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	<title>articolozero &#187; Ecosistemi</title>
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	<description>network del movimento mantovano</description>
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		<title>Che cosa è successo in Val Susa? Auto-narrazione di una resistenza popolare&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 14:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lance</dc:creator>
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&#160;
I media ufficiali, una volta definiti &#8220;stampa borghese&#8221; riescono a giocare un ruolo decisivo nel tradurre mediaticamente i rapporti di forza tra gli interessi partitici ed economici presenti nel nostro paese.
Sembrerebbe un&#8217;affermazione banale nel paese di Berlusconi, capo del governo e delle televisioni, in realtà gli interessi in gioco trascendono la sua figura e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/264409_2223840278142_1311790726_2652188_5447390_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18312" title="264409_2223840278142_1311790726_2652188_5447390_n" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/264409_2223840278142_1311790726_2652188_5447390_n-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I media ufficiali, una volta definiti &#8220;stampa borghese&#8221; riescono a giocare un ruolo decisivo nel tradurre mediaticamente i rapporti di forza tra gli interessi partitici ed economici presenti nel nostro paese.</p>
<p>Sembrerebbe un&#8217;affermazione banale nel paese di Berlusconi, capo del governo e delle televisioni, in realtà gli interessi in gioco trascendono la sua figura e il polo politico del centrodestra. Senza aver la pretesa di trattare una questione così ampia e sfaccettata in poche righe, la reazione della stampa e dei media ufficiali il giorno seguente all&#8217;assedio al cantiere della tav ha cristallizzato gli interessi in campo per questa grande, inutile e dannosa opera.</p>
<p>Di fronte a ciò, all&#8217;insofferenza di essere prima attaccati con lacrimogeni usati come armi e poi stigmatizzati come violenti , abbiamo delle &#8220;armi&#8221; per difenderci.</p>
<p>Quando sembra che ci sia tutto meno il punto di vista di chi vive in quella valle e lotta per difenderla, possiamo raccontare noi cosa è avvenuto.</p>
<p>Costruire ed immaginare negli anni un media di movimento come questo a Mantova ci ha permesso di avere un punto in più da dove &#8220;attaccare&#8221; il sistema, da dove dare una visione altra della società e dei processi che l&#8217;attraversano, da dove smontare l&#8217;aura di neutralità che i poteri forti danno ai mutamenti sociali per difendere i propri interessi.</p>
<p>Di seguito alleghiamo dei video, una narrazione di quella giornata di lotta da parte di un compagno che l&#8217;ha vissuta e un istant e-book pubblicato da agenzia-x per rendere accessibile a tutti una verità altra, meno incasellabile negli stereotipo giornalistici, ma più vicina<br />
a ciò che realmente è successo e sta succedendo su quelle montagne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- <strong>L&#8217;istant e-book &#8220;Nervi saldi&#8221; di Agenzia-X lo potete trovare qua: </strong> <a title="Nervi Saldi" href="http://http://www.agenziax.it/oc_main.php?pid=53&amp;sid=30">http://www.agenziax.it/oc_main.php?pid=53&amp;sid=30</a></p>
<p>-<strong>Qualche filmato sulla giornata del 3 luglio, le violenze della polizia e la successiva conferenza stampa:</strong></p>
<p><a title="video autoprodotto dal CSOA Gabrio" href="http://www.youtube.com/watch?v=p1SIPHRGZZk&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=p1SIPHRGZZk&amp;feature=player_embedded</a></p>
<p>http://<a title="violenze della polizia in Val Susa" href="http://http://www.youtube.com/watch?v=okrTnRL77O0">www.youtube.com/watch?v=okrTnRL77O0</a></p>
<p><a title="conferenza stampa no tav" href="http://www.youtube.com/watch?v=s-fIq--cZV0">http://www.youtube.com/watch?v=s-fIq&#8211;cZV0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/notav.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18309" title="notav" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/notav-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La nostra generazione: ribelle sulle montagne!</strong><br />
da un Compagno di AteneinRivolta Trento</p>
<p>Tutto inizia a Venaus alle 6 del mattino, dopo essere arrivati alle 5  ed esserci infagottati nei sacchi a pelo su dei giacigli di fortuna,  sentiamo tintinnare le tazze e i vasetti di marmellata.<br />
Al presidio, luogo della grandiosa vittoria del movimento no tav, che  nel 2005 riuscì a rioccupare la zona sgomberata precedentemente dalla  polizia, ci si sveglia presto e si inizia a parlare dei percorsi che  arrivano alla zona rossa posta dalla polizia ai margini del presidio  della Maddalena.<br />
Fin dalle prime parole e sorrisi assonnati era chiaro che avremmo  assediato la prepotenza dello stato, costituita dalla militarizzazione  di una valle minacciata da un&#8217;inutile grande opera.</p>
<p>Tornati verso le macchine, mentre preparavamo le bottiglie di Malox e  acqua per riprenderci dal goffo risveglio, scherzavamo sul termine  “grande opera”, come qualcosa di simile ad una rappresentazione  teatrale, nella quale con tono melodrammatico le varie istituzioni si  fanno beffe della popolazione valsusina ribaltando la realtà.<br />
E così un&#8217;opera inutile e disastrosa diventa progresso, le popolazioni  che la rigettano diventano black block, mentre 3000 agenti di polizia,  sui telegiornali poveri pacifisti responsabili dell&#8217;ordine,   militarizzano l&#8217;intera valle attaccando i dimostranti.<br />
Ci mettiamo in marcia verso Giaglione, luogo da cui avremmo dovuto  arrivare al presidio della Maddalena attraverso i sentieri boscosi che  attraversano la valle. Un compagno di fianco a me si lamenta della lunga  attesa mentre guarda le montagne illuminate dal sole e mi sussurra  “giornata perfetta per combattere l&#8217;arroganza del potere&#8230;manca solo un  po&#8217; di vento&#8230;qua non scherzano, ci intossicheranno con i lacrimogeni  cs”.</p>
<p>Il corteo inizia così a radunarsi e si incammina per le strade di  Giaglione mentre guardo la mia mascherina medica e mi chiedo quanti  minuti potrà sostenere quelle terribili sostanze cancerogene.. Mentre  attraversiamo le strade tipiche di un borgo di montagna ci stupiamo nel  vedere gli sguardi dei vecchietti alle finestre, noi, abituati di essere  tacciati di violenza e appartenenze black bloc per spaventare le  popolazioni, leggiamo invece nei loro occhi stima nei nostri confronti.<br />
Qualcuno ci butta dell&#8217;acqua, una signora con un enorme crocifisso al  collo ci dice “state attenti ragazzi, quelli non hanno pietà”, un  signore intento a curare le sue vigne applaude mentre noi passiamo sotto  gridando “sono arrivati i liberatori”.<br />
Eccitato per un clima che mai ho visto da quando vado in manifestazione  prendo sottobraccio una compagna e le dico “oggi sembriamo proprio dei  partigiani”.</p>
<p>Il sentiero per i boschi è lungo e dispersivo, dalla stradina di  paese che non riusciva a contenerci si passa a sentieri da fare in fila  indiana che nascondevano i numeri reali interrogandoci continuamente su  dove fossero finiti tutti.<br />
Cerco di stare con i compagni della mia città, ci conosciamo e insieme  ci sentiamo più sicuri. Tutti i nostri occhi sono puntati su una signora  di sessant&#8217;anni che ci avvisa delle probabili postazioni digos, ogni  cinquanta passi si girava e ci diceva “via i passamontagna, dovete  respirare” oppure cinquanta metri dopo “occhio ai poliziotti, meglio  coprirsi ora, dopo non servirà più a niente” e almeno 100 persone vicino  a me diventavano improvvisamente irriconoscibili.<br />
Proprio in quel momento mentre scruto dal passamontagna le persone che  ho al mio fianco, mi rendo conto di quanti compagne e compagni della mia  età si sono fatti chilometri e chilometri, per difendere la valle, per  dare una mano all&#8217;autodeterminazione dei valsusini contro lo strapotere  degli interessi privati.<br />
Mi viene da pensare al 14 dicembre, seppur con una composizione più  eterogenea, migliaia di persone stanno attraversando i boschi della Val  Susa, molte con il volto coperto, con la stessa eccitazione che c&#8217;è  quando l&#8217;insofferenza per i soprusi si trasforma in rabbia contro chi li  perpetra, proprio come in piazza del Popolo.</p>
<p>Arriviamo al presidio della Maddalena e non tardiamo a vedere il  ponte e le reti della zona rossa, disegnano già futuro e presente della  Val Susa: il grigio del cemento e il blu dei difensori delle  speculazioni.<br />
Le nostre vite però valgono più dei loro profitti e ci mettiamo poco per  rimettere in sesto il presidio nel quale i vicequestori hanno fatto  sfogare gli assetti antisommossa, i quali hanno cagato in giro, tagliato  tende, distrutto finestre bruciato le bandiere no tav.</p>
<p>Una lunga fila indiana arriva al presidio, ormai ci stiamo abituando  al caldo del passamontagna quando una delle mie amiche esclama in  dialetto “alurà andema a ciapar ciò che è nostar?”, subito dopo dal  megafono invitano a far andare avanti i valsusini che si dirigeranno per  la salita che porta alle reti della zona rossa. Dietro alle reti  metalliche un immenso schieramento di polizia dotato di idranti attende  il nostro arrivo.<br />
Giunti nello spiazzo che precede la rete con le mani alzate proviamo a  forzarla con tutte le energie che abbiamo, vediamo scorrere lentamente  l&#8217;acqua dagli idranti, in poco tempo diventano getti potentissimi,  arretriamo di qualche passo e boom! Partono i lacrimogeni, tanti, da  tutte le parti, incandescenti fanno reazione con l&#8217;acqua sprigionando  così una vera cappa di fumo da cui non riusciamo ad uscire. Salto due  volte per cercare l&#8217;aria, mi tolgo tutto quello che ho davanti alla  bocca, ma la situazione non migliora, c&#8217;è troppo fumo ovunque, non vedo  ad un centimetro da me e la gente è nel panico, non possiamo scendere  perchè il corteo sta salendo.<br />
Guardo a lato e con spirito di sopravvivenza mi arrampico sulle vigne  che costeggiano il piazzale, mi corico sotto un albero, doccia di malox,  lo passo ad altre due persone e penso a quanto sarebbe pacifico e  rilassante questo posto, sdraiato sotto le vigne a guardare le nuvole  che si arrampicano sulle montagne.</p>
<p>I miei sogni bucolici però finiscono presto, quei bastardi sparano  dal ponte che si erge ad un&#8217;altezza di trenta metri sull&#8217;intera area, le  vigne diventano luogo pericoloso, inadatto a prendere aria, salgo  ancora un po&#8217; di metri e mi nascondo dietro un albero.<br />
Un suono di frusta attira la mia attenzione mentre impunto gli scarponi  nel terreno friabile di queste immense montagne, mi giro e noto a pochi  metri da me un anziano valsusino accompagnato da un cumulo di sassi e  una fionda. Come un cecchino paziente si era mimetizzato nella boscaglia  e da lì faceva partire colpi che arrivavano sino allo schieramento di  polizia protetto dalla rete.</p>
<p>Mentre penso che sia meglio allontanarmi, troppo poco pratico  rischierei soltanto di scoprire la posizione dell&#8217;esperto tommy gun  valsusino, guardo giù verso le compagne e i compagni che a turno si  sporgono dalla roccia prima del piazzale e lanciano sassi contro la  polizia. Uno di loro si ferma allo scoperto a prendere la mira e bam!,  il cilindro metallico dei lacrimogeni lo sfiora alla testa. Ci stanno  sparando addosso! Non è questione di spari ad altezza d&#8217;uomo, stanno  proprio mirando le persone per ferirle, se non ammazzarle.<br />
Non posso essere molto d&#8217;aiuto qua e continuo a scalare le vigne, sembra  il terreno di un addestramento militare, sento gli altri compagni che  mi dicono che su a Ramats hanno tranciato le reti e stanno spingendo  dentro il manipolo di caschi blu.</p>
<p>Arrivo sopra e di fianco ad un enorme masso trovo i miei compagni che  tossiscono, mi arrampico sulle rocce per vedere la situazione, ciò che  mi si presenta davanti è una vera e propria guerriglia nei boschi con  gente che va avanti e indietro a rifornire le prime linee di acqua e  sassi.<br />
A dettare il tempo che passa i suoni tonfi dei lacrimogeni che si  schiantano sugli alberi, è meglio che mi muova, un ragazzo urla “la  foresta sta prendendo fuoco, acqua!” riferendosi ad un rogo causato da  uno dei tanti grappoli di fumogeni che escono dai candelotti metallici.<br />
Mi metto gli occhialini da piscina a lente gialla e stando basso mi  muovo verso la polizia, mi accovaccio per prendere delle pietre, sembra  di essere in un film sulla guerra in Vietnam: spari, fumo, fuoco e urla.<br />
Ho sempre rigettato qualsiasi retorica militarista, ma quando sento  “Avanti compagni!!!Avanti, attacchiamo!!!” e in una trentina usciamo dai  ripari di fortuna con una sassaiola contro il blindato che stavano  facendo salire in quella zona impervia, mi viene la pelle d&#8217;oca.<br />
Retrocedono, retrocedono, ma in pochi secondi una scarica di lacrimogeni ci piove addosso.<br />
Piangendo torno dietro la roccia mentre provo a guardarmi intorno, la  mente va agli scontri in via del Corso, riconosco dietro le magliette e i  passamontagna compagne e compagni che ho trovato in molte lotte al mio  fianco negli ultimi anni.</p>
<p>Penso ai primi anni di militanza, alla paura del dopo Genova, ai discorsi artificiali sulla<br />
non-violenza usata come grimaldello politico da incravattati che  sfruttavano i movimenti in cerca di una poltrona governativa. La mia  generazione non ha paura di essere etichettata black bloc, di mettersi  un passamontagna e assaltare la polizia con tutte le energie in corpo.<br />
Si scaglia contro il potere perchè è legittimo farlo, perchè vede  sgretolarsi davanti agli occhi il futuro televisivo che le avevano  promesso, mentre un presente a favore degli interessi privati viene  difeso da scudi e manganelli.<br />
<strong>Rischiamo di essere dinamite con una miccia troppo corta senza  riferimenti politici, ma incominciamo a sentirci un corpo unico quando  alziamo i cappucci, quando l&#8217;insofferenza è troppa e i calcoli politici  diventano insufficienti. </strong></p>
<p>È il prezzo della crisi che i potenti devono pagare, non c&#8217;è più  spazio per operazioni mediatiche, concertazioni e dialoghi con le  istituzioni. Non c&#8217;è più spazio per la loro arroganza.<br />
Alzo gli occhi, un compagno viene trasportato su una tenda usata come  barella, mi guarda e sviene, ha un enorme bolla rosso violacea sullo  stomaco, fra poco ci dovremmo ritirare, per la prima volta ho paura,  incomincio a pensare che qua ci lasciamo la pelle.</p>
<p>Mi alzo, tolgo la terra dai pantaloni e mi incammino per il  “sentiero” che scende alla baita della Maddalena, ho ancora il  passamontagna giù e mi accendo una sigaretta per far scendere la  tensione, un&#8217;anziana signora sulla sessantina sta facendo una montagnola  dei sassi, vede che la guardo e mi squadra per qualche secondo, sorride  e urla tossendo “Sarà dura!”.<br />
<strong>La Val Susa non ha paura, c&#8217;è tempo per l&#8217;ultimo assalto!!!</strong></p>
<p><strong><em>Un Compagno di AteneinRivolta Trento</em></strong></p>
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		<title>Tav, dieci anni dopo Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 13:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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Contro i movimenti di massa il riflesso è sempre  lo stesso. E il Pd che cerca di intestarsi i referendum e il vento  dell&#8217;indignazione da che parte sta stavolta?



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Non c’è niente da fare. Certi riflessi non scompaiono mai. A pochi  giorni dal decennale del G8 di Genova 2001, quello in cui fu [...]]]></description>
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<p><em><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/149017-no-tav.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-18282" title="149017-no tav" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/149017-no-tav-300x199.gif" alt="" width="300" height="199" /></a>Contro i movimenti di massa il riflesso è sempre  lo stesso. E il Pd che cerca di intestarsi i referendum e il vento  dell&#8217;indignazione da che parte sta stavolta?</em></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Non c’è niente da fare. Certi riflessi non scompaiono mai. A pochi  giorni dal decennale del G8 di Genova 2001, quello in cui fu ucciso  Carlo Giuliani, le forze di polizia hanno dato oggi un’altra prova della  loro potenza manganellando i manifestanti della Val di Susa,  attaccandoli con i lacrimogeni, cariche, getti d’acqua. E non è un caso  se l’ex capo della Digos di Genova ai tempi del controvertice, Spartaco  Mortola, sia stato appenna nominato dirigente del compartimento Polfer  di Torino, nonostante una condanna in secondo grado, in particolare tre  anni e 8 mesi per l&#8217;irruzione alla scuola Diaz e a un anno e due mesi  per l&#8217;induzione alla falsa testimonianza dell&#8217;allora questore di Genova  Francesco Colucci. Mortola, del resto, era stato promosso Questore il 2  giugno scorso tra le proteste dei sindacati di polizia che chiedevano di  attendere, almeno, l’esito del ricorso in Cassazione.</p>
<p>Ma, appunto, certi riflessi sono duri a morire. Le cariche di oggi  rilegittimano quelle di ieri perché hanno lo stesso impulso. Di fronte a  una protesta popolare, massiccia e pacifica che non lascia scampo, non  lascia spazio alle falsificazioni – “la Tav è sicura” – e scoperchia gli  affari e i profitti che si nascondono dietro l’opera, la risposta è di  nuovo il manganello.</p>
<p>I manifestanti hanno appena detto di aver perso un round “ma non la  guerra”. E dovrebbe sconfortare il fatto che siano costretti ad  affrontare una “guerra” per difendere le proprie vite, il proprio  territorio, il futuro dei propri figli. Una guerra dichiarata da un  governo imbelle e inerme, incapace di fare alcunché, per le sue  debolezze interne, ma ancora in grado di cercare coesione e compattezza  caricando una manifestazione pacifica.</p>
<p>Ma, crediamo, lo sconforto non ci sarà. Gli abitanti della Val di  Susa hanno dimostrato da anni di saper resistere e lo faranno ancora e  forse li aiuterà il vento nuovo che si respira nel Paese. Resta da  vedere, però, che faranno quelle forze politiche, come il Pd, che di  questo vento intendono essere i depositari ma che in Piemonte spingono  per la repressione. Qui non è più tempo di facile antiberlusconismo:  dopo le vittorie alle amministrative, quella sui referendum, è tempo di  dire con chi si sta. Con l’acqua pubblica o privata? Con Marchionne o  con gli operai? Con i “no Tav” o con la polizia che li manganella?  Fassino, Bersani, Veltroni e compagnia cantando questa scelta devono  farla, ora.</p>
<p><em>[ di Salvatore Cannavò ]</em></p>
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		<title>Flash-Mob verso il referendum: comunicato di Sinistra Critica &#8211; Mantova</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 13:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella mattina di oggi, giovedì 9 giugno, alcuni militanti di Sinistra  Critica e dello Spazio Sociale LaBoje hanno dato vita a un flash mob  per le vie del centro, in vista del referendum abrogativo in programma  il 12 e 13 giugno. I militanti hanno appeso striscioni a sostegno della  campagna referendaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/striscionateacqua.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18143" title="striscionateacqua" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/striscionateacqua-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Nella mattina di oggi, giovedì 9 giugno, alcuni militanti di Sinistra  Critica e dello Spazio Sociale LaBoje hanno dato vita a un flash mob  per le vie del centro, in vista del referendum abrogativo in programma  il 12 e 13 giugno. I militanti hanno appeso striscioni a sostegno della  campagna referendaria del Comitato “2 sì per l’acqua bene comune” e  della campagna per l’abolizione del Nucleare sul territorio italiano.  Gli striscioni, disseminati nelle zone nevralgiche della città,  promuovono la partecipazione al referendum, indicando di votare 4 sì,  uno per ogni quesito su cui i cittadini dovranno esprimersi: due contro  la privatizzazione delle reti idriche e sulla consegna al Mercato  dell’acqua, uno sull’abolizione del ricorso all’energia nucleare, e uno  sull’abolizione del legittimo impedimento. Le attiviste e gli attivisti  si sono poi impegnati in un volantinaggio tra i banchi del mercato.</p>
<p>Sinistra  Critica sostiene la campagna referendaria e invita tutte le cittadine e  tutti i cittadini a esprimere il loro dissenso alle continue politiche  ultra-liberiste portate avanti da governi di centro-destra e  centro-sinistra negli ultimi 20 anni. Un modello di sviluppo diverso da  quello attuale e eco-sostenibile è possibile, e tutti noi siamo chiamati  a riappropriarci di quelle risorse che devono rimanere beni comuni, in  primis l’acqua, e che invece i potenti del paese e del pianeta vogliono  fare proprie, in nome di un profitto che avvantaggia pochi speculatori e  impoverisce il pianeta, oltre che gli stessi cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il  12 e 13 giugno, votiamo e facciamo votare 4 sì per dire no. Per  riprenderci il diritto di decidere sul nostro futuro. Per dimostrare  ancora una volta che le nostre vite valgono più dei loro  profitti.Sinistra Critica &#8211; Mantova</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello al voto: 4 SI per fare la Storia e cambiare l’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 10:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le privatizzazioni dei beni comuni, acqua in primis, così come la riforma dell&#8217;università e i ricatti di Marchionne, ci dicono a chi vogliono far pagare questa crisi. Privatizzazioni, precarietà, tagli allo stato sociale, degrado dell&#8217;ambiente non sono che diversi aspetti di quelle politiche neoliberiste che hanno imperversato negli anni che hanno preceduto la crisi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/vauro_tutti_al_voto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18137" title="vauro_tutti_al_voto" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/vauro_tutti_al_voto-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a>Le privatizzazioni dei beni comuni, acqua in primis, così come la riforma dell&#8217;università e i ricatti di Marchionne, ci dicono a chi vogliono far pagare questa crisi. Privatizzazioni, precarietà, tagli allo stato sociale, degrado dell&#8217;ambiente non sono che diversi aspetti di quelle politiche neoliberiste che hanno imperversato negli anni che hanno preceduto la crisi e che vengono ora riproposte con più virulenza. Esse hanno un solo obiettivo: il primato del profitto, di fronte al quale tutto deve essere sacrificato. Allo stesso tempo lo straordinario risultato raggiunto con 1.400.000 firme a sostegno dei referendum per fermare la privatizzazione dell&#8217;acqua e dei servizi pubblici, dimostra che possiamo fermare chi vuole fare profitto sui nostri diritti.<br />
Il 12 e il 13 giugno saremo chiamati a dare un voto su quattro quesiti referendari: due sull’acqua bene comune, uno sul nucleare ed uno sul legittimo impedimento. Le realtà che compongono lo spazio sociale “la Boje” lanciano un appello a partecipare al referendum e a votare <strong>4 SI</strong>.<br />
Con questi voti possiamo <strong>fare la storia</strong> di questo paese perché ogni singolo voto sarà determinante. Da anni nelle tornate referendarie il quorum non viene raggiunto ma questa volta è diverso: la passione che anima tanti e tante dal basso e i sondaggi elettorali <a href="http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article3614">fanno paura</a> a chi comanda in Italia e a chi vuole fare affari speculando sulle nostre vite; sono gli stessi che hanno imposto il silenzio mediatico e tentato in tutti i modi di bloccare lo svolgimento del referendum.<br />
Il voto referendario può davvero <strong>cambiare l’Italia</strong>, in meglio: in primis una vittoria dei quesiti su acqua e nucleare riaprirà la possibilità di discutere un nuovo modello di sviluppo economico capace di costruire processi partecipativi nella gestione dei beni comuni e di promuovere alternative energetiche rispettose della nostra salute. In secondo luogo potrà dare una speranza a tutte e tutti quei soggetti che la politica ha deluso: i cittadini e le cittadine potranno decidere del loro futuro. Decideranno loro sulla possiblità o meno di giudicare un <em>eletto</em>, sulla necessità del nucleare in Italia e sulla privatizzazione dell’acqua; tutto questo ben lontani dalle alchimie politiche: negli ultimi vent’anni <em>la politica</em> ha fatto ben poco per limitare il delirio di un uomo solo al comando, ha balbettato cose equivoche sul ritorno al nucleare e sull’acqua si sono fatte improvvide <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-06-03/lacqua-referendum-paradossi-063949.shtml?uuid=Aang0ncD">concessioni al mercato</a> che, ancora oggi a pochi giorni del referendum, lacerano le forze di opposizione.<br />
Andiamo a votare e convinciamo anche i più scettici, i delusi dalla politica e soprattutto tutte e tutti quelli a cui è stato negato di sapere. Si dice che la storia la scrivono i vincitori, noi infatti vogliamo vincere questa battaglia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Passa in senato il ddl Sviluppo e l&#8217; Italia torna al nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 18:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due articoli per informarsi sul disegno di legge passato oggi in senato che di fatto fa tornare l&#8217; atomo in Italia senza rimandare minimamente la decisione ai cittadini che nell&#8217; 87 con un referendum hanno contrastato quel modello energetico con un voto netto.
ARTICOLO MANIFESTO DOPO APPROVAZIONE PARLAMENTO DEL DDL
L&#8217;Italia torna a giocare con le centrali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due articoli per informarsi sul disegno di legge passato oggi in senato che di fatto fa tornare l&#8217; atomo in Italia senza rimandare minimamente la decisione ai cittadini che nell&#8217; 87 con un referendum hanno contrastato quel modello energetico con un voto netto.<br />
ARTICOLO MANIFESTO DOPO APPROVAZIONE PARLAMENTO DEL DDL</p>
<p>L&#8217;Italia torna a giocare con le centrali nucleari</p>
<p>La Camera approva il ddl «Sviluppo», via libera all&#8217;energia atomica<br />
Siete spaventati dai treni che portano gas, scoppiano e distruggono<br />
interi quartieri? Tra qualche anno, se tutto va male, l&#8217;Italia sarà<br />
attraversata da carichi di scorie nucleari. Ieri la Camera ha approvato<br />
il ddl «Sviluppo» (235 sì, 205 no e 25 astenuti). Il mega-pacchetto<br />
«anti-crisi» esclude la possibilità di fare class action collettive<br />
contro i crac finanziari, e soprattutto conferma il ritorno al nucleare.<br />
Ora manca un&#8217;ultima lettura al Senato che già aveva approvato quasi<br />
tutte gli articoli, per mettere la parola conclusiva sui nuovi piani<br />
energetici dell&#8217;italietta atomica. <br />
Il decreto stabilisce che dopo la sua approvazione il governo avrà sei<br />
mesi per predisporre la normativa necessaria, per localizzare i siti su<br />
cui sorgeranno le centrali, decidere i sistemi di stoccaggio e di<br />
deposito dei rifiuti radioattivi. In un paese dove non si sa che farsene<br />
dei rifiuti normali se non lucrarci sopra, non c&#8217;è da stare tranquilli.<br />
I siti saranno dichiarati di «interesse strategico nazionale» e quindi<br />
sottoposti a segreto di stato e controllati dai militari. La tipologia<br />
degli impianti sarà decisa dal Cipe. Per costruirli e farli funzionare<br />
basterà un&#8217;unica autorizzazione che verrà rilasciata dal ministro dello<br />
Sviluppo economico, d&#8217;accordo con i colleghi all&#8217;Ambiente e alle<br />
Infrastrutture. Saranno necessarie la valutazione di impatto ambientale<br />
e la valutazione ambientale strategica. Viene istituita una Agenzia per<br />
la sicurezza nucleare, composta da un presidente e quattro membri<br />
nominati dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del<br />
consiglio. <br />
In pratica il governo si è fatto approvare un mandato in carta bianca<br />
che gli dà il potere di ribaltare il referendum con cui gli italiani<br />
hanno chiaramente espresso la loro contrarietà all&#8217;energia nucleare.<br />
L&#8217;esecutivo potrà fare come meglio crede, senza bisogno di consultare il<br />
parlamento, né tanto meno gli enti locali, alla faccia del federalismo.<br />
Esulta il ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola: «Un<br />
provvedimento storico &#8211; dice &#8211; che pone rimedio agli storici squilibri<br />
ed ai ritardi del nostro paese: dagli interventi di semplificazione<br />
delle procedure e di potenziamento delle infrastrutture energetiche,<br />
allo sviluppo delle reti rinnovabili e dell&#8217;efficienza energetica, fino<br />
al rilancio del nucleare». L&#8217;opposizione ha votato contro, tranne l&#8217;Udc<br />
che si è astenuta, ma sul nucleare non si fanno barricate: il Pd vota no<br />
solo per motivi di ordine economico e formale, non per convinzione<br />
anti-nuclearista. Più critica l&#8217;area Radicale del Pd: «Il provvedimento<br />
- dichiara Elisabetta Zamparutti, membro della commissione ambiente -<br />
impone un nucleare di terza generazione che il confronto laico dei costi<br />
e dei benefici dimostra essere antieconomico».<br />
Le centrali dovrebbero essere cinque, per un investimento iniziale di<br />
almeno 20 miliardi di euro, destinati a lievitare. Infatti non saranno<br />
in funzione prima di un paio di decenni, un fatto che rende la politica<br />
nuclearista del governo ancora più imprevedibile e propagandistica. La<br />
costruzione potrebbe essere affidata ad un&#8217;alleanza tra Enel e la<br />
francese Edf, secondo un accordo già stipulato a febbraio tra Berlusconi<br />
e Sarkozy. I siti per ora sono segreti, ma in Italia sono poche le<br />
località adatte ad ospitare una centrale nucleare che richiede grandi<br />
quantità d&#8217;acqua (altro bene pubblico destinato a scarseggiare) e che<br />
deve essere lontana da territori pericolosi o sismici. Di fatto possono<br />
essere costruite solo in Puglia, tra Lombardia e Piemonte, in Sardegna o<br />
nell&#8217;alto Lazio. Dopo l&#8217;approvazione al Senato, le Regioni si erano<br />
ribellate. Nichi Vendola, presidente della Puglia, aveva detto «dovranno<br />
imporcele con i carroarmati». No secco anche dalla governatrice<br />
piemontese Mercedes Bresso, dal presidente del Lazio Claudio Martini e<br />
dalla Toscana, impegnata a produrre il 20% del proprio fabisogno con<br />
energie alternative entro il 2020.<br />
Dopo il referendum dell&#8217;87, non siamo ancora riusciti a liberarci delle<br />
vecchie scorie stoccate in luoghi non adatti come a Saluggia o sono<br />
rimaste nelle vecchie centrale. A Caorso (Pc), per esempio, sono state<br />
trasferite in speciali piscine e vengono spedite via treno in siti di<br />
stoccaggio in Francia perchè in Italia non si sa dove metterle. In tutto<br />
il mondo si scommette sulle energie alternative, i Verdi vincono le<br />
elezioni in tutta Europa e Obama investe sulla green economy per uscire<br />
dalla crisi, da noi si gioca ancora con l&#8217;atomo.</p>
<p>ARTICOLO REPUBBLICA DOPO PASSAGGIO DI OGGI IN SENATO DEL DDL SVILUPPO</p>
<p>Entro sei mesi il governo deve scrivere le norme per scegliere le nuove<br />
centrali<br />
Azioni comuni dei consumatori, ma non retroattive: resta fuori il caso<br />
Parmalat tornano nucleare e class action<br />
Il Senato approva il ddl sviluppo tornano nucleare e class action</p>
<p>ROMA &#8211; Con 154 voti a favore, un voto contrario, un astenuto e il<br />
fallito tentativo di Pd e Idv di far mancare il numero legale lasciando<br />
l&#8217;aula, il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sviluppo. Il<br />
passaggio più importante del provvedimento diventato legge dopo quattro<br />
letture riguarda il nucleare. Entro 6 mesi dall&#8217;entrata in vigore della<br />
legge, il governo deve adottare uno o più decreti legislativi per la<br />
localizzazione sul territorio nazionale degli impianti e dei sistemi di<br />
stoccaggio e deposito dei rifiuti <br />
radioattivi. Altri aspetti chiave del ddl sviluppo sono il ritorno della<br />
class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non<br />
prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l&#8217;editoria (140<br />
milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin<br />
tax). </p>
<p>Ecco nel dettaglio le novità. </p>
<p>NUCLEARE. E&#8217; il punto più controverso e più gravido di conseguenza sul<br />
futuro del Paese. A 22 anni dal referendum che bocciò l&#8217;uso dell&#8217;energia<br />
atomica, l&#8217;Italia si impegna a darsi un impianto legislativo per<br />
riabbracciare il nucleare. Il ddl prevede infatti che entro sei mesi il<br />
governo predisporrà la normativa per per la localizzazione delle<br />
centrali oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti<br />
radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti<br />
potranno essere dichiarati &#8220;di interesse strategico nazionale&#8221; e quindi<br />
soggetti anche a controllo militare, come già avviene per le discariche<br />
dei rifiuti. A vigilare sulla sicurezza delle nuove centrali, dalla<br />
costruzione, alla gestione e al successivo smaltimento delle scorie sarà<br />
l&#8217;Agenzia per la sicurezza nucleare. </p>
<p>Questa parte del provvedimento ha scatenato durissime reazioni e<br />
critiche dal mondo ambientalista e da alcuni amministratori locali di<br />
aree che potrebbero essere interessate dalla costruzioni di nuove<br />
centrali, come il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e quella<br />
del Piemonte Mercedes Bresso. </p>
<p>EFFICIENZA ENERGETICA. Il ddl prevede che il ministro dello Sviluppo<br />
economico predisponga entro il 31 dicembre 2009 un piano straordinario<br />
per l&#8217;efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere alla<br />
Commissione europea, preparato con l&#8217;apporto <br />
dell&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;efficienza energetica. </p>
<p>CLASS ACTION. Dopo aver bloccato l&#8217;introduzione della possibilità per i<br />
consumatori e gli utenti dei servizi pubblici di fare causa comune in<br />
tribunale (era stata prevista dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi),<br />
il ddl riapre ora questa possibilità, ma ne esclude la retroattività,<br />
rendendola quindi impossibile per alcuni degli scandali più dolorosi<br />
degli ultimi anni, come quelli Cirio e Parmalat. Inoltre la nuova<br />
disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010. </p>
<p>EDITORIA. Ripristinati 70 milioni di euro per il fondo <br />
per l&#8217;editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Dunque 140 milioni<br />
di euro in due anni che vengono coperti con l&#8217;aumento della Robin tax. </p>
<p>ROBIN TAX. Sale dal 5,5% al 6,5% la maggiorazione <br />
dell&#8217;aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e<br />
dell&#8217;energia elettrica. Le risorse sono destinate al ripristino del<br />
fondo dell&#8217;editoria. </p>
<p>ASSICURAZIONI. In arrivo il contratto di durata <br />
poliennale. Lo potrà proporre l&#8217;assicuratore al posto di una copertura<br />
di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Scatteranno però<br />
delle penalità nel caso di recesso. </p>
<p>PREZZO BENZINA. Giù il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano<br />
impianti di estrazione. Aumenta infatti dal 7% al 10% l&#8217;aliquota di<br />
prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione è<br />
tenuto a corrispondere e contestualmente viene istituito il fondo per la<br />
riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni<br />
interessate dall&#8217;estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. </p>
<p>BOLLO AUTO A GAS. Le Regioni possono esentare dal pagamento della tassa<br />
automobilistica per 5 anni le auto e i veicoli commerciali che passano<br />
al Gpl o al metano. Altri punti del ddl riguardano infine le procedure<br />
per operare privatamente nel settore ferroviario, per tutelare il made<br />
in Italy dalle contraffazioni e per introdurre maggiore trasparenza nele<br />
tariffe marittime. </p>
<p>(9 luglio 2009) </p>
<p>di <i>La Boje</i></p>
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		<title>CONVEGNO SMALTIMENTO AMIANTO</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 09:41:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative
Soresina (CR) &#8211; 21 maggio 2009 &#8211; ore 21 &#8211; sala del podestà &#8211; via Matteotti 4
Dopo tutte le mobilitazioni sul territorio che abbiamo organizzato contro le megadiscariche di amianto di Cappella Cantone e Cingia de&#8217; Botti pensiamo che il passaggio successivo per proseguire la lotta non possa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative<br />
Soresina (CR) &#8211; 21 maggio 2009 &#8211; ore 21 &#8211; sala del podestà &#8211; via Matteotti 4<br />
Dopo tutte le mobilitazioni sul territorio che abbiamo organizzato contro le megadiscariche di amianto di Cappella Cantone e Cingia de&#8217; Botti pensiamo che il passaggio successivo per proseguire la lotta non possa che essere un momento di riflessione ed approfondimento tecnico.<br />
Il prossimo 21 maggio a Soresina presso la Sala del Podestà, in via Matteotti 4, inizio ore 21, abbiamo organizzato un convegno dal titolo: &#8220;Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative&#8221;.<br />
Con questo convegno vogliamo ribadire che le megadiscariche sono pericolose e che il ritardo nello smaltimento dell&#8217;amianto in Regione Lombardia non é certo dovuto alle resistenze dei cittadini. Proprio perché la bonifica e lo smaltimento dell&#8217;amianto sono un&#8217;emergenza occorre una pianificazione territoriale concertata e non le imposizioni dall&#8217;alto, ed in questo la normativa attuale é inadeguata e va quindi migliorata.<br />
Inoltre vogliamo dimostrare che le nuove tecnologie di inertizzazione sono ora competitive e che lo Stato italiano é colpevolmente in ritardo rispetto ad altri paesi europei.<br />
Il programma del convegno è il seguente: Mariella Megna, di Cittadini contro l&#8217;amianto, introdurrà i lavori; il prof. Alessandro Gualtieri dell&#8217;università di Modena relazionerà sui metodi alternativi all&#8217;interramento in discarica dei rifiuti contenenti amianto; l&#8217;assessore all&#8217;ambiente del comune di Broni Mario Fugazza illustrerà la situazione della bonifica della ditta Fibronit a Broni, l&#8217;unico sito di interesse nazionale individuato in Regione Lombardia per la bonifica da amianto; Fulvio Aurora di Medicina Democratica parlerà di carenze e inadempienze del PRAL (Piano Regionale Amianto Lombardia) e di proposte di miglioramento della normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali. Sarà illustrata quindi una recente pubblicazione scientifica dell&#8217;Azienda Ospedaliera Monaldi di Napoli in cui si avanzano ipotesi di un rapporto causale tra discariche tossiche (amianto) e mesotelioma pleurico.<br />
E&#8217; prevista anche la comunicazione di un testimone della vicenda dell&#8217;ex INAR di Romanengo e testimonianze dei comitati che stanno conducendo lotte analoghe contro le megadiscariche di amianto in varie parti d&#8217;Italia, dal Veneto alla Sicilia.<br />
Il convegno è organizzato da CITTADINI CONTRO L&#8217;AMIANTO DELLA PROVINCIA DI CREMONA, FEDERAZIONI DEL PRC, PDCI E VERDI PROVINCIALI, ITALIA DEI VALORI, SDL, CUB, RDB, AL COBAS, L&#8217;ALTRA LOMBARDIA &#8211; SU LA TESTA, CIRCOLO BERTOLT BRECHT DI CASTELLEONE.</p>
<p>di <i>Cittadini contro l&#8217;amianto</i></p>
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		<title>Cena sociale di autofinanziamento [1]</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 16:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mantova]]></category>

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		<description><![CDATA[sabato 16 maggio dalle 20.30 cena sociale 
 per l&#8217;autofinanziamento dello spazio sociale.

- antipasto
- riso selvatico rosso con fagiolini e pecorino
- riso selvatico rosso con pollo e zafferano
- pennette primavera (inoltrata)
- torte delle streghe
- vino
Il tutto al prezzo -spaziale- di 12 euro
(servito in stoviglie biodegradabili)
per info e prenotazione(GRADITA!)
manda mail a mantovantagonista@libero.it o telefona alllo 0376-355556
 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sabato 16 maggio dalle 20.30 cena sociale <br />
 per l&#8217;autofinanziamento dello spazio sociale.</p>
<p>
- antipasto</p>
<p>- riso selvatico rosso con fagiolini e pecorino<br />
- riso selvatico rosso con pollo e zafferano<br />
- pennette primavera (inoltrata)</p>
<p>- torte delle streghe</p>
<p>- vino</p>
<p>Il tutto al prezzo -spaziale- di 12 euro<br />
(servito in stoviglie biodegradabili)</p>
<p>per info e prenotazione(GRADITA!)<br />
manda mail a mantovantagonista@libero.it o telefona alllo 0376-355556</p>
<p> Spazio Sociale La Boje &#8211; via frutta,3 &#8211; Mantova<br />
 www.articolozero.org</p>
<p>di <i>la boje</i></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>aperitivo/raccolta fondi per Epicentro Solidale / solidarietà per l&#8217;abruzzo</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/05/archive-4061/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 21:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalle 18 aperitivo e raccolta fondi per epicentro solidale 
solidarietà dal basso per l&#8217;Abruzzo.

Epicentro solidale è una rete di attiviste e attivisti che si è messa in moto già nei primi giorni dopo i terremoti, dal campo di Fossa (AQ) è riuscita a creare in pochi giorni un vero coordinamento di SOLIDARIETà DAL BASSO che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalle 18 aperitivo e raccolta fondi per epicentro solidale <br />
solidarietà dal basso per l&#8217;Abruzzo.</p>
<p>
Epicentro solidale è una rete di attiviste e attivisti che si è messa in moto già nei primi giorni dopo i terremoti, dal campo di Fossa (AQ) è riuscita a creare in pochi giorni un vero coordinamento di SOLIDARIETà DAL BASSO che in poco tempo attraverso associazioni, movimenti e centri sociali si è allargata a tutto il territorio.<br />
Attraverso il sito epicentrosolidale.org e due infoline si coordinano svariate iniziative di solidarietà diretta dal basso, che parte dalle richieste e dalle necessità dei campi, con DIGNITà e SENZA BANDIERE, per rispettare innanzitutto chi è stato colpito.</p>
<p>Per lo Spazio Sociale La Boje è solo la prima iniziativa di un percorso di solidarietà partecipata a lungo termine che oltre alla raccolta fondi proporrà iniziative di controinformazione sul disastro abruzzese e sarà punto di coordinamento per chi in città e provincia vorrà scendere ad aiutare una popolazione che ora rischia di assistere ad un progetto di ricostruzione gestito dalle stesse logiche di profitto che hanno innalzato palazzi con la sabbia di mare e senza nessuna precauzione anti-sismica.</p>
<p>di <i>spazio sociale la boje</i></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Terremoto in Abruzzo, parla il tecnico che aveva previsto il sisma.</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2009/04/archive-3931/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 10:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://articolozero.org/article/3931</guid>
		<description><![CDATA[Aveva annunciato il sisma ma Bertolaso gli ha dato dell&#8217;imbecille e lo ha denunciato.
&#8220;Ci sono persone che devono chiedermi scusa e che avranno sulla coscienza il peso di quello che è accaduto&#8221;. È arrabbiato, distrutto, Gioacchino Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha messo a punto un sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aveva annunciato il sisma ma Bertolaso gli ha dato dell&#8217;imbecille e lo ha denunciato.</p>
<p>&#8220;Ci sono persone che devono chiedermi scusa e che avranno sulla coscienza il peso di quello che è accaduto&#8221;. È arrabbiato, distrutto, Gioacchino Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha messo a punto un sistema in grado di prevedere i terremoti. Nei giorni scorsi lo strumento da lui creato aveva rilevato la presenza massiccia di precursori dei terremoti nella zona di Sulmona, attraverso i livelli di radon liberati dalla terra. Poi il sisma non era avvenuto e lui era stato denunciato per procurato allarme. Ma le sue previsioni, evidentemente, non erano errate, ma soltanto anticipate.</p>
<p>Cosa ha pensato quando ha visto che il suo allarme non era ingiustificato?<br />
&#8220;Questa notte non sapevo più a chi rivolgermi, vedevo la situazione che stava precipitando e io non potevo fare nulla perché ho ricevuto un avviso di garanzia per aver detto che ci sarebbe stato un terremoto&#8221;.</p>
<p>Lei vive all&#8217;Aquila, come ha vissuto il sisma?<br />
&#8220;Qui ci sono dei morti, cinquantamila persone senzatetto, una situazione drammatica, nemmeno durante i bombardamenti in guerra si vedevano cose del genere. Vedevamo le case muoversi, una sensazione tremenda, anche se per me si aggiungeva la rabbia &#8220;.</p>
<p>Lei è stato anche messo in ridicolo per la sua previsione. Come si sente adesso?<br />
&#8220;Di me sono state dette delle cose tremende. Mi hanno dato dell&#8217;imbecille, perché i terremoti non si possono prevedere. Ma era una situazione creata ad arte. Io adesso non ce la faccio nemmeno a parlare, la situazione è troppo grave. Ma adesso c&#8217;è gente che mi deve chiedere scusa&#8221;.</p>
<p>A chi si riferisce?<br />
&#8220;Al capo della protezione civile Guido Bertolaso: andate a leggere cosa ha dichiarato di me. E poi parlo del sindaco di Sulmona e dell&#8217;assessore alla protezione civile. Mi devono chiedere scusa sulle pagine dei giornali nazionali. Queste persone portano sulla coscienza un peso enorme&#8221;.</p>
<p>di <i>Aut.Pop</i></p>
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		<title>MANIFESTAZIONE CONTRO LE MEGADISCARICHE DI AMIANTO</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 14:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[contro le speculazioni del capitale privato con la complicità della politica
Sabato 21 marzo ci sarà una manifestazione contro le megadiscariche di amianto con partenza alle ore 10.30 da Corte Madama (che si trova tra Crema e Cremona sulla Paullese, uscita Castelleone-Corte Madama) fino al luogo in cui vorrebbero realizzare una delle due megadiscariche in provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>contro le speculazioni del capitale privato con la complicità della politica</p>
<p>Sabato 21 marzo ci sarà una manifestazione contro le megadiscariche di amianto con partenza alle ore 10.30 da Corte Madama (che si trova tra Crema e Cremona sulla Paullese, uscita Castelleone-Corte Madama) fino al luogo in cui vorrebbero realizzare una delle due megadiscariche in provincia di Cremona.<br />
La manif. ha rilevanza regionale e ha lo scopo, oltre a quello specifico di bloccare la realizzazione delle due megadiscariche di amianto e di modificare il PRAL in modo da non lasciare più l&#8217;iniziativa ai privati per la realizzazione delle discariche, di denunciare le politiche criminali della giunta regionale in materia ambientale (vedi la proposta di modifica dei criteri per la realizzazione delle discariche per abolire di fatto le distanze di rispetto dai centri abitati e l&#8217;abominevole legge urbanistica che permetterà ai vari speculatori di mettere le mani sulle aree verdi ecc&#8230;) e di evidenziare che é in atto una vera e propria &#8220;deregolazione&#8221; in vista dell&#8217;Expo 2015.<br />
Le dinamiche che regolano il tentativo di realizzare le due megadiscariche d&#8217;amianto in provincia di Cremona, a Cappella Cantone e Cingia de&#8217; Botti, (decisione preordinata insieme con la giunta regionale di cavatori speculatori e ditte fantasma, individuazione dei siti secondo la logica del profitto del richiedente ma dannosi per la salute ed il territorio senza permettere ai cittadini interessati di dare un parere) sono IDENTICHE per la megadiscarica di rifiuti nocivi di Senna Lodigiana (quasi 2 milioni di mc in AREA GOLENALE di PO , per cui in caso di forte piena i rifiuti arriverebbero fino a Venezia)<br />
E infatti parteciperanno alla manif. anche cittadini della provincia di Lodi oltre che al comitato NOEXPO di Milano, all&#8217;associazione esposti amianto di Milano e a vari comitati di difesa della salute e del territorio.<br />
Facciamo appello a tutte le realtà antagoniste, a tutti gli organismi di lotta impegnati sul territorio a venire a manifestare sabato 21 marzo a Corte Madama (CR) contro le speculazioni del capitale privato con la complicità della politica.<br />
L&#8217;altra Lombardia &#8211; SU LA TESTA<br />
per info e adesioni<br />
laltralombardia@laltralombardia.it<br />
Per maggiori informazioni:<br />
Scarica e diffondi il volantone &#8220;Perché siamo contrari alle megadiscariche di amianto che la Regione Lombardia vuole realizzare in provincia di Cremona&#8221;<br />
<a href="http://www.laltralombardia.it/public/2009/noallemegadiscariche.zip" title="http://www.laltralombardia.it/public/2009/noallemegadiscariche.zip">http://www.laltralombardia.it/public/2009/noallemegadis&#8230;e.zip</a><br />
MANIFESTAZIONE CONTRO LE MEGADISCARICHE DI AMIANTO IN PROVINCIA DI CREMONA<br />
Sabato 21 marzo 2009 a Corte Madama (Cremona) con inizio alle ore 10.30.<br />
Appello all&#8217;adesione e partecipazione<br />
L&#8217;amianto è il più grande assassino industriale finora conosciuto, l&#8217;amianto è il male del secolo sia in materia di salute dei cittadini che di ambiente.<br />
Si calcola che vi siano in Italia 32 miliardi di tonnellate vale a dire 8 milioni di mq di amianto da smaltire tra eternit ed amianto friabile di cui 2 milioni e mezzo nella sola Lombardia. E le stime sono per difetto.<br />
Dall&#8217;amianto bisogna quindi uscire e bisogna farlo in fretta; nessuna esposizione può e deve essere ammessa in quanto è stato ampiamente dimostrato che l&#8217;inalazione delle fibre di amianto è letale.<br />
10 anni è il limite massimo proposto dalla Conferenza nazionale italiana non governativa del 2004 entro il quale l&#8217;amianto deve essere censito e poi eliminato.<br />
(Da uno studio del CNR del 2007) Quasi 9 milioni di italiani vivono in zone ad elevato rischio ambientale e sanitario, 6mila le aree di interesse regionale, 58 quelle contaminate da amianto, 1120 stabilimenti a rischio incidente. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità dice che vi sono 60mila morti l&#8217;anno per disastri ambientali.<br />
Non possiamo più permettere che le istituzioni a tutti i livelli non intervengano, ciascuna per il suo ruolo, in difesa dei diritti fondamentali come il diritto alla salute dei cittadini.<br />
L&#8217;amianto va considerata a tutti gli effetti un&#8217;emergenza nazionale, ma non è considerata tale dalle istituzioni di questo paese che anzi &#8220;risparmiano&#8221; sulla vita dei cittadini.<br />
Qualche esempio:<br />
Le previsioni di costo del PRAL (Piano Regionale Amianto della Lombardia) fatte nel 2004 erano circa 5 milioni di euro, ma si è poi approvata una spesa, con gli stessi interventi e le stesse azioni, di poco più di 1 milione e mezzo di euro<br />
La Regione Lombardia ha indicato il sito della ex Fibronit in comune di Broni (PV) come sito prioritario da bonificare perché nell&#8217;area c&#8217;è la più alta mortalità per mesotelioma, ma poi ha dato disponibilità solo per 3,5 milioni di euro a fronte dei 20-25 milioni necessari.<br />
La Regione Lombardia ha pronti invece finanziamenti diretti per le Piccole e Medie Imprese per un totale di 1 miliardo di euro e 11 milioni di euro a sostegno delle scuole private!<br />
La provincia di Milano ha tagliato i fondi (600mila euro) per la bonifica di amianto degli edifici provinciali.<br />
E se consideriamo la vergognosa indifferenza verso le vittime dell&#8217;amianto, argomento che in questa sede possiamo solo accennare, l&#8217;elenco delle ingiustizie e inadempienze dei vari governi si allunga in maniera impressionante.<br />
I lavoratori morti a causa dell&#8217;amianto sono 5000 ogni anno e decine di migliaia i lavoratori muoiono a causa di altre sostanze cancerogene, ma il singolo lavoratore colpito da malattia professionale, o i suoi familiari in caso di decesso, devono sobbarcarsi un doloroso e difficile percorso di lotte anche legali per ottenere il riconoscimento di quanto gli spetta per diritto fondamentale: il diritto alla salute e alla propria integrità fisio-psichica e anche al giusto risarcimento.<br />
La situazione degli interventi di bonifica<br />
Nel 2005 la Regione Lombardia si era impegnata a smaltire in 10 anni 800mila metri cubi di eternit stimati. A fine 2008 la Regione Lombardia non ha neanche a disposizione la mappatura dei siti da bonificare; ci sono solo i dati del telerilevamento &#8211; 2 milioni e mezzo di coperture di eternit da bonificare &#8211; senza contare che il telerilevamento si è dimostrata una tecnica non completamente affidabile.<br />
Le discariche in funzione sono poche e in via di esaurimento, sono in via di approvazione solo due a Brescia e solo per il fabbisogno della provincia, alcune domande sono state respinte come a Treviglio (BG), e a Castiglione delle Stiviere (MN) il sindaco si è accordato con il privato che ha ritirato la domanda ed ora al posto della discarica faranno un centro commerciale.<br />
A Broni i cittadini chiedono a gran voce la discarica di servizio per l&#8217;ex Fibronit ma la Regione non la fa, al contrario pensa invece di far diventare Cremona la pattumiera di amianto di tutta la Lombardia nonostante il parere contrario della popolazione, degli enti locali e delle associazioni di categoria.<br />
La situazione a Cremona<br />
A Cappella Cantone e a Cingia de&#8217; Botti sono in via di approvazione due megadiscariche che sarebbero le più grandi della Lombardia e tra le più grandi in Europa. Diventerebbero quindi dei luoghi ad elevatissimo impatto ambientale da dover poi a loro volta essere bonificati.<br />
A Cappella Cantone i cavatori più potenti della zona, i Fratelli Testa, hanno pensato bene di sfruttare una ex cava destinata a recupero ambientale acquisendo parte del terreno pagandolo il doppio del valore di mercato (circa due milioni di euro) senza avere ancora l&#8217;autorizzazione. Si parla di un business di 180milioni di euro per gestire una megadiscarica di 260mila metri cubi, che può essere ampliata perché il bacino dell&#8217;ex cava è di circa 800mila metri cubi, vicina ai centri abitati e in una zona con falde acquifere affioranti.<br />
A Cingia de&#8217; Botti una società &#8220;fantasma&#8221;, Vitalba srl, costituita solo a fine 2007, con 10.000 Euro di capitale da due società lussemburghesi, controllate a loro volta da società panamensi senza nemmeno una scrivania come sede legale, vuole realizzare una megadiscarica di amianto da 400mila metri cubi.<br />
Per giustificare la necessità delle discariche l&#8217;assessore regionale Buscemi sostiene che siccome di amianto si muore, l&#8217;amianto va smaltito e quindi sono necessarie le discariche. Afferma però anche che non spetta alla Regione elaborare un piano regionale di smaltimento, ma solo definirne i criteri e che quindi lo smaltimento è lasciato al libero mercato.<br />
Anche noi sosteniamo che le discariche di amianto sono necessarie e bisogna quindi realizzarle da qualche parte, ma lasciare all&#8217;iniziativa privata la soluzione dello smaltimento dell&#8217;amianto è da irresponsabili oltre che sbagliato per principio; vuol dire lasciare nelle mani di cavatori speculatori e società fantasma il destino della nostra salute e noi diciamo NO.<br />
I rifiuti di amianto sono rifiuti speciali che devono essere movimentati il meno possibile (lo prevede la normativa comunitaria) per cui le operazioni di smaltimento, dalla rimozione al trasporto fino al conferimento in discarica, sono operazioni che vanno effettuate con la massima perizia e rispettando rigorosamente le norme tecniche.<br />
Autorizzare una discarica comporta responsabilità altissime perché è in gioco la vita o la morte delle persone e la qualità delle vita delle stesse. Bisogna, di conseguenza, adottare rigorosamente tutte le tutele previste per il rispetto della salute dei cittadini e dell&#8217;ambiente.<br />
L&#8217;amianto è un&#8217;emergenza nazionale ed in particolare in Lombardia la situazione è disastrosa, quindi va attuato urgentemente un piano di smaltimento regionale per l&#8217;amianto che parta dalla prevenzione e rimozione fino allo smaltimento corretto. <br />
Bisognerà seriamente prendere in considerazione anche la questione dei metodi di smaltimento alternativi alla discarica perché non è realistico che tutti i 32 miliardi di tonnellate di rifiuti di amianto finiscano sotto terra!<br />
Le varie tecnologie per distruggere completamente la natura cristallo-chimica dei minerali di amianto, grazie alle quali il rifiuto non conterrebbe più amianto e potrebbe essere anche riutilizzato, non hanno ancora trovato applicazione in Italia, diversamente dalla Francia e dalla Germania.<br />
Vi è solo un impianto sperimentale in Sardegna.<br />
Le nostre proposte:<br />
Bloccare la realizzazione delle megadiscariche di amianto di Cappella Cantone e Cingia de&#8217; Botti perché pericolose per la salute dei cittadini e perché costituiscono un pericolo per l&#8217;equilibrio ambientale ed ecologico del territorio.<br />
Bloccare definitivamente l&#8217;iter burocratico-amministrativo avviato dalla Regione Lombardia<br />
Rivendicare la modifica radicale del PRAL (Piano Regionale Amianto Lombardia) in modo che non si lasci più l&#8217;iniziativa di avviare la realizzazione di nuove discariche ai privati.<br />
Fare chiarezza sulle speculazioni che stanno all&#8217;origine della decisione di aprire due megadiscariche a ridosso di centri abitati e in concomitanza con le attività di Milano e provincia legate all&#8217;EXPO 2015.<br />
Non vogliamo che si moltiplichino i casi come quello di Senna Lodigiana, in provincia di Lodi, dove vogliono realizzare una discarica di rifiuti nocivi di quasi due milioni di metri cubi in area golenale di Po. Nel caso di una forte piena questi rifiuti arriverebbero fino a Venezia.<br />
Non permetteremo, quindi, che la Regione Lombardia operi una revisione dei criteri per l&#8217;individuazione dei siti e dei nuovi impianti di smaltimento rifiuti (come ha in progetto di fare) modificando i vincoli in senso più &#8220;liberale&#8221; ed elastico e abolendo in pratica le distanze dai centri abitati. Questo progetto è un atto criminale che respingiamo in partenza e che ci vedrà impegnati in una lotta che, se sarà necessario, estenderemo a livello nazionale.<br />
E&#8217; uno dei vari tentativi di &#8220;deregolazione&#8221; in vista dell&#8217;EXPO 2015, come la legge urbanistica approvata il 3 marzo scorso dalla Regione Lombardia che è un regalo ai tanti palazzinari e investitori immobiliari.<br />
I cittadini sono e devono essere gli attori principali di questa faccenda perché sono i portatori degli unici interessi importanti, quelli della tutela della propria salute.<br />
Non deleghiamo più a nessuno la difesa della nostra salute e del nostro territorio.<br />
La tutela dei nostri interessi passa da noi stessi.<br />
L&#8217;obiettivo della Regione Lombardia è quello di aprire comunque le megadiscariche in provincia di Cremona, a prescindere dai pareri contrari e dalle condizioni ambientali sfavorevoli e pericolose.<br />
Anziché la salute si privilegiano la rendita ed il profitto di pochi.<br />
Gli enti preposti al controllo e alla tutela del territorio dovrebbero invece pianificare e programmare le località idonee per realizzare le discariche e poi valutare le domande, invece di lasciare ai privati la prerogativa di proporre siti a loro certo convenienti economicamente, ma non altrettanto sicuri per la salute dei cittadini.<br />
Gli interessi privati non devono prevalere su quelli pubblici.</p>
<p>di <i>L&#8217;altra Lombardia-SU LA TESTA</i></p>
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