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	<title>articolozero &#187; Scuola e Università</title>
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		<title>Hic Sunt Leones &#124; Comunicato manifestazione del 21/03</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 12:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 21 Marzo 2011, circa 350 studenti sono scesi in piazza ancora una volta per rivendicare il loro diritto allo studio e a una scuola pubblica di qualità. Notizia delle ultime settimane l&#8217;arrivo a Mantova della Gelmini per firmare accordi sull&#8217;Università. Il nostro amato ministro come annunciato solo ieri dalla Gazzetta sembra che non venga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Oggi, 21 Marzo 2011, circa 350 studenti sono scesi in piazza ancora una volta per rivendicare il loro diritto allo studio e a una scuola pubblica di qualità. Notizia delle ultime settimane l&#8217;arrivo a Mantova della Gelmini per firmare accordi sull&#8217;Università. Il nostro amato ministro come annunciato solo ieri dalla Gazzetta sembra che non venga, ma abbiamo deciso di manifestare lo stesso rivendicando che in ogni caso noi non la vogliamo e che le sue riforme non ci vanno bene!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Durante il corteo si è parlato della guerra in Libia, alla quale il nostro governo presta basi a pochi mesi dai baciamani con Ghedaffi, delle situazioni portate in ogni scuola dalla riforma e della situazione dell&#8217;Università di Mantova, oltre che del nuovo regolamento comunale dela giunta di Sodano, che non ci lascia vivere la città impedendoci di sederci vicino alle vetrine o di mangiare un panino su una panchina.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Al termine della manifestazione il corteo era intenzionato a dirigersi sotto il teatro Bibiena, sede della presentazione del &#8220;buon lavoro&#8221; del Governo con alcuni dei suoi ministri, ma la polizia ce l&#8217;ha impedito minacciando denunce e bloccandoci fisicamente. Dopo circa mezzora di festa in piazza i manifestanti si sono diretti allo spazio sociale La Boje per un&#8217; assemblea in cui discutere le prossime mobilitazioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">COLLETTIVO &#8216;Aca Toro – Spazio sociale La Boje, via Trieste 10</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il collettivo si riunisce allo spazio tutti i venerdì alle 15:30</p>
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		<title>COMUNICATO 9/12: POCHI MA FURBI</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 19:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ieri più di 300 studenti mantovani hanno sfilato per la città denunciando la situazione attuale della scuola pubblica. E&#8217; stata portata la solidarietà ai migranti, ricordando la mobilitazione dell&#8217;11 dicembre. Punti centrali della protesta: il ddl sull&#8217;università , la riforma delle scuole superiori, la privatizzazione del trasporto pubblico locale (APAM) e il nuovo &#8211; assurdo &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-17150" title="manifestazione 9/12" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/12/eh4.jpg" alt="manifestazione 9/12" width="720" height="720" /></p>
<p>Ieri più di 300 studenti mantovani hanno sfilato per la città denunciando la situazione attuale della scuola pubblica. E&#8217; stata portata la solidarietà ai migranti, ricordando la mobilitazione dell&#8217;11 dicembre. Punti centrali della protesta: il ddl sull&#8217;università , la riforma delle scuole superiori, la privatizzazione del trasporto pubblico locale (APAM) e il nuovo &#8211; assurdo &#8211; regolamento di polizia urbana, che prevede multe salate per chiunque si sieda per terra, o attacchi bandiere. E&#8217; stato ripetuto più volte l&#8217;invito alla manifestazione del 14 dicembre a roma, così recitava lo striscione alla testa del corteo: &#8220;14 dicembre tutti a roma, vediamo chi cade prima!&#8221;</p>
<p>Dopo il corteo, gli studenti rimasti hanno deciso di occupare una strada vicina, eludendo le Forze del Disordine: il traffico si è fermato per mezz&#8217;oretta, dopodichè si sono diretti a suon di slogan verso lo Spazio Sociale dove si è svolta un&#8217;assemblea in cui sono state decise le azioni dei prossimi giorni e sono state raccolte alcune adesioni per il 14.</p>
<p>La lotta non si ferma, MARTEDì TUTTI A ROMA!<br />
LA RIFORMA NON PASSERA&#8217;!</p>
<p>Collettivo studentesco &#8216;Aca Toro<br />
Mantova</p>
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		<title>Assalto al palazzo</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2010/11/assalto-al-palazzo/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 11:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>

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		<description><![CDATA[[Feature in aggiornamento ]
UFFICIALE: DDL GELMINI SLITTA A MARTEDI

Nuova giornata calda sul fronte della protesta  degli studenti contro il governo e i tagli previsti dalla riforma  Gelmini.  L&#8217;esame della riforma dell&#8217;Università riprende oggi in Aula  alla Camera: a Roma universitari e liceali hanno annunciato un sit-in  non autorizzato in piazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17122" title="ateneinrivoltalibri" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/11/ateneinrivoltalibri-300x225.jpg" alt="ateneinrivoltalibri" width="300" height="225" />[Feature in aggiornamento ]</p>
<p><strong><span>UFFICIALE: DDL GELMINI SLITTA A MARTEDI</span></strong></p>
<div>
<p>Nuova giornata calda sul fronte della protesta  degli studenti contro il governo e i tagli previsti dalla riforma  Gelmini.  L&#8217;esame della riforma dell&#8217;Università riprende oggi in Aula  alla Camera: a Roma universitari e liceali hanno annunciato un sit-in  non autorizzato in piazza Montecitorio. Intanto una delegazione di  studenti e studentesse è in sit in  a Piazzale Clodio, davanti al  tribunale, per portare solidarietà ai due studenti arrestati ieri e  processati per direttissima ed attendere il loro rilascio.</p>
<p><strong> UFFICIALE DISCUSSIONE DDL SLITTA A MATEDI. LA GELMINI SBAGLIA A VOTARE!</strong></p>
<p><strong> Roma </strong> presenti sotto montecitorio anche studenti di Perugia.  Uno striscione bianco e un punto interrogativo, di colore rosso. È la  protesta dei ricercatori dell&#8217;Università di Perugia, che in piazza  Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati stanno protestando contro  la riforma dell&#8217;università</p>
<p><strong> ROMA ore 12:10 AL CENTRO DI ROMA SI SONO UNITI AL CORTEO ANCHE  GLI STUDENTI DEL LICEO VIRGILIO. ORA IN MIGLIAIA SONO SOTTO  MONTECITORIO. LA VOTAZIONE DELLA RIFORMA SLITTA A MARTEDI </strong><br />
<strong> TORINO 11.55 </strong> Un corteo di alcune centinaia di studenti delle  facoltà umanistiche e scientifiche è partito poco fa da Palazzo Nuovo  diretto in piazza Castello dove ha sede il palazzo della Giunta  regionale. Insieme agli studenti universitari stanno sfilando anche  quelli medi, ricercatori e precari</p>
<p><strong> Pisa </strong> Studenti e Ricercatori hanno messo uno striscione sopra  l&#8217;Osservatorio astronomico dell&#8217;ateneo. Un gruppo di ricercatori e  dottorandi precari dell&#8217;Università di Pisa è salito sul tetto dell&#8217;  Osservatorio astronomico dell&#8217;Ateneo dove ha esposto lo striscione con  la scritta &#8220;Ritiratelo. No al ddl, sì alla ricerca&#8221;, con riferimento  alla riforma Gelmini in discussione in Parlamento.</p>
<p>Per alcuni minuti una trentina di persone ha scandito slogan a favore  dell&#8217;Università pubblica e contro il ddl Gelmini. Successivamente i  ricercatori hanno raggiunto la Torre Guelfa della Cittadella e una volta  saliti sulla vetta hanno srotolato un lenzuolo verticale con la scritta  &#8220;Ritiratelo. No al ddl Gelmini&#8221;.</p>
<p><strong> Milano ore 11.55 </strong> Lancio di vernice azzurra anche sulla  porta d&#8217;ingresso della scuola privata europea di viale Majno. Dall&#8217;altra  parte della stessa strada le forze dell&#8217;ordine hanno bloccato l&#8217;accesso  alla redazione di Libero in assetto antisommossa, dove gli studenti  stavano tentando di fare irruzione per protestare contro le informazioni  falsate che il giornale ha fatto circolare in questi giorni. Il corteo  procede in via Modena verso piazza Leonardo Da Vinci. Aumentato a circa  500, nel frattempo, il numero dei partecipanti, in massima parte  studenti delle scuole. La manifestazione ha creato alcuni disagi al  traffico in piazza Oberdan, viale Majno e all&#8217;incrocio con viale Piave.</p>
<p><strong> FIRENZE ORE 11:50 </strong> GLI STUDENTI CARICATI DALLA POLIZIA NELLA  FACOLTA&#8217; DI SCIENZE SOCIALI STANNO DANDO ORA VITA A UN PRESIDIO. IL  PRESIDIO STA PER SPOSTARSI DALL&#8217;INGRESSO DELL&#8217;EDIFICIO VERSO I VIALI  CIRCOSTANTI PER BLOCCARLI.<br />
<strong> Roma ore 11:45 </strong> il corteo è ora a largo Argentina. IL CENTRO DI  ROMA E&#8217; COMPLETAMENTE BLINDATO DA POLIZIA, CARABINIERI E GUARDIA DI  FINANZA. Tutte le strade che hanno sbocco su piazza Venezia sono state  chiuse da camionette e agenti di polizia. Bloccate completamente anche  le strade limitrofe a Palazzo Grazioli<br />
<strong> Roma ore 11:35 </strong> il corteo studentesco si trova ora a piazza Venezia e sta per dirigersi per via delle Botteghe Oscure<br />
<strong> roma LIBERATI I DUE STUDENTI ARRESTATI IERI, nessun procedimento cautelare il processo si terrà il 16 dicembre</strong><br />
<strong>Roma 11.00</strong> Gli studenti universitari hanno raggiunto il colosseo e  stanno ora per incontrarsi con una delegazione di circa 400 studenti  dei licei per dirigersi insieme in corteo verso montecitorio</p>
<p><strong> 10.3O MILANO </strong> GLI STUDENTI IN CORTEO HANNO IRRUZIONE AL  MINISTERO DEL  TESORO E HANNO CALATO UNO STRISCIONE CHE RECITA &#8216; PIU  SOLDI ALLA SCUOLA ZERO ALLA GUIERRA DIRITTI PER TUTTI ORA!&#8217;</p>
<p><strong>ROMA ore 10.20</strong> gli studenti si stanno muovendo ora dalla Sapienza per raggiungere la camera, il percorso sarà lo stesso di ieri.</p>
<p><strong>10:18 &#8211; Firenze</strong> presidio contro la Santanchè.  Un centinaio di  giovani dei collettivi di sinistra stanno presidiando il padiglione del  Polo di Scienze Sociali dove intorno alle 11 dovrebbe parlare il  sottosegretario Daniela Santanchè</p>
<p><strong>10:11 Milano. </strong>Sono circa 400 gli studenti degli istituti  superiori che sono scesi in piazza a Milano per protestare contro i  tagli del governo all&#8217;istruzione. Il corteo, partito da piazza Cairoli,  attraverserà il centro di Milano e gli studenti, che urlano slogan  contro il ddl Gelmini, sono pronti a causare disagio al traffico pur di  far sentire la propria voce.</p>
<p><strong>09:38 &#8211; Palermo</strong> migliaia di studenti in piazza. Diversi cortei  formati da migliaia di studenti di quasi tutte le scuole di Palermo si  stanno muovendo attraverso il centro di Palermo per raggiungere le sedi  dell&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale in via Praga e della Provincia a  Palazzo Jung, in via Lincoln. I ragazzi protestano contro i tagli alla  pubblica istruzione e il finanziamento alle scuole private. I  dimostranti si sono ammassati attorno ai due palazzi e non si segnalano  disordini.</p>
<p><strong>09:24 &#8211; Torino</strong>studenti bloccano facoltà di Fisica e Chimica.  Le sedi di Fisica e Chimica dell&#8217;Università di Torino sono state  &#8216;bloccate&#8217; da picchetti degli studenti. Mercoledì sera gli studenti  torinesi, al termine di un&#8217;assemblea, hanno deciso anche l&#8217;occupazione  del Politecnico. Occupato da martedì anche Palazzo Nuovo.</p>
<p><strong> Napoli ore 8:00 </strong> Palazzo Giusso, lo stabile rinascimentale di  largo San Giovanni Maggiore a Napoli sede dell&#8217;Università degli Studi  &#8220;l&#8217;Orientale&#8221;, è occupato dalle 8 di questa mattina dagli studenti. Lo  comunica il Collettivo autorganizzato spiegando che così &#8220;anche Napoli  si unisce al movimento che si era sviluppato a partire da quest&#8217;estate  ed è tornato a scendere in strada, nelle piazze, ad occupare scuole,  facoltà, rettorati, tetti, in occasione della prevista la votazione alla  Camera del famigerato Ddl 1905, la cosiddetta riforma Gelmini, del  quale di prevede una rapida approvazione&#8221;.</div>
<p>sul 24 novembre:</p>
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<p>Gli studenti irrompono in Senato contro la riforma Gelmini. Manifestazioni di protesta in tutte le Università</p></div>
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<p>Sono arrivati a passo di carica. Un centinaio di studenti si sono  staccati da un corteo non autorizzato e si sono lanciati verso  l’ingresso del Senato. In mano le uova, scagliate contro il palazzo del  potere, attaccando le istituzioni “che gli stanno rubando il futuro”.<br />
Infatti ieri, intorno alle 12.30, mentre i manifestanti tentavano  un’irruzione dal portone principale di Palazzo Madama, a Montecitorio si  svolgeva la discussione sulla riforma dell’Università. La legge  proposta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che  precarizza la ricerca e impoverisce gli atenei mettendoli nelle mani dei  privati, ha fatto scattare proteste e blocchi in tutta Italia. E a Roma  non è stato possibile evitare lo scontro: il corteo, formato da 500  persone, ha continuato fino a Palazzo Grazioli, residenza del premier,  dove la polizia ha bloccato con i manganelli gli studenti che cercavano  di varcare lo sbarramento,<br />
Le manifestazioni degli universitari in tutte le città (a Pisa è stato  fermato l’aeroporto), si sono affiancate a quelle, pacifiche, di precari  e ricercatori. Sui tetti di molti atenei ci sono presidi di protesta.  In piazza Borghese, nella Capitale, a due passi da Montecitorio, sono  arrivati ricercatori da tutta Italia che da due giorni vivono accampati  sul tetto della facoltà di Architettura. Dopo una notte sotto la  pioggia, ieri mattina è stato il momento delle visite.</p>
<p>Sulle tegole si sono arrampicati il segretario del Pd, Pier Luigi  Bersani e il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “Non esiste paese al  mondo – ha detto Bersani – in cui in un momento di crisi si tagliano gli  investimenti a ciò che potrebbe risollevarci, cioè lo studio e la  ricerca. Solo noi, direbbe Vasco, siamo stati capaci di farlo. Se  toccherà a me governare, metterò mano a questa riforma sbagliata nei  principi”.<br />
Mentre Bersani parlava con i ricercatori, sul tetto arrivavano le  notizie dal Senato. Nello stesso momento il presidente del Consiglio,  Silvio Berlusconi, chiedeva le dimissioni di Gianfranco Fini durante una  conferenza stampa. Un gesto di per sé scollegato dall’iter di una  riforma durato due anni. Ma che invece ha rischiato di essere un pesante  autogoal per il Pdl.</p>
<p>Subito dopo pranzo il ministro Gelmini si muoveva agitata e irritata  in Transatlantico. Raccontava che un deputato di Futuro e Libertà era  andato da lei con un foglio sul quale erano riportate le ultime parole  del premier, urlando: “Dopo queste dichiarazioni, puoi dire addio alla  tua riforma”. La Gelmini si è attaccata al telefono. È bastato qualche  minuto ed è arrivata la smentita di Palazzo Chigi: “Il premier è stato  male interpretato”. Le acque si sono calmate, ma solo per poco. Una  deputata democratica ha fatto notare ai finiani che mancava ancora la  copertura finanziaria degli emendamenti ritenuti per loro  “fondamentali”, quindi gli scatti stipendiali e i concorsi da  professore. I futuristi si sono riuniti, Italo Bocchino e Gianfranco  Fini si sono trattenuti a discutere a lungo e hanno deciso di far  saltare l’accordo fin lì stipulato. Senza soldi la riforma si bloccherà e  tornerà in commissione Cultura per rifare tutto il percorso da capo,  dopo il 14 dicembre.</p>
<p>Insomma, le proteste che ci sono state fuori dal palazzo, le urla  degli studenti e le parole dei ricercatori, non sono state importanti  quanto una dichiarazione del presidente del Consiglio. Allora è toccato  di nuovo alla Gelmini. È corsa fuori dall’aula col telefono  all’orecchio, urlando, arrabbiata. Non era difficile individuare il  destinatario delle sue invettive. Tanto che, dopo una mezz’ora, intorno  alle 17, la titolare del dicastero dell’Istruzione ha potuto assicurare  che i soldi e le modifiche richieste da Fli ci saranno. Il governo,  però, ha sofferto ancora ed è stato battuto in aula su un emendamento  dell’Udc votato da Fli, Pd e Idv.<br />
I tempi si allungano e il voto finale potrebbe slittare alla prossima  settimana. Poi il disegno di legge tornerà al Senato per l’approvazione  definitiva il 9 dicembre. Unica via per approvarlo prima della fiducia.  Per la Gelmini si annunciano due settimane di fuoco nelle università. E  se la riforma passerà, i ricercatori continueranno a non fare docenza.  Quindi gli atenei si bloccheranno nuovamente a marzo, alla ripresa delle  lezioni, magari in concomitanza con una campagna elettorale.</p>
<p>Sulle proteste di ieri davanti al Senato si è aperto un acceso  dibattito politico. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha  scritto una lettera a Renato Schifani, condannando le violenze: “Non  esiste una protesta legittima che sfocia in atto di violenza. È chiaro  che si è trattato di un gruppo di provocatori isolati dal contesto della  manifestazione, tuttavia nessuno può minimizzare quanto accaduto oggi”.  Per Schifani “la protesta è legittima a patto che non sia violenta.  Diventa intollerabile se colpisce le istituzioni che sono un patrimonio  di tutti”. A difendere gli studenti è stata Flavia D’Angeli, portavoce  di Sinistra Critica: “Hanno fatto bene a presentarsi davanti al Senato  in maniera visibile e rumorosa. Visto che il Parlamento non rappresenta  più la società è giusto che questa si faccia sentire nei luoghi delle  istituzioni”. Maurizio Gasparri ha accusato invece Bersani di essere “un  esempio per i violenti” quando sale sul tetto. Il Pd ha liquidato la  dichiarazione come “rozza e volgare”.</p>
<p>Caterina Perniconi</p>
<p>Da il Fatto quotidiano del 25 novembre 2010</p>
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		<title>Mantova Parking: dalla padella alla brace.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 08:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro/nonLavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>

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		<description><![CDATA[È notizia di questi giorni che l’amministrazione Sodano lancia un nuovo grande ‘cambiamento’: Mantova parking verrà sciolta…per diventare azienda privata. Mantova Parking nacque nel 2004 come regalìa alla componente socialista della giunta da parte del sindaco Burchiellaro. L’operazione consistette nell’esternalizzare a una società privata di nuova forgiatura la gestione dei parcheggi della città, alias riscossione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17048" title="freepark" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/10/freepark-300x214.jpg" alt="freepark" width="300" height="214" />È notizia di questi giorni che l’amministrazione Sodano lancia un nuovo grande ‘cambiamento’: Mantova parking verrà sciolta…per diventare azienda privata. Mantova Parking nacque nel 2004 come regalìa alla componente socialista della giunta da parte del sindaco Burchiellaro. L’operazione consistette nell’esternalizzare a una società privata di nuova forgiatura la gestione dei parcheggi della città, alias riscossione dei crediti derivanti dai pagamenti degli utenti, fino a prima in mano all’azienda dei trasporti Apam.<br />
Il sindaco di Mantova dei Ds decise di amputare un pezzo importante degli introiti di Apam: quell’anno, guarda caso, la municipalizzata dei trasporti vide aumentare fino ad un milione di euro il proprio deficit. Da lì la crisi di Apam diventò sempre più nera fino alle conseguenze che sono agli occhi di tutti in questi ultimi mesi. Intanto Mantova Parking ha continuato a crescere: una azienda senza senso alcuno se non quello di arricchire il Cda a nomina politica e ammazzare lentamente Apam.<br />
Negli ultimi anni sia Sinistra Critica che altri esponenti delle sinistre radicali cittadine hanno più volte chiesto un cambiamento: sciogliere Mantova Parking e ridare ossigeno ad Apam, calmierare le tariffe di sosta cresciute continuamente di anno in anno e ridurre significativamente le aree a pagamento. Richieste a cui curiosamente nel passato si era <a href="http://ricerca.gelocal.it/gazzettadimantova/archivio/gazzettadimantova/2008/06/04/NC1PO_NC104.html">accodata sottovoce</a> anche la Lega Nord oggi al governo con il sindaco Sodano.<br />
Per l’occasione oggi Sodano è riuscito a ricomporre la coppia Volpi-Bonaffini già fedeli di Burchiellaro e Brioni, oggi transfughi del PD alla corte del nuovo sindaco: durante il mandato di Fiorenza Brioni <a href="http://ricerca.gelocal.it/gazzettadimantova/archivio/gazzettadimantova/2008/11/19/NC1PO_NC101.html">la Lega li attaccava duramente</a> perché responsabili di aumenti di tariffe e aree a pagamento, poi per accordi di partito li ha <a href="http://ricerca.gelocal.it/gazzettadimantova/archivio/gazzettadimantova/2010/06/27/NA1PO_NA105.html">‘promossi’</a> entrambi. Segnali questi di come viene vissuta l’etica nella politica ad alto livello dove non ci sono un’idea e un pensiero forti ma la semplice brama di potere.<br />
La nuova amministrazione ha quindi varato il cambiamento: Mantova Parking verrà sciolta. Una notizia grandiosa, forse finalmente Apam si risolleverà.  Invece è l’ennesimo bluff ‘del cambiamento’: Mantova Parking verrà si sciolta ma il servizio che gestisce non tornerà pubblico nella sua naturale collocazione, cioè ad Apam, ma, dopo una parentesi pubblica, verrà affidata ai privati.<br />
In altre parole centrodestra e centrosinistra sono arrivati a privatizzare gli utili dell’azienda di trasporti pubblica e a socializzarne i costi, a scapito dei servizi offerti, in primis agli studenti.<br />
Questo è il cambiamento:  dall’amministrazione attaccano gli accattoni mentre autorizzano nuove colate di cemento; con il partito del ‘fare’ in prima fila a vietare moschee mentre tutti insieme preparano il nuovo regalo ai privati, facendo pagare le conseguenze a studenti e lavoratori.<br />
Mantova merita di meglio di una classe dirigente di centrosinistra ormai logora e decaduta, sostituita oggi al potere dalla coalizione dei ‘predoni a casa nostra’.  Sinistra Critica invita gli autoferrotranvieri e i cittadini a sostenere le iniziative e le ragioni delle mobilitazioni studentesche contro i disservizi di apam, perchè solo dall&#8217;unificazione delle lotte è possibile difendere un bene pubblico come il trasporto collettivo.<br />
Sinistra Critica Mantova</p>
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		<title>Una nuova Onda</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 15:22:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi, venerdì 8 ottobre, un migliaio di studenti e studentesse di Mantova e provincia hanno invaso le strade del capoluogo per protestare contro la riforma Gelmini e la crisi del trasporto pubblico di Apam.
Alla manifestazione organizzata dal collettivo studentesco ‘Aca toro hanno aderito come gruppi organizzati il collettivo studentesco ‘The Fog’ di Suzzara e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17033" title="100_6517" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/10/100_6517-300x225.jpg" alt="100_6517" width="300" height="225" />Oggi, venerdì 8 ottobre, un migliaio di studenti e studentesse di Mantova e provincia hanno invaso le strade del capoluogo per protestare contro la riforma Gelmini e la crisi del trasporto pubblico di Apam.<br />
Alla manifestazione organizzata dal collettivo studentesco ‘Aca toro hanno aderito come gruppi organizzati il collettivo studentesco ‘The Fog’ di Suzzara e il coordinamento docenti precari di Mantova; diverse sono state le delegazioni di studentesse e studenti provenienti dagli istituti della provincia.<br />
Alle 8.30 presso la ‘stazione passante’ di Viale Risorgimento, luogo di ritrovo della manifestazione, una folla di studenti stava già occupando l’area. Il corteo si è poi formato dietro il furgone e lo striscione d’apertura che <em>recitava ‘scuola privatizzata /ogni scuola una barricata’</em> e ha iniziato a sfilare nella città.<br />
I primi interventi studenteschi dal camion hanno sottolineato la situazione di estrema gravità in cui versano le scuole mantovane: due anni fa l’onda anomala denunciava i pericoli della riforma Gelmini , oggi gli studenti(di ogni grado), i/le docenti(specialmente i precari) e le famiglie ne toccano con mano gli effetti nefasti.  Rabbia e determinazione sono gli aggettivi che descrivono al meglio questa manifestazione: una nuova generazione manifesta perché vuole un futuro e vuole fermare chi intende rubarglielo.<br />
In vent’anni di ‘riforme’ dell’istruzione tutti i partiti che hanno governato, hanno lavorato per impoverire e dequalificare l’istruzione: il ministro Gelmini con i suoi piani criminali si è trovata una strada spianata per anni.<br />
Apam ha seguito lo stesso percorso: prima è stata trasformata in una società per azioni con un Consiglio di amministrazione e con i comuni come maggiori azionisti. La ricerca del profitto negli ultimi anni ha portato a: tagli di corse, specialmente in provincia, perché ‘poco redditizie’, contratti dei lavoratori dei trasporti resi indegni fino al recente ‘scandalo dei subappalti’ e un continuo aumento delle tariffe e degli abbonamenti sulla pelle degli studenti. Un attacco forte che chiama in casa <strong>tutti i maggiori partiti </strong>che governano un comune, una provincia o che siedono nel CDA e che per anni sono stati sordi alle proteste che si levavano: con la riforma Gelmini che scompagina gli orari degli istituti, il castello di carte è crollato. Oggi Apam annuncia l’inserimento di corse-pezza per tamponare la situazione: inutili, viste le enormi falle nel sistema.<br />
<strong>Dal corteo si chiedono a gran voce la ripubblicizzazione di Apam, più fondi per il trasporto pubblico da parte della provincia e che non li sprechi per inutili  ‘autostrade’ e che il comune di Mantova si occupi di sciogliere Mantova Parking e ridare la gestione dei parcheggi(e delle relative entrate) ad Apam. In poche parole: un trasporto pubblico di qualità, accessibile a tutti/e e dignitoso per i lavoratori.</strong><br />
Passato Piazzale Gramsci viene acceso un fumogeno e viene lanciato un intervento di solidarietà agli studenti di Milano: pochi giorni fa alcuni neofascisti hanno tentato la provocazione davanti al Manzoni di Milano, una delle scuole più combattive, ricevendo una energica risposta da medi e universitari in mobilitazione.  Questo fanno i fascisti anche in questo millennio: stanno col potere e vorrebbero stroncare le lotte. Finito l’intervento al microfono il corteo intona un deciso <strong>‘siamo tutti antifascisti’</strong> che risuona su tutta via Dugoni.  Ce n’è anche per La Russa e il progetto ‘Allenati per la vita’: il ministro pidiellino vorrebbe che le poche risorse della scuola finanziassero progetti militari per gli studenti. Mini-addestramento militare, parate e fedeltà alla patria: praticamente dei Balilla del III millennio.<img class="alignright size-medium wp-image-17036" title="studentesse" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/10/studentesse1-300x225.jpg" alt="studentesse" width="300" height="225" /><br />
La città è solidale con la manifestazione: sono tante le signore che si affacciano dalle finestre applaudendo il passaggio del corteo e le persone in bici che affiancano la manifestazione incitando i giovani a proseguire la lotta. Tra gli slogan si segnala un originale e sentito<em> ‘Questa è la nostra democrazia: Marchionne in miniera, Gelmini in fonderìa’</em>;  uno slogan per attaccare il ministro della distruzione pubblica e il dirigente di Fiat che sta facendo guerra agli operai e ai loro diritti.<br />
Giunti in Via Giulio Romano i manifestanti interagiscono con due istituti contrapposti: davanti all’Isabella D’Este, una scuola pubblica teatro di autogestioni durante l’onda anomala, si grida ‘<em>fuori fuori’</em> incitando chi è rimasto dentro ad unirsi alla manifestazione. Quando il corteo arriva sotto le finestre del Redentore, il liceo privato(e cattolico) lì a fianco, scatta il putiferio: una valanga di insulti su cui troneggia un<em> ‘Redentore vaff…’</em>. Prende la parola una docente precaria del Coordinamento Scuola Mantova e spiega come i finanziamenti pubblici per l’istruzione vengono dirottati verso le scuole private e tolti a quelle pubbliche:<strong><em> ‘la Regione Lombardia destina l&#8217;80% dei fondi per il diritto allo studio agli studenti che frequentano le scuole private (il 9%). Nell’anno scolastico 2009-2010, attraverso la “Dote scuola”, sono stati erogati ben 50 milioni di euro per gli istituti privati, a scapito della restante parte degli studenti che frequenta la scuola pubblica.’</em></strong><br />
<strong>Questi fondi devono essere ridistribuiti agli istituiti pubblici</strong>, nei quali oggi è diventato un privilegio avere i gessetti in classe e la carta per stampare, e per il trasporto pubblico, in particolare per quello scolastico.<br />
Finito l’intervento riparte l’assedio sonoro alla scuola dei ricchi mentre un professore dell’istituto getta un pezzo di schiacciatina ai manifestanti; un gesto emblematico dei fondi che vengono lasciati all’istruzione pubblica: briciole.<br />
<em>‘ la riforma fatela davvero: libri di testo a costo zero’</em><br />
Il corteo si avvicina al centro e si ferma in Piazza Martiri di Belfiore dove viene scandito uno degli interventi più duri: viene ricordato come con questa crisi ‘<em>i grandi speculatori, affaristi, banchieri e padroni vogliono fare profitti sulle nostre vite colpendo i diritti dei lavoratori, l’istruzione degli studenti  etc., arrivando persino a privatizzare l’acqua. Solo una mobilitazione che riunisca tutte le lotte operaie, studentesche, migranti, di genere e per i beni comuni e la salvaguardia dei territori può invertire la rotta e vincere!</em>’<br />
Un corto che parte dalla testa e arriva alla coda del corteo intona <em>‘noi la crisi non la paghiamo!’</em><br />
La manifestazione non è ancora finita quando arriva sotto le finestre del comune di Mantova in Via Roma. La nuova amministrazione Sodano (Pdl + Lega Nord) in pochi mesi si è già contraddistinta in vari campi: si è già parlato dell’amministrazione che colpisce i ‘pericolosi’ accattoni e intanto aiuta i ‘deboli’ costruttori: il partito del cemento che governa in Via Roma ha autorizzato altre 5 lottizzazioni come se Mantova avesse bisogno di altri metri cubi di cemento. Sul fronte dell’istruzione poche settimane fa l’amministrazione comunale ha lanciato la proposta di legare l’inserimento dei bambini negli asili-nido al contratto dei genitori, una misura classista in tempi di crisi e di disoccupazione. Sono più recenti le notizie che il comune di Mantova ha stanziato <strong>30mila euro per le scuole private</strong> e che <strong>quest’anno darà solo 160mila euro per l’edilizia scolastica anche perché quest’anno spenderà 100mila euro per le luminarie natalizie</strong>. Forse a Natale gli studenti saranno ‘più buoni’ ma al momento <strong>sono molto arrabbiati</strong>: arrivati in Via Roma formano un cordone davanti all’ingresso del comune e improvvisano un gigantesco sit-in. Sono irremovibili: <em>‘fino a quando non ci daranno risposte non ce ne andremo’</em>. I manifestanti urlano <em>‘vergogna’</em> all’indirizzo del sindaco e di tutta la giunta. Viene fatta salire una delegazione di studenti: il corteo riparte senza prima avere depositato vecchi libri ( ormai inutili grazie alle manovre speculative delle case editrici…) davanti al comune, magari imparano qualcosa.<br />
Il corteo finisce in Piazza Erbe dove inizia una lunga assemblea a microfono aperto: gli studenti sperimentano forme di partecipazione e ad ogni intervento si sente la voglia di continuare perché oggi è stato solo l’inizio. Tornano gli studenti che hanno avuto l’incontro con il sindaco che raccontano da un lato la delusione e dall’altra la determinazione nel proseguire una battaglia giusta: Su Apam il sindaco ha dichiarato bellamente di ‘non potere fare nulla’. Sui fondi tra scuole e luminarie natalizie ha dichiarato che le luminarie sono <em>‘necessarie’ </em>per un Natale migliore e per <em>‘favorire l’occupazione</em>(dei negozi del centro,forse…)<em>’.</em> Per lui le scuole private sono una <em>‘occasione di concorrenza’</em>: sleale, aggiungiamo noi, se vengono <strong>pagate coi soldi pubblici</strong>. Di fronte alle richieste del collettivo riguardo all&#8217; edilizia il sindaco ha promesso di stanziare 16 milioni di euro in 5 anni: una promessa che è frutto dell&#8217; insistenza con cui i collettivi hanno insistito negli ultimi due anni su questo tema che speriamo si intrecci con il problema degli spazi assembleari. In ogni caso questa è la nuova amministrazione di Mantova, parente diretta del ministro Gelmini: questi sono quelli che  manovrano i  ‘giovani del centrodestra de La Svolta’ che dicono di stare dalla parte degli studenti avallando sprechi e tagli ministeriali.<img class="alignleft size-medium wp-image-17037" title="studbn" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/10/studbn-300x199.jpg" alt="studbn" width="300" height="199" /><br />
Tempo di proteste in cui si avanzano anche delle proposte: questi studenti e queste studentesse non vogliono pagare la crisi e vogliono bloccare la riforma Gelmini. Chiedono una scuola pubblica dove poter ricevere una istruzione con la I maiuscola, dove arrivano i soldi della tasse e questi non vengono dirottati verso scuole cattoliche, dove si interviene se ci sono delle crepe nei muri invece di pensare alle luminarie natalizie: <strong>una scuola per crescere.</strong><br />
Oggi è stata anche una straordinaria giornata di mobilitazione di scuole e università in tutta Italia. Gli studenti hanno invaso le piazze di oltre 80 città italiane e lanciato un messaggio chiaro al Governo, a Confindustria e alla Gelmini: &#8220;Questo è solo l&#8217;inizio, bloccheremo il paese! Ci riprenderemo il nostro futuro!&#8221;</p>
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		<title>A Piedi Andiamo Meglio.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 15:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
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Quest’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi: la Riforma Gelmini ci ha consegnato tagli enormi all’istruzione e un diritto allo studio umiliato. Edifici fatiscenti, aule sovraffollate, insegnanti precari e presidi vacanti diventano la nostra quotidianità nella scuola pubblica, con in più la beffa di vedere regalati sempre più fondi alle scuole private.
Il diritto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; page-break-before: always;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/09/simboloacatoro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-17000" title="simboloacatoro" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/09/simboloacatoro-300x239.jpg" alt="simboloacatoro" width="300" height="239" /></a>Quest’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi: la </span><span style="font-size: small;"><strong>Riforma Gelmini</strong></span><span style="font-size: small;"> ci ha consegnato tagli enormi all’istruzione e un diritto allo studio umiliato. </span><span style="font-size: small;"><strong>Edifici fatiscenti, aule sovraffollate, insegnanti precari e presidi vacanti</strong></span><span style="font-size: small;"> diventano la nostra quotidianità nella scuola pubblica, con in più la beffa di vedere regalati sempre più fondi alle scuole private.<br />
Il </span><span style="font-size: small;"><strong>diritto alla mobilità</strong></span><span style="font-size: small;"> versa in condizioni anche peggiori: con il contributo della riforma Gelmini, che ha diversificato gli orari degli istituti, il servizio di Apam, già dequalificato negli ultimi anni, è letteralmente esploso, costringendo gli studenti ad attese interminabili sotto le“stazioni passanti”, che altro non sono che semplici pensiline fatte per colmare il danno provocato dalla chiusura della </span><span style="font-size: small;"><strong>autostazione unica</strong></span><span style="font-size: small;"> di Piazzale Mondadori, venduto dalla Provincia per far cassa.<br />
Sono stati anni in cui </span><span style="font-size: small;"><strong>i biglietti e gli abbonamenti hanno continuato a crescere e il numero delle corse a diminuire, al solo scopo di ottenere profitti sempre maggiori</strong></span><span style="font-size: small;">, senza contare il costante e ignobile </span><span style="font-size: small;"><strong>sfruttamento dei lavoratori</strong></span><span style="font-size: small;"> nel settore dei trasporti. Per questo non sopportiamo le uscite degli stessi partiti politici che </span><span style="font-size: small;"><strong>comandano Apam seduti nel C.d.a. o come azionisti pubblici</strong></span><span style="font-size: small;"> da anni e ora cercano di smarcarsi per guadagnare voti sulla pelle dei lavoratori di Apam e sulle nostre tasche. I politici locali affermano che non ci sono soldi, dopo aver tagliato per anni e venduto sul mercato il diritto alla mobilità. Pensano che ci arrenderemo credendo a ciò, mentre vediamo </span><span style="font-size: small;"><strong>sperperare miliardi per progetti speculativi</strong></span><span style="font-size: small;"> come il tunnel sotto i laghi o la realizzazione di un’inutile autostrada tra Mantova e Cremona.<br />
Ci vorrebbero robotizzati, muti, studenti diligenti che pensano solo alla scuola, che pranzano a metà pomeriggio, fanno i compiti e poi tutti a letto che la sveglia del giorno dopo è alle 5. Si ripetono così le giornate passando da </span><span style="font-size: small;"><strong>autobus da sardine a classi sovraffollate</strong></span><span style="font-size: small;">.<br />
E poi il ministro Gelmini, con la pancia piena e la faccia rilassata ci vorrebbe parlare di </span><span style="font-size: small;"><strong>qualità e meritocrazia mentre taglia 8 miliardi di euro e 70mila insegnati</strong></span><span style="font-size: small;">, di un rigore che scompare di fronte a piani didattici creativi: si usa il verbo migliorare per ridurre l&#8217; orario delle lezioni e dei laboratori.<br />
Gli studenti e le studentesse di &#8216;Aca Toro da anni lottano per una scuola più giusta e accessibile a tutti. Dalla lotta al caro-libri col mercatino estivo alle manifestazioni contro le riforme che i governi di entrambi gli schieramenti hanno votato negli anni a danno del mondo della scuola.<br />
</span><span style="font-size: small;"><strong>Quest’autunno prepariamoci a scendere in piazza per riprenderci tutto prima che sia troppo tardi</strong></span><span style="font-size: small;">: vogliamo una scuola pubblica di qualità per tutti e tutte e rivendichiamo un trasporto pubblico che garantisca il diritto alla mobilità.</span></p>
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		<title>Giocano con il nostro futuro: FERMIAMOLI!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 16:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[///comunicato del collettivo studentesco &#8216;Aca Toro///
Quest’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi: la riforma Gelmini ci ha consegnato tagli enormi all’istruzione e un diritto allo studio umiliato. Edifici fatiscenti, aule sovraffollate, insegnanti precari e presidi vacanti diventano la nostra quotidianità nella scuola pubblica, con in più la beffa di vedere regalati sempre più fondi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17000" title="simboloacatoro" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/09/simboloacatoro-300x239.jpg" alt="simboloacatoro" width="300" height="239" />///comunicato del collettivo studentesco &#8216;Aca Toro///</p>
<p>Quest’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi: la <strong>riforma Gelmini</strong> ci ha consegnato<strong> tagli enormi</strong> all’istruzione e un diritto allo studio umiliato.<strong> Edifici fatiscenti, aule sovraffollate, insegnanti precari e presidi vacanti</strong> diventano la nostra quotidianità nella scuola pubblica, con in più la beffa di vedere regalati sempre più fondi alle scuole private.</p>
<p>Il <strong>diritto alla mobilità</strong> versa in condizioni anche peggiori: a causa della riforma Gelmini, che ha diversificato gli orari degli istituti, il servizio di Apam, già dequalificato negli ultimi anni, è letteralmente esploso, costringendo gli studenti ad attese interminabili sotto le <em>“stazioni passanti”</em>, che altro non sono che semplici pensiline.</p>
<p>Sono stati anni in cui <strong>i biglietti e gli abbonamenti hanno continuato a crescere e il numero delle corse a diminuire, al solo scopo di ottenere profitti sempre maggiori, senza contare il costante e ignobile sfruttamento dei lavoratori nel settore dei trasport</strong>i.<br />
Quest’autunno prepariamoci a <strong>scendere in piazza</strong> per riprenderci tutto: vogliamo una scuola pubblica di qualità per tutti e tutte e rivendichiamo un trasporto pubblico che garantisca il diritto alla mobilità.</p>
<p>Collettivo studentesco Aca Toro</p>
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		<title>Contro il caro libri: mercatino del libro studentesco ( V° edizione!)</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 11:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Collettivo studentesco ‘Aca Toro , in linea con le proprie rivendicazioni organizza per il quinto anno consecutivo l’iniziativa estiva del mercatino del libro studentesco usato. Questo progetto vuole contrastare in maniera concreta e tangibile il caro libri, che ogni anno risulta sempre più gravoso per le possibilità economiche degli student* e delle loro famiglie. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-16875" title="libri" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/06/libri-225x300.jpg" alt="libri" width="225" height="300" />Il Collettivo studentesco ‘Aca Toro , in linea con le proprie rivendicazioni organizza per il quinto anno consecutivo <strong>l’iniziativa estiva del mercatino del libro studentesco usato</strong>. Questo progetto vuole contrastare in maniera concreta e tangibile il caro libri, che ogni anno risulta sempre più gravoso per le possibilità economiche degli student* e delle loro famiglie. Di anno in anno le case editrici producono edizioni che di nuovo hanno ben poco se non il prezzo sempre più alto.</p>
<p>Per l’ ennesima volta le uniche risposte alla difesa del diritto allo studio e per un accesso libero e il meno dispendioso possibile al sapere, le offre chi la scuola la vive quotidianamente e sa cosa non funziona, al contrario, il ministro Gelmini, sventolando la bandiera di una finta eccellenza, non ha fatto altro che offrirci una riforma a <strong>3D</strong>:<strong> D</strong>iseducazione,<strong> D</strong>isuguaglianza, <strong>D</strong>isoccupazione.</p>
<p>Lavoratori precari sotto ricatto continuo e un’istruzione dequalificata e non accessibile a tutti sono gli approdi di un lungo percorso iniziato col “processo di Bologna”, attuato da tutti i governi europei (indipendetemente dal “colore” politico), che oggi, grazie alle riforme di scuola e università arriva a compimento.</p>
<p>Il collettivo studentesco ‘aca toro intende dare risposte reali a chi di fronte alla crisi, all’ aumento dei costi e l’annullamento del diritto allo studio si trova sempre più in difficoltà nel proseguire il percorso scolastico e di conseguenza ad inserirsi nella società di oggi.<br />
Per acquistare e/o vendere i libri di testo delle scuole superiori, puoi consultare il sito <strong>www.articolozero.org/mercatino</strong> e verificare se il libro che cerchi è presente nell’ archivio.<br />
Il mercatino è supportato da un sistema software in <strong>open source</strong> tutt&#8217;ora in sviluppo, programmato da noi per automatizzare e velocizzare le operazioni.<br />
I libri di testo verranno contemporaneamente <strong>raccolti e rivenduti </strong>con uno sconto dal 50 all&#8217;80% sul prezzo di copertina, a seconda delle condizioni dei libri. A settembre, chi ha portato i libri potrà tornare a riprendere quelli invenduti (o decidere di lasciarli nel nostro magazzino per l&#8217;anno prossimo), e/o riceverà la somma guadagnata grazie alla vendita dei suoi libri.</p>
<p>Il mercatino verrà effettuato allo spazio sociale La Boje in Via Trieste, 10 (nuova sede, vicino all’istituto d’arte)  a Mantova, <strong>dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18<br />
nei seguenti giorni:</strong><strong><br />
</strong><strong>luglio – 3 – 17</strong><strong><br />
</strong><strong>agosto- 7 – 14</strong><strong><br />
</strong><strong>settembre- 3 – 4 – 11</strong></p>
<p>Collettivo studentesco &#8216;Aca toro<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Manifestare con lentezza</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 17:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[aca toro]]></category>
		<category><![CDATA[acatoro]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione 12 marzo]]></category>

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Venerdì 12 marzo, in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL, siamo scesi in piazza per protestare contro la riforma Gelmini varata dal consiglio dei ministri nelle scorse settimane.
In un centinaio abbiamo sfilato per le vie della città, cercando di bloccare il traffico nonstante i limiti imposti dalla questura di Mantova. Tali limiti rappresentano un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4317.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-15921" title="100_4317" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4317-300x225.jpg" alt="100_4317" width="300" height="225" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Venerdì 12 marzo, in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL, siamo scesi in piazza per protestare contro la riforma Gelmini varata dal consiglio dei ministri nelle scorse settimane.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In un centinaio abbiamo sfilato per le vie della città, cercando di bloccare il traffico nonstante i limiti imposti dalla questura di Mantova. Tali limiti rappresentano un chiaro attacco al diritto di manifestare pacificamente per esprimere il proprio dissenso, diritto garantito dalla costituzione. Impedire agli studenti di sfilare davanti al provveditorato agli studi e impedire durante il corteo soste superiori a cinque minuti è un tentativo per sminuire l&#8217;efficacia della protesta. Di fronte a tale provvedimento abbiamo scritto un apello, ottenendo la solidarietà del Coordinamento Precari Scuola Mantova, di Sinistra Critica Mantova e di alcuni esponenti della FIOM.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Noi, per opporci a questo, forti della solidarietà ottenuta, abbiamo bloccato il traffico in viale Risorgimento con un sit-in durato una decina di minuti. La manifestazione è poi proseguita ricca di contenuti ed interventi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Di fronte al proprio comitato elettorale, abbiamo contestato il PD. Non ci dimentichiamo infatti della riforma Fioroni, che, continuando il processo di privatizzazione di scuola e università, ha rafforzato l&#8217;autonomia scolastica (strumento per lasciarle senza soldi in mani ai finanziatori privati), ha dato più poteri nel consiglio di classe ai professori di religione e ha inasprito il recupero dei debiti, mentre tagliava risorse pubbliche. Non dimentichiamo nemmeno quanto sia costata la presidenza del PD nel consiglio comunale per la nostra città: siamo stufi di assistere a continue colate di cemento sul nostro suolo, utili a riempire soltanto le tasche di rampanti imprenditori locali e a rendere dormitori i quartieri popolari.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poco più in là, in sit-in davanti al comitato elettorale di Lucchini, abbiamo gridato il nostro sdegno nei confronti del PDL, della sua politica di privatizzazioni di beni comuni, e soprattuto nei confronti della riforma Gelmini, che non fa altro che creare una scuola basata su tagli economici e disugualianze tra gli studenti, negando un futuro a chi non può permettersi economicamente di studiare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il corteo è poi proseguito verso l&#8217;università, dove si è parlato del processo di Bologna, proprio in occasione del suo decennale e della contestazione a Vienna. Questo processo, promosso dai ministri dell&#8217;istruzione dei paesi europei, porterà alla standardizzazione delle università europee, all&#8217;insegna di un sapere nozionistico dovuto all&#8217;ingresso dei privati negli atenei e alla scolarizzazione delle facoltà.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La sede locale della Lega Nord dietro l&#8217;angolo, richiedeva una sosta. Mentre veniva denunuciata la politica xenofoba e razzista portata avanti da questo partito anche solo in ambito scolastico (basti pensare al comune di Goito o o alla proposta del tetto del 30% per gli studenti migranti), abbiamo attaccato adesivi e cartelloni intorno alla vetrina leghista.<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4480.JPG"><img class="alignright size-medium wp-image-15931" title="100_4480" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_4480-300x225.jpg" alt="100_4480" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo è stato poi riportato dai media con servizi e articoli fantasiosi che corrispondono a ricostruzioni falsate, utili in tempo di campagna elettorale. Dalla Voce di Mantova e dal Tg Mantova  siamo stati accusati di aver assaltato la sede della Lega con lanci di bottiglie e uova, un modo un po&#8217; bizzarro per descrivere una pacifica &#8216;sanzione&#8217; con adesivi. Chiaramente i giornalisti del quotidiano e dell&#8217;emittente televisiva, oltre che non essere essere presenti alla manifestazione, non si sono preoccupati di sentire la versione del collettivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il corteo, conclusosi poi in piazza Erbe, è stata anche l&#8217;occasione per portare avanti due importanti iniziative del collettivo: la lotta per uno spazio assembleari e le &#8216;RiPop!&#8217;. Per la prima è iniziata una raccolta firme con la richiesta per la Provincia di provvedere alla mancanza di uno spazio dove poter esercitare il nostro diritto d&#8217;assemblea. Le scuole cittadine, infatti, non hanno aule sufficientemente capienti per assemblee d&#8217;istituto e noi studenti siamo quindi obbligati a sborsare soldi per il noleggio di una struttura privata. Nemmeno il modo in cui lavorano comune e provincia però ci piace: non vogliamo che la costruzione di questo spazio si trasmormi nell&#8217;ennesima colata di cemento, all&#8217;insegna della speculazione edilizia ed ai danni della collettività. Vogliamo quindi la riqualifica di una struttura già esiste ed inutilizzata. Le ripetizioni popolari (RiPop!) sono invece un servizio concreto fornito dal collettivo e dal Coordinamento Precari Scuola. Le ultime riforme, infatti, hanno privato quasi totalmente gli studenti di avere una possibilità di recupero gratuito delle materie insufficienti. Spariti i corsi di recupero scolastici, l&#8217;unico modo per ricevere un&#8217;istruzione qualificante è quello di affidarsi a delle costose ripetizioni private. In questo modo però l&#8217;istruzione diventa un provilegio di pochi, lasciando gli studenti di famiglie meno agiate costretti ad accontentarsi del poco che ricevono in lezioni sempre più approssimative. Le RiPop! Consistono quindi in lezioni tenute da professori del Coordinamento Precari Scuola agli studenti in difficoltà, in cambio di una libera e volontaria sottoscrizione per finanziare il progetto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_41871.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15911" title="100_4187" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/100_41871-300x225.jpg" alt="100_4187" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La protesta di venerdì è stato un segnale di come anche gli studenti mantovani, vedendosi negare il proprio futuro, non deisderano altro che smantellare questa vergognosa riforma scolastica, basata solo su privatizzazioni e tagli, riprendendosi ciò che gli spetta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>-collettivo acatoro</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong>[imagebrowser id=331]</strong></p>
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<h1>Prove tecniche di repressione</h1>
<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/19841.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15781" title="1984" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/19841-300x199.jpg" alt="1984" width="300" height="199" /></a>comunicato del Collettivo Studentesco &#8216;Aca toro</p>
<p>In occasione del corteo studentesco che abbiamo indetto per venerdì 12 marzo, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Cgil, ci sono arrivate dal questore di Mantova prescrizioni e limitazioni alla nostra manifestazione che giudichiamo molto gravi.  Il questore prescrive soste durante il corteo di durata non superiori ai 5 minuti, giustificando tale presa di posizione con la limitazione dei disagi causati al traffico veicolare. Un provvedimento che lede l&#8217;efficacia stessa della manifestazione. Un viale o una strada che vengono attraversati da un corteo, causano per forza un blocco della circolazione. Un discorso al microfono, davanti a un luogo simbolico necessita di un tempo variabile a discrezione dell&#8217;oratore: non si può decretare per direttiva che l&#8217;articolazione di un pensiero non possa superare i 300 secondi.<br />
A chi riferisce del proprio operato il questore di Mantova? Alla Polizia  Locale o al  Ministero dell&#8217;Interno?<br />
Un&#8217;altra prescrizione che ci è stata notificata riguarda l&#8217;itinerario del corteo, che ha subito numerose modifiche rispetto la richiesta che avevamo inoltrato alla Digos di Mantova. Per la prima volta la questura decide quale deve essere il percorso più diretto per un corteo, senza accogliere le richieste di svolgimento della manifestazione stessa in luoghi che gli stessi organizzatori giudicano importanti o significativi.  Ci siamo visti negare il passaggio per il provveditorato agli studi, luogo decisivo e simbolico per le mobilitazioni e le vertenze studentesche, per quelle dei docenti precari e del personale ATA, e la notificazione di terminare la manifestazione in Piazza Mantegna invece che in Piazza Virgiliana.  Si tratta di episodi molto gravi che non hanno precedenti nella storia recente. Ci immaginiamo se a un corteo di operai che manifesta contro il trasferimento della propria azienda dove la manodopera costa meno, fosse vietato di sfilare davanti alla sede di Confindustria o se la questura vietasse lo svolgimento di manifestazioni davanti alla Prefettura, istanza territoriale dello Stato nella nostra città. Anche l&#8217;accettazione del principio di contingentare i tempi di una manifestazione rimane senza senso, se non quello di aprire inquietanti scenari sulle modalità di rilasciare le autorizzazioni per i cortei.  E cosa ci si dovrebbe aspettare la prossima volta? Un corteo da svolgersi solo in Z.T.L.? Un corteo che attraversi solo i vicoli del centro in modo da evitare l&#8217;interruzione dello shopping? Una manifestazione che non superi i 14 minuti di interruzione del traffico veicolare? Una manifestazione che si tenga ma che non sia visibile?<br />
In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo e che stiamo pagando a caro prezzo, lanciamo un appello a lavoratori, organizzazioni sindacali, organizzazioni politiche e associazioni per costruire un elemento di democrazia e di solidarietà contro questa ingiustizia che subiamo noi oggi, ma che rischia di riguardare tutte e tutti.</p>
<p>Aderisci all&#8217;appello, lascia un commento o invia una mail a i486@anche.no</p>
<h1>Una riforma 3D: Disoccupazione, disegualianza, diseducazione</h1>
<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/3dstudents1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15561" title="3dstudents" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/3dstudents1-300x232.jpg" alt="3dstudents" width="300" height="232" /></a>Oggi noi studenti siamo unicamente visti come pezzi sacrificabili di una scacchiera, individui a cui può essere negato un futuro, soggetti a cui si vuol far pagare questa crisi. Al contrario dovremmo essere visti per quello che siamo: la possibilità di riscatto sociale ed economica per il paese.<br />
La riforma delle scuole superiori, varata dal consiglio dei ministri non fa&#8217; altro che rafforzare l&#8217;idea già esistente. È vero, come si continua a sentire ai media, che è necessaria una riforma delle scuole superiori (l&#8217;ultimo riordinamento risale al 1923 con la riforma Gentile), ma non la si può basare su tagli economici. Il taglio epocale di cui si parla, attuato senza un minimo confronto con le organizzazioni sindacali, prevede la riorganizzazione degli istituti, sfoltendo indirizzi e riducendo gli orari, con l&#8217;ovvia conseguenza di   un aumento della precarietà tra gli insegnanti: spariranno circa 17mila cattedre.<br />
In realtà, però, la riforma non si riduce solo a questo : dietro c&#8217;è il tentativo di separare il sistema scolastico in due categorie. Da una parte ci saranno i licei, che vengono toccati meno dalla riforma subendo solo un accorpamento. Dall&#8217;altra, frequentati per la maggiore da migranti e da studenti appartenenti alla fasce subalterne della società, gli istituti tecnici e professionali, per i quali è prevista una nettariduzione dell&#8217;orario scolastico con la &#8216;promessa&#8217; di più laboratori nei quali trascorrere le ore che non si passano imparando la teoria sui libri. Per queste scuole le ore giornaliere saranno di 60 minuti, e quindi non più divise in moduli da 50, inoltre passeranno da 36 (40 per i professionali) a 32 le ore settimanali.<br />
Grazie a questa divisione in terza in media si dovrà compiere una sceltaancor più difficile: il divario tra i due “settori” rende ancor più complicato il passaggio da un tipo di scuola ad un altra, favorendo la dispersione scolastica. Scegliendo il proprio futuro in questo modo si costruisce una società classista, in cui le forbici tra i figli dei benestanti e quelli degli operai o dei migranti si allargano sempre di più, segnando il proprio futuro già dall&#8217;infanzia.La riforma non è altro che il proseguimento del percorso iniziato con Berlinguer e portato avanti sia da centrodestra che da centrosinistra. Noi ci opponiamo a questo taglia e cuci delle riforme precedenti e, decisi a riprenderci il nostro futuro, continueremo a riunirci, a costruire socialità e a lottare dentro e fuori dalle nostre scuole.</p>
<p>MANIFESTAZIONE STUDENTESCA<br />
venerdì 12 marzo<br />
stazione apam, viale Risorgimento &#8211; concentramento ore 8.30</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Una riforma 3D: Disoccupazione, disegualianza, diseducazione</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 21:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
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		<category><![CDATA[aca toro]]></category>
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La riforma delle scuole superiori, varata dal consiglio dei ministri non fa&#8217; altro che rafforzare l&#8217;idea già esistente. È vero, come si continua a sentire ai media, che è necessaria una riforma delle scuole superiori (l&#8217;ultimo riordinamento risale al 1923 con la riforma Gentile), ma non la si può basare su tagli economici. Il taglio epocale di cui si parla, attuato senza un minimo confronto con le organizzazioni sindacali, prevede la riorganizzazione degli istituti, sfoltendo indirizzi e riducendo gli orari, con l&#8217;ovvia conseguenza di   un aumento della precarietà tra gli insegnanti: spariranno circa 17mila cattedre.<br />
In realtà, però, la riforma non si riduce solo a questo : dietro c&#8217;è il tentativo di separare il sistema scolastico in due categorie. Da una parte ci saranno i licei, che vengono toccati meno dalla riforma subendo solo un accorpamento. Dall&#8217;altra, frequentati per la maggiore da migranti e da studenti appartenenti alla fasce subalterne della società, gli istituti tecnici e professionali, per i quali è prevista una nettariduzione dell&#8217;orario scolastico con la &#8216;promessa&#8217; di più laboratori nei quali trascorrere le ore che non si passano imparando la teoria sui libri. Per queste scuole le ore giornaliere saranno di 60 minuti, e quindi non più divise in moduli da 50, inoltre passeranno da 36 (40 per i professionali) a 32 le ore settimanali.<br />
Grazie a questa divisione in terza in media si dovrà compiere una sceltaancor più difficile: il divario tra i due “settori” rende ancor più complicato il passaggio da un tipo di scuola ad un altra, favorendo la dispersione scolastica. Scegliendo il proprio futuro in questo modo si costruisce una società classista, in cui le forbici tra i figli dei benestanti e quelli degli operai o dei migranti si allargano sempre di più, segnando il proprio futuro già dall&#8217;infanzia.La riforma non è altro che il proseguimento del percorso iniziato con Berlinguer e portato avanti sia da centrodestra che da centrosinistra. Noi ci opponiamo a questo taglia e cuci delle riforme precedenti e, decisi a riprenderci il nostro futuro, continueremo a riunirci, a costruire socialità e a lottare dentro e fuori dalle nostre scuole.</p>
<p>MANIFESTAZIONE STUDENTESCA<br />
venerdì 12 marzo<br />
stazione apam, viale Risorgimento &#8211; concentramento ore 8.30</p>
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