<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>articolozero &#187; Comunicati</title>
	<atom:link href="http://www.articolozero.org/argomenti/comunicato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.articolozero.org</link>
	<description>network del movimento mantovano</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2010 17:51:52 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Manifestare con lentezza</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2010/03/manifestare-con-lentezza/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2010/03/manifestare-con-lentezza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 17:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[aca toro]]></category>
		<category><![CDATA[acatoro]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione 12 marzo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articolozero.org/?p=15881</guid>
		<description><![CDATA[

Venerdì 12 marzo, in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL, siamo scesi in piazza per protestare contro la riforma Gelmini varata dal consiglio dei ministri nelle scorse settimane.
In un centinaio abbiamo sfilato per le vie della città, cercando di bloccare il traffico nonstante i limiti imposti dalla questura di Mantova. Tali limiti rappresentano un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4317.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-15921" title="100_4317" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4317-300x225.jpg" alt="100_4317" width="300" height="225" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Venerdì 12 marzo, in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL, siamo scesi in piazza per protestare contro la riforma Gelmini varata dal consiglio dei ministri nelle scorse settimane.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In un centinaio abbiamo sfilato per le vie della città, cercando di bloccare il traffico nonstante i limiti imposti dalla questura di Mantova. Tali limiti rappresentano un chiaro attacco al diritto di manifestare pacificamente per esprimere il proprio dissenso, diritto garantito dalla costituzione. Impedire agli studenti di sfilare davanti al provveditorato agli studi e impedire durante il corteo soste superiori a cinque minuti è un tentativo per sminuire l&#8217;efficacia della protesta. Di fronte a tale provvedimento abbiamo scritto un apello, ottenendo la solidarietà del Coordinamento Precari Scuola Mantova, di Sinistra Critica Mantova e di alcuni esponenti della FIOM.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Noi, per opporci a questo, forti della solidarietà ottenuta, abbiamo bloccato il traffico in viale Risorgimento con un sit-in durato una decina di minuti. La manifestazione è poi proseguita ricca di contenuti ed interventi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Di fronte al proprio comitato elettorale, abbiamo contestato il PD. Non ci dimentichiamo infatti della riforma Fioroni, che, continuando il processo di privatizzazione di scuola e università, ha rafforzato l&#8217;autonomia scolastica (strumento per lasciarle senza soldi in mani ai finanziatori privati), ha dato più poteri nel consiglio di classe ai professori di religione e ha inasprito il recupero dei debiti, mentre tagliava risorse pubbliche. Non dimentichiamo nemmeno quanto sia costata la presidenza del PD nel consiglio comunale per la nostra città: siamo stufi di assistere a continue colate di cemento sul nostro suolo, utili a riempire soltanto le tasche di rampanti imprenditori locali e a rendere dormitori i quartieri popolari.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poco più in là, in sit-in davanti al comitato elettorale di Lucchini, abbiamo gridato il nostro sdegno nei confronti del PDL, della sua politica di privatizzazioni di beni comuni, e soprattuto nei confronti della riforma Gelmini, che non fa altro che creare una scuola basata su tagli economici e disugualianze tra gli studenti, negando un futuro a chi non può permettersi economicamente di studiare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il corteo è poi proseguito verso l&#8217;università, dove si è parlato del processo di Bologna, proprio in occasione del suo decennale e della contestazione a Vienna. Questo processo, promosso dai ministri dell&#8217;istruzione dei paesi europei, porterà alla standardizzazione delle università europee, all&#8217;insegna di un sapere nozionistico dovuto all&#8217;ingresso dei privati negli atenei e alla scolarizzazione delle facoltà.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La sede locale della Lega Nord dietro l&#8217;angolo, richiedeva una sosta. Mentre veniva denunuciata la politica xenofoba e razzista portata avanti da questo partito anche solo in ambito scolastico (basti pensare al comune di Goito o o alla proposta del tetto del 30% per gli studenti migranti), abbiamo attaccato adesivi e cartelloni intorno alla vetrina leghista.<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4480.JPG"><img class="alignright size-medium wp-image-15931" title="100_4480" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4480-300x225.jpg" alt="100_4480" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo è stato poi riportato dai media con servizi e articoli fantasiosi che corrispondono a ricostruzioni falsate, utili in tempo di campagna elettorale. Dalla Voce di Mantova e dal Tg Mantova  siamo stati accusati di aver assaltato la sede della Lega con lanci di bottiglie e uova, un modo un po&#8217; bizzarro per descrivere una pacifica &#8217;sanzione&#8217; con adesivi. Chiaramente i giornalisti del quotidiano e dell&#8217;emittente televisiva, oltre che non essere essere presenti alla manifestazione, non si sono preoccupati di sentire la versione del collettivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il corteo, conclusosi poi in piazza Erbe, è stata anche l&#8217;occasione per portare avanti due importanti iniziative del collettivo: la lotta per uno spazio assembleari e le &#8216;RiPop!&#8217;. Per la prima è iniziata una raccolta firme con la richiesta per la Provincia di provvedere alla mancanza di uno spazio dove poter esercitare il nostro diritto d&#8217;assemblea. Le scuole cittadine, infatti, non hanno aule sufficientemente capienti per assemblee d&#8217;istituto e noi studenti siamo quindi obbligati a sborsare soldi per il noleggio di una struttura privata. Nemmeno il modo in cui lavorano comune e provincia però ci piace: non vogliamo che la costruzione di questo spazio si trasmormi nell&#8217;ennesima colata di cemento, all&#8217;insegna della speculazione edilizia ed ai danni della collettività. Vogliamo quindi la riqualifica di una struttura già esiste ed inutilizzata. Le ripetizioni popolari (RiPop!) sono invece un servizio concreto fornito dal collettivo e dal Coordinamento Precari Scuola. Le ultime riforme, infatti, hanno privato quasi totalmente gli studenti di avere una possibilità di recupero gratuito delle materie insufficienti. Spariti i corsi di recupero scolastici, l&#8217;unico modo per ricevere un&#8217;istruzione qualificante è quello di affidarsi a delle costose ripetizioni private. In questo modo però l&#8217;istruzione diventa un provilegio di pochi, lasciando gli studenti di famiglie meno agiate costretti ad accontentarsi del poco che ricevono in lezioni sempre più approssimative. Le RiPop! Consistono quindi in lezioni tenute da professori del Coordinamento Precari Scuola agli studenti in difficoltà, in cambio di una libera e volontaria sottoscrizione per finanziare il progetto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_41871.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15911" title="100_4187" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_41871-300x225.jpg" alt="100_4187" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La protesta di venerdì è stato un segnale di come anche gli studenti mantovani, vedendosi negare il proprio futuro, non deisderano altro che smantellare questa vergognosa riforma scolastica, basata solo su privatizzazioni e tagli, riprendendosi ciò che gli spetta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>-collettivo acatoro</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>
<div class="ngg-imagebrowser" id="ngg-imagebrowser-331-15881">

	<h3>100_4320</h3>

	<div class="pic">
<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/manifestazione-12-marzo/100_4320.jpg" title="" class="shutterset_manifestazione-12-marzo">
	<img alt="100_4320" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/manifestazione-12-marzo/100_4320.jpg"/>
</a>
</div>
	<div class="ngg-imagebrowser-nav"> 
		<div class="back">
			<a class="ngg-browser-prev" id="ngg-prev-4621" href="http://www.articolozero.org/2010/03/manifestare-con-lentezza/?pid=4621">&#9668; Back</a>
		</div>
		<div class="next">
			<a class="ngg-browser-next" id="ngg-next-4601" href="http://www.articolozero.org/2010/03/manifestare-con-lentezza/?pid=4601">Next &#9658;</a>
		</div>
		<div class="counter">Picture 1 of 19</div>
		<div class="ngg-imagebrowser-desc"><p></p></div>
	</div>	

</div>	

</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<h1>Prove tecniche di repressione</h1>
<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/19841.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15781" title="1984" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/19841-300x199.jpg" alt="1984" width="300" height="199" /></a>comunicato del Collettivo Studentesco &#8216;Aca toro</p>
<p>In occasione del corteo studentesco che abbiamo indetto per venerdì 12 marzo, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Cgil, ci sono arrivate dal questore di Mantova prescrizioni e limitazioni alla nostra manifestazione che giudichiamo molto gravi.  Il questore prescrive soste durante il corteo di durata non superiori ai 5 minuti, giustificando tale presa di posizione con la limitazione dei disagi causati al traffico veicolare. Un provvedimento che lede l&#8217;efficacia stessa della manifestazione. Un viale o una strada che vengono attraversati da un corteo, causano per forza un blocco della circolazione. Un discorso al microfono, davanti a un luogo simbolico necessita di un tempo variabile a discrezione dell&#8217;oratore: non si può decretare per direttiva che l&#8217;articolazione di un pensiero non possa superare i 300 secondi.<br />
A chi riferisce del proprio operato il questore di Mantova? Alla Polizia  Locale o al  Ministero dell&#8217;Interno?<br />
Un&#8217;altra prescrizione che ci è stata notificata riguarda l&#8217;itinerario del corteo, che ha subito numerose modifiche rispetto la richiesta che avevamo inoltrato alla Digos di Mantova. Per la prima volta la questura decide quale deve essere il percorso più diretto per un corteo, senza accogliere le richieste di svolgimento della manifestazione stessa in luoghi che gli stessi organizzatori giudicano importanti o significativi.  Ci siamo visti negare il passaggio per il provveditorato agli studi, luogo decisivo e simbolico per le mobilitazioni e le vertenze studentesche, per quelle dei docenti precari e del personale ATA, e la notificazione di terminare la manifestazione in Piazza Mantegna invece che in Piazza Virgiliana.  Si tratta di episodi molto gravi che non hanno precedenti nella storia recente. Ci immaginiamo se a un corteo di operai che manifesta contro il trasferimento della propria azienda dove la manodopera costa meno, fosse vietato di sfilare davanti alla sede di Confindustria o se la questura vietasse lo svolgimento di manifestazioni davanti alla Prefettura, istanza territoriale dello Stato nella nostra città. Anche l&#8217;accettazione del principio di contingentare i tempi di una manifestazione rimane senza senso, se non quello di aprire inquietanti scenari sulle modalità di rilasciare le autorizzazioni per i cortei.  E cosa ci si dovrebbe aspettare la prossima volta? Un corteo da svolgersi solo in Z.T.L.? Un corteo che attraversi solo i vicoli del centro in modo da evitare l&#8217;interruzione dello shopping? Una manifestazione che non superi i 14 minuti di interruzione del traffico veicolare? Una manifestazione che si tenga ma che non sia visibile?<br />
In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo e che stiamo pagando a caro prezzo, lanciamo un appello a lavoratori, organizzazioni sindacali, organizzazioni politiche e associazioni per costruire un elemento di democrazia e di solidarietà contro questa ingiustizia che subiamo noi oggi, ma che rischia di riguardare tutte e tutti.</p>
<p>Aderisci all&#8217;appello, lascia un commento o invia una mail a i486@anche.no</p>
<h1>Una riforma 3D: Disoccupazione, disegualianza, diseducazione</h1>
<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/3dstudents1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15561" title="3dstudents" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/3dstudents1-300x232.jpg" alt="3dstudents" width="300" height="232" /></a>Oggi noi studenti siamo unicamente visti come pezzi sacrificabili di una scacchiera, individui a cui può essere negato un futuro, soggetti a cui si vuol far pagare questa crisi. Al contrario dovremmo essere visti per quello che siamo: la possibilità di riscatto sociale ed economica per il paese.<br />
La riforma delle scuole superiori, varata dal consiglio dei ministri non fa&#8217; altro che rafforzare l&#8217;idea già esistente. È vero, come si continua a sentire ai media, che è necessaria una riforma delle scuole superiori (l&#8217;ultimo riordinamento risale al 1923 con la riforma Gentile), ma non la si può basare su tagli economici. Il taglio epocale di cui si parla, attuato senza un minimo confronto con le organizzazioni sindacali, prevede la riorganizzazione degli istituti, sfoltendo indirizzi e riducendo gli orari, con l&#8217;ovvia conseguenza di   un aumento della precarietà tra gli insegnanti: spariranno circa 17mila cattedre.<br />
In realtà, però, la riforma non si riduce solo a questo : dietro c&#8217;è il tentativo di separare il sistema scolastico in due categorie. Da una parte ci saranno i licei, che vengono toccati meno dalla riforma subendo solo un accorpamento. Dall&#8217;altra, frequentati per la maggiore da migranti e da studenti appartenenti alla fasce subalterne della società, gli istituti tecnici e professionali, per i quali è prevista una nettariduzione dell&#8217;orario scolastico con la &#8216;promessa&#8217; di più laboratori nei quali trascorrere le ore che non si passano imparando la teoria sui libri. Per queste scuole le ore giornaliere saranno di 60 minuti, e quindi non più divise in moduli da 50, inoltre passeranno da 36 (40 per i professionali) a 32 le ore settimanali.<br />
Grazie a questa divisione in terza in media si dovrà compiere una sceltaancor più difficile: il divario tra i due “settori” rende ancor più complicato il passaggio da un tipo di scuola ad un altra, favorendo la dispersione scolastica. Scegliendo il proprio futuro in questo modo si costruisce una società classista, in cui le forbici tra i figli dei benestanti e quelli degli operai o dei migranti si allargano sempre di più, segnando il proprio futuro già dall&#8217;infanzia.La riforma non è altro che il proseguimento del percorso iniziato con Berlinguer e portato avanti sia da centrodestra che da centrosinistra. Noi ci opponiamo a questo taglia e cuci delle riforme precedenti e, decisi a riprenderci il nostro futuro, continueremo a riunirci, a costruire socialità e a lottare dentro e fuori dalle nostre scuole.</p>
<p>MANIFESTAZIONE STUDENTESCA<br />
venerdì 12 marzo<br />
stazione apam, viale Risorgimento &#8211; concentramento ore 8.30</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2010/03/manifestare-con-lentezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prove tecniche di repressione</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2010/03/prove-tecniche-di-repressione/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2010/03/prove-tecniche-di-repressione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 21:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articolozero.org/?p=15761</guid>
		<description><![CDATA[comunicato del Collettivo Studentesco &#8216;Aca toro
In occasione del corteo studentesco che abbiamo indetto per venerdì 12 marzo, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Cgil, ci sono arrivate dal questore di Mantova prescrizioni e limitazioni alla nostra manifestazione che giudichiamo molto gravi.   Il questore prescrive soste durante il corteo di durata non superiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/19841.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15781" title="1984" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/19841-300x199.jpg" alt="1984" width="300" height="199" /></a>comunicato del Collettivo Studentesco &#8216;Aca toro</p>
<p>In occasione del corteo studentesco che abbiamo indetto per venerdì 12 marzo, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Cgil, ci sono arrivate dal questore di Mantova prescrizioni e limitazioni alla nostra manifestazione che giudichiamo molto gravi.   Il questore prescrive soste durante il corteo di durata non superiori ai  5 minuti, giustificando tale presa di posizione con la limitazione dei disagi causati al traffico veicolare. Un provvedimento che lede l&#8217;efficacia stessa della manifestazione. Un viale o una strada che vengono attraversati da un corteo, causano per forza un blocco della circolazione. Un discorso al microfono, davanti a un luogo simbolico necessita di un tempo variabile a discrezione dell&#8217;oratore: non si può decretare per direttiva che l&#8217;articolazione di un pensiero  non possa superare i 300 secondi.<br />
A chi riferisce del proprio operato il questore di Mantova? Alla Polizia  Locale o al  Ministero dell&#8217;Interno?<br />
Un&#8217;altra prescrizione che ci è stata notificata riguarda l&#8217;itinerario del corteo, che ha subito numerose modifiche rispetto la richiesta che avevamo inoltrato alla Digos di Mantova. Per la prima volta la questura decide quale deve essere il percorso più diretto per un corteo, senza accogliere le richieste di svolgimento della manifestazione stessa in luoghi che gli stessi organizzatori giudicano importanti o significativi.   Ci siamo visti negare il passaggio per il provveditorato agli studi, luogo decisivo e simbolico per le mobilitazioni e le vertenze studentesche, per quelle dei docenti precari e del personale ATA, e la notificazione di terminare la manifestazione in Piazza Mantegna invece che in Piazza Virgiliana.   Si tratta di episodi molto gravi che non hanno precedenti nella storia recente. Ci immaginiamo se a un corteo di operai che manifesta contro il trasferimento della propria azienda dove la manodopera costa meno, fosse vietato di sfilare davanti alla sede di Confindustria o se la questura vietasse lo svolgimento di manifestazioni davanti alla Prefettura, istanza territoriale dello Stato nella nostra città. Anche l&#8217;accettazione del principio di contingentare i tempi di una manifestazione rimane senza senso, se non quello di aprire inquietanti scenari sulle modalità di rilasciare le autorizzazioni per i cortei.   E cosa ci si dovrebbe aspettare la prossima volta? Un corteo da svolgersi solo in Z.T.L.? Un corteo che attraversi solo i vicoli del centro in modo da evitare l&#8217;interruzione dello shopping? Una manifestazione che non superi i 14 minuti di interruzione del traffico veicolare? Una manifestazione che si tenga ma che non sia visibile?<br />
In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo e che stiamo pagando a caro prezzo, lanciamo un appello a lavoratori, organizzazioni sindacali, organizzazioni politiche e associazioni per costruire un elemento di democrazia e di solidarietà contro questa ingiustizia che subiamo noi oggi, ma che rischia di riguardare tutte e tutti.</p>
<p>Aderisci all&#8217;appello, lascia un commento o invia una mail a i486@anche.no</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2010/03/prove-tecniche-di-repressione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Don Marco Dessì: storia di ordinaria pedofilia</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/12/don-marco-dessi-storia-di-ordinaria-pedofilia/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/12/don-marco-dessi-storia-di-ordinaria-pedofilia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 18:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articolozero.org/?p=4781</guid>
		<description><![CDATA[


Dodici anni in primo grado, otto in appello. Sono le pene cui è stato condannato padre Marco Dessì, sacerdote di Villamassargia (Cagliari), accusato di violenza sessuale su minori e possesso di materiale pedopornografico. Reati commessi in Nicaragua, dove gestiva una missione che comprendeva anche un orfanotrofio: l’”Hogar del nino”, a Chinandega. E proprio i piccoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4791" title="pretofilia" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2009/12/pretofilia.jpg" alt="pretofilia" width="175" height="175" /></p>
<p>Dodici anni in primo grado, otto in appello. Sono le pene cui è stato condannato padre Marco Dessì, sacerdote di Villamassargia (Cagliari), accusato di violenza sessuale su minori e possesso di materiale pedopornografico. Reati commessi in Nicaragua, dove gestiva una missione che comprendeva anche un orfanotrofio: l’”Hogar del nino”, a Chinandega. E proprio i piccoli trovatelli sarebbero stati, secondo i magistrati, vittime delle sue sevizie: don Marco ne abusava e li costringeva anche ad avere rapporti sessuali fra loro mentre li riprendeva con una telecamera.</p>
<p>Secondo la Procura della repubblica di Parma, che ha condotto l&#8217;inchiesta, tutto sarebbe avvenuto in Nicaragua, dal 1983 in poi. Ma abusi sarebbero stati commessi anche in Italia e in altri paesi, dove il missionario accompagnava gruppi di bambini che facevano parte del Coro del Getsemani per promuovere raccolte di fondi da destinare alla missione.</p>
<p>I magistrati di Parma hanno accertato che grazie a una rete di relazioni anche ad altissimo livello istituzionale, godeva di uno status di assoluto privilegio. Non a caso, le periodiche denunce degli abusi sessuali cui venivano sottoposti gli orfanelli cadevano regolarmente nel vuoto. Né le autorità locali hanno mai aperto un&#8217;inchiesta anche dopo l&#8217;arresto in Italia e le condanne, in primo e secondo grado del missionario.</p>
<p>In Sardegna poteva contare su foltissime schiere di benefattori; fra i più generosi, anche un giornalista cagliaritano, Cesare Corda, che nel 1991 don Marco invitò a trascorrere un periodo di soggiorno a Betania. Corda scoprì una realtà ben diversa da quella che aveva sempre immaginato. In primo luogo, notò che mentre i bambini vivevano in una condizione di estrema indigenza, il sacerdote si concedeva un tenore di vita piuttosto lussuoso. Ma il peggio arrivò quando alcuni orfanelli gli confessarono di dover sottostare alle violenze sessuali del missionario. Analoghe confidenze aveva raccolto anche un altro volontario, il milanese Angelo Caterina, che lavorava a Betania</p>
<p>Corda e Caterina decisero di informare le autorità del Vaticano. Col risultato di provocare, ma solo per un breve periodo, il trasferimento di don Marco. Poi, tutto tornò come prima.</p>
<p>Nell&#8217;estate 2005, un altro volontario cagliaritano, Gianluca Calabrese, della onlus Solidando, venne a sapere delle violenze. Avviò allora una propria inchiesta,  quindi le sottopose a scrupolosa verifica insieme ai componenti della onlus di Modena Rock no war e ai rappresentanti del Comune di Correggio che, insieme a Solidando, avevano procurato ingenti finanziamenti per Betania. Nel luglio 2006, i volontari si presentarono in Vaticano e informarono il Promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede. Dopo gli accertamenti eseguiti l’alto prelato consigliò ai volontari di rivolgersi anche alla magistratura ordinaria. Quindi, il 17  ottobre 2006, fece recapitare a don Marco un Precetto penale ecclesiastico intimandogli di rientrare immediatamente in Italia e di ritirarsi in preghiera presso la  comunità Nuovi orizzonti di Frosinone. A pena di scomunica.</p>
<p>Era l&#8217;inizio di un processo ecclesiastico, attualmente sospeso, in attesa delle conclusioni della magistratura ordinaria. Ma, all&#8217;epoca, il sacerdote di Villamassargia non sapeva di essere nel mirino della Procura della repubblica di Parma. E tentava disperatamente di difendersi, e di difendere l&#8217;immenso patrimonio accumulato in Nicaragua, attraverso un vorticoso giro di telefonate. Tutte registrate dai carabinieri. Quelle intercettazioni, presentate al processo, hanno messo in evidenza la personalità piuttosto spregiudicata di un missionario che per neutralizzare i suoi accusatori era disposto a usare tutti i mezzi: dall&#8217;omicidio alle pesanti intimidazioni, alla corruzione, al ricatto, coinvolgendo anche la polizia del Nicaragua, che sapeva di poter manovrare.</p>
<p>Il 4 dicembre 2006 padre Marco Dessì è stato arrestato a Villamassargia. Nel suo computer, i militari hanno trovato oltre 1400 immagini pedopornografiche. Le ultime, catalogate pochi giorni prima che gli mettessero le manette.</p>
<p>Contro di lui le accuse di sei giovani, oggi fra i 22 e i 28 anni, che sono stati ospiti dell&#8217;orfanotrofio Hogar del nino di Chiandega: Oscar, Juan Carlos, Riccardo, Irvin, Luis David e Marlon. Tutti hanno sostenuto di essere stati vittime di ripetute violenze sessuali da parte di don Marco, all&#8217;epoca in cui facevano parte del Coro del Getsemani. Ma, nel processo di primo grado, al sacerdote sono stati contestati solo gli abusi commessi nei confronti dei primi tre giovani.  Tutte le altre accuse erano infatti cadute in prescrizione.</p>
<p>Il missionario è comparso per la prima volta in giudizio nel corso di un incidente probatorio tenutosi a Parma il 28 dicembre 2006.</p>
<p>Fra i testimoni più implacabili, Marlon, il giovane che  con le sua accuse ha dato il via all&#8217;inchiesta. I giudici gli hanno dedicato un&#8217;intera udienza. Marlon e gli altri ragazzi sono stati sottoposti, per disposizione del Pm, a una perizia psicologica che li ha giudicati assolutamente attendibili. Anche se tutti si portano appresso le conseguenze di quel terribile periodo. Don Marco considerava quanto realizzato a Betania, grazie alla generosità di tanti benefattori, come cosa sua. Lo dimostra quando, richiamato in Italia,  dà disposizioni a un collaboratore, perché metta al sicuro il patrimonio. <span style="text-decoration: underline;">P</span>er neutralizzare i testimoni, già arrivati in Italia, don Marco non bada ai mezzi. E quando Vanegas (il suo collaboratore) gli dice che «dovranno pure rientrare in Nicaragua, e avranno vita corta» lui non si scompone neppure di fronte all&#8217;ipotesi di omicidio. Consiglia a Vanegas di corrompere i testimoni con soldi (30 mila dollari) «dai soldi, usa soldi». Vuole neutralizzare soprattutto Marlon, il principale accusatore, a tutti i   costi, corrompendolo o «facendolo arrestare dalla polizia» che evidentemente sa di poter manovrare.</p>
<p>Tanto attivismo non giova però al sacerdote di Villamassargia, ma consente agli inquirenti di inquadrare meglio la natura di un personaggio pronto a tutto pur di scrollarsi di dosso accuse infamanti. Il processo di primo grado si celebra a Parma il 23 maggio 2007. Il Pm Lucia Russo chiede per don Marco la condanna a 16 anni di reclusione. Il Gup Pietro Rogato gliene infliggerà 12, il massimo, ritenendo ampiamente provate le accuse di violenza sessuale su minori e possesso di materiale pedopornografico. Nei successivi gradi di giudizio le cose si mettono diversamente. Nel processo d&#8217;appello celebratosi a Bologna il 1 novembre 2008 la corte riduce la pena da 12 a 8 anni. La posizione di don Marco potrebbe alleggerirsi ulteriormente perché, il 27 maggio scorso, la terza sezione della Corte di cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di appello per tutti i fatti commessi prima del 10 agosto 1998. Questo perché, fino a quella data, il Pm che ha condotto l&#8217;inchiesta avrebbe dovuto chiedere l&#8217;autorizzazione a procedere al ministero della Giustizia, trattandosi di reati commessi da italiani all&#8217;estero. Nell&#8217;agosto &#8216;98 la norma (art. 604 del codice penale) è stata modificata e l&#8217;autorizzazione ministeriale non è più prevista. Questo significa che si dovrà celebrare un nuovo processo di appello nel quale l&#8217;imputato dovrà rispondere solo dei reati che risulteranno commessi dopo il 10 agosto 1998. È il caso di evidenziare che questa è la prima volta che viene applicata in Italia questa normativa,  già altri 5 giudici avevano ritenuto non necessaria l’autorizzazione.</p>
<p>Nessuno ha mai sollevato, nei vari gradi di giudizio, dubbi sulle testimonianze quindi il lavoro svolto da tutti è stato valutato come positivo e non negato dalla cassazione: il rischio grosso, al momento, è che Dessì venga mandato a casa per un vizio di forma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/12/don-marco-dessi-storia-di-ordinaria-pedofilia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sulla manifestazione del 24 novembre</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/12/manifestazione-24novembre/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/12/manifestazione-24novembre/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 14:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[acatoro]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articolozero.org/?p=4181</guid>
		<description><![CDATA[Martedì 24 novembre siamo scesi ancora in piazza per difendere la scuola pubblica e il diritto allo studio messo in seria discussione dalla riforma Gelmini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Martedì 24 novembre siamo scesi ancora in piazza per difendere la scuola pubblica e il diritto allo studio messo in seria discussione dalla riforma Gelmini.</p>
<p style="text-align: left;">Dietro alla parola meritocrazia, continuamente utilizzata sia dal ministero che dai media quando parlano di questa riforma, si nasconde il più grande licenziamento della storia, con oltre 7 miliardi di euro tagliati alla scuola pubblica e 130mila insegnanti precari lasciati a casa.<br />
Riconosciamo in questo un chiaro tentativo di far pagare la crisi a chi non è responsabile della sua nascita: a studenti, precari e migranti. Per questo, a partire dall&#8217;anno scorso, ci identifichiamo sotto lo slogan “noi la crisi non la paghiamo”, perchè di fronte a questa condizione che ci viene calata dall&#8217;alto non intendiamo abbassare la testa, ma al contrario cerchiamo di costruire ogni giorno, a partire dalle nostre scuole, il conflitto che ci porta a scendere in piazza per cambiare il mondo che ci circonda.<br />
Meritocrazia sembra anche la parola migliore per riassumere la riforma di tecnici, licei e professionali, contro la quale ci mobilitiamo.<br />
Meritocrazia perchè gli studenti vengono divisi in base al loro merito, dove per merito s&#8217;intende la classe sociale, la disponibilità economica e i saperi che gli sono stati forniti gli anni precedenti alla scuola superiore. È così chiaro come il figlio di persone laureate, con<br />
disponibilità economica e con una buona preparazione ricevuta da una buona scuola media inferiore, si iscriverà ad un liceo, scuola che, da obbiettivo, avrà il compito di preparare gli studenti per un facile inserimento all&#8217;università. Nello stesso modo, uno studente figlio di<br />
operai, possibilmente non italiano, si iscriverà ad un istituto professionale, scuola che, da obbiettivo, gli farà avere una dimensione delle conoscenze limitata alla dimensione pratica del lavoro che farà per il resto del vita, se sarà in grado di trovarlo nonostante la crisi.</p>
<p style="text-align: left;">Ci si sta muovendo in varie città d&#8217;Italia contro questa riforma e l&#8217;unica risposta da parte delle istituzioni è stata la repressione. Dicendo questo portiamo la nostra solidarietà ai due studenti arrestati a Milano dopo il corteo del Gandhi (scuole civiche serali destinate a chiudere) e agli studenti che a Roma hanno ricevuto il 5 in condotta perchè hanno tentato di occupare la propria scuola.</p>
<p style="text-align: left;">Un altro motivo che ci ha portato a scendere in piazza è la mancanza di un vero e proprio spazio assembleare a Mantova. Non è possibile dividere in due i giorni in cui poter fare assemblee d&#8217;istituto e non è possibile pagare l&#8217;affitto di una struttura per poter esercitare un proprio diritto.</p>
<p style="text-align: left;">In oltre 200, provenienti da molte scuole cittadine e da Suzzara, abbiamo bloccato la città Martedì, intenzionati a occupare il provveditorato per fare assemblea, decidere le prossime mobilitazioni insieme e far sentire la nostra voce.<br />
Bloccati dalla polizia, abbiamo ottenuto un incontro col provveditore, col quale si è confrontata una nostra delegazione, mentre, davanti al provveditorato, la protesta si trasformava in un occupazione dell&#8217;ingresso, in attesa del ritorno della delegazione.Solo l&#8217;esito positivo dell&#8217;incontro ci ha fatto sgomberare.<br />
Il provveditore, infatti, ha accolto la richiesta di uno spazio assembleare, portata avanti dalla delegazione del movimento, riconoscendo che questo spazio ci spetta di diritto.<br />
L&#8217;ha accolta, scaricando un po&#8217; la responsabilità di questo alla provincia, che, secondo la legge, ha il compito di prendersi a carico l&#8217;edilizia scolastica.<br />
La mobilitazione non si fermerà qui.<br />
Abbiamo intenzione di portare il problema in provincia, con la convinzione che non ci può essere negato ancora per molto il diritto di fare assemblea.</p>
<p>Questo è solo un primo passo concreto per darci fiducia e continuare a protestare contro questa riforma, per ottenere una scuola diversa, con maggiore partecipazione studentesca, una scuola pubblica, laica e gratuita.</p>
<p style="text-align: right;">-collettivo studentesco<strong> Aca Toro</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-71-4181">

	<!-- Slideshow link -->
	<div class="slideshowlink">
		<a class="slideshowlink" href="http://www.articolozero.org/2009/12/manifestazione-24novembre/?show=slide">
			[Show as slideshow]		</a>
	</div>

	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-1631" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/aca toro6.JPG" title=" " class="shutterset_corteo24novembre" >
				<img title="          " alt="          " src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/thumbs/thumbs_aca toro6.JPG"  />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
	<div id="ngg-image-1641" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/aca toro8.JPG" title=" " class="shutterset_corteo24novembre" >
				<img title="          " alt="          " src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/thumbs/thumbs_aca toro8.JPG"  />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
	<div id="ngg-image-1651" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/manifestazione 24nov 1.JPG" title=" " class="shutterset_corteo24novembre" >
				<img title="          " alt="          " src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/thumbs/thumbs_manifestazione 24nov 1.JPG"  />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
	<div id="ngg-image-1661" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/manifestazione 24nov 14.JPG" title=" " class="shutterset_corteo24novembre" >
				<img title="          " alt="          " src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/thumbs/thumbs_manifestazione 24nov 14.JPG"  />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
	<div id="ngg-image-1671" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/manifestazione 24nov 4.JPG" title=" " class="shutterset_corteo24novembre" >
				<img title="          " alt="          " src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/thumbs/thumbs_manifestazione 24nov 4.JPG"  />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
	<div id="ngg-image-1681" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/manifestazione 24nov 5.JPG" title=" " class="shutterset_corteo24novembre" >
				<img title="          " alt="          " src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/thumbs/thumbs_manifestazione 24nov 5.JPG"  />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
	<div id="ngg-image-1691" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/manifestazione 24nov 6.JPG" title=" " class="shutterset_corteo24novembre" >
				<img title="          " alt="          " src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/corteo24novembre/thumbs/thumbs_manifestazione 24nov 6.JPG"  />
			</a>
		</div>
	</div>
	 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class='ngg-clear'></div>
 	
</div>

<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/12/manifestazione-24novembre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>All&#8217;ombra del muro</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/11/ombra-del-muro/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/11/ombra-del-muro/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[ddr]]></category>
		<category><![CDATA[germania est]]></category>
		<category><![CDATA[muro]]></category>
		<category><![CDATA[muro di berlino]]></category>
		<category><![CDATA[rdt]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articolozero.org/?p=3711</guid>
		<description><![CDATA[9 novembre &#8216;89: caduta del muro di Berlino, un evento spettacolare per noi dell&#8217;occidente, spettacolare perchè non è stato vissuto se non tramite foto o montaggi video.
Interpretato come la vittoria incontrastata del capitalismo, quest&#8217;evento viene ancora usato per dar forza ad una retorica anti-socialista, riducendo le esperienze del socialismo a quella del regime sovietico.
Ciò avviene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>9 novembre &#8216;89: caduta del muro di Berlino, un evento spettacolare per noi dell&#8217;occidente, spettacolare perchè non è stato vissuto se non tramite foto o montaggi video.<br />
Interpretato come la vittoria incontrastata del capitalismo, quest&#8217;evento viene ancora usato per dar forza ad una retorica anti-socialista, riducendo le esperienze del socialismo a quella del regime sovietico.<br />
Ciò avviene anche con volantini spudoratamente copiati da Wikipedia e privi sia di un reale contenuto politico sia di un&#8217;analisi della realtà dell&#8217;epoca. Gli anni 80 della DDR (la Repubblica Democratica Tedesca) sono stati segnati dal sorgere di movimenti spontanei composti da giovani, di cui gran parte studenti,che, repressi violentemente da un regime di stampo stalinista, richiedevano un nuovo socialismo, dal volto umano. Giovani che scendendo in piazza al grido “wir sind das volk”(noi siamo il popolo) non erano contrari all&#8217;idea di unificazione, ma di certo, non si riconoscevano nelle politiche liberiste dell&#8217;ovest.<br />
Di fatto, se l&#8217;est della Germania (e in particolar modo Berlino) viene ricordato per la forte repressione del regime sovietico, l&#8217;ovest nello stesso periodo viveva gli anni di piombo, un bubbone scoppiato  dal conflitto sociale maturato dopo anni di politiche liberali (lo stesso termine &#8216;anni di piombo&#8217; è stato coniato in Germania e applicato successivamente anche in Italia). Furono gli stessi giovani che il 3 ottobre 1990, mentre davanti alla porta di Brandeburgo si festeggiava l’unificazione della Germania con tanto di musica classica, canti patriottici e bandiera che saliva sul pennacchio, venivano violentemente caricati dalla polizia della Germania unificata nell’Alexanderplatz, in una manifestazione il quale titolo era &#8220;Germania, chiudi la bocca!&#8221;.Questa manifestazione è stata l’emblema di un idea che ha mosso una generazione contro la propria ‘nuova’ patria, dalla quale, rispetto a prima, ha guadagnato solo fast-food e videoteche porno.<br />
Ci ritroviamo ora a vent’anni da questo evento, vent’anni che sono stati un continuo avanzare di politiche di privatizzazione e di attacchi sia al mondo del lavoro sia a quello della scuola a livello internazionale.<br />
Vent’anni in cui il neoliberalismo è stato inquadrato come la ricetta economica ad ogni male della società, ma, sia l’11 settembre 2001, sia la crisi calata dall’alto che ora ci troviamo pagare, segnano una duplice sconfitta del capitalismo, prima politica, poi economica.<br />
Non abbiamo la faccia tosta di dire che l’unificazione della Germania è il primo passo verso un’Europa dei popoli liberi come già altri hanno fatto, perché questo non è assolutamente vero. Consci di essere in un mondo trasversalmente schiavizzato da un sistema che giova a pochi, ci uniamo alle proteste che negli anni 80 facevano gli studenti tedeschi e, con lo stessa voglia, lo stesso coraggio, la stessa resistenza nei confronti della repressione e delle costruzioni artificiali dei media, lottiamo per una nuova società libera da sfruttamento, oppressioni e autoritarismo.<br />
<strong><br />
-Collettivo &#8216;Aca Toro</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/11/ombra-del-muro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nulla da festeggiare</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/10/nulla-da-festeggiare/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/10/nulla-da-festeggiare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra e pace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articolozero.org/?p=3441</guid>
		<description><![CDATA[Il 4 novembre del 1918 finiva la prima guerra mondiale. Gli stati nazionali e gli imperi europei in quella guerra voluta per la difesa degli interessi industriali e del capitale, non esitarono a sacrificare milioni di vite, 650.000 solo per l’Italia e in gran parte appartenenti alle classi subalterne. La festa fu poi istituita pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3451" title="heroeswar" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2009/10/heroeswar-300x232.jpg" alt="heroeswar" width="300" height="232" />Il 4 novembre del 1918 finiva la prima guerra mondiale. Gli stati nazionali e gli imperi europei in quella guerra voluta per la difesa degli interessi industriali e del capitale, non esitarono a sacrificare milioni di vite, 650.000 solo per l’Italia e in gran parte appartenenti alle classi subalterne. La festa fu poi istituita pochi anni dopo dal regime fascista per trasformare le povere vittime della prima guerra mondiale in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria.<br />
Non c’è purtroppo solo una storia passata ma anche un inquietante presente. Oggi una rinata retorica “patriottica” bipartisan tende a legittimare gli interventi armati italiani nel mondo al fianco della Nato e ha rinvigorito la data del 4 novembre chiamandola “festa delle forze armate”. Ministri come La Russa e Gelmini invitano a cantare il Piave tutti in piedi e sull’attenti pensando non ai soldati morti per difendere gli interessi economici occidentali ma ai nuovi eroi della patria. Ancora una volta la retorica militarista.<br />
Quella di guerra è del resto la sola prospettiva che rimane a questa classe dirigente, ora che hanno distrutto l’economia e smantellano quel che resta delle strutture sociali tra cui, appunto, la scuola.<br />
<strong>Lo stato italiano spende circa 30 MILIARDI DI EURO l’anno per le spese  militari</strong>: aerei da combattimento, carri armati, incrociatori, missioni militari etc. . In questi tempi di crisi i politici ci ripetono che non ci sono soldi per chi rimane senza lavoro o per aumentare gli stipendi, non ci sono soldi per l’istruzione pubblica e la sanità, non ci sono soldi per nessuno: tranne che per fare la guerra e favorire i produttori di armi.</p>
<p><strong>Noi non abbiamo nulla da festeggiare: vediamo che l’Italia è in guerra anche oggi e l’Afghanistan è la disfatta su cui pesano le colpe più evidenti; continuiamo a mobilitarci contro questa guerra, per il ritiro delle truppe italiane dai teatri di guerra e per un taglio drastico delle spese militari perché quei fondi vengano destinati a ben più urgenti spese sociali.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/10/nulla-da-festeggiare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Respingi il barcone / Affonda la Lega!</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/09/respingi-il-barcone-affonda-la-lega/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/09/respingi-il-barcone-affonda-la-lega/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 15:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Antirazzismo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[pacchetto sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articolozero.org/?p=2741</guid>
		<description><![CDATA[
Oggi, sabato 12 settembre, la Lega Nord ha organizzato a Mantova la partenza in barca per il raduno padano di Venezia. Come studenti e precari/e di Sinistra Critica del collettivo femminista e studentesco abbiamo effettuato un blitz il cui obiettivo simbolico era di &#8220;respingere il barcone&#8221; dei leghisti. Sulla sponda opposta a quella del meeting [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Oggi, sabato 12 settembre, la Lega Nord ha organizzato a Mantova la partenza in barca per il raduno padano di Venezia. Come studenti e precari/e di Sinistra Critica del collettivo femminista e studentesco abbiamo effettuato un blitz il cui obiettivo simbolico era di &#8220;respingere il barcone&#8221; dei leghisti. Sulla sponda opposta a quella del meeting padano abbiamo srotolato uno striscione che affermava: &#8220;Respingi il barcone / Affonda la Lega&#8221;.<br />
Non ne possiamo più di sentirli predicare di essere &#8220;dalla parte dei più deboli&#8221; e &#8220;dalla parte dei lavoratori&#8221; quando loro sono i primi a fomentare la guerra tra poveri, i primi a diffondere un brodo di cultura razzista e tra i primi ad obbedire alle logiche padronali di sfruttamento.<br />
Pensiamo che la vera sicurezza non si trovi nelle ronde notturne, nei divieti anti-bivacco, nel controllo delle  telecamere, nella militarizzazione della città. La sicurezza che vogliamo<br />
è arrivare a fine mese, un lavoro sicuro, la piena integrazione  per i migranti, i diritti per le coppie omosessuali, una scuola pubblica e qualificata.<br />
Con questa azione abbiamo iniziato a riprenderci un pezzo della nostra città e delle nostre vite.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/09/respingi-il-barcone-affonda-la-lega/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A fianco degli operai di Termini Imerese</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4421/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4421/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 05:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro/nonLavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://articolozero.org/article/4421</guid>
		<description><![CDATA[A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. 
A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. 
Nel silenzio generale delle forze politiche della destra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!</p>
<p>Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. </p>
<p>A FIANCO DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE IN LOTTA!</p>
<p>Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in lotta. <br />
Nel silenzio generale delle forze politiche della destra e della sinistra borghese sta proseguendo l&#8217;offensiva lanciata dalla famiglia Agnelli per mettere la parola fine all&#8217;attività lavorativa di migliaia di operai, gettando sul lastrico i lavoratori e le loro famiglie. <br />
È la logica bestiale del sistema capitalistico che si concretizza in tutta la sua brutalità. Dopo aver intascato miliardi di denaro pubblico, ora i padroni per accumulare sempre maggiori profitti, distruggono le forze produttive, chiudono o delocalizzano le fabbriche, tagliano i salari, cancellano le aspettative di lavoro e speranze di vita dei proletari, su cui scaricano, senza alcuna esitazione, i costi di una crisi che loro stessi hanno causato. <br />
In ciò possono contare sul fattivo sostegno dell&#8217;ultrareazionario governo Berlusconi ai piani antioperai.<br />
In questa situazione drammatica occorre mantenere l&#8217;unità, continuare a scioperare e innalzare il livello di lotta, comprendendo che agli operai non resta altra arma che la lotta intransigente per la difesa dei propri interessi: non esistono scorciatoie, né onorevoli, né sindaci, né cardinali che possano dare soluzioni miracolose alle aspettative dei lavoratori. <br />
Ben altri sono gli interlocutori della lotta operaia: è necessario in primo luogo l&#8217;appoggio attivo dell&#8217;intera classe operaia &#8211; a cominciare dai lavoratori degli altri stabilimenti Fiat e dell&#8217;indotto che vivono nella stessa incertezza &#8211; e di tutto il resto delle masse popolari; occorre allargare la mobilitazione, collegarsi con le fabbriche degli altri paesi, rifiutando ogni concorrenza fra operai, ogni frammentazione delle lotte ed ogni illusione su soluzioni &#8220;istituzionali&#8221; della battaglia in corso. E&#8217; necessario che gli operai guidino un fronte di lotta che comprenda i disoccupati, i precari, gli studenti, gli immigrati. <br />
Al tempo stesso la mobilitazione non può limitarsi in un ambito sterilmente sindacale, a maggior ragione quando per anni i vertici sindacali sono stati un docile strumento di collaborazione di classe con i padroni sfruttatori.<br />
Occorre rompere, senza esitazioni, con l&#8217;opportunismo, i suoi partiti, le sue quinte colonne nei sindacati; per troppi anni hanno messo la classe operaia in panchina, hanno detto che gli operai non esistevano più, che erano residuali e marginali, mentre nel frattempo si dedicavano alla più spregevole politica consociativa con Confindustria e i suoi governi.<br />
Dobbiamo dire basta alla politica di accettazione di licenziamenti e di continui sacrifici! Dobbiamo rifiutarci di pagare la crisi dei padroni!<br />
Continuiamo dunque a lottare compatti, sviluppando l&#8217;organizzazione di classe, accumulando esperienza e sviluppando la coscienza che la crisi attuale è una crisi del sistema capitalistico nel suo insieme e perciò è essenziale una completa riorganizzazione della società. La classe operaia per mantenere l&#8217;occupazione e conquistare livelli di vita dignitosi deve andare al potere, deve governare con i suoi alleati! <br />
Per questo diciamo che oggi, ancor più che in passato, è urgente dotarsi dello strumento politico indispensabile per organizzare e dirigere la lotta quotidiana per l&#8217;affermazione dei nostri diritti legandola alla lotta contro lo sfruttamento, per l&#8217;emancipazione della classe operaia dal dominio padronale: il partito comunista!<br />
Alla realizzazione di quest&#8217;obiettivo chiamiamo i migliori elementi del proletariato, delle masse che ogni giorno subiscono sulla propria pelle gli effetti devastanti della fame di profitti dei capitalisti e dell&#8217;oppressione statale.</p>
<p>Resistere un minuto in più del padrone!<br />
Respingere i tentativi di dividere il fronte delle masse popolari! Combattere il razzismo! <br />
Tutti uniti contro il capitalismo! <br />
Non pagheremo noi la crisi del capitalismo! Lottiamo per una nuova società! </p>
<p>11 luglio 2009 </p>
<p>Piattaforma Comunista<br />
e-mail teoriaeprassi@yahoo.it<br />
www.geocities.com/scintilla_mail<br />
via Campofranco 89 &#8211; Catania</p>
<p>Lavoratori e studenti per il comunismo &#8211; Palermo<br />
fanshen@tin.it</p>
<p>di <i>Piattaforma Comunista</i></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4421/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217; onda non si arresta, il collettivo studentesco occupa il provveditorato a Mantova</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4391/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4391/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 20:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://articolozero.org/article/4391</guid>
		<description><![CDATA[Questa mattina una decina tra studenti e universitari del collettivo
studentesco e dello spazio sociale La Boje hanno occupato simbolicamente
intorno alle 11.30 il provveditorato di Mantova come forma di protesta
contro gli arresti dell&#8217; operazione REWIND e la campagna repressiva
messa in atto da un mese a questa parte in coincidenza con il g8.
Durante l&#8217; occupazione si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina una decina tra studenti e universitari del collettivo<br />
studentesco e dello spazio sociale La Boje hanno occupato simbolicamente<br />
intorno alle 11.30 il provveditorato di Mantova come forma di protesta<br />
contro gli arresti dell&#8217; operazione REWIND e la campagna repressiva<br />
messa in atto da un mese a questa parte in coincidenza con il g8.</p>
<p>Durante l&#8217; occupazione si è tenuta una conferenza stampa ed è stato<br />
inviato il volantino dal fax dell&#8217; ufficio del provveditore alle principali istituzioni cittadine con la<br />
precisa richiesta di prendere posizione verso chi vuole reprimere il<br />
conflitto sociale in questo paese.</p>
<p>di <i>collettivo studentesco aca toro</i></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4391/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La notte rosa degli schiavi in riviera</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4351/</link>
		<comments>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4351/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 12:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro/nonLavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://articolozero.org/article/4351</guid>
		<description><![CDATA[Riviera romagnola: una pennellata rosa sul lavoro grigio
Sono tornati nelle strade di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, i manifesti &#8220;Cercasi Schiavo&#8221; nell&#8217;ambito della campagna di denuncia dello sfruttamento del lavoro stagionale lanciata dal Comitato Schiavinriviera, un gruppo di ricerca che si occupa della divulgazione di materiale informativo rivolto ai dipendenti stagionali attraverso un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riviera romagnola: una pennellata rosa sul lavoro grigio<br />
Sono tornati nelle strade di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, i manifesti &#8220;Cercasi Schiavo&#8221; nell&#8217;ambito della campagna di denuncia dello sfruttamento del lavoro stagionale lanciata dal Comitato Schiavinriviera, un gruppo di ricerca che si occupa della divulgazione di materiale informativo rivolto ai dipendenti stagionali attraverso un blog. I manifesti, rosa come l&#8217;evento turistico dell&#8217;anno, vogliono ricordare che anche nella ridente riviera romagnola lavorano persone le cui condizioni non corrispondono a quelle definite legalmente dai loro contratti, e che il risultato atteso e sperato di questa notte rosa sarà garantito anche da loro. <br />
 un articolo pubblicato anche sulle pagine nazionali del Manifesto</p>
<p>notte rosa C&#8217;è Lucia che, ogni notte prima di andare a letto, punta la sveglia alle sei e trentacinque. Quando si sveglia, fa la doccia e beve il caffè di fretta. Poi, puntuale, esce dalla sua stanza e scende nella hall dell&#8217;albergo in cui lavora. Fa la cameriera ai piani, ha due pause: una per colazione e una per pranzo. Poi ricomincia alle cinque, riordina le sale e si dedica alla lavanderia. Finisce alle nove, perché alle sette inizia la cena. Dopo undici ore e mezza di lavoro, se ne torna in camera. Le piacerebbe uscire un po&#8217;, la sera, per svagarsi o prendere una boccata d&#8217;aria, ma non sempre ne ha le forze, ed anche se riuscisse a trovarle il mattino successivo se ne pentirebbe dato lo scarso riposo.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche Matteo a Rimini, 21 anni e 12 ore. C&#8217;è Valentina, barista della Riviera che arriva fino a 14 ore. Poi ci sono Armando a Bellaria, Carola a Viserba, Isa ed Erind a Riccione, e tanti altri schiavi della riviera.</p>
<p>Molti in regola per meno della metà delle ore di lavoro effettive, quasi tutti senza giorno libero, senza contributi pagati, senza tredicesima, quattordicesima, ferie non godute e tfr. Per alcuni si tratta di un&#8217;esperienza momentanea, in attesa del termine degli studi, per altri è la sola fonte di reddito. Molti vengono dal sud d&#8217;Italia, gli stranieri aumentano, i romagnoli diminuiscono. Tutti per un semplice e banale bisogno di soldi resistono alla violazione dei propri diritti e tacciono. La maggior parte di loro non riesce ad intravedere un&#8217;alternativa, ed anzi crede che questa condizione sia la normalità.</p>
<p>Ed è così se vivi in riviera, perché l&#8217;estate è una parentesi, è il momento del lavoro, del sacrificio, anche a costo di rimetterci la salute. È normale perché gli imprenditori del turismo dettano le regole, e tutto diventa legittimo di fronte ai picchi delle richieste del mercato.</p>
<p>È tale la diffusione del concetto di &#8220;normalità&#8221; riferito allo sfruttamento del lavoro stagionale che la stampa locale non ha quasi mai dedicato un paio di righe al fenomeno, portando avanti una chiara linea politica finalizzata ad evitare il dibattito in merito.</p>
<p>A ciò si aggiunge la forte rete che le aziende turistiche hanno creato negli anni e che ha contribuito ad inibire ogni tipo di azione individuale del lavoratore. A fronte di una pretesa legittima di quest&#8217;ultimo (magari un giorno libero dopo due mesi&#8230;), una semplice telefonata tra colleghi imprenditori potrebbe compromettere la possibilità di trovare lavoro l&#8217;anno successivo.</p>
<p>Contro questa &#8220;grande famiglia&#8221; il sindacato si mostra impotente, mantenendo un livello d&#8217;intervento bassissimo nel settore, dimostrando così un distacco tra la realtà sindacale e quella del lavoro stagionale. Addirittura, la maggior parte dei dipendenti stagionali è pressoché all&#8217;oscuro dei propri reali diritti.</p>
<p>Le lingue allenate a battere il tamburo sembra abbiano cambiato mestiere e i lavoratori restano soli. Per fortuna, tra loro, c&#8217;è qualcuno che si organizza.</p>
<p>schiavi Qualcuno parla, denuncia e raccoglie testimonianze. Nato nel 2007 il Comitato Schiavinriviera dà voce ai lavoratori stagionali della costa romagnola attraverso un blog su cui denunciare, condividere e commentare il sistema dello schiavismo estivo. È un gruppo di ricerca, composto da chi conosce il fenomeno perché lo vive o lo ha vissuto in prima persona, e che, stanco del perpetrarsi di vecchie prassi, raccoglie le singole storie dei diversi lavoratori, straordinariamente simili tra loro.</p>
<p>www.schiavinriviera.it è un blog semplice con diversi approfondimenti: diritti, interviste (un&#8217;inchiesta che ha coinvolto oltre cento lavoratori), rassegna stampa, tabelle salariali e traduzioni in rumeno. Il blog si arricchisce di tante storie, non solo romagnole, come quella di Giovanna, laureata in lettere che lavora in Puglia otto ore al giorno sette giorni su sette e al Comitato scrive &#8220;Se volessi far valere i miei diritti mi metterebbero alla porta, quella di servizio naturalmente. In quest&#8217;altalena di sentimenti, fra la gioia e la frustrazione, faccio la mia esperienza&#8221;.</p>
<p>Nel mondo della crisi, dove trovare un lavoro è una fortuna per pochi, c&#8217;è chi ti fa credere nella bella paga e ti vende un lavoro senza diritti e con continui ricatti. &#8220;Guadagno 1200 euro al mese, inizio a fine maggio e finisco la prima settimana di settembre, senza mai un giorno di riposo, quindi sono circa tre stipendi e mezzo&#8221; dice Stefano &#8220;Niente TFR, tredicesima, quattordicesima, 1200 tutto compreso. Il giorno di Ferragosto ho lavorato di filata dalle 6 del mattino alle 10 di sera, e non mi hanno dato nemmeno 50 euro in più&#8221;. Quella degli Schiavinriviera è un&#8217;iniziativa che cerca il cambiamento, fatto giorno per giorno, e decide di scegliere tra ingiustizia e solidarietà. Si tratta di offrire una piattaforma comune all&#8217;interno della quale chiunque sia libero di narrare la propria vicenda e riconoscere qualcosa di sé in quelle degli altri.</p>
<p>Ma il blog non basta, oltre alla raccolta di dati ed esperienze, il Comitato tappezza le città della Riviera Romagnola di manifesti provocatori che recitano &#8220;CERCASI SCHIAVO per stagione estiva&#8221;, per richiamare l&#8217;attenzione sia dei lavoratori, sia delle istituzioni che di chiunque passeggi per le ridenti vie della costa (spettacolo nello spettacolo sono i volti increduli dei turisti incuriositi da un annuncio così bizzarro ai nostri giorni).</p>
<p>Oggi, 4 luglio 2009, la Riviera festeggia &#8220;La notte rosa&#8221;. Definito come il capodanno dell&#8217;estate, è l&#8217;evento più importante per il turismo romagnolo che vede coinvolte tutte le città della costa in festeggiamenti, concerti ed iniziative di vario genere. Così come a ferragosto, o in un fine settimana affollato, oggi gli schiavi della riviera devono dare il doppio. Per lo stesso stipendio, ovvio.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno, le migliaia di persone che affolleranno le spiagge o le piazze per vivere una serata diversa dalle altre, abbagliati dalle luci rosa dei festeggiamenti, non vedranno Lucia. Né Matteo. Né Valentina. Per la prima volta, però, vedranno dei manifesti, rosa come questa notte, e chissà che non inizino a rifletterci su.</p>
<p>> Info: www.schiavinriviera.it &#8211; comitato@schiavinriviera.it</p>
<p>di <i>autpop</i></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.articolozero.org/2009/07/archive-4351/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>