Perchè no?
Perché siamo stremati dal ricatto lavoro-salute. Le politiche industriali senza progettazione pubblica, ci hanno lasciato senza lavoro e con aree immense da bonificare. I guadagni sono sempre privati, ma i costi li paga la collettività.
In questo caso Pro-Gest, il gruppo industriale del patron Zago che dovrebbe riaprire l’ex cartiera Burgo, ha preteso dalle istituzioni di costruire un nuovo inceneritore e un turbogas, evitando le autorizzazioni e le valutazioni sull’impatto ambientale.
Le istituzioni pubbliche (in questo caso soprattutto la Provincia) mettono gli interessi delle imprese davanti a quelle di cittadini e lavoratori.
Gli investimenti sull’impianto avviati da Zago porteranno a bruciare anche il pulper ( che contiene materiali plastici producendo così DIOSSINA ), dando la possibilità all’imprenditore di bruciare nel sito mantovano gli scarti delle altre cartiere del suo gruppo.
Porta lavoro?
Le ricadute dell’inceneritore rappresenterebbero un rischio aggiuntivo per la salute di una città con cifre record di tumori e un indice di polveri sottili 15 volte superiore alla norma.
Pensiamo che un investimento serio sia quello rispetto al difesa dell’ambiente, di una politica energetica e dei rifiuti che puntino sul risparmio, il riciclaggio e la partecipazione dei cittadini (non sul libero mercato tra compagnie private).
Il livello di disoccupazione giovanile al 30% non si abbasserà con i 50 posti di lavoro promessi da Zago, ma solo cambiando le regole di un mondo del lavoro privo di garanzie per i lavoratori.

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