E’ l’appello lanciato dal gruppoesterni a chiunque voglia negare altro tempo ad un mezzo che provoca ottundimento e isolamento. Ma attenzione a non sottovalutare una protesta apparentemente simbolica che presenta invece dei risvolti pratici e persino rivoluzionari. Perché se anche per un solo giorno gli indici di ascolto dovessero precipitare, verrebbe fatalmente dimostrata la vulnerabilità della televisione.

Non è impossibile, basta non accendere e sincronizzare i tempi. Ma per arrivare ad unsignificativo “dato di non ascolto” che riesca almeno a doppiare il dato di ascolto tv, è necessario che l’iniziativa riscuota una massiccia adesione a livello nazionale. Amministratori pubblici, città e comuni, esercenti di cinema e teatro, musei, gallerie d’arte, artisti di strada, biblioteche e librerie, insegnati e studenti, radio e giornali, naviganti della rete, centri culturali e sociali, bar, ristoranti, locali e negozi di tutti i tipi, stadi, piccole e grandi formazioni sportive, federazioni, consorzi, associazioni, comitati, fondazioni. In tanti possono contribuire al successo di questo test benefico 1) stando lontano dalla televisione, 2)adottando misure speciali 3)inventando nuove formule per un fine settimana di festa, di apertura straordinaria delle città e dei loro spazi ai non telespettatori, 4) istituendo ad esempiosconti, agevolazioni e omaggi a chi si presenterà con il telecomando.Tutti sono invitati ad aderire al primo sciopero nazionale di dicembree a darne comunicazione all’indirizzo info@esterni.org oggetto SCIOPERO TV specificando il luogo ed il tipo di intervento attuato. Sul sitowww.esterni.tvl’evento sarà monitorato e raccontato nei dettagli.

Dopo sette anni di scioperi milanesi,esternisente che è giunto il momento di dare una dimensione nazionale alla protestache d’ora in poi avrà cadenza semestrale(dopo dicembre è già previsto giugno 2004). E chiede non solo adesioni ma anche proposte, mentre lancia le prime idee: una carta dei diritti dei telespettatori e dei non telespettatori assillati dal continuo scrivere e parlare di tv; un buio regolamentato o vuoto periodico nelle trasmissioni; un gesto di autocritica o autosospensione da parte di autori, giornalisti e conduttori di programmi televisivi; messaggi in sovraimpressione, nel corso delle trasmissioni, che avvertono della dannosità del mezzo; oggetti, strumenti e letteratura di dissuasione. Contro questa televisione, l’uso sconsiderato che se ne fa, l’atteggiamento passivo nei suoi confronti, il suo potere devastante e l’effetto-alone su altri mass media, esterni propone ciclicamente l’eserciziodell’astinenza in video e in audio, evitando persino di alimentare il gran parlare che si fa di tv. Con risultati prevedibili non da poco: risparmio energetico e di tempo umano con conseguente recupero su molti altri fronti.

Il primo sciopero nazionaleinizierà alle ore 19 di venerdì 12 dicembre 2003quando, come per tradizione e con la consueta partecipazione delle associazioni culturali, a Milano gli scioperanti faranno il giro della città in tram. Quest’anno la linea scelta è la 2 che attraversa la città passando per il Duomo: 15 vetture che possono ospitare ciascuna 120 passeggeri , con punti fissi e visibili ai capolinea di Via Negrelli (zona sud – Navigli) e via Lunigiana (zona nord est). A bordo musica, danze, brindisi, installazioni artistiche.

Sabato 13, raduno nazionale degli scioperanti in un luogo pubblico, mentre domenica 14 sarà riservata al privato: parenti e amici, ma anche incontri e giochi collettivi per famiglie e bambini.

E’ solo il punto di partenza di un calendario in realtà ben più vasto e praticamente illimitato, in quanto lo sciopero può raggiungere tutti e ovunque. Seguiranno notizie e aggiornamenti.

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Una singolare protesta per dimostrare che scalfire lo strapotere della televisione non solo è possibile, ma è anche attuabile in tempi rapidi. Già da Dicembre. Dal 12 al 14 dicembre bando alla tv. Neutralizziamo il telecomando, sigilliamo cavi e antenne, stendiamo un velo sugli schermi al plasma, mettiamo il vecchio televisore alla finestra perché anche lui possa vedere qualcosa. Poi, finalmente liberi, riappropriamoci di tempi e spazi, incontriamo amici e nuove persone, riscopriamo la città e tutte le cose che si possono fare nell’immenso tempo che incautamente regaliamo alla televisione. E, poiché non si butta nulla, inventiamo un nuovo uso del telecomandobarattandolo con qualcosa di utile.