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	<title>articolozero &#187; Migrazioni</title>
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		<title>La testimonianza di Chaimaa</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 08:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antirazzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Feature]]></category>
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		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Chaimaa Fatihi è attiva su temi che riguardano  integrazione e discriminazione. Il primo Maggio scorso ha deciso, dopo  molti post sul suo blog personale, di realizzare un filmato su you tube dove segnalava la presenza di  alcuni gruppi a sfondo razzista e palesemente offensivi sul social  network Facebook. Il video è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-16797" title="islamofobia" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/05/islamofobia-300x199.jpg" alt="islamofobia" width="300" height="199" />Chaimaa Fatihi è attiva su temi che riguardano  integrazione e discriminazione. Il primo Maggio scorso ha deciso, dopo  molti post sul suo blog personale, di realizzare un filmato su you tube dove segnalava la presenza di  alcuni gruppi a sfondo razzista e palesemente offensivi sul social  network Facebook. Il video è stato visto da molte persone che hanno  segnalato così il gruppo ai moderatori di FB.  Il gruppo è stato chiuso.   Chaimaa, dunque, realizza un secondo filmato dove ringrazia per l’impegno e invita a tenere alta  la guardia. Da qui si è scatenato l’inferno: insulti, minacce, commenti  volgari e chi più ne ha più ne metta</em></p>
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<p><a title="Invia ai tuoi amici o pubblica nel tuo profilo." rel="dialog" href="http://www.facebook.com/ajax/share_dialog.php?s=4&amp;appid=2347471856&amp;p[]=47254241352&amp;p[]=404027727296"><span> </span></a></div>
</div>
<p>La sera del primo maggio girovagando per il social network Facebook, ho  trovato un gruppo dal nome “No all’Islam in Italia” il quale contava  quasi 10000 iscritti.<br />
Io vedendo questo gruppo non ho esitato ad iscrivermi per vedere la loro  posizione, seppur l’avevo già capita da tutti i commenti postati.<br />
Mi presento e chiedo il perché di tale posizione. Secondo voi, mi hanno  risposto con educazione e voglia di dialogare? Vi risparmio la risposta:  no, non è stato così. Mi sono stati rivolte offese, insulti e quando si  sono stancati delle mie risposte, hanno cancellato i commenti e mi  hanno bloccata. Irritata da questo comportamento poco civile, ho pensato  di realizzare un video nel quale segnalo questo gruppo discriminatorio  che incita alla violenza e all’odio. Dopo poche ore, il contatore delle  visualizzazioni aumentava parecchio e la notizia passava tra gli  iscritti del gruppo. Il giorno seguente, controllo se è ancora presente  il gruppo segnalato e con grande sorpresa e – devo dire – felicità, non  l’ho più trovato. Era stato chiuso. Preciso una cosa: noi utenti ciò che  possiamo fare è soltanto segnalare agli amministratori di Facebook i  gruppi, ma sono loro gli artefici della loro chiusura. Dicevo, sapendo  che era stato chiuso non ho aspettato un minuto per realizzare un  secondo video nel quale ringrazio per la collaborazione e segnalo altri  gruppi affini a quello chiuso. Erano quelli regionali, poiché quello che  possedeva quasi 10000 iscritti era quello nazionale. La notizia, anche  questa volta, non ha aspettato niente e nessuno e così tutti hanno  cominciato a commentarmi il video e rivolgermi offese ed insulti,  talvolta molto pesanti. Il 6 maggio, una ragazza mi ha fatto notare che  online su Il Giornale c’era un articolo che parlava di tutto quello che  stava accadendo. Incredula di questo, leggo e rimango delusa dei fatti  narrati. Erano falsi e il giornalista, Domenico Ferrara, mi ha disegnata  in un modo molto brutto. Una ragazza, Marta Marcello, la quale è molto  conosciuta nel web tanto da essere definita una web celebrity, ha  seguito questa vicenda dall’inizio e così, anche lei, irritata da questo  articolo ha deciso di fare un video. Il video s’intitola “BarbieXanax:  Io supporto Velina1993”. I suoi ammiratori l’hanno commentata  positivamente, ma dopo qualche ora è giunta pure a lei una anomala onda  di odio da parte degli stessi commentatori del mio video. Anche a lei le  sono state rivolte offese, insulti e commenti che incitavano all’odio.  Tutto ciò, insieme alla solidarietà da parte degli amici  dell’osservatorio, della Civetta e altri amici virtuali,  mi ha dato una  grande forza. Ho sentito un gran bisogno di continuare questa lotta –  senza fine? Non saprei. I gruppi chiusi e citati nel secondo video, sono  5 fin’ora.<br />
Ieri 10 maggio, ho deciso di fare un terzo video nel quale parlo di un  gruppo dal nome “Creiamo un nuovo gioco olimpico: il lancio dei  bambini!”. Dopo aver fatto questo video, ho inserito una lista di 45  gruppi discriminatori, presa dal gruppo “Difendiamo l’articolo 3 della  Costituzione italiana”. Ne sono stati chiusi molti, ma la lotta  continua.<br />
Tra i tantissimi commenti mi è stato detto che io infrango un articolo  della costituzione, l’art. 21, che dice che c’è la libertà di parola e  pensiero. Io sono dell’idea che la libertà di parola e pensiero debbano  assolutamente essere rispettati, ma bisogna anche considerare gli altri  articoli che condannano la discriminazione di qualsiasi genere.<br />
Io sono libera di pensare e dire o scrivere ciò che voglio, ma non sono  libera di eccedere e ledere le persone e le anime altrui.<br />
Per i video che vi ho citato, potete trovarli su Youtube, nel canale  “Velina1993”. Il video di Marta, è un video di risposta al mio secondo  video.<br />
Vi consiglio anche di leggere la presentazione del mio canale, nel quale  spiego il perché di questo nickname “Velina1993”.<br />
Infatti, coloro che sono stati superficiali e non hanno avuto la minima  voglia di leggere ciò che ho scritto, mi hanno commentato i video  scrivendomi che io dovrei sognarmi di diventare una velina. Questo  commento, mi ha fatto ridere parecchio. Ed è questo una delle poche cose  che mi piace dei commenti. Bisogna vedere sempre tutto anche dalla  parte positivi no?<br />
Vi ringrazio, nuovamente, per lo spazio che mi avete concesso e per la  solidarietà che avete avuto nei miei confronti.</p>
<p>credits @ lacivetta.info</p>
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		<title>Da che parte stare</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 15:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ MILANO &#8211; 23 MAGGIO 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE 
CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO! Campagna Nazionale &#8220;Da che parte stare&#8221;

La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti.  Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il &#8220;pacchetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/may2009/dparte.jpg' title='partestare' alt='partestare' width=250 style="float: left;padding:20px;"> MILANO &#8211; 23 MAGGIO 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE <br />
CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO! Campagna Nazionale &#8220;Da che parte stare&#8221;</p>
<p></p>
<p><b>La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. </b> Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l&#8217;espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.</p>
<p>
 <img src='http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/may2009/dparte.jpg' title='partestare' alt='partestare' width=250 style="float: left;padding:20px;"> MILANO &#8211; 23 MAGGIO 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE <br />
CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO! Campagna Nazionale &#8220;Da che parte stare&#8221;</p>
<p></p>
<p><b>La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti.</b>Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l&#8217;espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.</p>
<p>
<b>Il razzismo istituzionale colpisce duro:</b> il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza prevalentemente contro i &#8220;clandestini&#8221; ma criminalizza tutti i migranti giustificando il loro sfruttamento. La proposta di un &#8220;contributo&#8221; per il rinnovo dei permessi &#8211; che si aggiunge al furto dei contributi previdenziali e pensionistici che non possono essere ritirati &#8211; mostra che il salario dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagherà nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da &#8220;badanti&#8221;. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.</p>
<p><b>La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze: </b>tutti hanno mutui e affitti da pagare, l&#8217;incubo del giorno dopo. Il razzismo istituzionale impedisce però ai migranti di sperare persino nelle già povere &#8220;misure anticrisi&#8221;. Ammortizzatori sociali, piani edilizi, bonus bebè non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in silenzio. L&#8217;abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l&#8217;espressione più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle figlie dei migranti senza documenti pone un&#8217;ipoteca sulle prossime generazioni. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.</p>
<p><b>Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. </b>È ora di scegliere DA CHE PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni hanno tenuto alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. È tempo di ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi a un attacco alle condizioni di vita che colpisce prima di tutto i migranti, ma non solo i migranti.</p>
<p><b>È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI.</b>Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale il 23 maggio a Milano, una città del nord dove più evidenti sono le caratteristiche dell&#8217;offensiva del razzismo istituzionale e più marcati gli effetti della crisi. Affinché gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:</p>
<p>- che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;<br />
<br />
- che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno versato;<br />
<br />
- che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore clandestino;<br />
<br />
- il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di registrare la nascita dei loro figli;<br />
<br />
- il ritiro della proposta di un permesso di soggiorno a punti e di qualunque tipo di &#8220;contributo&#8221; economico, sia esso di 80 o di 200 €, per le pratiche di rinnovo dei permessi.<br />
<br />
- il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione, l&#8217;utilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda l&#8217;allungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.<br />
<br />
- la garanzia di accesso al diritto d&#8217;asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia.</p>
<p>PER ADESIONI: da.che.parte.stare@gmail.com</p>
<p>Per partecipare da Mantova: stiamo sostenendo una campagna di sottoscrizione per pagare i pullman per la manifestazione. Anche se non vieni basta un piccolo contributo. <br />
per contatti: <br />
coord.migrabassomantovano@gmail.com<br />
tel: 3275876351 </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>organizzatori manifestazione:</p>
<p></p>
<p>Coordinamento immigrati Brescia</p>
<p>Coordinamento migranti Bologna e provincia</p>
<p>Rete migranti Torino</p>
<p>MayDay Milano</p>
<p>Impronte &#8211; Rete per la libertà di movimento Roma</p>
<p>Rete 28 aprile</p>
<p>Associazione Città migrante &#8211; Reggio Emilia</p>
<p>Coordinamento migranti FIOM-CGIL &#8211; Parma</p>
<p>Coordinamento lavoratori immigrati CGIL &#8211; Reggio Emilia</p>
<p>Coordinamento immigrati CGIL &#8211; Brescia</p>
<p>Coordinamento migranti FIOM-CGIL &#8211; Bologna</p>
<p>Associazione diritti per tutti &#8211; Brescia</p>
<p>Sportello Illegale CSOA Gabrio &#8211; Torino</p>
<p>Cittadinanza globale &#8211; Verona</p>
<p>Ya Basta! &#8211; Bologna</p>
<p>Coordinamento migranti Terza Italia &#8211; Senigallia</p>
<p>Coordinamento migranti basso mantovano</p>
<p>Sinistra critica &#8211; movimento per la sinistra anticapitalista</p>
<p>Laboratorio femminista Kebedech Seyoum</p>
<p>CSOA Casaloca &#8211; Milano</p>
<p>Coordinamento Nord sud del mondo</p>
<p>Associazione culturale &#8220;Carlo Giuliani&#8221; &#8211; San lazzaro &#8211; Ozzano (BO)</p>
<p>Comitato di solidarietà con profughi e migranti &#8211; Torino</p>
<p>Asociación Real Juvenil &#8211; Milano</p>
<p>Case di Plastica &#8211; Milano</p>
<p>Assocafé (Asociación Cultura Arte Fuerza al Exterior) &#8211; Milano</p>
<p>Associazione Antigone &#8211; Milano Città Aperta</p>
<p>Sinistra Critica &#8211; Milano</p>
<p>Rete Antirazzista Campana</p>
<p>Coordinamento Immigrati Bergamo</p>
<p>Lavoratori migranti FIOM &#8211; Bergamo</p>
<p>Rete Antirazzista Catanese</p>
<p>CUB</p>
<p>Coordinamento migranti Verona</p>
<p>Le radici e le ali ONLUS &#8211; Milano</p>
<p>Carta &#8211; www.carta.org</p>
<p>Agenzia per la Pace -Valtellina,Valchiavenna e Alto Lario</p>
<p>Rete Milano Città Aperta</p>
<p>Ass.ne Todo Cambia &#8211; Milano</p>
<p>Coordinamento Nazionale Migranti Fiom</p>
<p>Sinistra critica Calabria</p>
<p>Sinistra critica Firenze</p>
<p>Il Coordinamento lavoratori della Scuola &#8220;3 ottobre&#8221;</p>
<p>Cobas Scuola &#8211; Cosenza</p>
<p>Associazione Arcobaleno insieme senza frontiere &#8211; Sondrio</p>
<p>Sinistra Critica Mantova </p>
<p>di <i>Aut.Pop</i></p>
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		<title>Siamo qui, restiamo qui, lottiamo qui: contro il pacchetto sicurezza!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 10:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
In giro tira aria di crisi. Ogni giorno migliaia di lavoratori e lavoratrici vengono messi in cassa integrazione o licenziati. Succede soprattutto a noi migranti, che per la crisi paghiamo un prezzo ancora più alto: se perdiamo il permesso di soggiorno, rischiamo di diventare clandestini, di essere rinchiusi nei centri di detenzione e di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/mar2009/movimig.jpg' title='mig' alt='mig' width=250 style="float: left;padding:20px;"><br />
In giro tira aria di crisi. Ogni giorno migliaia di lavoratori e lavoratrici vengono messi in cassa integrazione o licenziati. Succede soprattutto a noi migranti, che per la crisi paghiamo un prezzo ancora più alto: se perdiamo il permesso di soggiorno, rischiamo di diventare clandestini, di essere rinchiusi nei centri di detenzione e di essere espulsi.<br />
Non passa giorno senza che si compia un atto di violenza razzista contro i migranti, mentre il ministro dell&#8217;Interno dice che &#8220;bisogna essere cattivi&#8221; con i clandestini, alimentando così sempre più razzismo. Questo razzismo serve a legittimare la politica del governo, che in tempo di crisi ha una risposta chiara: l&#8217;espulsione.<br />
 <img src='http://www.articolozero.org/wp/wp-content/gallery/mar2009/movimig.jpg' title='mig' alt='mig' width=250 style="float: left;padding:20px;"><br />
In giro tira aria di crisi. Ogni giorno migliaia di lavoratori e lavoratrici vengono messi in cassa integrazione o licenziati. Succede soprattutto a noi migranti, che per la crisi paghiamo un prezzo ancora più alto: se perdiamo il permesso di soggiorno, rischiamo di diventare clandestini, di essere rinchiusi nei centri di detenzione e di essere espulsi.<br />
Non passa giorno senza che si compia un atto di violenza razzista contro i migranti, mentre il ministro dell&#8217;Interno dice che &#8220;bisogna essere cattivi&#8221; con i clandestini, alimentando così sempre più razzismo. Questo razzismo serve a legittimare la politica del governo, che in tempo di crisi ha una risposta chiara: l&#8217;espulsione.<br />
</p>
<p>Il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; approvato dal Parlamento serve all&#8217;espulsione e allo sfruttamento del lavoro migrante: La tassa sul permesso di soggiorno serve a mettere ancora una volta le mani nelle nostre tasche, dovendo pagare fino a 200 euro per ogni pratica di rilascio e di rinnovo, rendendoci sempre più poveri. E intanto, i permessi di soggiorno restano anche per più di un anno fermi in questura. <br />
 Permettere ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono alle strutture sanitarie serve a costringerci a rinunciare anche ai diritti più elementari. L&#8217;emendamento che cancella il divieto di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie, è contrario all&#8217;etica ed alla deontologia medica, al vincolo del segreto professionale ed al dettato costituzionale che tutela la salute individuale e collettiva.<br />
 Costruire nuovi centri di detenzione serve a espellerci dal mercato del lavoro prima ancora che dal paese.</p>
<p>
NON POSSIAMO ACCETTARE TUTTO QUESTO, E NON LO ACCETTEREMO!</p>
<p>
Il governo vuole trasformare la crisi in un&#8217;occasione per cacciare via una parte importante della classe operaia di questo paese. Vogliono spaventarci, ma non è il momento di aver paura. Noi migranti non pagheremo la crisi.</p>
<p>Noi lavoratrici e lavoratori migranti ci saremo per noi e per i nostri figli, che sono nati e cresciuti qui. Ci saremo perché non accettiamo che il governo rubi i contributi che abbiamo versato per anni, e che siamo destinati a perdere se lasciamo l&#8217;Italia. Ci saremo per dire che in questa crisi siamo tutti uguali, lavoratori italiani e migranti.<br />di <i>comitato stop razzismo &#8211; Suzzara</i></p>
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		<title>Centro di Lampedusa IN FIAMME !</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 19:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rivolta, scontri con le forze dell&#8217;ordine
Almeno la metà del campo sarebbe già stata devastata dalle fiamme.
LAMPEDUSA (AGRIGENTO) &#8211; Scontri tra migranti e forze dell&#8217;ordine nel centro immigrati di Lampedusa. La polizia ha sedato la rivolta. Polizia e carabinieri sarebbero riusciti a riportare la calma anche tra gli immigrati più esagitati. Preoccupa invece l&#8217;incendio che, nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rivolta, scontri con le forze dell&#8217;ordine<br />
Almeno la metà del campo sarebbe già stata devastata dalle fiamme.<br />
LAMPEDUSA (AGRIGENTO) &#8211; Scontri tra migranti e forze dell&#8217;ordine nel centro immigrati di Lampedusa. La polizia ha sedato la rivolta. Polizia e carabinieri sarebbero riusciti a riportare la calma anche tra gli immigrati più esagitati. Preoccupa invece l&#8217;incendio che, nonostante gli sforzi dei vigili del fuoco, si sta estendo anche agli altri due capannoni. Almeno la metà del campo sarebbe già stata devastata dalle fiamme.<br />
Secondo le prime informazioni alcune persone sarebbero rimaste ferite. I tafferugli sono scoppiati dopo che ieri un gruppo di circa 300 tunisini aveva cominciato lo sciopero della fame per protesta contro il trasferimento di 107 loro connazionali a Roma, in vista del rimpatrio coatto.<br />
Uno dei pompieri è rimasto intossicato ed è stato portato al poliambulatorio dell&#8217;isola dove si trovano già una decina di esponenti delle forze dell&#8217;ordine rimasti feriti. I vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale di Lampedusa, impegnati nello spegnimento dell&#8217;incendio, sono complessivamente 40 e dispongono di sette automezzi, che non possono però raggiungere il Centro a causa della stretta via d&#8217;accesso.<br />
Tre immigrati sono stati portati via con un principio di intossicazione. Al momento però i vigili del fuoco non possono escludere che vi siano altre persone all&#8217;interno delle strutture colpite dalle fiamme. Le fiamme hanno interamente distrutto una palazzina, mentre altre due, tra cui quella che ospita la mensa, sono state danneggiate.<br />
 &#8220;Una nube tossica sprigionata dall&#8217;incendio dei pannelli coibentati del centro di identificazione di Lampedusa sta raggiungendo il paese. Rischiamo anche che si inquini l&#8217;acqua. Chiedo l&#8217;immediata evacuazione della struttura. So che ci sono poliziotti ricoverati al Poliambulatorio per le esalazioni. Potrebbero esserci intossicati anche tra gli extracomunitari&#8221;. Lo ha detto il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis che ha saputo dell&#8217;incendio appiccato da un gruppo di migranti, mentre si trovava a Palermo.<br />
&#8220;La colpa è del governo che ha trasformato il centro in un lager &#8211; ha aggiunto &#8211; Gli immigrati sono esasperati e stamattina ci sono stati scontri con la polizia. So che sono stati lanciati lacrimogeni e poi è divampato il rogo, probabilmente appiccato dagli extracomunitari. Mi parlavano di fiamme alte 10 metri&#8221;. &#8220;So che ci sono certamente feriti tra gli agenti &#8211; ha proseguito &#8211; Spero che non dovremo contare morti. Comunque la palazzina principale del centro è andata distrutta&#8221;.<br />
Ansa</p>
<p>di <i>mantovAntagonista</i></p>
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		<title>20 aprile Bologna, i Migranti in piazza dell&#8217;unità</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 14:21:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[giornata per la libertà e i diritti dei migranti
Per il terzo anno consecutivo i migranti di Bologna si preparano ad una grande giornata di festa, di denuncia e di partecipazione dove dar voce al nostro protagonismo: per far sentire pubblicamente la nostra presenza e gridare le nostre richieste.

Noi migranti di Bologna e provincia abbiamo deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>giornata per la libertà e i diritti dei migranti<br />
Per il terzo anno consecutivo i migranti di Bologna si preparano ad una grande giornata di festa, di denuncia e di partecipazione dove dar voce al nostro protagonismo: per far sentire pubblicamente la nostra presenza e gridare le nostre richieste.</p>
<p>
Noi migranti di Bologna e provincia abbiamo deciso di continuare a lottare contro la legge Bossi-Fini, contro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, per la chiusura dei centri di detenzione e per l&#8217;abolizione del protocollo delle poste. Ancora oggi con questo sistema dobbiamo pagare più di 70 euro. Ancora oggi siamo costretti ad aspettare anche per più di un anno con in mano una ricevuta delle poste che non ci consente di muoverci liberamente e di tornare per le ferie nel nostro paese di provenienza. Né possiamo trovare lavoro, perché molte agenzie interinali non accettano coloro che sono in attesa di rinnovo.</p>
<p>Governo, Prefettura e Questura ne sono responsabili. Ancora oggi le file davanti all&#8217;Ufficio Stranieri non finiscono mai, il personale è insufficiente, mancano le informazioni e subiamo maltrattamenti. Dalla Questura e dalla Prefettura vengono le solite promesse, ma intanto i problemi restano.</p>
<p>Noi non smettiamo di lottare, e per un giorno trasformeremo la nostra rabbia in festa: domenica 20 aprile piazza dell&#8217;Unità a Bologna diventa la piazza dei migranti, dalle 11 alle 22. Al mattino, con il primo torneo di Basket Migrante dedicato alle seconde generazioni, al pomeriggio, con musica e balli fino a sera.</p>
<p>Quest&#8217;anno sarà una giornata particolare: il 1° maggio, negli Stati Uniti si terranno grandi manifestazioni per la regolarizzazione di tutti i migranti. Lo stesso giorno a Milano ci sarà una grande manifestazione che avrà al primo posto la questione del lavoro migrante, per chiedere la regolarizzazione, la rottura del legame tra permesso e lavoro e la chiusura dei CPT. Vogliamo essere liberi, e sappiamo che la nostra libertà non ci sarà regalata! Per questo da Bologna partiranno dei pullman per la manifestazione di Milano, e durante la giornata sarà possibile prenotarsi.</p>
<p>PARTECIPA CON GLI AMICI, I COLLEGHI DEL LAVORO, LA TUA FAMIGLIA! <br />
VI ASPETTIAMO DOMENICA 20 APRILE!</p>
<p>di <i>cicco</i></p>
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		<title>La Caporetto della Sinistra</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 17:41:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;approvazione del Decreto Sicurezza, da parte dei ministri della sinistra, a partire da Rifondazione, un&#8217;altra diga a sinistra è saltata. La diga della civiltà giuridica, della tolleranza, della diversità sostanziale rispetto alle destre.
A furia di prevenire il peggio la Sinistra di governo ha favorito proprio il peggio che oggi assume il volto inquietante del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;approvazione del Decreto Sicurezza, da parte dei ministri della sinistra, a partire da Rifondazione, un&#8217;altra diga a sinistra è saltata. La diga della civiltà giuridica, della tolleranza, della diversità sostanziale rispetto alle destre.<br />
A furia di prevenire il peggio la Sinistra di governo ha favorito proprio il peggio che oggi assume il volto inquietante del cinismo di Veltroni, il quale monta una campagna razzista per consolidare il suo Pd oppure il profilo del disegno di legge sul Welfare che aumenta l&#8217;età pensionabile e stabilizza la precarietà! </p>
<p>Il governo Prodi non ha fatto altro che costruire disastri e demolire speranze. E se il presidente della Camera cerca di cavarsela affermando che la &#8220;svolta auspicata non c&#8217;è stata&#8221; noi abbiamo l&#8217;obbligo di ricordare che l&#8217;assenza di una svolta era chiara da tempo e la Sinistra, in primis Rifondazione, è parte in causa. Specialmente quando si prepara ad appoggiare leggi indecenti.</p>
<p>La serie di errori e di insulti al proprio elettorato è lunghissima: dalla guerra in Afghanistan alla scomparsa dei Dico, dalla Finanziaria dei regali alle imprese al Welfare della precarietà a tempo indeterminato; dalla scomparsa della Commissione sul G8 fino all&#8217;odioso pacchetto-sicurezza che introietta le politiche delle destre e le assimila al centrosinistra. </p>
<p>Per la sinistra è una Caporetto. E non è un caso se, nel mezzo di uno scontro violentissimo a base di luoghi comuni razzisti, l&#8217;unica parola che forte e chiara che non si sente è stata proprio quella di un secco No alle politiche securitarie, al razzismo strisciante, alla limitazione dei diritti. Un&#8217;afonia che la dice lunga sulla crisi in corso.</p>
<p>Noi non ci stiamo. Di fronte a misure come la Finanziaria, il Welfare, il decreto Sicurezza noi siamo all&#8217;opposizione e non digeriamo rospi indigeribili. Diciamo No in parlamento ma soprattutto diremo No nelle piazze sostenendo con forza le mobilitazioni dei prossimi giorni: <br />
- lo sciopero generale del 9 novembre; <br />
- la manifestazione di Genova del 17;<br />
- la manifestazione delle donne contro la violenza del 24 novembre;<br />
- la manifestazione contro la privatizzazione dell&#8217;acqua del 1 dicembre;<br />
- la tre giorni contro la guerra e la base a Vicenza del 15-15-16 dicembre</p>
<p>Il 7-8-9 dicembre svolgeremo a Roma la prima Conferenza Nazionale di Sinistra Critica dove lanceremo la proposta di una Costituente della sinistra anticapitalista. E&#8217; ovvio infatti che serve un&#8217;altra Sinistra che riparta dall&#8217;opposizione irriducibile al liberismo e alla guerra, che stia sempre dalla parte dei movimenti, delle lotte sociali e di classe, alternativa alle destre ma alternativa anche al Partito Democratico.</p>
<p>di <i>em@</i></p>
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