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	<title>articolozero &#187; Antifascismo</title>
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		<title>Solidarietà.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 12:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(appello di solidarietà per i 13 denunciati per la manifestazione contro Forza Nuova) 
Il 23 settembre oltre sessanta cittadini/e antifascisti/e hanno preso parte ad un presidio per contrastare una iniziativa di Forza Nuova in cui era prevista la partecipazione del segretario Roberto Fiore, ex-appartenente alla destra stragista degli anni settanta, che l’amministrazione comunale ha autorizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(appello di solidarietà per i 13 d</em><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/10/this_machine_kills_fascists__by_viciousG42.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18405" title="this_machine_kills_fascists__by_viciousG42" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/10/this_machine_kills_fascists__by_viciousG42-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><em>enunciati per la manifestazione contro Forza Nuova) </em></p>
<p>Il 23 settembre oltre sessanta cittadini/e antifascisti/e hanno preso parte ad un presidio per contrastare una iniziativa di Forza Nuova in cui era prevista la partecipazione del segretario Roberto Fiore, ex-appartenente alla destra stragista degli anni settanta, che l’amministrazione comunale ha autorizzato in una sala pubblica all’interno di un istituto scolastico della città; colpe evidenti ricadono sul Sindaco che non ha preso una posizione significativa né prima, né dopo gli accadimenti.<br />
Da una parte c’era un sit-che ha avuto momenti di tensione solo quando sono arrivate le manganellate e dall’altra, basta guardare le foto dei quotidiani, esibizioni di saluti romani che da soli varrebbero denunce per apologia del fascismo.<br />
La determinazione nel non voler e abbandonare il presidio improvvisato è costata ai manifestanti tre cariche e, come si è saputo dai media, tredici denunce. Balza all’occhio, per la composizione della manifestazione e le caratteristiche di Mantova, il fatto che questi provvedimenti abbiano colpito in gran parte giovani sotto i venticinque anni. Tredici denunce che pesano come un macigno a partire da una evidente “stretta” sul dissenso che si respira in tutta Italia.<br />
Durante quella manifestazione c’erano, come detto, decine di cittadini diversi per età ed appartenenza politica per dire <strong>“mai più”</strong> a chi si considera erede e prosecutore delle idee e dei metodi del fascismo.<br />
Mentre, complice il disastro economico, dilagano la guerra tra poveri, l’odio razziale e pulsioni autoritarie, movimenti neofascisti cercano di conquistarsi uno spazio politico nella crisi di una certa destra, simile a loro nelle parole ma un po’ meno nei fatti;  pensiamo che “restare umani” significhi oggi smetterla di essere indifferenti e di trovare la forza di indignarsi, di prendere parte e di essere partigiani: facciamo appello ai singoli e alle forze sociali, culturali e politiche perché si apra una campagna di sensibilizzazione su queste tematiche e, da subito, un movimento spontaneo di solidarietà verso gli/le antifascisti/e denunciati/e.</p>
<p><strong><br />
Comitato Mantova antifascista e antirazzista<br />
</strong></p>
<p>singoli,associazioni, movimenti, sindacati e partiti possono aderire<br />
mandando una mail a:<a href="mailto:solidarieta.mn@gmail.com"> solidarieta.mn@gmail.com</a></p>
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		<title>Non c&#8217;è Storia &#8211; comunicato di Sc sul 23 settembre</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 20:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vogliamo prendere posizione sui fatti di venerdì sera. Ci ha sorpreso che sulla stampa locale sia stata data poca voce ai manifestanti e si sia pensato di ridurre il tutto ad una contestazione di “giovani di sinistra” contro esponenti di estrema destra per dare un tocco retrò a tutto l’episodio; nel frattempo sui media hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/fascisti_su_marte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18399" title="fascisti_su_marte" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/fascisti_su_marte-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Vogliamo prendere posizione sui fatti di venerdì sera. Ci ha sorpreso che sulla stampa locale sia stata data poca voce ai manifestanti e si sia pensato di ridurre il tutto ad una contestazione di “giovani di sinistra” contro esponenti di estrema destra per dare un tocco retrò a tutto l’episodio; nel frattempo sui media hanno potuto parlare tutti: da un ex-missino come l’assessore Chizzini che ha parlato a vanvera di “violenze” fino al ricordo dell’Avvocato Vassalle sui suoi ricordi un po’ da “fiction” degli anni settanta: peccato che non ricordi di quando a Mantova negli anni settanta arrivavano da fuori (lautamente incoraggiati da qualcuno)  gruppi di picchiatori a fare il “lavoro sporco”. Una buona parte dei manifestanti di venerdì e, è giusto sottolinearlo, degli attivisti della nostra organizzazione hanno iniziato a fare politica ben dopo la fine degli stalinismi per i quali, culturalmente e politicamente, non abbiamo mai nutrito simpatia.<br />
In questa Repubblica la democrazia e la libertà sono state riconquistate, anche con la lotta politica, solo alla fine della dittatura fascista.  Oggi nessun neofascista dichiarato, e non, ha intenzione di negare che il fascismo sia nemico della democrazia e della costituzione; ne consegue che tutti, dal singolo cittadino alle istituzioni repubblicane, dovrebbero essere impegnate nel contrastare il ritorno e i tentativi di radicamento di chi si considera erede e, non a caso, prosecutore delle idee e dei metodi del fascismo storico.<br />
Allora viene da chiedersi subito perché l’amministrazione comunale che, nelle parole un po’ contorte del sindaco, si trincera dietro il gesto di un’impiegato, senza considerarlo un errore tra l’altro, abbia concesso ad un movimento neofascista e al suo segretario pluri-condannato di tenere una assemblea in una sala comunale situata all’interno di una scuola pubblica.<br />
L’indignazione di diversi cittadini e cittadine è stata forte e ben al di là della presenza, perlopiù improvvisata in poche ore, al sit-in di Via Giulio Romano. Proprio quel presidio ha scelto di radunarsi per  contrastare la presenza di movimenti neofascisti sul nostro territorio  come dovrebbe “in teoria” fare una istituzione repubblicana quale è il Comune. Il presidio aldilà di facili ricostruzioni o invenzioni si è svolto pacificamente: sono stati scanditi cori e slogan ma è querelabile raccontare, come qualcuno ha provato a fare, che ci siano state violenze. I manifestanti si sono invece presi due cariche leggere mentre erano a mani alzate e la terza mentre molti erano seduti a terra e il manipolo di neofascisti lanciava monete e accendini dall’interno dell’istituto.<br />
Sono state infine annunciate delle denunce per alcuni manifestanti “non autorizzati”: se gli esempi di legalità oggi li danno gli uomini e le donne di governo che tra corruzione e macelleria sociale ci hanno portati nel baratro o lo stesso Maroni che prima di diventare ministro dell’Interno è stato denunciato per motivi ben altri motivi, allora ci chiediamo quanto sia colpevole chi ha semplicemente messo il proprio corpo di traverso per difendere i principi della costituzione e per dimostrare la propria indignazione.</p>
<p>Sinistra Critica &#8211; Mantova</p>
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		<title>Mantova (Illinois), 23 settembre 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 12:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più di sessant’anni fa la Germania nazista e il suo governo fantoccio della Rsi in Italia hanno perso la guerra sennò adesso parleremmo tedesco; vorremmo che un ragionamento basilare come questo fosse ormai condiviso ma, quando si parla di fascismo e antifascismo, ci sono tanti che malcelatamente provano a truccare le carte in tavola. Forza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/nazistiillinois.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18290" title="nazistiillinois" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/nazistiillinois-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Più di sessant’anni fa la Germania nazista e il suo governo fantoccio della Rsi in Italia hanno perso la guerra sennò adesso parleremmo tedesco; vorremmo che un ragionamento basilare come questo fosse ormai condiviso ma, quando si parla di fascismo e antifascismo, ci sono tanti che malcelatamente provano a truccare le carte in tavola. Forza Nuova è esattamente questo: un partitino nostalgico che nel 2011 si sente ancora erede dei fascismi europei che è diretto da un ex terrorista nero degli anni settanta condannato per associazione sovversiva e banda armata.<br />
Una loro assemblea tesa a presentarsi alla città, in cui non hanno una presenza organizzata da anni, è una provocazione politica; una loro assemblea autorizzata  in una sala comunale all’interno di un edificio scolastico è una provocazione doppia che investe anche l’amministrazione comunale.<br />
Forza Nuova sposta il proprio teatrino di città in città facendo alzare ovunque la tensione.  La rete antifascista e antirazzista di Mantova, costituitasi l’estate scorsa ha voluto manifestare il proprio dissenso con un presidio pacifico davanti ai cancelli dell’aula magna Isabella D’Este presso il liceo che porta lo stesso nome. Oltre una sessantina di cittadine e di cittadini mantovani e attivisti di associazioni e movimenti politici della città si sono dunque ritrovati e messi in fila coi propri corpi  per dire <strong>MAI PIU’</strong> a squadrismo,dittatura,razzismo,guerra e stragismo; per questo rifiutiamo inoltre le facili ricostruzioni mediatiche che banalizzano i fatti, con le immagini e le parole, come <em>“scontri tra giovani di sinistra e neofascisti”.</em><br />
La situazione è diventata subito tesa perché una risposta simile non era prevista ed è stato compito di tutti e tutte mantenere la calma anche quando i primi militanti di Forza Nuova, tra cui lo stesso Fiore, sono entrati da un ingresso secondario: poco dopo sono partite in rapida successione due cariche della polizia sui manifestanti che hanno fatto salire la tensione. Il presidio non si è però sciolto e, anzi, quasi tutto il gruppo si è seduto in strada dimostrando di non cercare lo scontro. Maria Zuccati, ex partigiana, raggiunge le prime file e, parlando al megafono incoraggia le nuove generazioni a non abbassare la testa di fronte ai nuovi fascismi. Fiore e i militanti neofascisti<strong> nel frattempo si sono però ripresentati fuori dai cancelli in fondo a Via Giulio Romano pretendendo di entrare dall’ingresso principale e innescare una nuova provocazione.</strong> Le forze dell’ordine in asssetto antisommossa,  nel frattempo raddoppiate, hanno cercato di creare un varco per far passare una decina di forzanovisti:  solo a quel punto, mentre Fiore entrava sbeffeggiando i manifestanti, è partita la terza carica della polizia per fermare <strong>l’indignazione</strong> che a quel punto si era levata forte dal presidio antifascista; durante la carica i neofascisti, ormai all’interno della struttura <strong>scagliavano monetine e accendini sulla folla</strong>, mentre alcuni ragazzi rimanevano a terra contusi. La manifestazione è poi diventata un corteo che è arrivato fin sotto la sede del comune in Via Roma; proprio all’amministrazione comunale vogliamo chiedere con forza <strong>perché abbia concesso una sala comunale situata all&#8217;interno di una scuola ad un movimento neofascista e al suo impresentabile segretario</strong>: tra speculazione edilizia, litigi sulle poltrone, tagli al welfare ci mancava giusto anche una legittimazione per l’estrema destra neofascista.</p>
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		<title>Appello Antifascista/antirazzista per il 23 settembre.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 09:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per uno strano “scherzo” della storia quando c’è una crisi economica  devastante che mette in discussione tutto un sistema economico, sociale e  politico,emergono soggetti che promuovono una propaganda d’odio e agiscono in  nome di un concetto di “nuovo ordine” che abbiamo imparato a conoscere: così  parlavano gli squadristi degli anni venti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/Anti-fascist-jacket-005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18394" title="Anti-fascist-jacket-005" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/09/Anti-fascist-jacket-005-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Per uno strano “scherzo” della storia quando c’è una crisi economica  devastante che mette in discussione tutto un sistema economico, sociale e  politico,emergono soggetti che promuovono una <strong>propaganda d’odio</strong> e agiscono in  nome di un concetto di <strong>“nuovo ordine” </strong>che abbiamo imparato a conoscere: così  parlavano gli squadristi degli anni venti e i neofascisti degli anni settanta  al soldo dei servizi segreti; rieccoli nel 2011, a riproporre la solita  minestra. Il movimento neofascista “Forza Nuova” a Mantova non esiste più da anni ma da  qualche mese si sta verificando un tentativo di rianimarlo, proprio a ridosso  della crisi. Per anni un&#8217;altro partito xenofobo come la Lega Nord è cresciuto  sulle paure e sulle incertezze dei cittadini dando, specialmente alle fasce  deboli della società, <strong>illusioni di benessere, di onestà politica e di  sicurezza, legando questi fattori ad uno stato immaginario <span style="color: #00ff00;">(la padania)</span></strong>: le  cronache di questi ultimi tempi dimostrano quante migliaia di persone siano  state ingannate dal partito padano. Oggi lo stesso gioco lo ritenta Forza Nuova  che, con il proprio<strong> immaginario culturale e politico legato ai fascismi europei  e allo stragismo nero da cui proviene il segretario Roberto Fiore</strong>, fomenta la  guerra tra poveri e soffia sul fuoco della xenofobia che in tempi di crisi può  diventare un combustibile pericoloso per nuovi autoritarismi. Venerdì 23  settembre il partitino di estrema destra si è affittato la sala comunale  Isabella D&#8217;Este in Via Giulio Romano per spiegare il &#8220;proprio programma” ai  mantovani alla presenza del segretario nazionale,<strong> già condannato per banda  armata e associazione sovversiva.</strong> Rifacendosi al ventennio fascista cosa ci può essere di democratico e moderno  nel programma del partito? La riconferma del concordato del 1929? la formazione  di corporazioni per la difesa dei lavoratori al posto di libere organizzazioni  sindacali? Purtroppo questi appena citati non sono scherzi ma punti  programmatici concreti insieme alla lotta all’immigrazione(ma non contro il  sistema economico che la incoraggia) e un rilancio della patria che sa di  vecchio documentario in bianco e nero dell’Istituto Luce. Forza Nuova annuncia anche che durante l’incontro si parlerà della borsa di  studio dedicata al repubblichino Ferruccio Spadini che già anni fa aveva  sollevato polemiche: in un momento in cui la Gelmini ha dato il colpo di grazia  all’istruzione, le scuole cadono a pezzi, i trasporti pubblici fanno in modo  che istituti come l&#8217;isabella D&#8217;Este, dove si trova la sala comunale, cambino  gli orari delle lezioni a seconda della disponibilità di autobus,  Forza Nuova  che combina? Organizza un incontro a favore di una borsa di studio dedicata ad  un professore mantovano che fu comandante della guardia repubblichina fascista  che organizzò e diresse i rastrellamenti di partigiani, consegnandoli ai  tedeschi; pochi giorni dopo la liberazione del ’45, tentò la fuga e venne  arrestato in Val di Sole: in seguito fu processato e condannato a morte. Tutto questo a Mantova? Purtroppo si. Come cittadini antifascisti e antirazzisti vogliamo rispondere a questa  ennesima provocazione di Forza Nuova: chiediamo all’amministrazione comunale di  revocare il permesso al movimento neofascista ad usufruire della sala comunale;  nel caso in cui questa richiesta non venga accolta e che quindi il comune  legittimi la presenza di movimenti neofascisti a Mantova, invitiamo tutti e  tutte davanti ai cancelli del liceo delle scienze sociali Isabella D’Este alle  18.30.  In questa occasione il cancello del liceo delle scienze sociali  diventerà punto di  controinformazione con pannelli espositivi per dire <strong>MAI PIU’ </strong>allo  squadrismo, allo stragismo, alla guerra, al colonialismo e al razzismo  che il fascismo ha significato in Italia.</p>
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		<title>Pinne, fucile ed occhiali</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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Raccontare di neofascisti a Mantova d’estate è come raccontare dei nazisti dell’Illinois dei Blues Brothers: è difficile rimanere seri. Abbiamo già inquinamento, speculazione edilizia, privatizzazioni, tagli allo stato sociale, un terminator burlone in consiglio comunale e adesso pure Forza Nuova. A metà luglio è stato dunque necessario fare antifascismo balneare: con le pinne, fucile ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><br />
<a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/cop._disco-pinne_fucile_occhiali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18297" title="cop._disco-pinne_fucile_occhiali" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/cop._disco-pinne_fucile_occhiali-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Raccontare di neofascisti a Mantova d’estate è come raccontare dei nazisti dell’Illinois dei Blues Brothers: è difficile rimanere seri. Abbiamo già inquinamento, speculazione edilizia, privatizzazioni, tagli allo stato sociale, un terminator burlone in consiglio comunale e adesso pure Forza Nuova. A metà luglio è stato dunque necessario fare antifascismo balneare: con le pinne, <em>fucile</em> ed occhiali.</p>
<p>Il movimento politico di estrema destra Forza Nuova è scomparso da Mantova all’inizio degli anni 2000 quando aveva anche una sede,sebbene poco attiva, ma quell’esperienza era finita nel peggiore dei modi. Dopo la recente scissione interna a livello nazionale, Forza Nuova ha perso molta della sua forza rifluendo verso un neofascismo di matrice cattolico-integralista e puntando tutto sul contrasto all’<span style="color: #0000ff;"><strong><a title="manifesto contro l'europride" href="http://www.arcigay.it/wp-content/uploads/forza-nuova_600x600_300KB.jpg">omosessualità</a></strong></span> e all’<span style="color: #0000ff;"><strong><a title="lampedusa lo sa" href="http://napoli.indymedia.org/2011/03/20/migranti-tunisini-e-cittadini-di-lampedusa-contestano-il-comizio-di-forza-nuova-sullisola/">immigrazione</a></strong></span>. Proprio sull’immigrazione il movimento di estrema destra ha pensato di lanciarsi a Mantova tentando di lavorare alla destra della lega nord per rosicchiare qualche militante e qualche voto. I neofascisti hanno prodotto un gazebo poche settimane fa in cui distribuivano materiali contro l’immigrazione a Mantova, contro la Lega Nord e per l’Italia buttando dentro tutto quello che nella nostra provincia non funziona o è direttamente colpa degli immigrati:  tra questi la richiesta, nella bassa, di costruire un pericoloso tempio induista.<br />
La ricetta è però la stessa della Lega Nord, ovvero quella di fomentare la guerra tra poveri e soffiare sul fuoco della xenofobia che in tempi di crisi può diventare un combustibile pericoloso per nuovi autoritarismi facendo un favore a tutto il sistema economico e imprenditoriale che regge questo paese secondo i propri interessi.<br />
Il primo compito di antirazzisti e antifascisti è dunque quello di contrastare queste tendenze pericolose e di abbattere questo clima di guerra tra poveri perché chi subisce la crisi economica non ha differenze di sesso, razza o religione.<br />
Sono venuti a Mantova per un gazebo per la prima volta dopo anni, hanno lasciato che frange giovanili vicine al movimento provocassero dei ragazzi mantovani di origine straniera e hanno poi aspettato una reazione fisica che non si è fatta attendere. In seguito hanno raccontato con fare vittimista di <em>“ belve straniere che hanno assalito e devastato il gazebo quando stavano smontando ed erano rimasti in pochi</em>(non che prima fossero molti di più…)”, ma dalle foto pubblicate <a title="mettetevi d'accordo con voi stessi" href="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/263502_163734540358817_100001668156143_395452_7290459_n.jpg"><span style="color: #0000ff;"><strong>da loro stessi</strong></span></a> si vede come il banchetto all’arrivo dell’ambulanza fosse perfettamente stabile e in piedi.<br />
E poi hanno rilanciato dicendo “torneremo” il 16 luglio. A parte notare che a Mantova sono apparse scritte sui muri come <em>“16 luglio= vendetta”</em> e <em>“Heil Hitler”,</em> alcune firmate FN, i più interessati possono facilmente reperire anche contatti web locali e nazionali per capire riferimenti ideologici, teorie politiche e proclami più o meno personali della comunità militante del movimento neofascista che a Mantova è appena rinato: saltano fuori, rivendicati, lo squadrismo, la dittatura, la scelta di campo della seconda guerra mondiale dall’olocausto( considerato un falso) all’alleanza con Hitler; del neofascismo degli anni settanta non parliamone nemmeno visto che da lì proviene il leader, Roberto Fiore, <strong>ex appartenente a Terza Posizione e condannato per banda armata e associazione sovversiva. </strong>Rifacendosi al ventennio fascista cosa ci può essere di democratico e moderno nel programma del partito? La riconferma del concordato del 1929? la formazione di corporazioni per la difesa dei lavoratori al posto di libere organizzazioni sindacali?</p>
<p>Dinanzi a tutto questo, tante cittadine e tanti cittadini hanno reagito subito: si è innestato un meccanismo di discussione assembleare autorganizzato, dal basso e senza bisogno dell&#8217;intervento di partiti o organizzazioni, con cui parte della cittadinanza mantovana ha deciso di mobilitarsi per contrastare questa iniziativa, e per riavviare la condivisone di riflessioni su una tematica ancora e sempre più fondamentale come quella dell&#8217;antirazzismo e della lotta a tutti i fascismi. Si tratta di un processo appena cominciato, ma che non vuole certo fermarsi alla giornata del sedici, anzi: proprio da quella giornata ha intenzione di partire.<br />
Sabato 16 luglio la Mantova antifascista e antirazzista, insieme ad alcuni/e della reta antifascista bresciana, ha deciso di scendere in piazza per testimoniare l’indignazione dovuta alla presenza di movimenti neofascisti e razzisti sul nostro territorio: all’estrema destra  è stata concessa, dopo infinite trattative, una piazza minuscola, marginale e blindata in cui i “capi” avevano ordinato di arrivare vestiti in modo rigoroso e non “fascista” per non turbare i giornalisti <span style="color: #0000ff;"><strong><a title="ridicule" href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/07/ridicule.jpg">(vedi lo spassoso allegato)</a></strong></span> e la città.<br />
Gli/le antifascisti/e e antirazzisti/e, circa una ottantina, hanno manifestato in Piazza Broletto per tutto il pomeriggio con musica e distribuzione di volantini ribadendo che per chi fomenta la guerra tra poveri chiamando alla discriminazione tra esseri umani, che esibisce una concezione autoritaria del potere e che si ispira al nazismo e al fascismo non c’è spazio in questa città.</p>
<p>Viene inoltre da chiedersi perché il loro concetto di legalità e di italianità non vada a documentarsi su come funzionano l’economia ed il capitalismo italiani al momento: scoprirebbero che<strong> il sistema economico ha bisogno di lavoratori a basso costo a scapito dei lavoratori italiani che hanno lottato negli “anni d’oro”(mentre i neofascisti, casualmente stavano dall’altra parte…) e conquistato diritti importanti. </strong>Detto questo è chiaro che il padroncino X dei campi di raccolta di meloni della bassa, il padroncino Y e la sua piccola ditta edile o ancora il padrone W della fabbrichetta scelgono manodopera di riserva, ricattabile e sfruttabile; tanti di questi padroncini pretendono poi <em>“legalità e ordine”</em> dagli stessi migranti che sfruttano e, già che ci sono, sostengono i partiti politici che dicono agli italiani <strong><em>“eh, si sta male, è colpa dell’immigrazione”. </em></strong>Per carità niente di nuovo sotto al sole: negli anni venti imprenditori e agrari davano soldi ai fascisti di Mussolini perché stroncassero le ambizioni di cambiamento della classe operaia e contadina dell’epoca( e nel mantovano devastazioni e pestaggi non mancarono).</p>
<p>Siamo tutti antifascisti e antirazzisti.</p>
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		<title>comunicato: nessuno spazio per razzisti e neofascisti</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 13:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ comunicato di Sinistra Critica - Mantova ]
Come abbiamo appreso dai giornali, ieri in piazza Mantegna, Forza Nuova ha tenuto un presidio per diffondere contenuti xenofobi che incitano all&#8217;odio e alla caccia al migrante, all&#8217;omossesuale e al rom. Dopo provocazioni verbali e fisiche fatte nei confronti di un gruppo di giovani mantovani di origine straniera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/antifascista-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18275" title="antifascista-" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/antifascista--199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>[ comunicato di Sinistra Critica - Mantova ]<br />
Come abbiamo appreso dai giornali, ieri in piazza Mantegna, Forza Nuova ha tenuto un presidio per diffondere contenuti xenofobi che incitano all&#8217;odio e alla caccia al migrante, all&#8217;omossesuale e al rom. Dopo provocazioni verbali e fisiche fatte nei confronti di un gruppo di giovani mantovani di origine straniera che passeggiava sul lungolago, i naziskin si sono rifugiati al banchetto di Forza Nuova. In seguito alle provocazioni e agli insulti, alcuni giovani, insieme ad amici italiani, hanno reagito ritornando al banchetto di Forza Nuova. Ne è nata una collutazione: una risposta scontata nei confronti di gruppi neonazisti che da mesi fomentano la pulizia etnica su social network e volantini.<br />
Riteniamo significativa la reazione, dei giovani cittadini di fronte alla prepotenza all&#8217;agibilità politica, che viene concessa a gruppi neonazisti, che occasionalmente propagandano intolleranza rifacendosi al ventennio fascista. Siamo sempre dalla parte degli sfruttati italiani e migranti che in questo momento stanno pagando maggiormente il prezzo della crisi e delle politiche di austerity, dei precari indignati che scendono nelle piazze, dei migranti che salgono sulle gru.<br />
Dall’altra parte invece, questi professionisti dell&#8217;odio, servi dei poteri forti che opprimono giovani, migranti e donne, incitano alla guerra tra poveri.<br />
Mantova storicamente rifiuta il fascismo, il razzismo e l&#8217;intolleranza. Oggi come allora, ci impegneremo a costruire una forte partecipazione cittadina che non lasci mai più spazio a rifiuti che non si possono riciclare.</p>
<p>Sinistra Critica &#8211; Mantova</p>
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		<title>In fondo a destra</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 13:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dove c’è Forza Nuova c’è sempre qualcosa per le cronache dei giornali. Dopo anni di silenzio nel mantovano, il movimento politico neofascista capeggiato da Roberto Fiore, ex appartenente alla formazione Terza Posizione, ha fatto la sua prima apparizione in Piazza Mantegna…col botto.
Il nucleo sceso in piazza ieri sembra essere formato da pochi vecchi esponenti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/tombino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18271" title="tombino" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/06/tombino-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dove c’è Forza Nuova c’è sempre qualcosa per le cronache dei giornali. Dopo anni di silenzio nel mantovano, il movimento politico neofascista capeggiato da Roberto Fiore, ex appartenente alla formazione Terza Posizione, ha fatto la sua prima apparizione in Piazza Mantegna…col botto.</p>
<p>Il nucleo sceso in piazza ieri sembra essere formato da pochi vecchi esponenti della destra mantovana, tra cui, guarda caso, un ex consigliere provinciale della Lega Nord. Sui loro network non fanno mistero delle loro nostalgìe per il Reich e propongono “soluzioni” semplici per omosessuali, ebrei, antifascisti vari e per i <em>negri</em>. Volantinavano contro l’immigrazione e <span style="text-decoration: underline;">contro</span> la Lega Nord per raccattare un po’ di voti e consenso alle loro spalle, quando al banchetto si sono aggiunti alcune giovani teste rasate forse simpatizzanti ma non aderenti al movimento di Forza Nuova. Pochi minuti dopo è arrivato un gruppo di giovani mantovani di origine straniera e non, con le fidanzate che ha guardato male il banchetto neofascista e si è seduto sui gradini di San’t Andrea.<br />
Perché? Per quale motivo dei giovani distanti dalla politica(e da essa snobbati se non per calcolo politico…) si sono radunati sulla scalinata davanti ad un gazebo di estrema destra? La testimonianza di una giovane, particolarmente rabbiosa, racconta che i ragazzi, intenti a passare il pomeriggio sul lungolago come tanti mantovani ,sono stati minacciati e strattonati dal gruppetto di naziskin. La compagnia si è spostata dunque verso il centro cittadino quando ha ritrovato gli aggressori al banchetto di FN, in totale una manciata di neofascisti, che parlava direttamente “a/di loro” nei manifesti e nei volantini contro gli “immigrati”; fermi sugli scalini sono stati insultati anche dai “vecchi” del movimento: questo farebbe pensare ad una vecchia strategia per provocare e creare  “il” caso.  Ad un certo punto è arrivata una volante e il gruppo di giovani si è dileguato.<br />
Di sicuro qualcuno però non ha voluto saperne di essere insultato e strattonato perché di origine straniera: delle fasi concitate dei minuti seguenti si sa solo che un naziskin è finito a terra steso con una serie di calci.<br />
Se ti stai facendo gli affari tuoi in un caldo pomeriggio di giugno, dei naziskin vengono a minacciarti per il colore della tua pelle e li ritrovi ad un gazebo di estrema destra dove altri ancora ti insultano, come può finire?</p>
<p>Mantova può però tollerare la presenza, seppure minuscola, di organizzazioni dichiaratamente neonaziste? La città di Mantova è una delle più <em>tranquille</em> d’Italia e dove i cittadini e la società civile rifiutano il razzismo nonostante la presenza di professionisti della paura e di padroni che assumono in nero manodopera migrante, spesso ricattandola, fomentando inoltre la guerra tra poveri.<br />
Le provocazioni politiche di Forza Nuova non sono materia per Mantova:  non c’è spazio per razzisti e neofascisti nella nostra città.</p>
<p><em>[La ricostruzione degli eventi è stata fatta grazie alle testimonianze raccolte in piazza]</em></p>
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		<title>16/3/03-16/3/10 Dax Resiste! Noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 22:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lance</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[davide cesare]]></category>
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		<description><![CDATA[
DA daxresiste.org

16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO
Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti
armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente
due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in
ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e
carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a
ritardare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><strong><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/dax-resiste.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-16131" title="dax resiste" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/03/dax-resiste-300x296.jpg" alt="dax resiste" width="300" height="296" /></a>
DA </strong>daxresiste.org
<strong>
16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO</strong>
Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti
armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente
due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in
ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e
carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a
ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche
un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle grida
indignate dei presenti...un avvertimento...

All’ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell'ordine, i medici
comunicano la morte di Dax. Disperazione, incredulità, rabbia….
I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia e
Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori
l’ospedale. Una caccia all'uomo stile Genova 2001, quella stessa
brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche
settimana fa.
“Volevano portare via la salma dell’amico” Così il giorno dopo il Questore
Boncoraglio legittima l’operato delle forze dell’ordine, il cui bilancio
per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di sutura
sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce sfigurate e sangue
dappertutto.

Sui "fatti del San Paolo" si aprirà poi un processo con imputati un
carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d'arma impropria e abuso
d'ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico
ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un
lato la piena assoluzione delle forze dell'ordine e dall'altro la condanna
di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000
euro di multa.
Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato
l'operato dei suoi servi in divisa.
Nessuno stupore, nessun lamento. La stessa cosa è accaduta per i processi
del G8 Genova.
Nessuno stupore, nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel
continuare a lottare, ricordare e raccontare.
Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad ammazzare,
nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato Biagetti, Ivan
Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano Cucchi, Jan Kucera,
Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e molti altri.
Un elenco che non vogliamo vedersi allungare, una storia di sangue che
deve essere fermata costruendo solidarietà, resistenza, lotta antifascista
e anticapitalista.

<em>"Dimenticare significa perdere una lotta che è ancora inconclusa.
Non dimenticare significa comprendere, a smascherare, a continuare quella lotta.
Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i
padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi”
PARTIGIANO “FOCO”</em></pre>
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		<title>Casa Pound Italia: gli squadristi del popolo delle libertà</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2010/02/casa-pound-italia-gli-squadristi-del-popolo-delle-liberta/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 08:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[blocco studentesco]]></category>
		<category><![CDATA[casa pound]]></category>
		<category><![CDATA[casapound]]></category>
		<category><![CDATA[cpi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Accetto con piacere l’invito di Casa Pound Italia a partecipare ad un tavolo di confronto sui diritti civili”.
 Paola Concia
 “Probabilmente sono più d&#8217;accordo con un documento come il vostro, pur non condividendone alcuni passaggi che con alcuni documenti sul tema prodotti dal mio partito. Mi chiedo però se condividete la mia valutazione che omofobia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/02/4118331784_b4008aa4ea.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15191" title="fuori i fascisti dalla mia città" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/02/4118331784_b4008aa4ea-300x300.jpg" alt="fuori i fascisti dalla mia città" width="300" height="300" /></a>“Accetto con piacere l’invito di Casa Pound Italia a partecipare ad un tavolo di confronto sui diritti civili”.</span></span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<p><strong><span><span><span><span><span><span><span><span><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Paola Concia</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></strong></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> <em>“Probabilmente sono più d&#8217;accordo con un documento come il vostro, pur non condividendone alcuni passaggi che con alcuni documenti sul tema prodotti dal mio partito. Mi chiedo però se condividete la mia valutazione che omofobia e razzismo coincidano”.</em></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><strong><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Paola Concia</span></span></span></span></span></span></span></span></strong></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> <em>“Sono stato invitato e ho detto sì, e questo è quanto. Di covi romani dell&#8217;odio antigay non so nulla. E poi io per principio non ho niente contro nessuno, né contro i comunisti, né contro i fascisti, né contro i gay. D&#8217;altra parte possono dire quello che gli pare, ma se ho deciso di andare vado. Prima di accettare mi sono informato e quello che ho saputo è che Casa Pound fa un sacco di iniziative culturali”.</em></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><strong>Marcello Dell’Utri</strong><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> “Da sinistra mi hanno accusato di essere andata in missione nell&#8217;ultradestra per conto del mio&#8217;padrone&#8217;. Loro parlano di &#8216;padroni&#8217;, ragionano così. Ma io ho incontrato solo persone gentili, intelligenti, attente. Tra le due civiltà c&#8217;è un abisso. Anzi, direi che civiltà si può definire solo la destra, ché questa sinistra civile non è”.</span></span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> <strong>Stefania Craxi</strong></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> <em>&#8221;A chi dice che il fascismo è il male assoluto, io rispondo che piazzale Loreto è il male assoluto&#8221;.</em></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> <strong>Stefania Craxi</strong></span><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">CRONISTORIA DI CASA POUND</p>
<p>La trasferta milanese<br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Milano: domenica 29 Giugno 2003, Festa Tricolore di Alleanza Nazionale. A sole poche ore dal concerto di Franco Battiato si svolge il dibattito: &#8220;Comunità giovanili: l&#8217;alternativa ai centri sociali. L&#8217;aggregazione a Milano dopo la vicenda Leoncavallo&#8221;.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Sotto gli occhi attenti di Giorgia Meloni e Carlo Fidanza, all’epoca rispettivamente Presidente e Reggente nazionale di Azione Giovani, si formalizza in quella occasione un’intesa politica tra Alleanza Nazionale e la nascente Area Non Conforme.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> A quel dibattito infatti accanto ad Aldo Brandirali, ex maoista transfuga in Forza Italia e all’epoca Assessore Giovani del Comune di Milano, e a Francesco Lattuada, ai tempi responsabile della Comunità Giovanile di Busto Arsizio poi consigliere comunale di Alleanza Nazionale-Pdl, sotto inchiesta nel 2007 nell’ambito delle indagini sul “Partito Nazional-Socialista dei Lavoratori” nel varesotto, siede, in qualità di responsabile di Casa Montag, un trentenne ai più sconosciuto: Gianluca Iannone.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Poco più di due mesi dopo nasceva a Roma quartiere Celio il Foro ‘753, per la cui storia rimandiamo al documento già on line “L&#8217;organizzazione di Alleanza Nazionale Foro 753&#8243;, e soli sei mesi dopo sempre a Roma ma nel quartiere Esquilino una folto gruppo di camerati di Casa Montag dava vita a Casa Pound. Se l’operazione Foro ‘753 nasce e si sviluppa organicamente all’interno di Alleanza Nazionale, diverso è l’iter seguito da Iannone e dall’Area Non Conforme. A tal proposito occorre quindi fare un salto indietro.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Sinergie Europee e l’Università d’Estate: nasce Casa Montag<br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">Nata nella seconda metà degli anni Novanta per rilanciare il circuito culturale della destra radicale in Europa, Sinergie Europee era un coordinamento di forze “antiamericane” ed “antimondialiste” con buone ramificazioni principalmente in Francia, Belgio e Germania, e diversi contatti anche nei paesi dell&#8217;est. Sorta di linea di comunicazione aperta tra gli ambienti della Nouvelle Droite di Alain de Benoist e la cultura del neofascismo continentale &#8220;eurasiatico&#8221;, in Italia la sua costola era rappresentata dalla rivista milanese “Orion”, edita dalla casa editrice Barbarossa. Nelle intenzioni di alcuni suoi esponenti come Maurizio Murelli, condannato a diciotto anni nel 1973 per l’omicidio dell’agente Marino, e Rainaldo Graziani, animatore a Roma di Meridiano Zero e successivamente organizzatore della Guardia d’onore a Benito Mussolini, tuttavia Sinergie Europee da semplice coordinamento quale era sarebbe dovuto diventare un unico partito europeo. Non andò così, e in Italia l’unica iniziativa di rilievo da parte di Sinergie Europee fu l’organizzazione e promozione annuale di un raduno di “formazione” politica denominato “Università d’Estate”.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> La principale caratteristica di questi raduni fu l’apertura ai militanti della destra sociale come a quelli dei gruppi radicali, alle comunità militanti come ai senza partito. Il progetto vide così la partecipazione di Roberto Fiore, Piero Puschiavo e Gabriele Adinolfi, personaggio quest’ultimo centrale per lo sviluppo e l’affermazione dell’intera Area Non Conforme. Nel 2000 così lo stesso Adinolfi descriveva quell’esperienza: “Vi è stata una coesione immediata di gruppi eterogenei: una trentina di realtà provenienti da oltre quaranta città italiane; realtà autonome, realtà metapolitiche e realtà militanti tra le quali spiccavano quadri nazionali di Forza nuova, quadri della Fiamma, assessori di An che non erano saltimbanchi del politichese ma espressioni di realtà militanti territorialmente radicate; il tutto condito dalla presenza leghista.”</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Nel giro di pochi anni fu proprio Adinolfi ad assumere quindi la guida dell’Università d’Estate attraverso il network di “formazione, comunicazione e ricerca culturale” Centro Studi Polaris.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Dall’esperienza dell’Università d’Estate nel luglio del 2002 un gruppetto di ex militanti del Movimento Politico Occidentale e del Fronte della Gioventù, e della relativa Divisione Artistica, diede quindi vita poco fuori Roma all’occupazione neofascista Casa Montag: nasceva contestualmente l’Area Non Conforme.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> A dispetto dei proclami da “duri e puri” i non-conformi di Casa Montag subito si segnalarono tuttavia per lo spiccato “realismo” della loro azione politica. Nel gennaio del 2003 di fronte alle minacce di sgombero della giunta Veltroni in un articolo su “La Stampa” uno degli esponenti di Casa Montag, Gianmaria Camillacci, dichiarava senza troppi giri di parole: “La destra sociale di An è il nostro riferimento”. A stretto giro giunse così il comunicato di solidarietà di Azione Giovani a firma di Carlo Fidanza, Luca Malcotti, ai tempi consigliere comunale e Presidente di Azione Giovani Roma, e Giovanni Zinni, coordinatore nazionale della mozione più sociale di Azione Giovani, “Gioventù Identitaria”.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">Da Casa Montag a Casa Pound: l’intesa milanese</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span><span style="font-size: 13px;">La nascita di Casa Montag rappresentò dunque un primo punto di arrivo di quel particolare percorso del neo-fascismo italiano che andava da Sinergie Europee all’Università d’Estate. Ma al duo Adinolfi-Iannone, superato lo “scoglio” Veltroni, e avendone tastato il ventre molle, quel casolare a dieci chilometri da Saxa Rubra non poteva che andare stretto. Forti dell’intesa raggiunta con Alleanza Nazionale, simbolicamente ratificata in occasione del dibattito estivo milanese di cui sopra, alla fine del Dicembre 2003 giunse così l’occupazione di un palazzo del Ministero della Pubblica Istruzione nel multietnico quartiere romano dell’Esquilino:nasceva Casa Pound.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Benché, come di consueto, anche gli occupanti di Casa Pound si dichiarassero a gran voce distanti dai partiti era sempre Alleanza Nazionale a vigilare sugli affari dell’Area Non Conforme.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> “Antagonisti” sotto il segno di Alleanza Nazionale</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span><span style="font-size: 13px;">Nel giro di breve tempo col beneplacito di Alemanno e Piso accanto all’ONC (Occupazione Non Conforme) Casa Pound si strutturarono così le OSA (Occupazioni a Scopo Abitativo). Il risultato politico di queste ultime fu a dir poco misero, l’unico risultato raggiunto fu infatti la sistemazione di alcuni neofascisti in alloggi popolari a dispetto delle graduatorie d’assegnazione, grazie alla mediazione del capo gabinetto di Veltroni Luca Odevaine. In compenso ogni tentativo di sgombero o intralcio agli affari di Adinolfi e Iannone veniva puntualmente neutralizzato grazie all’intercessione di Alleanza Nazionale e dei suoi istituzionali con un Veltroni già impegnato ad accreditarsi in tutti gli ambiti politici romani, compreso quello neo-fascista.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Cautelatisi dal rischio sgombero, affari e poltrone diventarono la vera meta dell’Area Non Conforme; dapprima vi fu così l’esperimento pilota delle regionali del Lazio. Casa Pound in quella occasione riuscì a strappare una candidatura a Storace nella sua lista civica, il risultato fu tuttavia fallimentare: il candidato Germano Buccolini non venne eletto, racimolando meno voti del celebre intrattenitore notturno romano Massimo Marino. Lo smacco fu grande, Alleanza Nazionale che tanto aveva investito, non solo politicamente, sull’intera Area Non Conforme si ritrovò all’improvviso con un pugno di mosche tra le mani. A Iannone e all’Area Non Conforme non restò quindi che rivolgersi alla “destra terminale” tanto bistrattata in passato.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
AAA cercasi partito: Fiamma Tricolore<br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">La prima porta che trovarono aperta fu quella del vecchio sodale di Adinolfi in Terza Posizione: Roberto Fiore. Il rifiuto di quest’ultimo a candidare Iannone alle elezioni politiche del 2006 determinò la rottura dell’accordo già sottoscritto e pubblicizzato tra Forza Nuova e Casa Pound.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Giocata la carta Alemanno, giocata la carta Fiore, non restò che la carta Romagnoli: la tessera da prendere era dunque quella della Fiamma Tricolore.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Qui tra Puschiavo, dal Veneto Fronte Skinhead, Boccacci, dal Movimento Politico Occidentale, e Castellino, da Base Autonoma, per Iannone e soci si trattò di un ritorno nel fienile: Casa Pound divenne così la sede della federazione romana della Fiamma.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Ma il “Boccia”, questo il soprannome del leader di Casa Pound, era già ambizioso, e così in breve, sotto l’occhio vigile del mentore Adinolfi, pensò già in grande: la segreteria del partito.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3></h3>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">Da corrente ad associazione di promozione sociale: Casa Pound Italia</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Tra il 2006 e il 2008 Iannone strutturò una vera e propria corrente interna alla Fiamma con l’obiettivo di scalare quante più posizioni possibili, fondando persino un’organizzazione studentesca parallela a quella ufficiale, il Blocco Studentesco; giunsero quindi le politiche del 2008 e la candidatura per lui finalmente arrivò nelle liste congiunte de La Destra-Fiamma Tricolore per la Santanchè premier.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Il “geografo”, nomignolo di Romagnoli per via della sua professione, resosi conto dei pericoli per la sua leadership passate le politiche non ci pensò due volte decretando l’espulsione su due piedi di Iannone: maggio 2008. Alcune federazioni, i giovani camerati di Blocco Studentesco, e una parte dell’area “movimentista” di Fiamma scelsero quindi di seguire Iannone nella fondazione dell’associazione di promozione sociale Casa Pound Italia. La nuova svolta venne ampiamente motivata da Adinolfi nel documento “Sorpasso Neuronico”:</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></em><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">[…] “Passare alla Tortuga significa però abbandonare definitivamente una fata morgana:</span></span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<p><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> quella della costituzione del partito dei fascisti che vada a fascistizzare la società. Questa strada porta in un vicolo cieco e serve solo a puntellare poltrone cadenti, a favorire quelle figure imbarazzanti che facciamo tutti quando intervistano qualcuno che “ci rappresenta”, ci fa puntualmente vergognare di essergli accanto e ci dà, infine, la misura della nostra, straordinaria, geometrica impotenza”. […] pag.26</span></span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<p><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<p><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> […] “Abbandonando i preconcetti e le preclusioni e intraprendendo le relazioni preferenziali su due basi: quelle della qualità degli uomini e quelle dell&#8217;impegno oggettivo. Basta con le etichette e con le colonne dei buoni e dei cattivi! Qui nel Lazio esistono forze militanti di An (oggi PdL) che danno lezioni a molti, a quasi tutti, sia di stile, sia di fedeltà al fascismo in tutte le sue manifestazioni (ivi comprese le inaugurazioni di vie o piazze per Ettore Muti o Alessandro Pavolini); che danno lezioni di milizia, di lealtà, di dedizione, di solidarietà. La lista è lunga; per citarle solo in termini “metapolitici” esse sono il Foro, il Reazionario, 2punto11, Teseo Tesei; e non sono esclusivamente meta politiche.”[…]pag.28</span></span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">Iannone e Adinolfi scelsero così di configurare la nascente Casa Pound Italia nel panorama politico italiano non più come un soggetto politico a 360° ma di concentrarsi su pochi e mirati interventi come una vera e propria lobby:</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> [<em>…] “Riguardo alla strategia non faccio che ripetermi. Ritengo che il potere sia stratificato su tre livelli del tutto divaricati e che se ne debba tener conto per: localizzarsi, fare lobby e partecipare alla qualifica delle élites”. […] pag.19</em></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Per ulteriori approfondimenti sul documento “Sorpasso Neuronico” rimandiamo al documento già presente on-line: “Dove va Casa Pound: obiettivi e strategie”.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
LO SDOGANAMENTO DI CASA POUND ITALIA</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> <em>“Con Alemanno possiamo dire che per la prima volta Roma è riuscita davvero a legare la destra radicale con quella istituzionale. Credo davvero che il sindaco sia una sorta di </em></span></span></span></span></span></span></span></span><em><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">aggregatore sociale della destra”.</span></span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Alessandro Cochi</p>
<p>Una comunione d’interessi: l’Area Non Conforme e Alleanza Nazionale<br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">Seppur travagliato il legame tra Casa Montag-Area Non Conforme-Casa Pound e Alleanza Nazionale come abbiamo visto non si spezzò mai.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> A dispetto infatti delle dichiarazioni di Iannone e soci contro Fini, per soddisfare la base nostalgica e non dare a intendere le pastette sottobanco, la copertura politica che Alleanza Nazionale garantì negli anni a Casa Pound fu piena e assoluta: tra il 2003 e il 2008 mai una parola fuori posto, nessuna frizione, nessuno scontro.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Da una parte infatti An in quegli anni doveva far digerire la svolta “popolare” e temeva una campagna contro dell’estrema destra in grado di farle perdere la base elettorale missina, dall’altra Casa Pound sapeva bene che l’equilibrio con cui restava a galla, con o senza Fiamma Tricolore, passava dalle grandi intese bipartisan Veltroni-Alemanno e dalla copertura politica di quest’ultimo.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Fu su questa sottile linea di equilibrio, o meglio comunione d’interessi, che si giocò il rapporto tra le due parti in questi sei anni. Il vero salto di qualità arrivò in ogni caso con l’elezione a sindaco di Roma di Gianni Alemanno.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Alemanno sindaco: potere e controllo</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Travolto il centro-sinistra alle politiche e Rutelli alle comunali per il neofascismo romano con l’elezione a sindaco dell’ex segretario del Fronte della Gioventù si schiusero infatti le porte del</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> paradiso. Alemanno dal canto suo non perse tempo, iniziando a gettare immediatamente le fondamenta per un progetto di amministrazione della città di lungo periodo come dimostrato dalle designazioni strategiche, in accordo con i poteri forti romani, in alcuni gangli vitali dell’amministrazione comunale.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Nel grande disegno di potere e controllo della città di Alemanno non poteva quindi mancare un posticino per i fidi camerati di Casa Pound che, docilmente appollaiati già dalla sera del 28 aprile 2008, bava alla bocca, sull’uscio del Campidoglio attendevano un cenno da parte del nuovopadrone. I termini dell’intesa tra le due parti furono in breve tempo chiari. Casa Pound si impegnava a compattare l’estrema destra romana, partitica e non, ponendola con le buone o con le cattive sotto la sua ala, in cambio riceveva da An una copertura politica non più su scala romana ma su scala nazionale e soprattutto “sotto-governo”, in altre parole cospicui finanziamenti e sedi; nessuno a destra si sarebbe così più permesso di insidiare e attaccare l’amministrazione comunale.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Forza Nuova, formalmente all’opposizione di Alemanno, tra processi e mazzette alla cooperativa di attacchinaggio di Avaro durò nemmeno qualche mese, e a rimanere a bocca asciutta rimase il solo Maurizio Boccacci e la sua Militia che per tutta risposta iniziarono a ricattare sottobanco Alemanno con i famosi striscioni sulla tangenziale romana.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Lo sdoganamento: dal Campidoglio a Piazza Navona</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Roma, come già accaduto altre volte, si confermava dunque il laboratorio sperimentale dei neofascisti in doppiopetto e non, laddove non arrivava An, di lì a poco confluita nel PdL, arrivava Casa Pound Italia. Bisognava a questo punto accreditarsi col governo Berlusconi per poter capitalizzare ed esportare il modello romano in giro per l’Italia.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> L’autunno 2008 vide così Casa Pound Italia salire alla ribalta mediatica con le mobilitazioni studentesche contro la riforma di scuola e università del ministro Gelmini.<br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Per l’infiltrazione e l’annacquamento dei movimenti studenteschi Iannone in tempi non sospetti aveva già pensato ad un’organizzazione ad hoc: il Blocco Studentesco. Del resto i fascisti storicamente servono proprio a dare manforte ai padroni quando si mette male, fu così che di pala in frasca gli aitanti camerati si scoprirono difensori di scuole e università pubbliche, l’obiettivo era presto detto: far arenare il movimento dell’Onda così come richiesto dal governo.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Mimetizzatisi dietro lo slogan, mutuato dallo stadio, “né rossi né neri ma liberi pensieri” i camerati del Blocco tentarono di infiltrarsi tra le maglie delle mobilitazioni studentesche contro i provvedimenti del ministro Gelmini.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> I media non aspettavano ovviamente altro per deviare l’attenzione sul particolare folkloristico di una presunta protesta generazionale che avrebbe unito giovani di destra e di sinistra. Quando l’obiettivo sembrava dunque raggiunto arrivò invece la batosta di piazza Navona, 29 Ottobre, e il gioco finì.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Ma fu proprio nel momento in cui le televisioni rilanciavano le immagini dei “blocchetti” con le mazze tricolori in mano che arrivò il gesto provvidenziale; gli amici del resto si vedono nel momento del bisogno e così a mettere le pezze e a difendere i malconci camerati arrivarono prima gli uomini più stretti di Alemanno nel consiglio comunale romano: Luca Gramazio, Ugo Cassone e Alessandro Cochi; poi il sottosegretario alla Difesa Nitto Palma per conto del governo. Casa Pound Italia aveva finalmente l’ultima copertura che le mancava per sdoganarsi definitivamente: quella del governo Berlusconi. I padroni tanto inseguiti da Adinolfi e Iannone erano finalmente arrivati.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
L’accordo Casa Pound Italia – Popolo delle Libertà</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Nonostante il mancato raggiungimento dell’obiettivo studentesco da più parti nel PdL si iniziò a ragionare sull’utilità di un soggetto come Casa Pound Italia.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> L’opera di omegeneizzazione e “pacificazione” dell’estrema destra a questo punto però andava portata avanti su scala nazionale, Casa Pound Italia nelle intenzioni del PdL sarebbe quindi diventato il contenitore in cui assorbire e attutire tutte le tensioni dell’estrema destra italiana: un soggetto di mediazione e conciliazione politica su un versante e un ariete reazionario nei luoghi del conflitto classico, scuola, università e luoghi di lavoro se possibile, dall’altro.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Se simbolicamente l’investitura del governo arrivò attraverso due dibattiti organizzati a Casa Pound, al primo nell’aprile 2009 partecipò il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi mentre al secondo nel settembre 2009 partecipò il senatore mafioso PdL e braccio destro del premier MarcelloDell’Utri, a garantire il supporto politico-logistico all’operazione ci pensò come semprel’organizzazione territoriale della fu destra sociale di Alleanza Nazionale riconducibile nel PdL all’area “Circoli Nuova Italia” con la relativa fondazione.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Da quel momento in poi infatti ogni azione compiuta dai gruppetti locali di Casa Pound Italia nelle più sperdute città o paesini godette del pieno e sistematico sostegno del PdL attraverso, nella stragrande maggioranza dei casi, esponenti un tempo riconducibili alle correnti sociali di AlleanzaNazionale.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Le azioni dimostrative, le aggressioni, i dibattiti e in definitiva tutti tipi i di iniziative di CPI furono così sempre accompagnate dal pieno e incondizionato sostegno del Popolo delle Libertà. Gli esempi in questo senso sono nell’ordine delle decine. Ogni nucleo di CPI che si venne quindi a costituire aveva già il referente istituzionale del PdL pronto a sostenerlo e introdurlo nell’amministrazione di riferimento per ricevere patrocini e finanziamenti.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Fu attraverso questa scientifica opera di “entrismo” che già con le elezioni amministrative del 2008 e del 2009 CPI iniziò ad eleggere propri rappresentanti istituzionali all’interno delle liste PdL, nei restanti casi si accontentò della fetta di finanziamenti e sedi che comunque arrivava. A tal scopo furono infatti costituite decine di associazioni fantoccio attraverso cui farsi regolarmente assegnare le sedi e partecipare ai bandi di comuni, province e regioni, raccogliendo quindi la fetta di finanziamenti pattuita col PdL.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> A garantire il successo di questa operazione di sdoganamento nei territori contribuì indubbiamente la dabbenaggine del Partito Democratico, così democratico da partecipare a dibattiti, incontri, e presentazioni di libri con fascisti arcinoti. Il leit-motiv di CPI era molto semplice: promuovere dibattiti, invitare esponenti di Pd e PdL e stringere relazioni con l’obiettivo quindi di presentarsi a giornali e opinione pubblica come sinceri democratici.<br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
GLI OBIETTIVI DI CASA POUND ITALIA PER IL 2010</p>
<p>Elezioni regionali e amministrative</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Tempo di elezioni, tempo di poltrone. Le regionali della primavera 2010 stuzzicano l’appetito dei camerati, messi da parte coltelli e bastoni, tolti i guantini indossano il doppio-petto.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> La geometria dell’impegno di CPI per questa tornata elettiva, da quello che si è potuto intuire, sarà molto variabile. Il numero di preferenze che CPI è in grado di spostare è ancora troppo basso per competere con una “macchina” elettorale come quella del PdL, nuovi fiaschi come quello di Buccolini vanno assolutamente evitati, confluire peraltro su un candidato indicato dalla corrente di Alemanno conviene perché, non potendo contare esattamente le preferenze spostate, consente di sovradimensionarsi per le trattative future.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Nel Lazio l’indicazione è stata quindi per Malcotti, padrino del battesimo di Casa Montag, e Palozzi. In altre regioni si sta invece tentando il colpaccio con la candidatura diretta, o addirittura</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> nel listino bloccato. Sulla strumentalità delle iniziative politiche di CPI torneremo più avanti, salvo segnalare nuovamente lo spiccato realismo con cui sono condotte queste trattative, riassumibili nel brocardo romano: “basta che se magna”.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Fiuto per gli affari e sottrazione di denaro sono del resto state le prerogative dello stesso Adinolfi, la cui nomea di ladro e traditore, per essere scappato negli anni settanta in Francia col “tesoro” di Terza Posizione, ancora oggi lo perseguita negli ambienti neofascisti; ed è proprio Adinolfi quindi a dare il via libera a questo genere di operazioni politiche nel già citato documento “Sorpasso Neuronico”:</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<address><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">[…] E in ogni caso, se proprio non se ne potesse fare a meno d&#8217;inseguire questa cantilena, i numeri e le esperienze parlano chiaro: si portano a casa più risultati nelle liste civiche o con candidature indipendenti che non ingessandosi in liste che dovrebbero rappresentarci e che poi, non si sa com&#8217;è, tra nullità e farabutti, sono sempre zeppe di personaggi impresentabili e, soprattutto, non hanno niente da dire. […] pag.12</span></span></span></span></span></span></span></span></address>
<address><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></address>
<address><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> […] Questo significa che è meglio il PdL della destra estrema? Politicamente sì se si tengono in conto le dirigenze, le prospettive e persino i programmi […] pag.29</span></span></span></span></span></span></span></span></address>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Per le amministrative il ragionamento invece è leggermente diverso. Laddove i nuclei di CPI sono deboli si cerca l’accordo col PdL, magari in liste civiche e nascondendo accuratamente il simbolo di CPI per evitare inutili polemiche; laddove i nuclei sono più forti ci sono due opzioni: se è verosimile che la coalizione vinca accordo col PdL a tutti i costi, se c’è il rischio che il PdL perda si opta per liste uniche di CPI o in compagnia delle altre formazioni di estrema destra.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Elezioni universitarie</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> La mossa successiva, solo per questioni temporali, riguarda invece le università. Il disegno governativo di destrutturazione e indebolimento della formazione universitaria richiede infatti una normalizzazione del quadro politico degli atenei. Le organizzazioni a ciò deputate del PdL tuttavia laddove sono riuscite a ritagliarsi uno spazio di agibilità stentano in questa delicata opera. A fungere d’ariete si presta dunque ancora una volta CPI col suo Blocco Studentesco. I risultati delle elezioni universitarie a cui fin qui BS ha partecipato sono stati assolutamente fallimentari, Torino e Tor Vergata, cionondimeno è indispensabile per i camerati riuscire a ritagliarsi una vetrina accademica per dare lustro alle manovrine politico-culturali che da qualche tempo portano avanti e assolvere agli impegni presi col PdL.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Gli atenei chiamati alle urne col 2010 per il rinnovo degli organismi di rappresentanza universitaria in cui sono presenti nuclei del BS sono quindi tre: Parma, Roma Tre e Verona.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Se nel primo e nel terzo caso i nuclei di camerati a cui si fa riferimento sono tutto sommato modesti, diverso è il caso dell’ateneo di Roma Tre. Questo ateneo da qualche tempo infatti è il laboratorio della destra di governo e di quella radicale; i quadri politici delle principali organizzazioni studentesche di destra vengono infatti sistematicamente indirizzati su questo ateneo per essere inquadrati nelle formazioni presenti. Il numero di fascisti presenti a Roma Tre risulta quindi sproporzionato con la media degli altri atenei romani e non. La copertura politica, come di consueto, viene garantita dalle componenti sociali, e non, di Azione Universitaria, Foro ‘753 in primis.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> In questo quadro molto fertile si viene ad inserire il Blocco che in questo ateneo ha fatto iscrivere non a caso i protagonisti delle aggressioni di Piazza Navona e un buon numero di fascistelli della dei quartieri bene della capitale; l’investimento politico e militante su quest’ateneo nell’ultimo anno e mezzo è stato quindi notevole, soprattutto se comparato con i restanti atenei in cui BS è presente. Le elezioni del prossimo maggio rappresentano quindi un importantissimo tornante per CPI e BS: riuscire a sfondare a Roma Tre significa infatti, da una parte creare il “precedente” a cui potersi appellare in futuro, anche in altre sedi, per avere garantita una legittimità istituzionale dagli organi accademici e dall’altra orientare a destra l’ateneo per renderlo una vetrina politico-culturale per le destre che vi operano, un disegno non a caso già perseguito da qualche tempo dal sindaco Alemanno e dalle relative correnti di riferimento.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
COME FUNZIONA CASA POUND ITALIA</p>
<p>L’organizzazione interna</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Casa Pound Italia ha una strutturazione molto leggera e snella: il principio gerarchico come in tutte le formazioni neofasciste è assoluto.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Accanto al vertice romano, composto da un numero molto ristretto di elementi, vi è una seconda strutturazione su scala regionale incaricata di coordinare e verificare l’esecuzioni delle direttive del vertice nei singoli territori.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> A questo scopo accanto al forum Vivamafarka sono stati attrezzati, sotto mentite spoglie, alcuni forum in “insospettabili” siti internet ove vengono smistate le direttive e i restanti dati sensibili omessi nei post pubblici. Così per esempio per le azioni da svolgere in contemporanea su tutti i territori, qualche giorno prima il vertice nazionale fornisce ai regionali i modelli prestampati del materiale di propaganda e i comunicati in cui vanno inserite le specifiche dei vari responsabili e i nomi delle città, indicando infine la tempistica precisa.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Di tanto in tanto, infine, sempre a Roma si svolgono incontri su tematiche specifiche a cui i regionali sono tenuti ad inviare i quadri o i militanti più indicati per il determinato ambito in discussione, sabato 14 Novembre 2009 ad esempio se ne è svolto uno.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Uso dei media</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Funzionale al disegno politico è anche il profilo pseudo culturale di CPI, l’obiettivo in questo senso è richiamare a tutti i costi l’attenzione dei giornali e delle agenzie di stampa. Ben vengano quindi repubblichini, mafiosi e personaggi dell’avanspettacolo, purché Libero, il Secolo d’Italia o il Mattino abbiano come riempire una colonna. Per riuscire in questa operazione occorre però un discreto numero di utili idioti che si prestino al gioco di fare la parte degli esponenti di sinistra e qui subentra di solito il Pd; altro terreno fertile è sempre quello dell’associazionismo attraverso cui si cerca quindi di assumere un profilo sociale.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> La parola d’ordine è quindi trasversalità in modo da veicolare in primis negli ambienti borghesi moderati una percezione di Casa Pound plurale e democratica, al resto ci pensano poi i giornali e le agenzie di stampa compiacenti pronte a presentare i soliti fascisti come un fenomeno culturale quasi folkloristico ma assolutamente integrato nel tessuto delle relazioni politiche civili; in questo scenario si inseriscano quindi le marchette a Craxi o Dell’Utri.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<h3><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"><br />
I brand CPI</p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></h3>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Per riuscire nei suoi intenti CPI tenta in ogni caso di ammantare lo spiccato profilo squadrista attraverso pochi e sconclusionati cavalli di battaglia politici, per i quali ha predisposto materiale informativo e istruito alcuni oratori per le assemblee in giro per l’Italia. Le iniziative forti dunque sono più o meno sempre le stesse.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Pochi se ne ricordano ormai l’esistenza ma in principio CPI cercò di caratterizzarsi attraverso il cosiddetto Mutuo Sociale, la “rivoluzionaria” proposta per risolvere l’annoso problema dell’emergenza abitativa; raggiunto l’accordo col PdL e coi palazzinari della “rivoluzionaria”proposta non c’è più traccia, magari riapparirà in tempi di vacche magre.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Tempo di Essere Madri è invece la proposta con cui Iannone cerca di sistemare sua moglie Maria Bambina Crognale. Nonostante l’intercessione del padre di Iannone, dirigente alla RAI, il posto a Televideo che le era stato trovato non è più stato confermato motivo per cui il Boccia, che pensa sempre in grande, ha elaborato una proposta su misura per dare un lavoro e uno stipendio a sua moglie.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> Altro tema caldo sono le Foibe su cui l’investimento militante di CPI negli ultimi mesi è stato davvero ingente, il vento revisionista che spira del resto li fa ben sperare.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> In ambito internazionale infine gli ultimi due brand da citare sono il Tibet, il cui associazionismo di riferimento è una vera propria risorsa economica e i Karen, un popolo birmano in guerra contro il proprio governo per cui CPI si adopera attraverso la Onlus “Comunità Solidarista Popoli” del mercenario veronese Franco Nerozzi.</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;"> __________________________________________________<br />
Questo documento è dedicato alla memoria del compagno Valerio Verbano</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span><span><span><span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 13px;">da <a href="http://roma.indymedia.org/node/17308" target="_blank">Indymedia Roma</a><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Giorno del Ricordo, ricordiamo tutto!</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2010/02/il-giorno-del-ricordo-ricordiamo-tutto/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra e pace]]></category>
		<category><![CDATA[noi ricordiamo tutto]]></category>
		<category><![CDATA[revisionismo storico]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava&#8230;non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell&#8217;Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani&#8221;. 
 Benito Mussolini, 1920
Queste le parole del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-6391" title="mussolini" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/02/mussolini-300x245.jpg" alt="mussolini" width="300" height="245" />&#8220;Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava&#8230;non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell&#8217;Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani&#8221;. </em></p>
<p><em> Benito Mussolini, 1920</em></p>
<p>Queste le parole del capo del fascismo che diedero il via all&#8217;italianizzazione forzata nel territorio istriano. Già nei primi anni ‘20 gli squadristi avevano mano libera( e solidi appoggi politico-mediatici-repressivi) nelle loro incursioni violente ai danni della popolazione slava; partì poi nel ‘22 la campagna di italianizzazione vera e propria: divieto di parlare in sloveno, chiusura di scuole &#8220;non italianizzate”, devastazioni di sedi associative modifiche radicali alla toponomastica e anche i ai nomi/cognomi delle persone.Di quell’epoca ci rimane inoltre  una filastrocca in voga tra gli squadristi come testimonianza delle loro “attività ricreative” (testo dialettale e traduzione italiana a fronte) che diceva: <em>A Pola xe l&#8217;Arena / la Foiba xe a Pisin : / che i buta zo in quel fondo / chi ga certo morbin </em>. (A Pola c&#8217;è l&#8217;Arena, / a Pisino c&#8217;è la Foiba : / in quell&#8217;abisso vien gettato / chi ha certi pruriti). L&#8217;azione del governo fascista, volte a difendere la “razza italica” ( quindi molto prima delle infami leggi razziali) annullò l&#8217;autonomia culturale e linguistica delle popolazioni slave ed esasperò i sentimenti di inimicizia nei confronti dell&#8217;Italia.</p>
<p>Una situazione destinata a peggiorare con la brutale occupazione del &#8217;41: insieme ai nazisti, l’Italia fascista occupò Dalmazia, Slovenia e Croazia, imponendo a quest&#8217;ultima la crudele dittatura degli Ustascia del nazionalista Ante Pavelic. Seguirono stupri, massacri, bombardamenti e deportazioni di massa specialmente a danno di serbi e altre minoranze; deportazioni di cui gli italiani furono parte attiva con la creazione dei campi di concentramento della Risiera di S. Sabba, a Trieste o di Gonars a Udine. Alla fine della guerra la Jugoslavia conterà circa un milione di vittime di cui 300.000 direttamente attribuibili alle truppe d’occupazione italiane.</p>
<p>Dopo l’8 settembre &#8217;43 e fino al &#8217;45 con le sorti della guerra rovesciate(ma con un aumento della crudeltà delle SS e dei Repubblichini) e con il fascismo in rotta, le popolazioni slave oppresse dalla dittatura e dall’occupazione militare ebbero modo, in un coacervo di motivazioni etniche, nazionali e ideologiche di fare vendetta. L’esercito popolare della nascente jugoslavia e bande di “irregolari” intensificarono la lotta contro i simboli della dittatura: contro gerarchi del fascismo, camicie nere e talvolta semplici civili vi furono centinaia di fucilazioni e una serie di infoibamenti il cui numero, a fini propagandistici, aumenta di anno in anno nei fogli di calcolo della destra più o meno neofascista.</p>
<p>Altro capitolo è quello dell&#8217;occupazione titina di Trieste e della Venezia Giulia. Dopo il crollo della Germania nazista (che si era annessa tutto il Nord-Est italiano strappandolo all&#8217;alleato fantoccio della Repubblica di Salò), le formazioni jugoslave si proiettarono, infatti, verso le coste adriatiche. Durante i quaranta giorni di occupazione militare si scatenò una violenta epurazione degli italiani(che all’epoca era sinonimo di fascisti). Il numero delle vittime di questo periodo di occupazione slava, come hanno potuto accertare diverse ricerche, fu di circa quattro-cinquemila: cifra che comprende gli &#8216;infoibati&#8217;. Quanto a questi ultimi, il numero dei corpi estratti dalle caverne è inferiore ai mille. Dopo la fine del conflitto bellico, nessun italiano criminale di guerra è stato processato.</p>
<p>Parliamo di realtà storica, ampiamente testimoniata e documentata anche se indigeribile per alcuni che vorrebbero ridurre il fenomeno delle foibe all’<em>”odio slavocomunista contro chi aveva la colpa di essere italiano”</em>; gli italiani che, a dispetto della storia, sono sempre<strong> brava gente</strong>. Dunque, chiunque decida di prendere in considerazione la questione delle foibe deve tener conto di questo contesto: e non per negarle o per ridurne l&#8217;importanza, ma per comprenderle.  È giusto che si sappia cosa sono state le foibe, il prima, il dopo e soprattutto cosa non sono state.</p>
<p><strong>Contro un  ricordo “smemorato”, noi ricordiamo tutto: abbiamo una buona memoria.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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