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Abituarsi all’obbedienza

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

(F.De Andrè – Nella mia ora di libertà)

A cura di Favilla – CommuniaMantova

Abbiamo seguito con interesse le proteste degli studenti del Liceo Classico contro l’autoritarismo della preside. Oltre ad appoggiarne le rivendicazioni, abbiamo discusso con loro della situazione che si è creata, in quanto attivi nei collettivi studenteschi delle scuole di Mantova qualche anno fa.
Ci sembra utile individuare alcuni nodi per comprendere le cause del comportamento autoritario del dirigente scolastico nel relazionarsi con gli studenti, andando oltre alle considerazioni circostanziali (ad esempio “ha un carattere autoritario” o “è il tipo di scuola che è così”).

Da anni constatiamo (e contestiamo) una progressiva americanizzazione delle scuole superiori. Un flusso culturale sostenuto dalle riforme che negli ultimi 25 anni hanno definito la formazione come una merce.
Da non moltissimo tempo l’accesso universale all’istruzione è un diritto garantito, a partire dalla metà dell’ ‘800 è passata dall’essere un privilegio per pochissimi ricchi al diventare progressivamente un canale di mobilità sociale.
Inizialmente “la scuola” serviva semplicemente ad offrire la formazione delle porzioni di manodopera qualificata necessaria ai primi processi industriali.
Con la formazione dei welfare state e le tragedie delle due guerre mondiali, l’istituzione scolastica si è conformata come luogo di socializzazione delle regole dello stato liberal-democratico, canale di accesso al mondo del lavoro e strumento di conservazione dell’ordine sociale, oltre che come diritto inalienabile.

In modo crescente negli ultimi decenni, la formazione è sempre meno un diritto e sempre più una merce, a cui accedere da un mercato di saperi (o meglio di enti formativi pubblici e privati) in competizione.
Ciò ha sicuramente delle conseguenze sul modo di stare a scuola e sul governo di quest’ultima.

Quello che è avvenuto al Liceo Classico, il rifiuto dell’assemblea d’istituto e il successivo scontro tra gli studenti e la preside (arrivata a minacciare denunce se questi non avessero ammesso i propri errori nella tardiva richiesta dell’assemblea) verrebbe da legarli automaticamente alla Buona Scuola di Renzi.
In questa infatti, nel solco delle precedenti riforme (o proposte di legge), si va  a modificare il ruolo del preside, da coordinatore di una comunità formativa a manager di uno degli “erogatori di saperi” disponibili nel mercato della formazione.
La legge va così a cambiare nel senso di una maggiore gerarchizzazione le relazioni tra preside (manager) e personale docente (i lavoratori) e studenti (prima consumatori del pacchetto di saperi e poi prodotti da immettere nel mercato del lavoro o nella formazione terziaria e specializzante.

La repressione paventata verso gli studenti e i docenti del “Virgilio” ci sembra più che una conseguenza diretta della riforma, qualcosa di connesso allo “spirito” con cui le istituzioni hanno voluto governare il cambiamento della scuola pubblica (l’abbiamo spesso chiamato “aziendalizzazione”) e limitare le voci critiche che questo poteva produrre.
Da anni ormai i presidi (con la complicità di qualche docente) insistono per limitare la possibilità di interazione degli studenti con la scuola (pensiamo all’agitazione che suscita un volantino distribuito all’interno ad esempio) e di discutere dell’attualità aldifuori di momenti pre-impostati e stabiliti.

Consideriamo i collettivi studenteschi come delle forme di partecipazione, di informazione sulle disuguaglianze sociali, di responsabilizzazione rispetto l’istituzione scolastica, di aggregazione aldifuori dei meccanismi competitivi tipici della società dell’apparenza. Nonostante siano stati trattati dai dirigenti scolastici  in modo paternalistico come “agitatori” pensiamo che possano essere l’unico argine per una scuola a misura di studentesse e studenti. Il confronto con gli adulti e gli insegnanti è sicuramente importante, ma difficilmente gli allievi delle scuole superiori potranno sentirsi “propria” ed interattiva la scuola senza “rotture” che mettano in primo piano i propri interessi.

Solo dieci anni fa, quando occupammo il Liceo Scientifico, un atteggiamento del genere da parte di un dirigente scolastico non sarebbe stato ammissibile, sia per come erano ancora conformate le scuole superiori nei rapporti di potere interni, sia per una maggiore dinamicità critica degli adolescenti.
I “perché” del torpore degli ultimi anni lo possiamo trovare sicuramente in una serie di fattori politici e culturali: sette anni di governo senza opposizioni in Italia, la diffusione esponenziale dei mass media e di canali virtuali di socialità, la sconfitta dei movimenti contro le riforme della scuola etc..
Ma l’unica causa realmente significativa la troviamo in ciò che viene dopo la scuola: il mondo del lavoro, ovvero la variabile maggiormente considerata da ogni riforma della scuola dal ’67 ad oggi.
Il potere quando guarda alla scuola vede futuri dirigenti, precari, lavoratori specializzati e non. Dimenticativi le favole sul diritto allo studio.
La scuola deve conservare (e non mutare) una società in cui pochi comandano e tanti obbediscono.

Proprio il mondo del lavoro negli ultimi anni ha visto sparire le garanzie conquistate dalle lotte dei lavoratori, quei fragili meccanismi di tutela del posto di fronte la volatilità del mercato e quelle forme di distribuzione della ricchezza.
Oggi devi essere disposto a tutto: ti possono licenziare senza giusta causa, negarti il rinnovo del contratto perché fai troppe domande, farti lavorare per 1/5 dello stipendio che ti spetterebbe per la tua qualifica, convincerti che il tuo lavoro è una forma di volontariato (gratuita).

La scuola è il luogo dove imparare l’obbedienza necessaria al nuovo mercato del lavoro, progettato dal Partito della Nazione e sollecitato da grandi capitali e agenzie di credito.
Per questo i manager della Buona Scuola dovranno eliminare tutti i germi della contestazione sessantottina, fortunatamente ancora presenti.
Il ’68, spesso descritto come “ideologico”, nasceva in realtà da elementi molto concreti: contro l’autoritarismo condannato da Don Milani nel suo “Lettere ad una professoressa”; contro la visione di una didattica verticale incontestabile; contro una scuola in cui gli studenti erano solo fruitori in vista di una posizione sociale prestabilita e non membri di una comunità formativa in continua evoluzione.

Si contestava il piedistallo della cattedra del docente, le modalità meccaniche di apprendimento e la supposta neutralità del sapere e del potere.
Si richiedevano diritti, trasporti ed uguaglianza nell’accesso all’istruzione.

Nelle scuole-aziende non serve più la dialettica tipica di una comunità, anzi qualsiasi disponibilità al dialogo potrebbe macchiare il marketing del soggetto formativo. La scuola deve essere come un detersivo, un prodotto omogeneo, superficialmente perfetto ed acritico.

Il ’68 a Mantova incominciò con gli studenti dello Scientifico che rimasero nel cortile della scuola una volta finito l’intervallo. Venerdì 18 dicembre gli studenti del “Virgilio” hanno fatto un’azione simile organizzando un presidio critico fuori dalla scuola prima dell’inizio delle lezioni.

I prossimi passi per gli studenti del classico-linguistico saranno quelli di assumersi quanto avvenuto nelle ultime settimane e di convincersi della giustezza del ribellarsi in una scuola così conformata. Gli allievi dei Licei, per rendere ancora più esplosiva la propria critica, dovranno sicuramente tenere a mente la gerarchia occupazionale che andranno ad occupare una volta fatta la maturità. Potranno diventare agenti dell’obbedienza o indispensabili fonti di critica e mobilitazione nei luoghi di lavoro.

Domenica 2 novembre sportello diritti

  • sportello diritti 2 novembre

     

     

     

     

     

    SPORTELLO DIRITTI

    Domenica 2 novembre 2014
    dalle ore 15.00 alle ore 19.00
  •  Via Val d’Ossola, Mantova (giardini di Due Pini)
2 novembre verrà presentato lo #Sportello #Diritti ai giardini di 2 pini!
Dalle 15 all 19 ci saranno giochi per bambini, slack line, musica e soprattutto Castagne e Vin Brulè!

L’attuale fase politica ed economica lascia sole le #periferie di fronte alla mancanza di servizi e alla speculazione sulle necessità di base delle persone che le abitano.
Allo stesso tempo, le campagne terroristiche contro i #migranti, hanno il solo effetto di prosurre una guerra tra poveri che restringe i #diritti di cittadinanza per tutte e tutti.

Ogni giovedì dalle 15 alle 19 a La Boje! aprirà uno sportello politico e legale che metterà a disposizione strumenti per:

* permessi di soggiorno
* ricongiugimenti
* diritti di cittadinanza
* ricorso per decreto di espulsione
* informazioni su affitti e bollette

Inoltre stiamo lavorando per garantire:

* punto di incontro e ascolto
* accesso internet gratuito e illimitato
* corso di alfabetizzazione

Venerdi 10 ottobre concerto HC L@Boje ore 21.00

split antimonitor

 

 

 

 

 

Venerdi 10 ottobre 2014
SPAZIO SOCIALE LA BOJE
Strada Chiesanuova 10
Mantova

super concerto ORE 21.00 con:
Presentazione split 7” Antimonitor/Nofu (FCE 001)
Presentazione split cassetta Stanley_Ipkiss/x Cenere x

NOFU – Roma
xCENEREx – Roma
STANLEY_IPKISS – La Spezia/Versilia
ANTIMONITOR – Mantova

Sicuramente l’ingresso è a sottoscrizione popolare, tipo 2 euro!!!

working class in progress!!!………………..

…………..mi raccomando la puntualità che alle 0.00

si finisce in quanto ci trasformiamo tutt* in zucche

SABATO 18-DOMENICA 19 OTTOBRE FIERA DEL DISCO-CD

Fiera del disco 18-19 ottobre 14

 

 

 

 

 

FIERA DEL DISCO E CD

Sabato 18 e Domenica 19 Ottobre 2014

Dalle 9.00 alle 19.00

Nella Loggia del Grano – Camera di Commercio

CENTRO STORICO a Mantova in fondo a via Calvi

 

INGRESSO GRATUITO

Stand con vinile, cd, video, libri usati da collezione, rarità.

per Info chiedere di Franco al cell. 348-0655018

È presente il banchetto di AUTOFINANZIAMENTO

dello Spazio Sociale “La Boje” di Mantova e di Radio Onda d’Urto

www.articolozero.org

www.facebook.com/laboje.spaziosociale

 

Lunedi 1 settembre 6^ Festa Anticapitalista – Teatro

d'equilibre

 

 

 

 

6^ FESTA ANTICAPITALISTA

Dal 29 agosto al 2° settembre 2014

Presso Arci Cinciana in Via G.S. Spiller 19 a Mantova

LUNEDI 1 SETTEMBRE 2014

dalle ore 22.00 TEATRO ANTIRAZZISTA

con la compagnia teatrale di tamburi antirazzisti “d’Equilibre”  direttamente da Mantova e Provincia

……a seguire DJ SET  “Vario”

INGRESSO GRATUITO – POLITICA – CUCINA –BIRRA – BANCHETTI – MUSICA

Spazio Sociale La Boje       www.facebook.com/laboje.spaziosociale

Martedi 2 settembre 6^ Festa Anticapitalista – PunxNight

kazamate_shirt[1]

 

 

 

 

6^ FESTA ANTICAPITALISTA

Dal 29 agosto al 2° settembre 2014

Presso Arci Cinciana in Via G.S. Spiller 19 a Mantova

MARTEDI 02 SETTEMBRE 2014

PunxNightSectember,

concerto ore 22.00 con

INTO THE BAOBAB  (Hc Particular da Bologna)

KAZAMATE (Noise Grind da Bergamo)

IN-SIGHT (Hc Locale)

E.F.T. (thrash Hc Locale)

….a seguire DJ SET Vario

INGRESSO GRATUITO – POLITICA – CUCINA –BIRRA – BANCHETTI – MUSICA

Spazio Sociale La Boje       www.facebook.com/laboje.spaziosociale

Domenica 31 Agosto 6^ Festa Anticapitalista-WuMing Contingent

wuming contingent

 

 

 

 

6^ FESTA ANTICAPITALISTA

Dal 29 agosto al 2° settembre 2014

Presso Arci Cinciana in Via G.S. Spiller 19 a Mantova

DOMENICA 31 AGOSTO 2014

ore 20.00 presentazione del libro “L’armata dei sonnambuli” con Wu Ming Contingent

ore 22.00 concerto Wu Ming Contingent

+DJ SET vario

INGRESSO GRATUITO – POLITICA – CUCINA –BIRRA – BANCHETTI – MUSICA

Spazio Sociale La Boje       www.facebook.com/laboje.spaziosociale

Sabato 30 Agosto 6^ Festa Anticapitalista-Banda Popolare Emilia Rossa

 

banda popolare dell'emila rossa

 

 

 

 

6^ FESTA ANTICAPITALISTA

Dal 29 agosto al 2° settembre 2014

SABATO 30 AGOSTO 2014

Concerto ore 22.00

BANDA BOPOLARE DELL’EMILIA ROSSA

+ DJ SET REGGAE / DUB

Presso Arci Cinciana in Via G.S. Spiller 19 a Mantova

INGRESSO GRATUITO – POLITICA – CUCINA –BIRRA – BANCHETTI – MUSICA

Spazio Sociale La Boje       www.facebook.com/laboje.spaziosociale

Venerdi 29 Agosto 6^ FESTA ANTICAPITALISTA-LaKattiveria

la kattiveria

 

 

 

 

inizia la nostra 6^ festa anticapitalista per autofinanziare una delle poche realtà mantovane di aggregazione e autogestione politica,
senza avere riferimenti di partito e sindacati istituzionali!!!

6^ FESTA ANTICAPITALISTA

Dal 29 agosto al 2° settembre 2014

Presso Arci Cinciana in Via G.S. Spiller 19 a Mantova

VENERDI 29 AGOSTO 2014

LA KATTIVERIA WITH MORUBUTTU

+ DJ SET HIP-HOP, DRUM’N’BASS

INGRESSO GRATUITO – POLITICA – CUCINA –BIRRA – BANCHETTI – MUSICA

Spazio Sociale La Boje       www.facebook.com/laboje.spaziosociale

NON SOLO MAMME: #IO DECIDO! (ma in Italia ancora…)

A distanza di due giorni dalla “Festa della mamma”, riproponiamo un testo del 2009 scritto da alcune compagne milanesi che risulta, purtroppo, fortemente attuale.

Come Collettivo MaLe_Donne ci sentiamo di ri-condividerlo con tutt* voi.

Buona lettura!

 

In nessun altro paese d’Europa si parla tanto di FAMIGLIA e di MAMMA come in Italia. L’Italia dovrebbeessere quindi il paradiso delle mamme ed è invece uno dei paesi d’Europa in cui la condizione di madre èpiù difficile. La prova è che la natalità è tra le più basse del mondo.

La PRECARIETA’ impedisce alle ragazze di fare progetti sul loro futuro. Questo vale anche per gli uomini ovviamente, ma le donne pagano un prezzo più alto perché, se desiderano essere madri, diventeranno“madri-nonne” con rischi per la loro salute, oltre che per quella di figli e figlie. Alle precarie non è riconosciuta alcuna indennità di maternità e i contratti a progetto prevedono il rientro al lavoro subito dopoil parto. Inoltre la gravidanza è spesso causa di licenziamento, anche se la legge lo vieta.

La LEGGE 40 sulla fecondazione assistita, voluta dalle correnti filoclericali, impedisce l’esame preimpianto degli ovuli fecondati e costringe le madri, in caso di malattie e malformazioni del feto, o ad abortire o ad accettare una prole malata. Questa modalità costringe le donne ad un vero esilio riproduttivo in altri Paesi. Inoltre, fino ad un mese fa, la stessa legge non ammetteva il donatore esterno alla coppia.

La legge 194 che consente l’ABORTO nei primi tre mesi di gravidanza è continuamente sotto attacco, così come l’idea che le donne possano poter scegliere se e quando diventare madri.

La carenza di ASILI NIDO PUBBLICI e il costo dei privati costringe le donne o a tornare a casa per ann ioppure a spendere l’intero salario per tenere i figli all’asilo.Tutte le statistiche di organismi internazionali dicono che le donne italiane lavorano in casa molto più degli uomini e molto più delle donne di altri paesi. Sono sotto tiro congedi di maternità, congedi parentali, permessi per i disabili e per chi se ne prende cura,l’esenzione dal lavoro notturno per le neo mamme: spesso vengono violate le leggi o firmati accordi sindacali che peggiorano le condizioni delle donne.

Molte donne che lavorano a PART-TIME preferirebbero lavorare a tempo pieno, ma ad altre, che vorrebbero occuparsi personalmente dei figli o costrette dalla mancanza di servizi per l’assistenza agli anziani e la cura dei bambini a chiedere il part-time, non viene concesso, sono emarginate.

Il PACCHETTO SICUREZZA propone la denuncia delle clandestine da parte delle strutture sanitarie e l’impossibilità di denunciare e riconoscere un figlio da parte delle madri irregolari: una proposta crudele e nazista. Inoltre nei CIE e Cara, i moderni lager della fortezza Europa, la violazione dei diritti umani e le violenze fisiche e psicologiche contro le donne sono all’ordine del giorno.

 

Collettivo Femminista MaLe_Donne Mantova

Riunione ogni venerdì alle 18 – Strada Chiesanuova 10

E-mail: stayrebelaaa@autistici.org