemonte, in Sardegna o<br />
nell&#8217;alto Lazio. Dopo l&#8217;approvazione al Senato, le Regioni si erano<br />
ribellate. Nichi Vendola, presidente della Puglia, aveva detto «dovranno<br />
imporcele con i carroarmati». No secco anche dalla governatrice<br />
piemontese Mercedes Bresso, dal presidente del Lazio Claudio Martini e<br />
dalla Toscana, impegnata a produrre il 20% del proprio fabisogno con<br />
energie alternative entro il 2020.<br />
Dopo il referendum dell&#8217;87, non siamo ancora riusciti a liberarci delle<br />
vecchie scorie stoccate in luoghi non adatti come a Saluggia o sono<br />
rimaste nelle vecchie centrale. A Caorso (Pc), per esempio, sono state<br />
trasferite in speciali piscine e vengono spedite via treno in siti di<br />
stoccaggio in Francia perchè in Italia non si sa dove metterle. In tutto<br />
il mondo si scommette sulle energie alternative, i Verdi vincono le<br />
elezioni in tutta Europa e Obama investe sulla green economy per uscire<br />
dalla crisi, da noi si gioca ancora con l&#8217;atomo.</p>
<p>ARTICOLO REPUBBLICA DOPO PASSAGGIO DI OGGI IN SENATO DEL DDL SVILUPPO</p>
<p>Entro sei mesi il governo deve scrivere le norme per scegliere le nuove<br />
centrali<br />
Azioni comuni dei consumatori, ma non retroattive: resta fuori il caso<br />
Parmalat tornano nucleare e class action<br />
Il Senato approva il ddl sviluppo tornano nucleare e class action</p>
<p>ROMA &#8211; Con 154 voti a favore, un voto contrario, un astenuto e il<br />
fallito tentativo di Pd e Idv di far mancare il numero legale lasciando<br />
l&#8217;aula, il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sviluppo. Il<br />
passaggio più importante del provvedimento diventato legge dopo quattro<br />
letture riguarda il nucleare. Entro 6 mesi dall&#8217;entrata in vigore della<br />
legge, il governo deve adottare uno o più decreti legislativi per la<br />
localizzazione sul territorio nazionale degli impianti e dei sistemi di<br />
stoccaggio e deposito dei rifiuti <br />
radioattivi. Altri aspetti chiave del ddl sviluppo sono il ritorno della<br />
class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non<br />
prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l&#8217;editoria (140<br />
milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin<br />
tax). </p>
<p>Ecco nel dettaglio le novità. </p>
<p>NUCLEARE. E&#8217; il punto più controverso e più gravido di conseguenza sul<br />
futuro del Paese. A 22 anni dal referendum che bocciò l&#8217;uso dell&#8217;energia<br />
atomica, l&#8217;Italia si impegna a darsi un impianto legislativo per<br />
riabbracciare il nucleare. Il ddl prevede infatti che entro sei mesi il<br />
governo predisporrà la normativa per per la localizzazione delle<br />
centrali oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti<br />
radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti<br />
potranno essere dichiarati &#8220;di interesse strategico nazionale&#8221; e quindi<br />
soggetti anche a controllo militare, come già avviene per le discariche<br />
dei rifiuti. A vigilare sulla sicurezza delle nuove centrali, dalla<br />
costruzione, alla gestione e al successivo smaltimento delle scorie sarà<br />
l&#8217;Agenzia per la sicurezza nucleare. </p>
<p>Questa parte del provvedimento ha scatenato durissime reazioni e<br />
critiche dal mondo ambientalista e da alcuni amministratori locali di<br />
aree che potrebbero essere interessate dalla costruzioni di nuove<br />
centrali, come il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e quella<br />
del Piemonte Mercedes Bresso. </p>
<p>EFFICIENZA ENERGETICA. Il ddl prevede che il ministro dello Sviluppo<br />
economico predisponga entro il 31 dicembre 2009 un piano straordinario<br />
per l&#8217;efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere alla<br />
Commissione europea, preparato con l&#8217;apporto <br />
dell&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;efficienza energetica. </p>
<p>CLASS ACTION. Dopo aver bloccato l&#8217;introduzione della possibilità per i<br />
consumatori e gli utenti dei servizi pubblici di fare causa comune in<br />
tribunale (era stata prevista dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi),<br />
il ddl riapre ora questa possibilità, ma ne esclude la retroattività,<br />
rendendola quindi impossibile per alcuni degli scandali più dolorosi<br />
degli ultimi anni, come quelli Cirio e Parmalat. Inoltre la nuova<br />
disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010. </p>
<p>EDITORIA. Ripristinati 70 milioni di euro per il fondo <br />
per l&#8217;editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Dunque 140 milioni<br />
di euro in due anni che vengono coperti con l&#8217;aumento della Robin tax. </p>
<p>ROBIN TAX. Sale dal 5,5% al 6,5% la maggiorazione <br />
dell&#8217;aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e<br />
dell&#8217;energia elettrica. Le risorse sono destinate al ripristino del<br />
fondo dell&#8217;editoria. </p>
<p>ASSICURAZIONI. In arrivo il contratto di durata <br />
poliennale. Lo potrà proporre l&#8217;assicuratore al posto di una copertura<br />
di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Scatteranno però<br />
delle penalità nel caso di recesso. </p>
<p>PREZZO BENZINA. Giù il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano<br />
impianti di estrazione. Aumenta infatti dal 7% al 10% l&#8217;aliquota di<br />
prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione è<br />
tenuto a corrispondere e contestualmente viene istituito il fondo per la<br />
riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni<br />
interessate dall&#8217;estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. </p>
<p>BOLLO AUTO A GAS. Le Regioni possono esentare dal pagamento della tassa<br />
automobilistica per 5 anni le auto e i veicoli commerciali che passano<br />
al Gpl o al metano. Altri punti del ddl riguardano infine le procedure<br />
per operare privatamente nel settore ferroviario, per tutelare il made<br />
in Italy dalle contraffazioni e per introdurre maggiore trasparenza nele<br />
tariffe marittime. </p>
<p>(9 luglio 2009) </p>
<p>di <i>La Boje</i></p>
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		<title>mercatino del libro scolastico usato</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 13:27:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[APERTURA MERCATINO ALLO SPAZIO SOCIALE LA BOJE DI VIA FRUTTA 3
MATTINA DALLE 10.00 ALLE 12.30
POMERIGGIO DALLE 15.30 ALLE 18.00
LIBERIAMO I SAPERI DAL CARO LIBRI
di collettivo studentesco aca toro
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>APERTURA MERCATINO ALLO SPAZIO SOCIALE LA BOJE DI VIA FRUTTA 3</p>
<p>MATTINA DALLE 10.00 ALLE 12.30</p>
<p>POMERIGGIO DALLE 15.30 ALLE 18.00<br />
LIBERIAMO I SAPERI DAL CARO LIBRI</p>
<p>di <i>collettivo studentesco aca toro</i></p>
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		<title>La notte rosa degli schiavi in riviera</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 12:02:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riviera romagnola: una pennellata rosa sul lavoro grigio
Sono tornati nelle strade di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, i manifesti &#8220;Cercasi Schiavo&#8221; nell&#8217;ambito della campagna di denuncia dello sfruttamento del lavoro stagionale lanciata dal Comitato Schiavinriviera, un gruppo di ricerca che si occupa della divulgazione di materiale informativo rivolto ai dipendenti stagionali attraverso un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riviera romagnola: una pennellata rosa sul lavoro grigio<br />
Sono tornati nelle strade di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, i manifesti &#8220;Cercasi Schiavo&#8221; nell&#8217;ambito della campagna di denuncia dello sfruttamento del lavoro stagionale lanciata dal Comitato Schiavinriviera, un gruppo di ricerca che si occupa della divulgazione di materiale informativo rivolto ai dipendenti stagionali attraverso un blog. I manifesti, rosa come l&#8217;evento turistico dell&#8217;anno, vogliono ricordare che anche nella ridente riviera romagnola lavorano persone le cui condizioni non corrispondono a quelle definite legalmente dai loro contratti, e che il risultato atteso e sperato di questa notte rosa sarà garantito anche da loro. <br />
 un articolo pubblicato anche sulle pagine nazionali del Manifesto</p>
<p>notte rosa C&#8217;è Lucia che, ogni notte prima di andare a letto, punta la sveglia alle sei e trentacinque. Quando si sveglia, fa la doccia e beve il caffè di fretta. Poi, puntuale, esce dalla sua stanza e scende nella hall dell&#8217;albergo in cui lavora. Fa la cameriera ai piani, ha due pause: una per colazione e una per pranzo. Poi ricomincia alle cinque, riordina le sale e si dedica alla lavanderia. Finisce alle nove, perché alle sette inizia la cena. Dopo undici ore e mezza di lavoro, se ne torna in camera. Le piacerebbe uscire un po&#8217;, la sera, per svagarsi o prendere una boccata d&#8217;aria, ma non sempre ne ha le forze, ed anche se riuscisse a trovarle il mattino successivo se ne pentirebbe dato lo scarso riposo.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche Matteo a Rimini, 21 anni e 12 ore. C&#8217;è Valentina, barista della Riviera che arriva fino a 14 ore. Poi ci sono Armando a Bellaria, Carola a Viserba, Isa ed Erind a Riccione, e tanti altri schiavi della riviera.</p>
<p>Molti in regola per meno della metà delle ore di lavoro effettive, quasi tutti senza giorno libero, senza contributi pagati, senza tredicesima, quattordicesima, ferie non godute e tfr. Per alcuni si tratta di un&#8217;esperienza momentanea, in attesa del termine degli studi, per altri è la sola fonte di reddito. Molti vengono dal sud d&#8217;Italia, gli stranieri aumentano, i romagnoli diminuiscono. Tutti per un semplice e banale bisogno di soldi resistono alla violazione dei propri diritti e tacciono. La maggior parte di loro non riesce ad intravedere un&#8217;alternativa, ed anzi crede che questa condizione sia la normalità.</p>
<p>Ed è così se vivi in riviera, perché l&#8217;estate è una parentesi, è il momento del lavoro, del sacrificio, anche a costo di rimetterci la salute. È normale perché gli imprenditori del turismo dettano le regole, e tutto diventa legittimo di fronte ai picchi delle richieste del mercato.</p>
<p>È tale la diffusione del concetto di &#8220;normalità&#8221; riferito allo sfruttamento del lavoro stagionale che la stampa locale non ha quasi mai dedicato un paio di righe al fenomeno, portando avanti una chiara linea politica finalizzata ad evitare il dibattito in merito.</p>
<p>A ciò si aggiunge la forte rete che le aziende turistiche hanno creato negli anni e che ha contribuito ad inibire ogni tipo di azione individuale del lavoratore. A fronte di una pretesa legittima di quest&#8217;ultimo (magari un giorno libero dopo due mesi&#8230;), una semplice telefonata tra colleghi imprenditori potrebbe compromettere la possibilità di trovare lavoro l&#8217;anno successivo.</p>
<p>Contro questa &#8220;grande famiglia&#8221; il sindacato si mostra impotente, mantenendo un livello d&#8217;intervento bassissimo nel settore, dimostrando così un distacco tra la realtà sindacale e quella del lavoro stagionale. Addirittura, la maggior parte dei dipendenti stagionali è pressoché all&#8217;oscuro dei propri reali diritti.</p>
<p>Le lingue allenate a battere il tamburo sembra abbiano cambiato mestiere e i lavoratori restano soli. Per fortuna, tra loro, c&#8217;è qualcuno che si organizza.</p>
<p>schiavi Qualcuno parla, denuncia e raccoglie testimonianze. Nato nel 2007 il Comitato Schiavinriviera dà voce ai lavoratori stagionali della costa romagnola attraverso un blog su cui denunciare, condividere e commentare il sistema dello schiavismo estivo. È un gruppo di ricerca, composto da chi conosce il fenomeno perché lo vive o lo ha vissuto in prima persona, e che, stanco del perpetrarsi di vecchie prassi, raccoglie le singole storie dei diversi lavoratori, straordinariamente simili tra loro.</p>
<p>www.schiavinriviera.it è un blog semplice con diversi approfondimenti: diritti, interviste (un&#8217;inchiesta che ha coinvolto oltre cento lavoratori), rassegna stampa, tabelle salariali e traduzioni in rumeno. Il blog si arricchisce di tante storie, non solo romagnole, come quella di Giovanna, laureata in lettere che lavora in Puglia otto ore al giorno sette giorni su sette e al Comitato scrive &#8220;Se volessi far valere i miei diritti mi metterebbero alla porta, quella di servizio naturalmente. In quest&#8217;altalena di sentimenti, fra la gioia e la frustrazione, faccio la mia esperienza&#8221;.</p>
<p>Nel mondo della crisi, dove trovare un lavoro è una fortuna per pochi, c&#8217;è chi ti fa credere nella bella paga e ti vende un lavoro senza diritti e con continui ricatti. &#8220;Guadagno 1200 euro al mese, inizio a fine maggio e finisco la prima settimana di settembre, senza mai un giorno di riposo, quindi sono circa tre stipendi e mezzo&#8221; dice Stefano &#8220;Niente TFR, tredicesima, quattordicesima, 1200 tutto compreso. Il giorno di Ferragosto ho lavorato di filata dalle 6 del mattino alle 10 di sera, e non mi hanno dato nemmeno 50 euro in più&#8221;. Quella degli Schiavinriviera è un&#8217;iniziativa che cerca il cambiamento, fatto giorno per giorno, e decide di scegliere tra ingiustizia e solidarietà. Si tratta di offrire una piattaforma comune all&#8217;interno della quale chiunque sia libero di narrare la propria vicenda e riconoscere qualcosa di sé in quelle degli altri.</p>
<p>Ma il blog non basta, oltre alla raccolta di dati ed esperienze, il Comitato tappezza le città della Riviera Romagnola di manifesti provocatori che recitano &#8220;CERCASI SCHIAVO per stagione estiva&#8221;, per richiamare l&#8217;attenzione sia dei lavoratori, sia delle istituzioni che di chiunque passeggi per le ridenti vie della costa (spettacolo nello spettacolo sono i volti increduli dei turisti incuriositi da un annuncio così bizzarro ai nostri giorni).</p>
<p>Oggi, 4 luglio 2009, la Riviera festeggia &#8220;La notte rosa&#8221;. Definito come il capodanno dell&#8217;estate, è l&#8217;evento più importante per il turismo romagnolo che vede coinvolte tutte le città della costa in festeggiamenti, concerti ed iniziative di vario genere. Così come a ferragosto, o in un fine settimana affollato, oggi gli schiavi della riviera devono dare il doppio. Per lo stesso stipendio, ovvio.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno, le migliaia di persone che affolleranno le spiagge o le piazze per vivere una serata diversa dalle altre, abbagliati dalle luci rosa dei festeggiamenti, non vedranno Lucia. Né Matteo. Né Valentina. Per la prima volta, però, vedranno dei manifesti, rosa come questa notte, e chissà che non inizino a rifletterci su.</p>
<p>> Info: www.schiavinriviera.it &#8211; comitato@schiavinriviera.it</p>
<p>di <i>autpop</i></p>
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		<title>Razzismo istituzionale: il governo Berlusconi approva il pacchetto sicurezza</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 12:41:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
02.07.2009
Stampa articolo
Razzismo istituzionale: il governo Berlusconi approva il pacchetto sicurezza
migranti
L&#8217;Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, che da oggi diviene quindi legge dello Stato. I voti favorevoli sono stati 157, quelli contrari 124 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore PdL, Lega Nord e MpA. Contro si sono espressi Pd, Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
02.07.2009<br />
Stampa articolo<br />
Razzismo istituzionale: il governo Berlusconi approva il pacchetto sicurezza<br />
migranti</p>
<p>L&#8217;Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, che da oggi diviene quindi legge dello Stato. I voti favorevoli sono stati 157, quelli contrari 124 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore PdL, Lega Nord e MpA. Contro si sono espressi Pd, Italia dei Valori e Udc. La maggioranza esulta (Lega in testa), l&#8217;opposizione borbotta nonostante sia pesante la responsabilità e contiguità politica avuta nell&#8217;implementazione di un discorso e clima razzista e discriminatorio che oggi si esplicita per legge.</p>
<p>
02.07.2009<br />
Stampa articolo<br />
Razzismo istituzionale: il governo Berlusconi approva il pacchetto sicurezza<br />
migranti</p>
<p>L&#8217;Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, che da oggi diviene quindi legge dello Stato. I voti favorevoli sono stati 157, quelli contrari 124 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore PdL, Lega Nord e MpA. Contro si sono espressi Pd, Italia dei Valori e Udc. La maggioranza esulta (Lega in testa), l&#8217;opposizione borbotta nonostante sia pesante la responsabilità e contiguità politica avuta nell&#8217;implementazione di un discorso e clima razzista e discriminatorio che oggi si esplicita per legge.</p>
<p>Nonostante l&#8217;ostinatezza del governo Berlusconi sul tema negli ultimi mesi forte e diffusa è stata la mobilitazione contro il pacchetto sicurezza, che hanno visto migliaia di migranti scendere in piazza con tutta la loro voglia di essere protagonisti della loro vita, figure professionali prendere posizione contro le devianze imposte al loro lavoro, tantissime persone protestare contro le politiche securitarie del governo Berlusconi. Mobilitazioni che si sono battute contro il pacchetto sicurezza ma che sono state capaci di allargare lo sguardo ed inquadrare e cogliere anche la necessità di combattere tutte quelle battaglie affini alla questione sicurezza: contro le detenzioni nei Cie e i respingimenti in mare, per il diritto a casa lavoro e residenza per profughi e migranti, contro il dogma della sicurezza e per libertà e diritti per tutt*.<br />
Pubblichiamo di seguito stralci di un approfondimento pubblicato sulla rivista cartacea di Carta (numero 23) a firma di Fulvio Vassallo Paleologo, docente dell&#8217;università di Palermo oltre che membro dell&#8217;Associazione studi giuridici sull&#8217;immigrazione. [www.carta.org]</p>
<p>Un diritto penale speciale<br />
Si stanno costituendo le condizioni per un processo penale speciale per i migranti. Ed è già definito il quadro di un nuovo diritto penale speciale. che non si limita agli immigrati, ma coinvolge tutti i cittadini, con il ricorso alla sanzione penale totalmente rimessa alla discrezionalità amministrativa per sanzionare i comportamenti più frequenti nelle situazioni di conflitto sociale. Va in questa direzione la reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, che costituirà in futuro un arma potentissima in mano alla polizia per mettere sotto processo qualsiasi persona, migrante o cittadino, che abbia comportamenti qualificati discrezionalmente come offensivi per l&#8217;autorità. Un passaggio decisivo dallo stato di diritto allo stato di polizia.</p>
<p>Il reato di clandestinità<br />
L&#8217;introduzione del reato di immigrazione clandestina, seppure sanzionato da una pena pecuniaria, costituisce una rilevante rottura del principio di eguaglianza affermato dall&#8217;art. 3 della Costituzione dato che coloro che si troveranno in una condizione di irregolarità non potranno fare valere in giudizio i propri diritti e i propri interessi legittimi come previsto dall&#8217;art. 24 della Costituzione, che riguarda tutti gli esseri umani e non soltanto i cittadini.</p>
<p>Detenzione amministrativa ed espulsione<br />
Il prolungamento dei tempi della detenzione amministrativa fino a sei mesi viola la riserva di giurisdizione stabilita dall&#8217;art. 13 della Costituzione poiché snatura la funzione dell&#8217;internamento nei Centro di identificazione ed espulsione [Cie], misura non più finalizzata all&#8217;esecuzione delle misure di allontanamento forzato, ma vera sanzione per una condizione soggettiva di irregolarità, applicabile, anche con successivi internamenti, nei confronti di chi non ha commesso alcun reato. La sanzione del reato di immigrazione clandestina consentirà inoltre alle autorità di polizia di detenere e allontanare dal territorio i migranti privi del permesso di soggiorno senza applicare le garanzie procedurali [a partire dal diritto di difesa] previste dalla direttiva comunitaria sui rimpatri, che stabilisce la priorità dei rimpatri volontari e limita i casi di detenzione amministrativa alle ipotesi nelle quali non siano possibili altre forme di limitazione della libertà di circolazione.</p>
<p>La denuncia del lavoro nero<br />
L&#8217;introduzione del reato di immigrazione clandestina comporterà anche uno stravolgimento di quanto previsto dall&#8217;art. 2 del Testo Unico sull&#8217;immigrazione che riconosce a tutti, quale che sia la loro condizione di soggiorno, i diritti fondamentali della persona. La certezza dell&#8217;allontanamento forzato, a seguito della scoperta della condizione di irregolarità, potrà impedire anche le già modeste possibilità di denuncia dei caporali e dei datori di lavoro in nero, limitando l&#8217;accesso alle misure di protezione sociale previste dall&#8217;art. 18 del Testo Unico sull&#8217;immigrazione n.286 del 1998, sempre più rimesso alla discrezionalità delle autorità di polizia.</p>
<p>Il diritto d&#8217;asilo negato<br />
Il reato di immigrazione clandestina costituirà un ulteriore ostacolo per l&#8217;accesso alle procedure di protezione internazionale e permetterà, in caso di diniego sulla prima istanza, un allontanamento forzato verso paesi che non rispettano i diritti fondamentali della persona. In contrasto con quanto previsto dalle convenzioni internazionali e dalle direttive comunitarie, si introduce come regola la detenzione amministrativa dei richiedenti asilo costretti all&#8217;ingresso irregolare dalla mancanza di qualsiasi possibilità di ingresso legale.</p>
<p>La salute e la scuola<br />
Con l&#8217;entrata in vigore delle norme che inaspriscono le sanzioni penali per gli immigrati privi di permesso di soggiorno non sarà possibile neppure riconoscere un figlio, avere accesso alle cure mediche senza il rischio di essere espulsi, rivendicare la retribuzione per il lavoro prestato. Diventerà impossibile per i figli di immigrati irregolari completare i corsi di studio oltre la scuola dell&#8217;obbligo. Le nuove norme consegnano i migranti irregolari a una condizione di sfruttamento servile che si sta estendendo rapidamente. Il disegno di legge sulla sicurezza cancella gli orientamenti giurisprudenziali che avevano escluso la sanzionabilità penale degli immigrati irregolari che dopo l&#8217;ordine di allontanamento si erano trattenuti nel territorio nazionale per un «giustificato motivo», come la mancanza di documenti, o di mezzi economici per fare rientro nel paese di origine.</p>
<p>Il permesso di soggiorno «a punti»<br />
La previsione di un permesso di soggiorno «a punti» che i migranti regolari possono perdere sulla base di valutazioni discrezionali delle autorità di polizia, in caso di mancato rispetto del cosiddetto «accordo di integrazione», viola l&#8217;articolo 10 della Costituzione, che afferma il principio secondo cui spetta alla legge la definizione della condizione giuridica dello straniero. Tutti gli immigrati, anche quelli regolari, diventano così «ostaggio» delle autorità di polizia. </p>
<p>di <i>Spazio Sociale La Boje</i></p>
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		<title>4 LUGLIO: MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA BASE USA DAL MOLIN</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:49:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Guerre e Antimilitarismo]]></category>
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		<description><![CDATA[RITROVO IN STAZIONE DEI TRENI A MANTOVA 12.00
PARTENZA TRENO 12.21, ARRIVO A VICENZA PER LE 13.50.
RITORNO: 18.08 ARRIVO 19.46
 19.05 ARRIVO 20.47 ( da Vicenza a Verona c&#8217; è un eurostar )
 20.06 ARRIVO 22.32 
Fuori dalla stazione di Vicenza sarà attivo un servizio di bus navetta per arrivare al concentramento, per maggiori info: http://www.nodalmolin.it/spip.php?article359
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RITROVO IN STAZIONE DEI TRENI A MANTOVA 12.00<br />
PARTENZA TRENO 12.21, ARRIVO A VICENZA PER LE 13.50.</p>
<p>RITORNO: 18.08 ARRIVO 19.46<br />
 19.05 ARRIVO 20.47 ( da Vicenza a Verona c&#8217; è un eurostar )<br />
 20.06 ARRIVO 22.32 </p>
<p>Fuori dalla stazione di Vicenza sarà attivo un servizio di bus navetta per arrivare al concentramento, per maggiori info: <a href="http://www.nodalmolin.it/spip.php?article359" title="http://www.nodalmolin.it/spip.php?article359">http://www.nodalmolin.it/spip.php?article359</a></p>
<p>Il 4 luglio è l&#8217;anniversario in cui gli statunitensi festeggiano la propria indipendenza; quest&#8217;anno sarà anche il giorno in cui i vicentini &#8211; e tutti coloro che vogliono la pace e la difesa dei beni comuni &#8211; decreteranno la propria indipendenza dalle servitù militari.<br />
Il 4 luglio è l&#8217;anniversario in cui gli statunitensi festeggiano la propria indipendenza; quest&#8217;anno sarà anche il giorno in cui i vicentini &#8211; e tutti coloro che vogliono la pace e la difesa dei beni comuni &#8211; decreteranno la propria indipendenza dalle servitù militari.</p>
<p>Una grande mobilitazione in una giornata dall&#8217;alto valore simbolico; non solo per l&#8217;Independence Day, ma soprattutto perchè quel sabato anticipa di pochi giorni l&#8217;apertura del G8 all&#8217;Aquila e l&#8217;arrivo in Italia del presidente statunitense Obama.</p>
<p>Il G8 rappresenta il momento in cui coloro che si autodefiniscono &#8220;i grandi della terra&#8221; vorrebbero decidere, senza di noi, le sorti del pianeta; da realizzare, s&#8217;intende, anche con la guerra, laddove costrizioni politiche ed economiche non siano sufficenti.</p>
<p>Obama rappresenta la promessa, per milioni di donne e uomini, di un cambiamento possibile; ma, finora, alle parole non sono seguiti fatti concreti e politiche reali per dar davvero vita a &#8220;un governo del popolo, per il popolo, con il popolo&#8221; e alla fine delle guerre e delle devastazioni da esse prodotte.</p>
<p>La manifestazione del 4 luglio rappresenta la voglia e la determinazione di riappropriarsi del futuro proprio e di quello del pianeta, a partire dai nostri territori; vogliamo liberare il Dal Molin dalla base di guerra, vogliamo far capire a Obama la tenacia e la caparbietà della nostra lotta, vogliamo rivendicare la dignità del nostro rifiutare un&#8217;imposizione che ci renderebbe complici della guerra in una città devastata dalla militarizzazione.</p>
<p>Pratichiamo democrazia e indipendenza, liberiamo Vicenza.</p>
<p>di <i>Spazio Sociale La Boje</i></p>
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