Perno di un progetto revisionista e reazionario è quello di ritornare al concetto di scuola, o meglio istruzione, come privilegio per pochi: catalogare gli studenti in base al reddito della famiglia da cui provengono.Questo è indubbiamente il concetto di base di tutta la manovra della Moratti Subordinare l’istruzione al liberismo, ridurre la scuola ad azienda, sfornare piccoli robot che sappaino meccanicamente adattarsi al mondo del lavoro. Ed ecco che in scuola troneggia il manager,il consiglio di amministrazione, il tutor responsabile della formazione universitaria, i creidti per valutare, i bonus per premiare, la competizione tra docenti precari per progredire in una fittizia quanto imbecille graduatoria. Il tutto a spese di un istruzione asservita e mercificata alle esigenze del capitalismo.

Le scuole vengono minimizzate al rango di licei o istituti professionali, cancellando con un colpo di spugna tutte le sfumature che caratterizzavano le diverse scuole.Ed ecco che gli studenti che si iscrivono ad un istituto professionale sono già ex-ante studenti di serie B o di categorie inferiori, se vogliamo utilizzare una metafora calcistica.Il tutto indipendentemente dalle capacità, dall’intelligenza del singolo studente.Scontato che il posto di lavoro che conseguirà dall’aver frequentato una scuola simile troverà attuazione nelle sadiche proposte della legge 30. Oppure si può frequentare un liceo con il conseguente obbligo sostanziale di dover affrontare un percorso universitario minato da rette disumane, da affitti da capogiro,borse di studio ridotte ai minimi termini, e il più delle volte assegnate a figli di evasori del fisco, fermo restando che si devono affrontare senza troppi convenevoli o distrazioni 3 anni + 2 due anni + il master.A pagamento dello studente.

Non ce la fai? ritorna in serie B.Senza passare dal Via.

In tal direzione viene minato in primis il diritto allo studio. Eh, già, perchè in tutto questo bel disegno non viene garantito in concreto l’accesso all’istruzione, pur persistendo il diritto, e non più l’obbligo all’istruzione.

Da una nostra recente e semlice indagine sui trasporti emerge che la spesa mensile per uno studente va dai 30 ai 95 euro, che moltilplicate per i nove mesi di scuola fanno circa 270- 855 euro all’anno per consentire allo studente di raggiungere l’edificio scolastico.A questo si sommano 300-500 euro di spese per i libri, aggiornati di una pagina rispetto l’edizione precedente e revisionati cun cura dal nostro minitsreo,in quanto la resistenza al fascismo è di sinistra e non va bene. Si devono poi sommare circa altri 300 euro per le mense e non bisogna dimenticare le spese per il materiale scolastico (salassi a scuole d’arte e istituti tecnici) e le rette scolastiche. Breve somma: ad occhio e croce fanno quasi 2000 euro, nei casi più disperati. 4 cazzo di milioni per un anno di istruzione mercificata, in un congiunturale quanto scandaloso regime di rincaro dei prezzi e dinamica incvolutiva dei salari

E questo sarebbe il diritto che ci viene “garantito”?

CONTRO LA RIFORMA MORATTI

PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

PER UN REDDITO SOCIALE STUDENTESCO…Trasporti gratuti per tutti

Lunedì 1 marzo corteo con concentramento in Piazzale delle poste (davanti a Upim) dalle 7.30

Sabato 6 marzo rivendichiamo i trasposrti gratuiti insieme ai metalmeccanici a Suzzara


Lunedì 1 marzo, in occasione dello sciopero nazionale della scuola indetto dal sindacalismo di base, scenderemo in piazza per reclamare il diritto allo studio. Il disegno di controriforma della scuola della ministra Moratti sta avanzando in maniera lenta e progressiva, logorando decreto dopo decreto, circolare dpo circolare tutto il sistema della scuola pubblica.