Archivi tag: accoglienza

PILLOLE DI ANTIRAZZISMO: CHI SONO I RAZZISTI E COME FUNZIONA IL SISTEMA DELL’ACCOGLIENZA

Chi è “Mantova ai Virgiliani”?
É una sigla creata da Forza Nuova, organizzazione neofascista, che sta provando a darsi legittimità e inserimento sociale sfruttando l’allarme mediatico dell’arrivo di migranti e replicando in ogni città questa formula (ad es. Brescia ai bresciani, Verona ai veronesi etc.).
Nonostante il tentativo di definirsi come comitato apartitico che ammicca al mondo ultras mischiando nazionalismo e “colori” cittadini, la regia è chiaramente legata agli esponenti locali del partito dell’ex terrorista nero Roberto Fiore.
A questi si sono aggiunti i naziskin legati ai gruppi veneti, alcuni ragazzi raccolti attorno al leader della band nazi-rock (Acciaio Vincente), resisi protagonisti di minacce, aggressioni e mitomanie (ascoltare le canzoni per credere).
Oltre a questo panorama nel “comitato apartitico c’è ben poco, basta scorrere i “mi piace” della loro pagina Facebook per scoprire la galassia neofascista del nord Italia, o riprendere i video della prima uscita alla Virgiliana dove il coordinatore di Forza Nuova del nord Italia (Luca Castellini) coordinava fascisti provenienti da Bergamo, Verona, Brescia e Cremona.
Un comitato che vorrebbe restituire Mantova ai mantovani si è presentato al territorio facendo  gestire la manifestazione a persone venute da fuori (che dei virgiliani sanno ben poco) e utilizzando media nazionali (nel quartiere Virgiliana erano presenti le telecamere di Sky e Rete4) che si ingrassano su problemi su cui servirebbe approfondimento.
Non è che c’è chi sfrutta Mantova solo come vetrina su cui farsi pubblicità?
Oltre a tutto questo ci teniamo a ricordare che le città sono più sicure senza fascisti, come mostrano le implicazioni di membri di Forza Nuova, Veneto Fronte e Casa Pound in diversi episodi di aggressioni premeditate ed omicidi, nel 2006 ad Ostia e nel 2008 a Verona, ai danni di Nicola Tommasoli colpevole di aver rifiutato di offrire una sigaretta.

Emergenza immigrazione?
Negli ultimi mesi sono arrivati in Europa 310mila migranti (1 ogni 300mila abitanti dell’Unione Europea) un pò pochi per parlare di invasione, soprattutto se pensiamo che le nostre economie beneficiano di accordi commerciali (di materie prime) vantaggiosi rispetto diversi paesi di provenienza. Rispetto a questo argomento pensiamo sia sbagliato differenziare tra “chi scappa dalle guerre”(rifugiati) e “chi scappa dalla povertà”(migranti economici), come fa la Merkel insieme a diversi esponenti politici di “governo”, poiché i confini sono estremamente labili ed entrambi i processi sono figli del neocolonialismo economico e politico dell’occidente verso il sud del mondo.
Venendo ai “35 euro giornalieri” vorremmo ricordare che questi soldi sono percepiti dalle strutture e dalle cooperative ITALIANE che ospitano i migranti (che ricevono unicamente 2,50euro/giornalieri di pocket money). I soldi sono prelevati da fondi pubblici (uno Europeo e uno italiano) a cui contribuiscono in gran parte gli stessi migranti con le tasse di rinnovo dei permessi di soggiorno.
Secondo voi gli stessi governi europei che hanno bruciato miliardi di euro di denaro pubblico per salvare le banche private dopo la crisi del 2007/08, sono disposti a “buttare” i soldi per i profughi o sotto c’è qualche interesse?

Quali soluzioni?
Nonostante Forza Nuova continui ad affermare “stop business accoglienza”, sembrerebbe che le loro motivazioni siano dettate da una visione gerarchica delle razze/etnie e da una preservazione dell’Europa “bianca” e “cristiana”. Posto che entrambe le tendenze sono smentite dalla storia e dalla scienza, queste vanno a formare ciò che viene comunemente denominato “razzismo”. Dalla Lega ai neonazisti usano questo approccio un pò perché ci credono, un pò perché sanno che, come il tifo tra squadre, può aggregare la rabbia dei disoccupati o impoveriti nati in Italia.

Perché altrimenti protestare contro i profughi quando è evidente che non sono loro a guadagnare da questo sistema di accoglienza varato quando Maroni era Ministro dell’Interno?

Non sono i profughi a togliere Mantova ai virgiliani quanto le banche, gli imprenditori che trasferiscono capitali all’estero, le imprese che prima inquinano e poi delocalizzano, tutte persone benestanti, bianche e magari pure “virgiliane”.
Guardando i livelli di reddito e di accesso ai diritti però sembrerebbe che gli italiani poveri abbiano molto più in comune con i migranti che con gli italiani ricchi, che sfruttano entrambi. Il modello di accoglienza europea scarica i costi sul sud europa, fa guadagnare i privati (dell’accoglienza e del settore militare) e crea una manodopera a buon mercato e disposta a tutto. É giunta l’ora di considerare le migrazioni come un punto di partenza per una lotta che chieda: maggiori diritti sociali per tutte e tutti; garanzie di reddito e di lavoro; la fine della gestione a terzi (qua le cooperative) dei servizi sociali (non solo accoglienza, ma anche scuola e sanità).

…IN PILLOLE…

INVASIONE? arrivate 121mila persone (= 0,2% popolazione italiana)

SOLDI PER MIGRANTI? i 40 euro vanno a coop e alberghi italiani, la maggior parte dei soldi vengono da tasse rinnovo permessi di soggiorno

LAVORO? non rubano il lavoro, ma anzi vengono sfruttati in settori come agricoltura, dove solo una lotta comune potrà portare a diritti e salari più alti.

CRIMINALITÁ? secondo ministero dell’interno nessuna correlazione tra migranti e criminalità, ce ne sono invece tra povertà, ricatto ed illegalità.

SPECULAZIONE? Come nella scuola, nella gestione dei rifiuti e nella sanità, l’ingresso di privati nei servizi sociali genera speculazioni. Serve quindi un sistema di accoglienza pubblico, unico ed europeo che assuma direttamente senza passare da soggetti terzi (coop bianche, rosse, nere, mafiose etc.)

Manifesto Rete Antirazzista Mantova

La rete è nata per connettere il lavoro dei soggetti che nel territorio di Mantova sono attivi a contrastare il razzismo istituzionale del modello “fortezza Europa” e le oppressioni generate dal “sistema di accoglienza”.
Quest’ultimo, creato dal precedente ministro leghista Maroni, è sospeso tra speculazione e controllo grazie alla gestione esternalizzata ai soggetti terzi, generando così tensioni nei territori, lo sfruttamento degli operatori sociali precari e l’alienazione dei migranti.

La necessità di costruire la rete però non proviene solo dalle esperienze a fianco dei migranti o dei lavoratori sociali percari, ma anche per avere un ambito ampio di confronto ed informazione su un quadro europeo ed internazionale che nonostante stia precipitando rimane nascosto dai media principali.
Non si parla mai di come il nostro stile di vita occidentale sia garantito dallo sfruttamento lavorativo, politico ed ambientale del sud del Mondo, o di come i processi migratori, o le speculazioni politiche come la differenziazione tra migranti politici ed economici, siano funzionali ad alzare muri di filo spinato sulle frontiere e garantire un bacino di manodopera sostitutiva a basso costo.

Lo sgretolamento del welfare europeo (diritti essenziali ed accesso ai servizi sociali) e la sua traduzione nel “mercato dei servizi” ci dice che dobbiamo schierarci con LA LIBERA CIRCOLAZIONE DI DONNE E UOMINI e lottare per conquistare dal basso nuove forme di cittadinanza e distribuzione della ricchezza.
Dall’altro lato infatti la LIBERTÁ DEI CAPITALI, come mostra il tentativo di costruire un mercato unico tra UE ed USA (TTIP), impoverisce i territori e il livello di diritti e garanzie sociali sollecitando di fatto delle migrazioni forzate.

Pensiamo sia indispensabile costruire la rete attorno a 3 obiettivi e 3 livelli di lavoro.

Vogliamo proporre a chi è interessato alla rete:

1- del materiale comune per smontare gli slogan del razzismo di media e fascisti e costruire dei percorsi antirazzisti in tutto il territorio provinciale;
2- mettere in rete le iniziative dei singoli soggetti e costruire insieme delle campagne comuni;
3- continuare a diffondere, produrre e discutere le alternative all’attuale modello di accoglienza, prendendo spunto dal dibattito nazionale ed internazionale.

La Rete Antirazzista di Mantova vorrebbe attivarsi in 3 modalità che i soggetti possono valutare di volta in volta:

1- intervenire con materiali e attività antirazziste dove si presenta il tentativo di speculare politicamente sulle migrazioni;
2- attivare dei percorsi di mutuo-soccorso e riconoscimento tra migranti e territorio in modo da dissipare la continua separazione del “noi” e “loro”;
3- supportare le rivendicazioni di migranti ed operatori sociali in situazioni di sfruttamento.

IL BUSINESS DELLA LOTTA ALL’ACCOGLIENZA

La melma nera su Mantova e l’artifizio mediatico del razzismo che non c’è

di  Favilla – CommuniaMantova
Spazio Sociale La Boje!

La frazione Virgiliana è una formata da un paio di strade che si intersecano ai capannoni dell’area industriale a est di Mantova.
Ci abitano diverse famiglie di migranti, ma la scarsa densità abitativa e l’assenza di piazze e spazi pubblici di socialità, la rendono una tranquilla zona dormitorio dove ognuno pensa a sé.
Due settimane fa arrivano 45 profughi da Bangladesh, Pakistan e Afghanistan presso un hotel dismesso da 7 anni, gestiti dalla cooperativa Olinda (esterna alla rete SOL.CO, che domina gli appalti nel settore sociale nel mantovano, settore segnato da una situazione di precarietà e appalti al ribasso, aggravatasi ulteriormente dopo i tagli al welfare).  L’amministrazione del nuovo sindaco Palazzi (al cui interno SOL.CO ha un buon peso politico) polemizza con la scelta della prefettura e si impegna per trasferire parte di quei profughi in altre strutture, con la scusa della destinazione d’uso che stabilisce quanti richiedenti asilo possono essere ospitati.

Approfittando del polverone mosso dalla stessa giunta di centro-sinistra, Forza Nuova organizza un presidio sotto l’ hotel attraverso la pagina, creata ad hoc, “Mantova ai virgiliani”.
Il fratello della coordinatrice provinciale dell’organizzazione neofascista organizza l’evento Facebook, che argomentando in sole 35 parole i motivi della protesta, raccoglie a fatica in una decina di giorni 50 partecipanti.
Ricordiamo che a Mantova Forza Nuova è formata da pochissime persone unite da legami affettivi o parentali che vivono in provincia, lontani dalla città. Hanno provato a candidarsi a maggio a Mariana Mantovana (paese di 721 abitanti noto per la discarica provinciale), in linea con la strategia del loro partito di strappare consiglieri comunali in comuni microscopici, ma non sono riusciti a raccogliere le firme necessarie.

Mentre la pagina facebook campanilista pubblicava foto di tortelli e agnolini, evitando accuratamente di produrre un’ analisi sulla questione dei flussi migratori, i collettivi dello Spazio Sociale La Boje! hanno convocato un’assemblea a cui hanno invitato tutte le forze antirazziste.
Nonostante la ristrettezza di tempo, abbiamo pensato fosse necessario convocare un presidio in contemporanea con quello di Forza Nuova in modo da allontanarli dall’hotel Maragò ed entrare in contatto con gli abitanti della Virgiliana.
In più occasioni nell’ultimo anno abbiamo provato ad aprire percorsi di reciprocità e solidarietà tra territori e migranti, basterebbe ricordare il presidio meticcio “Je suis antiraciste” contro l’attentato a Charlie Hebdo e le sparate razziste dei giorni successivi oppure il progetto dello sport antirazzista nelle periferie. Pensiamo che queste campagne a costo zero abbiano prodotto e stiano producendo strumenti e legami sociali per arginare il razzismo nelle periferie della nostra città.

Uno dei momenti dei Mondiali Antirazzisti a cui ha partecipato l'Atletico Langafia, squadra di antirazzisti e richiedenti asilo nata dallo sport popolare in periferia

Mercoledì ci siamo trovati verso le sei per parlare con gli abitanti della frazione, dare la nostra solidarietà ai profughi e agli operatori sociali che vivevano con preoccupazione le ore precedenti al presidio razzista. Abbiamo trovato un quartiere rilassato, ancor più isolato dopo la chiusura delle fabbriche attigue, in cui pochi sapevano della presenza dei profughi e non valutavano negativamente il riutilizzo della struttura alberghiera.

Dalle 19.00, prima dei reparti antisommossa della polizia, sono arrivati i furgoni delle televisioni (rete 4 e sky tg) appostandosi nella corte in cui era previsto il presidio contro i migranti.
Singolare che a Mantova ci sia stata la presenza di televisioni nazionali, dove di solito manifestazioni ben più numerose hanno visto la sola presenza di teleMantova e MantovaTV.
Questa copertura mediatica si può spiegare solamente con quanto avvenuto dopo, con la calata di fascisti da altre città del nord Italia e con la scaramuccia con le forze dell’ordine da consegnare a fotografi e telecamere.

Quello che è avvenuto mercoledì è uno spettacolo di teatro siglato dal patto tra imprenditori della notizia e teatranti fascisti. Non siamo complottisti come chi sostiene che ci sia un progetto plutocratico per abbronzare la pelle degli europei, ma ci sono interessi materiali in comune.
Da un lato i fascisti provano a sfondare in piccole città di provincia, povere di strutture militanti antirazziste di base, facendo calate da altre città (nei video si sentono esclusivamente dialetti di Verona e Brescia) e usando le curve degli stadi, impoverite socialmente dalla repressione, per stringere relazioni. Cercano di riprodurre artificialmente (ad uso dei media), anche quando non c’è, la rabbia razzista che abbiamo visto esprimersi in altre città, importando megafonatori e agitatori.
Dall’altro i media, alla ricerca di un’audience facile, parlano delle migrazioni celando i fattori strutturali (economici, politici, ambientali) e puntando unicamente su quelli emergenziali e allarmistici. In parole povere sui tg ( che formano l’opinione del 70% degli italiani) il migrante o muore affogato o delinque.

Pensiamo che i veri responsabili della situazione che si è creata siano i rappresentanti delle istituzioni. Ci sembra assurdo che i gruppi razzisti possano organizzare manifestazioni sotto le case dei soggetti che vogliono colpire, limitandone la libertà e la sicurezza. Evidentemente la sicurezza di queste persone è un fattore di serie b.
Lo stesso sindaco, il primo a creare agitazione per non essere stato informato dell’arrivo di quei richiedenti asilo, sicuramente avvertito dal prefetto dell’arrivo di neofascisti da fuori da Mantova, avrebbe potuto esprimersi tempesticamente.

La “valla” e il campo da golf di Melilla

Il modo in cui la giunta ha reagito alla calata nera sulla città ci sembra vergognoso perché presta il fianco ai razzisti.
L’assessore al welfare Andrea Caprini (che da sempre lavora tra Pantacon, Arci, festival letteratura) ha dichiarato «Adesso sposteremo altrove anche gli altri stranieri rimasti al Maragò, ma poi stop. Profughi a Mantova non ne vogliamo più. Adesso bisogna coinvolgere anche gli altri Comuni». Curioso che siano stati spostati in case prese in affitto a CoopCase e affidati alla cooperativa La Cosa (formata da collaboratori della nuova giunta comunale).
Ancor più singolare che Caprini possa stabilire che a Mantova non arrivino più “profughi” o “stranieri”, uno slogan più volte sentito dai sindaci leghisti e lontano da una prospettiva solidale e di attivazione della cittadinanza.
Il quadro si completa con l’autorizzazione al consigliere comunale (ex lega nord) Luca De Marchi, un soggetto che si è presentato alle elezioni con una campagna incentrata contro migranti e sinti, a  visitare la struttura della Virgiliana. Ci chiediamo con quale tipo di specializzazione e conoscenza possa valutare quella soluzione all’accoglienza dei migranti.

Insomma il piano è parecchio inclinato e se alcuni potevano credere che questa giunta potesse arginare gli sfoghi razzisti, è prontamente rimasto deluso.
Non aiuta certamente il qualunquismo con cui tanti a sinistra leggono i processi migratori, traducendoli come qualcosa che non gli interessa, un problema che non è il loro.
Ci chiediamo dove fossero mercoledì sera, nonostante i ripetuti inviti, gli attivisti di CGIL, equal, FIOM, SEL e dell’ ARCI.
Possiamo tranquillamente affermare che se non ci fosse stata la celere i fascisti sarebbero arrivati all’ hotel, ma il razzismo non lo combatterà certamente la polizia. Serviva una presenza massiccia della città per falsificare sul nascere, con lo spessore di un’eterogeneità politica antirazzista, la pagliacciata mediatica allestita dai vertici nazionali di forza nuova.

L’azione dei fascisti (che poi la scorsa notte hanno pure attaccato lo striscione alla cooperativa Alce Nero, inserita in Sol.Co), disinformata e stereotipizzata ha paradossalmente favorito le stesse imprese sociali che dominano il welfare mantovano.
Non sappiamo se la nuova sistemazione sarà meglio dell’hotel Maragò, quello che sappiamo è che lo spostamento non ci è sembrato frutto di una visione politica ampia, ma di intrecci oscuri tra politica e cooperative e di passività verso le vaghe sparate dei razzisti.

il fumogeno lanciato dentro La Boje dopo il presidio, i fascisti hanno colto l'occasione avendo rinforzi da fuori Mantovail fumogeno lanciato dentro La Boje dopo il presidio, i fascisti hanno colto l’occasione avendo rinforzi da fuori Mantova

L’unico modo per svelare le speculazioni, combatterle e imbastire un sistema di accoglienza efficace, virtuoso e capace di coinvolgere migranti, operatori sociali e comunità è quello di coinvolgere direttamente questi soggetti a partire dallo sfruttamento che subiscono.
I migranti sballottati come merci su cui lucrare, gli operatori sociali sottopagati e alienati dalle loro funzioni lavorative e le periferie impoverite di servizi sociali, strutture e possibilità decisionale.
Pensiamo che sia necessario fissare un’assemblea per mettere in rete a livello provinciale chi la pensa in questo modo e non ci sta a lasciare le strade e la critica all’accoglienza ai fascisti.

Atletico Langafia : partecipazione dalle periferie contro razzismo & speculazione

Fin da bambini lo sport è uno dei migliori strumenti per socializzare con persone che non si conoscono e per ridare significato a luoghi abbandonati in cui vengono improvvisati campi da gioco.La cronaca degli ultimi giorni ci parla del crollo della maschera democratica dell’Europa. L’aumento degli sbarchi nel Mediterraneo ha creato reazioni scomposte da parte di istituzioni e cordate politiche che hanno più di qualche responsabilità nell’aver contribuito a sostenere le cause dei processi migratori.

I tavoli europei discutono di “rimpatri” rinforzando la politica della Fortezza Europa, Germania e Francia chiudono le frontiere, il governatore della Lombardia Maroni (creatore del sistema accoglienza da ministro dell’interno nel 2011) minaccia di sospendere i finanziamenti ai sindaci che accolgono i migranti, a Roma decine di arresti sono avvenuti nel mondo politico e criminale per la speculazione nella gestione dei centri di accoglienza.In questo clima in cui i partiti razzisti provano a guadagnare qualche voto e i giornali a vendere qualche copia in più, sembra che i codici per leggere il problema siano il “realismo” di chi denuncia la situazione e il “buonismo” di chi si mostra solidale.

Noi pensiamo che siano entrambi sbagliati e che si debbano sottolineare le cause ambientali, politiche ed economiche delle migrazioni in un mondo in cui i livelli di vita occidentali sono garantiti dalla sofferenze del resto del pianeta. Allo stesso tempo dobbiamo eliminare dal discorso la separazione tra “noi” e “loro”: la risposta autoritaria alla mancanza di politiche sociali coinvolge ormai tutti. La colpa dei migranti è solo quella di rendere manifeste le crepe nei diritti di cittadinanza che molti di noi pensano di avere ancora garantiti.

Partendo da questi due punti possiamo incominciare a guardare alle migrazioni come processi attraverso i quali i territori si devono attivare direttamente dal basso, scavalcando il sistema degli appalti e delle cooperative.Negli ultimi mesi abbiamo incominciato ad interrogarci sulle modalità di accoglienza nel nostro territorio e abbiamo provato a coinvolgere i migranti in attività che li emancipassero dal “parcheggio” esistenziale a cui li costringe il Regolamento di Dublino (il testo che regola le politiche UE in materia di asilo).

Da marzo un gruppo di antirazzisti che frequentano i collettivi de La Boje! e alcuni giovani rifugiati provenienti dal Mali, ospitati in una struttura d’accoglienza a Borgoforte, hanno dato via a una squadra di calcio, chiamata ATLETICO LANGAFIA (“libertà” in maliano).Abbiamo incominciato a fare partitelle ogni mercoledì nel campetto della Cinciana, nel quartiere dello Spazio Sociale (Borgochiesanuova), incontrando l’interesse degli adolescenti della zona, con l’obiettivo di fare una squadra che partecipasse ai Mondiali Antirazzisti (una manifestazione sportiva e culturale che da quasi 20anni raccoglie realtà antirazziste e ultras da tutto il mondo).

L’obiettivo è quello di dimostrare quanto sia semplice attivare, senza spese, percorsi di accoglienza e solidarietà, soprattutto in quei contesti periferici che in questi anni di crisi delle politiche pubbliche soffrono maggiormente la mancanza di servizi e di pianificazione urbanistica.Domenica 28 giugno, prima dei Mondiali Antirazzisti (1-5 luglio), organizzeremo un torneo di calcio a 5 antirazzista cittadino nello stesso campo che frequentiamo settimanalmente ai giardini della Cinciana. Invitiamo tutta la città a partecipare al torneo e alla cena sociale portando qualcosa da mangiare, in modo da contribuire ad una giornata di solidarietà e rivendicazione dei diritti dei migranti. Sarà una buona occasione per dimostrare non solo che è possibile vivere in uno spazio davvero condiviso e multietnico, ma anche che la collaborazione e lo scambio tra le diverse culture che vivono nel paese è l’unica soluzione sensata alla questione migratoria.

Per chi è interessato a partecipare al torneo di calcio, scrivere a: Fabio (3496531281)

Per chi volesse fare una donazione alla squadra dell’Atletico Langafia in vista della partecipazione ai Mondiali Antirazzisti, contattare:

Scrivere un post su questo evento facebook  (https://www.facebook.com/events/722454881197870/)
oppure a
spaziosocialelaboje@gmail.com