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	<title>articolozero &#187; censura</title>
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		<title>Al rogo i libri dei sostenitori di Battisti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 10:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti e Libertà]]></category>
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E&#8217; l&#8217;incredibile e inquietante proposta  dell&#8217;assessore alla cultura della Regione Veneto, che ha chiesto alle  biblioteche comunali di liberarsi dei libri dei sottoscrittori di un  appello per Cesare Battisti








Fabrizio Lorusso da [Il megafono quotidiano ]


Arriva dal Veneto una proposta inquietante. Togliere dalle  biblioteche comunali i libri degli scrittori italiani che [...]]]></description>
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<p>E&#8217; l&#8217;incredibile e inquietante proposta  dell&#8217;assessore alla cultura della Regione Veneto, che ha chiesto alle  biblioteche comunali di liberarsi dei libri dei sottoscrittori di un  appello per Cesare Battisti</p></div>
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<div><a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/sites/default/files/fahrenheit_451.jpg"><br />
</a><img class="alignleft size-full wp-image-17202" title="fahrenheit451" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2011/01/fahrenheit451.jpg" alt="fahrenheit451" width="240" height="278" /></div>
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<div>Fabrizio Lorusso da [Il megafono quotidiano ]</div>
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<p>Arriva dal Veneto una proposta inquietante. Togliere dalle  biblioteche comunali i libri degli scrittori italiani che nel 2004 hanno  firmato una petizione in sostegno di Cesare Battisti, il militante dei  Proletari armati per il comunismo (Pac) che da tre anni è detenuto in  Brasile e che recentemente è stato oggetto dell’attenzione dei media  italiani e stranieri in seguito alla decisione del presidente brasiliano  Lula di non concedere all’Italia la sua estradizione (dossier  completo).<br />
L’ex missino migrato al berlusconismo Raffaele Speranzon, assessore  provinciale alla cultura di Venezia, ha deciso di raccogliere la  proposta di Paride Costa, consigliere Pdl a Martellago, di censurare le  opere e le iniziative culturali di autori definiti “persone sgradite”.  Infatti Costa solleciterà tutti gli assessori alla cultura dei comuni  del veneziano e i dirigenti delle biblioteche civiche a effettuare  un’epurazione delle opere di scrittori come Wu Ming, Valerio  Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel  Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro,  Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana  Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio  Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari e tanti altri. A <a href="http://lamericalatina.net/2011/01/17/la-lettera-dei-censori-del-pdl-in-veneto/">questo link </a>segnalo la versione completa della lettera incriminata.<br />
Sul Gazzettino si leggono addirittura le minacce del suddetto Speranzon,  nemmeno troppo velate, contro chi non obbedirà. Infatti <em>“ogni Comune  potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità”</em>. Perché  usare Battisti per mettere al bando un centinaio di intellettuali?<br />
Sebbene la replica di alcuni di loro sia stata immediata, credo sia  doveroso segnalare questo caso eclatante di regressione autoritaria e  becera strumentalizzazione del caso Battisti per sparare sul mondo della  cultura e sul libero pensiero. Per quanto tempo ancora il Pdl e il suo  leader Berlusconi continueranno a dichiararsi “liberali”? Lo scrittore  veneziano Tiziano Scarpa ha definito l’iniziativa come “una prassi delle  dittature e dei monarchi assoluti”. Come dargli torto…  Anche Massimo  Carlotto ha replicato sul Gazzettino &#8220;Speranzon sappia che ho firmato  anche per i rom che dal suo punto di vista è ancora più grave. E ora che  mi accadrà?&#8221;<br />
Mentre le reminiscenze del fascismo riemergono possenti dalla laguna,  Speranzon si giustifica “vogliamo mandare un messaggio chiaro, sia  chiaro che se questi scrittori vogliono fare un appello contro  Berlusconi sono liberi di farlo tutti i giorni dell&#8217;anno, ma firmare a  favore di Battisti prescinde dalla visione politica: è uno schiaffo nei  confronti di chi soffre e ha sofferto a causa di un criminale”.<br />
L’idea ha attirato le simpatie di sindacati di polizia come il Coisp. Il  segretario generale Franco Maccari ha invitato tutti i comuni d’Italia  ad aderire all’iniziativa (!) e anche tutti i cittadini a non comprare i  libri dello stesso Battisti e degli scrittori che lo sostengono. Mi  chiedo quanti ne abbia letti in vita sua.<br />
Oltre agli scrittori e al mondo dell’editoria, sotto minaccia di  censura, come dovrebbero comportarsi i bibliotecari e i funzionari  coinvolti di fronte a tali populistiche “raccomandazioni” di politica  (in)culturale inoltrate dai due esponenti Pdl?<br />
Paride Costa ha inoltre espresso la sua opinione sui “pentiti” della  lista nera dei firmatari. “Ovviamente non chiederemo la rimozione dagli  scaffali di tutti quelli autori che prenderanno o hanno preso le  distanze dalla lista dei sostenitori di Battisti – conclude Costa &#8211;  non  abbiamo nulla contro i loro libri, ma serve rispetto per i familiari  delle vittime dei terroristi”. E la libertà d’opinione? La sospendiamo?<br />
Se qualcuno ha voglia di esprimere a Speranzon la propria opinione sulla  sua brillante iniziativa, la mail  è:raffaele.speranzon@comune.venezia.it</div>
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		<title>8 mesi di carcere per aver scritto contro la polizia a Genova</title>
		<link>http://www.articolozero.org/2010/02/8-mesi-di-carcere-per-aver-scritto-contro-la-polizia-a-genova/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 11:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repressione]]></category>
		<category><![CDATA[cecchino antonini]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[genova 2001]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[E' quanto ha inflitto il tribunale al compagno Checchino Antonini e al suo direttore di Liberazione dell'epoca, Piero Sansonetti, per un articolo del 2005 che criticava le promozioni "facili" dopo il vertice G8. Denuncia anche per "Scuola Diaz, vergogna di Stato"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/02/spataroxchecchino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6591" title="spataroxchecchino" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/02/spataroxchecchino-300x300.jpg" alt="spataroxchecchino" width="300" height="300" /></a>Sentenza choc del tribunale di Roma: otto mesi di reclusione sono stati  comminati martedì scorso, in primo grado al giornalista di Liberazione, e  tra i fondatori di Megafonoquotidiano, Checchino Antonini oltre che a  Piero Sansonetti, all’epoca dei fatti direttore di Liberazione, per un  articolo del 16 settembre 2005 con la cronaca di una forte polemica  politica tra alcuni sindacati di polizia e Gigi Malabarba. allora  capogruppo di Rifondazione a Palazzo Madama. Il giorno prima &#8211; con  un’interrogazione firmata con diversi altri colleghi e successivamente  con un botta e risposta con un sottosegretario &#8211; Malabarba aveva  criticato in maniera ferma i criteri discrezionali, nella valutazione  degli operatori della polizia ai fini dell’avanzamento di carriera.  L’occasione erano stati gli ottimi voti – con riferimento al 2001 &#8211;  ricevuti da due funzionari coinvolti nelle inchieste sulle violenze e  gli abusi commessi nei giorni del G8 2001. Malabarba s’era detto  convinto che, grazie a un «uso strumentale» di quei meccanismi  discrezionali di avanzamento e prepensionamento (stigmatizzati anche dal  magistrato amministrativo), l’allora capo della polizia, capo della  commissione di valutazione &#8211; fosse riuscito a selezionare dei dirigenti  fidati e ad espellere i quadri «scomodi» con un  «sistema ingiusto e  vessatorio».<br />
L’indomani le agenzie riportarono alcune violente dichiarazioni di  diversi segretari sindacali del personale di ps e Liberazione ne diede  conto. Uno di loro, Giuseppe Tiani, leader nazionale del Siap, s’è  sentito diffamato poiché l’articolo ricordava la sua parentela con il  segretario provinciale della medesima sigla, all’epoca inquisito per  favoreggiamento di personaggi legati all’estrema destra barese e per  rivelazione di segreto d’ufficio. Solo il 22 gennaio di quest’anno  costui sarebbe stato assolto dalla prima accusa e condannato a 9 mesi  per violazione del segreto di ufficio, pena peraltro sospesa.<br />
La sentenza contro Antonini e Sansonetti è un fatto davvero grave. Otto  mesi di carcere a un giornalista che non ha diffamato nessuno ma ha solo  messo il naso dentro la gestione del G8 2001, costituiscono  un&#8217;enormità. Quanto si dovrebbe dare a Feltri per i suoi articoli su  Boffo? Il caso, tra l&#8217;altro, non è isolato. Checchino Antonini, insieme a  Francesco Barilli e all&#8217;avvocato genovese Dario Rossi, autori del  libro, edito da Alegre, &#8220;Scuola Diaz, vergogna di Stato&#8221; sono stati  denunciati dal questore Fournier per aver definito &#8220;vergognosa&#8221; la sua  promozione dopo i fatti genovesi. I fatti parlano chiaro: non si sta  procedendo contro una stampa, o un&#8217;editoria, che calunnia o diffama ma  semplicemente contro il tentativo di ricostruire quella stagione, di  seguire passo passo gli eventi che coinvolgono istituzioni importanti e  che continuano ad avere ricadute politiche e, purtroppo, giudiziarie.<br />
Checchino Antonini è un nostro redattore e un nostro compagno. E quindi  sosterremo la sua difesa e la battaglia contro le false accuse e  l&#8217;ingiusta condanna che gli vengono mosse. Nei prossimi giorni ci sarà  una conferenza stampa ma crediamo che fin da subito sia utile e  importante inviare la propria solidarietà a Checchino, la propria  indignazione per questo ennesimo &#8220;avvertimento&#8221; e ribadire che Genova  2001 non la vogliamo dimenticare, né riporre in un archivio giudiziario.</p>
<p>da <a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/8-mesi-di-carcere-aver-scritto-contro-la-polizia-genova" target="_blank">ilmegafonoquotidiano.it</a></p>
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