UN NUOVO FRESCO E RINNOVATO ANTIFASCISMO

Oggi un bellissimo corteo antifascista ha sfilato per le vie del centro.
E’ il 25 aprile,è la Festa della Liberazione e in tutto il Paese
celebriamo e ricordiamo,la resistenza, la lotta partigiana, la società
liberata dalla dittatura fascista. A Mantova quasi 200 persone hanno
preso parte ad una bellissima manifestazione carica di gioia e rabbia in
un corteo che ha messo al centro del proprio racconto le voci di chi ha
attraversato il mare per nutrire una speranza di vita, le voci di chi a
prescindere dal colore della pelle e dal sesso subisce violenza,
umiliazione, sfruttamento; la rabbia di chi ha sfidato la morte per
sognare una vita e la gioia di chi oggi vuole festeggiare e celebrare la
conquista dei propri diritti ed estenderli a chi non ne ha.

Ha un forte valore questa manifestazione perché il razzismo e il
sessismo sono le efficaci armi con cui i ricchi stanno opprimendo i
poveri. Nei primi anni del 900 gli industriali e gli agrari armarono un
partito nazionalista capace di tutelare i loro interessi per
disinnescare la minaccia di una società socialista che fece
dell’uguaglianza e della democrazia i suoi valori fondativi e si
scontrerà con un nazionalismo che degenererà presto in dittatura. Una
dittatura che sulla salvaguardia della razza, della famiglia patriarcale
e della patria andrà a perseguire chiunque si opponesse al regime
instaurato portando alla guerra e alla morte milioni di persone. Oggi
come allora l’ascesa in tutta europa e in Italia dei Nazionalismi e
dell’intolleranza verso chi migra sono le armi con cui nuovi fascismi
stanno montando grazie ad eserciti di commercianti di odio che tra
giornali e televisioni praticano un incessante elogio della paura per
poter costruire consenso a nuovi ipotesi di governi fascisti.
Nuove leggi, limitazioni delle libertà individuali e collettive, muri e
fili spinati, repressione e controllo sono le coordinate di un nuova
politica di destra che attinge dalla povertà e dalla discriminazione
razziale gli elementi vitali per crescere il proprio peso.
Sono i fascisti di oggi e vanno chiamati con il loro nome. Servi dei
padroni, a cui le guerre, la paura e il terrorismo fanno crescere i
profitti e fomentano odio e intolleranza tra chi vive nella
disperazione.
Questo corteo, che arriva dopo un lungo arcipelago di iniziative ha
portato alla costruzione di un elemento di solidarietà di piazza tra
migranti e nativi. La memoria va celebrata, certo, e le liturgie sono
sterili e servono davvero a poco se i principi per cui i nostri nonni
hanno versato il sangue come la pace e la libertà e la democrazia non
sono capaci di vivere in nuove rivendicazioni contro le ingiustizie che
subiamo. La canzone che ci accomuna in questa grande memoria collettiva
parla di un fiore di un partigiano morto per la libertà. Quel fiore, lo
sanno tutti, va rinfrescato.
Buon 25 aprile