Siamo a #nuovolera contro le speculazioni della cooperativa Olinda, quella che ha vinto più appalti nel mantovano!
Smontiamo il sistema dell’accoglienza, costruiamo un nuovo welfare per tutti!

Nè con Minniti nè con le cooperative piglia-tutto!

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CAS NUVOLERA: SABATO #25F INIZIATIVA DI SOLIDARIETA’ CONTRO I PROVVEDIMENTI PUNITIVI

CAS NUVOLERA: SABATO #25F INIZIATIVA DI SOLIDARIETA’ CONTRO I PROVVEDIMENTI PUNITIVI

Mi hanno detto che dovevo uscire dalla struttura senza darmi spiegazioni e mi sono così ritrovata in strada. Io so che mi hanno buttato fuori perchè avevo protestato contro il divieto di uscire dal centro e per altre cose che non andavano“.

Ai microfoni di Radio onda d’urto Cinzia, la ragazza nigeriana di 22 anni allontanata dalla struttura di accoglienza per richiedenti asilo di Nuvolera, provincia di Brescia denuncia i provvedimenti punitivi decisi dalla Cooperativa Olinda e spiega come e perchè è arrivata in Italia.

Intanto l’Associazione Diritti per tutti comunica di aver formalmente richiesto la possibilità, insieme a Melting pot, di visitare la struttura e di incontrare le giovani durante l’iniziativa di solidarietà convocata per sabato 25 febbraio con altre realtà come il Collettivo gardesano autonomo, il Csa Magazzino 47 e la rete Non Una Di Meno Brescia.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Pamela, dell’ass. Diritti per Tutti, e Francesca, della rete Non Una di Meno Brescia per parlarci di come si è organizzata l’iniziativa a Nuvolera. Ascolta o Scarica.

L’appuntamento è per sabato 25 febbraio con ritrovo alle ore 10 nella Piazza del Municipio di Nuvolera da cui poi ci si sposterà davanti al centro di accoglienza di via Scaiola, 2.

L’intervista a Cinzia, la giovane nigeriana richiedente asilo allontanata dal Cas di Nuvolera Ascolta

Intervista a un mediatore culturale congolese che ha lavorato nel Cas di Desenzano, un’altra delle strutture gestite dalla Cooperativa Olinda Ascolta

 

Di seguito, il volantino per l’iniziativa solidale di sabato 25 febbraio a Nuvolera (Brescia):

LIBERTÀ!

No alla reclusione e alla limitazione della libertà personale delle donne e richiedenti asilo nel Centro di accoglienza straordinaria della cooperativa Olinda a Nuvolera.

Per incontrare queste donne e per poter verificare le condizioni della struttura “di accoglienza”, gestita, come molte altre, con poca trasparenza: appuntamento pubblico sabato 25 febbraio ore 10 a Nuvolera, piazza del Comune (p.zza generale Soldo)

Una decina di testimonianze di operatori e operatrici e di donne ospitate nel Centro di accoglienza di Nuvolera appaltato dalla Prefettura di Brescia alla cooperativa Olinda (di Medole, Mantova), concordano nel denunciare che:

– alle 34 donne ospitate (con tre neonati) è vietato uscire dalla struttura per periodi che di volta in volta durano giorni, settimane o addirittura mesi. Fin dall’autunno scorso, la coop Olinda ha imposto in varie fasi una situazione di reclusione di fatto, inaccettabile e del tutto illegittima, aggravata di recente dall’allontanamento degli operatrici/tori meno propensi ad applicare il divieto di uscita. Per la cooperativa l’internamento si giustifica con il pericolo che le donne diventino vittime di sfruttamento nel mercato della prostituzione. Un rischio peraltro ormai da molto tempo senza riscontri reali, dopo l’episodio rimasto isolato, avvenuto ancora nell’estate 2016, dell’espulsione dalla struttura di una donna ritenuta appartenente al racket della prostituzione. Ma soprattutto, un rischio che, se mai dovesse rivelarsi vero e attuale, andrebbe affrontato in tutt’altra maniera: le singole donne eventualmente sotto minaccia di reclutamento nel racket della prostituzione dovrebbero essere inserite immediatamente in strutture e percorsi previsti dalla legge per la protezione delle vittime di tratta. Certo non essere recluse, loro e tutte le altre, all’interno del C.a.s. di Nuvolera. Un provvedimento, questo, che viola la dignità delle persone, oltre che qualsiasi normativa! E che piuttosto sembra riecheggiare certi pregiudizi che stigmatizzano soprattutto molte donne straniere africane.

– le testimonianze segnalano decurtazioni arbitrarie sul cosiddetto pocket money spettante alle donne richiedenti asilo, nonché gravi carenze nelle condizioni igienico-sanitarie della struttura e nell’effettiva erogazione dei servizi di supporto legale, psicologico e formativo, previsti dal contratto di appalto e dalla convenzione che la cooperativa Olinda ha stipulato con la Prefettura di Brescia;

– nel C.a.s. di Nuvolera della cooperativa Olinda sono ospitate anche madri con neonati, che dovrebbero essere trasferite in centri adeguati con i loro bambini;

– le donne che disobbediscono e che non si piegano a subire queste carenze e questi soprusi senza dire nulla, vengono cacciate dal centro di accoglienza senza giustificazione, così come vengono allontanati gli operatori/trici non allineati ad una simile gestione.

Su questi punti essenziali le risposte fornite pubblicamente dalla cooperativa Olinda nei giorni scorsi non danno chiarimenti sufficienti, sono evasive quando non palesemente inesatte. Non danno le risposte esaurienti che invece sono dovute da chi riceve denaro pubblico per gestire servizi così importanti per le persone destinatarie e per gli stessi operatori/trici.

L’accoglienza è un diritto di chiunque sia in difficoltà. Non un modo per limitare la libertà delle persone! Non un business per gli appaltatori! Per l’accoglienza degna e la libertà di movimento. Per la solidarietà sociale e la regolarizzazione. Contro l’ingiustizia, la discriminazione, lo sfruttamento. Nessuna persona è illegale!

SABATO 25 FEBBRAIO – ORE 10 – INIZIATIVA SOLIDALE NELLA PIAZZA DEL MUNICIPIO DI NUVOLERA – VERSO IL CENTRO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA (CAS) DI VIA SCAIOLA, 2