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	<title>articolozero &#187; foibe</title>
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		<title>Il Giorno del Ricordo, ricordiamo tutto!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 17:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[Betulla]]></category>
		<category><![CDATA[Dittatura]]></category>
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Anche quest’anno si celebra il giorno del ricordo, per gli eccidi delle Foibe e per gli “esuli” istriani: una specie di “giorno della memoria” ad uso e consumo di una destra post-fascista bisognosa di un appiglio storico per legittimarsi politicamente.
Prima di affrontare questa problematica storico-politica che risulta sempre “smemorata”, si può fare una premessa: il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6391" title="mussolini" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/02/mussolini-300x245.jpg" alt="mussolini" width="300" height="245" /></p>
<blockquote><p>
Anche quest’anno si celebra il giorno del ricordo, per gli eccidi delle Foibe e per gli “esuli” istriani: una specie di “giorno della memoria” ad uso e consumo di una destra post-fascista bisognosa di un appiglio storico per legittimarsi politicamente.<br />
Prima di affrontare questa problematica storico-politica che risulta sempre “smemorata”, si può fare una premessa: il Comune di Mantova quest’anno ha invitato come “testimonial” l’ex giornalista di<br />
Libero Renato Farina.  Si dice ex-giornalista perché l’attuale deputato del Pdl è stato condannato per aver prodotto false documentazioni contro Prodi per conto dei servizi segreti italiani per cui lavorava; conseguentamente è stato radiato dall’ordine dei giornalisti. <strong>La serietà prima di tutto.</strong></p>
<p>&#8220;Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava&#8230;non si deve seguire la politica che dà lo<br />
zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell&#8217;Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le<br />
Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani&#8221;.</p>
<p>Queste le parole del capo del fascismo che diedero il via all&#8217;italianizzazione forzata nel territorio istriano. Già nei primi anni ‘20 gli squadristi avevano mano libera nelle loro incursioni violente ai danni della popolazione facendo già uso delle foibe come “strumento” di repressione politica; partì poi nel ‘22 la campagna di italianizzazione vera e propria: divieto di parlare in sloveno, chiusura di scuole &#8220;non italiane”, licenziamenti, chiusura di quotidiani e periodici, devastazioni di sedi associative e ricreative e cancellazione della toponomastica slava compresi nomi e cognomi delle persone. L&#8217;azione del governo fascista, volte a difendere la “razza italica, molto prima delle infami leggi razziali, annullò l&#8217;autonomia culturale e linguistica delle popolazioni slave ed esasperò i sentimenti di inimicizia nei confronti dell&#8217;Italia. Il giorno del Ricordo parla di foibe e di “esuli” di italiani accomunando i due fenomeni in modo antistorico e scorretto: a questo proposito non viene ricordato che, tra le due guerre mondiali, gli esuli sloveni e croati dalla Venezia Giulia furono oltre 100.000.<br />
Una situazione destinata a peggiorare con la brutale invasione del Regno di Jugoslavia nel &#8217;41: insieme ai nazisti, l’Italia fascista occupò Dalmazia, Slovenia e Croazia, imponendo a quest&#8217;ultima la crudele dittatura degli Ustascia del nazionalista Ante Pavelic. Furono anni di stupri, massacri, bombardamenti e deportazioni di massa specialmente a danno di serbi e altre minoranze; vi furono deportazioni di cui gli italiani furono parte attiva con la creazione dei campi di concentramento della Risiera di S. Sabba, a Trieste o di Gonars a Udine. Alla fine della guerra la Jugoslavia conterà circa un milione di vittime di cui 300.000 direttamente attribuibili alle truppe d’occupazione italiane.<br />
<strong>Come ci si può stupire che si sia giunti ad una resa dei conti alla fine della guerra?</strong><br />
Dopo l’8 settembre &#8217;43 e fino al &#8217;45 con le sorti della guerra rovesciate( e con un aumento della crudeltà delle SS e dei Repubblichini) e con il fascismo in rotta, le popolazioni slave oppresse dalla dittatura e dall’occupazione militare ebbero modo, in un coacervo di motivazioni politiche, etniche e nazionali di fare vendetta. L’esercito popolare della nascente Federazione Jugoslava e bande di “irregolari” intensificarono la lotta contro i simboli della dittatura fascista: contro gerarchi, camicie nere e talvolta semplici civili furono eseguite centinaia di fucilazioni e una serie di infoibamenti il cui numero, a fini propagandistici, aumenta di anno in anno nei fogli di calcolo della destra più o meno neofascista . Dopo la fine del conflitto bellico, <strong>nessun italiano criminale di guerra è stato processato</strong>.<br />
Parliamo di realtà storica, ampiamente testimoniata e documentata anche se indigeribile per alcuni che vorrebbero ridurre il fenomeno delle foibe all’”odio slavocomunista contro chi aveva la colpa di essere italiano”; quegli italiani che, a dispetto della storia, vanno sempre difesi come <em>“brava gente”</em>.<br />
Dunque, chiunque decida di prendere in considerazione la questione delle foibe, il 10 febbraio o tutto l’anno, deve tener conto di questo contesto: non per negarle o per ridurne l&#8217;importanza, ma per contestualizzarle. È giusto che si sappia cosa sono state le foibe, il prima, il dopo e soprattutto cosa non sono state.</p>
<p>Il revisionismo non può vincere,<br />
finchè abbiamo una buona memoria.</p></blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;">
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		<title>Il Giorno del Ricordo, ricordiamo tutto!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra e pace]]></category>
		<category><![CDATA[noi ricordiamo tutto]]></category>
		<category><![CDATA[revisionismo storico]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava&#8230;non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell&#8217;Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani&#8221;. 
 Benito Mussolini, 1920
Queste le parole del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-6391" title="mussolini" src="http://www.articolozero.org/wp/wp-content/uploads/2010/02/mussolini-300x245.jpg" alt="mussolini" width="300" height="245" />&#8220;Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava&#8230;non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell&#8217;Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani&#8221;. </em></p>
<p><em> Benito Mussolini, 1920</em></p>
<p>Queste le parole del capo del fascismo che diedero il via all&#8217;italianizzazione forzata nel territorio istriano. Già nei primi anni ‘20 gli squadristi avevano mano libera( e solidi appoggi politico-mediatici-repressivi) nelle loro incursioni violente ai danni della popolazione slava; partì poi nel ‘22 la campagna di italianizzazione vera e propria: divieto di parlare in sloveno, chiusura di scuole &#8220;non italianizzate”, devastazioni di sedi associative modifiche radicali alla toponomastica e anche i ai nomi/cognomi delle persone.Di quell’epoca ci rimane inoltre  una filastrocca in voga tra gli squadristi come testimonianza delle loro “attività ricreative” (testo dialettale e traduzione italiana a fronte) che diceva: <em>A Pola xe l&#8217;Arena / la Foiba xe a Pisin : / che i buta zo in quel fondo / chi ga certo morbin </em>. (A Pola c&#8217;è l&#8217;Arena, / a Pisino c&#8217;è la Foiba : / in quell&#8217;abisso vien gettato / chi ha certi pruriti). L&#8217;azione del governo fascista, volte a difendere la “razza italica” ( quindi molto prima delle infami leggi razziali) annullò l&#8217;autonomia culturale e linguistica delle popolazioni slave ed esasperò i sentimenti di inimicizia nei confronti dell&#8217;Italia.</p>
<p>Una situazione destinata a peggiorare con la brutale occupazione del &#8217;41: insieme ai nazisti, l’Italia fascista occupò Dalmazia, Slovenia e Croazia, imponendo a quest&#8217;ultima la crudele dittatura degli Ustascia del nazionalista Ante Pavelic. Seguirono stupri, massacri, bombardamenti e deportazioni di massa specialmente a danno di serbi e altre minoranze; deportazioni di cui gli italiani furono parte attiva con la creazione dei campi di concentramento della Risiera di S. Sabba, a Trieste o di Gonars a Udine. Alla fine della guerra la Jugoslavia conterà circa un milione di vittime di cui 300.000 direttamente attribuibili alle truppe d’occupazione italiane.</p>
<p>Dopo l’8 settembre &#8217;43 e fino al &#8217;45 con le sorti della guerra rovesciate(ma con un aumento della crudeltà delle SS e dei Repubblichini) e con il fascismo in rotta, le popolazioni slave oppresse dalla dittatura e dall’occupazione militare ebbero modo, in un coacervo di motivazioni etniche, nazionali e ideologiche di fare vendetta. L’esercito popolare della nascente jugoslavia e bande di “irregolari” intensificarono la lotta contro i simboli della dittatura: contro gerarchi del fascismo, camicie nere e talvolta semplici civili vi furono centinaia di fucilazioni e una serie di infoibamenti il cui numero, a fini propagandistici, aumenta di anno in anno nei fogli di calcolo della destra più o meno neofascista.</p>
<p>Altro capitolo è quello dell&#8217;occupazione titina di Trieste e della Venezia Giulia. Dopo il crollo della Germania nazista (che si era annessa tutto il Nord-Est italiano strappandolo all&#8217;alleato fantoccio della Repubblica di Salò), le formazioni jugoslave si proiettarono, infatti, verso le coste adriatiche. Durante i quaranta giorni di occupazione militare si scatenò una violenta epurazione degli italiani(che all’epoca era sinonimo di fascisti). Il numero delle vittime di questo periodo di occupazione slava, come hanno potuto accertare diverse ricerche, fu di circa quattro-cinquemila: cifra che comprende gli &#8216;infoibati&#8217;. Quanto a questi ultimi, il numero dei corpi estratti dalle caverne è inferiore ai mille. Dopo la fine del conflitto bellico, nessun italiano criminale di guerra è stato processato.</p>
<p>Parliamo di realtà storica, ampiamente testimoniata e documentata anche se indigeribile per alcuni che vorrebbero ridurre il fenomeno delle foibe all’<em>”odio slavocomunista contro chi aveva la colpa di essere italiano”</em>; gli italiani che, a dispetto della storia, sono sempre<strong> brava gente</strong>. Dunque, chiunque decida di prendere in considerazione la questione delle foibe deve tener conto di questo contesto: e non per negarle o per ridurne l&#8217;importanza, ma per comprenderle.  È giusto che si sappia cosa sono state le foibe, il prima, il dopo e soprattutto cosa non sono state.</p>
<p><strong>Contro un  ricordo “smemorato”, noi ricordiamo tutto: abbiamo una buona memoria.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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