E’ bene ricordare che a Cesare Battisti fu concesso asilo politico solo dopo

che un magistrato francese ebbe vagliato le “prove a suo carico”, e le ebbe

giudicate contraddittorie e “degne di una giustizia militare”. A Battisti

erano stati addossati tutti gli omicidi commessi da un’organizzazione

clandestina a cui era appartenuto negli anni ’70, anche quando circostanze

di fatto e temporali escludevano una sua partecipazione.

Dal momento della sua fuga dall’Italia, prima in Messico e poi in Francia,

Cesare Battisti si è dedicato a un’intensa attività letteraria, centrata sul

ripensamento dell’esperienza di antagonismo radicale che vide coinvolti

centinaia di migliaia di giovani italiani e che spesso sfociò nella lotta

armata. La sua opera è nel suo assieme una straordinaria e ineguagliata

riflessione sugli anni ’70, quale nessuna forza politica che ha governato

l’Italia da quel tempo a oggi ha osato tentare.

La vita di Cesare Battisti in Francia è stata modesta, piena di difficoltà e

di sacrifici, retta da una eccezionale forza intellettuale. E’ riuscito ad

attirarsi la stima del mondo della cultura e l’amore di una schiera enorme

di lettori. Ha vissuto povero ed è povero tuttora. Nulla lo lega a

“terrorismi” di sorta, se non la capacità di meditare su un passato che per

lui si è chiuso tanti anni fa. Trattarlo oggi da criminale è un oltraggio

non solo alla verità, ma pure a tutti coloro che, nella storia anche non

recente, hanno affidato alla parola scritta la spiegazione della loro vita e

il loro riscatto.

Certo, c’è chi ha interesse a che una voce come quella di Cesare Battisti

venga tacitata per sempre. Chi, per esempio, contribuì alle tragedie degli

anni ’70 militando nelle file neofasciste o in quelle di organizzazioni ­

clandestine quanto i Proletari armati per il comunismo – chiamate Gladio o

Loggia P2, e sospettate di un numero impressionante di crimini. Chi fa oggi

della xenofobia la propria bandiera. In una parola, una gran parte del

governo italiano attuale.

Noi invece vorremmo che di scrittori capaci di affrontare di petto il

passato come Cesare Battisti ce ne fossero tanti, e che i cittadini francesi

capissero chi rischiano di perdere, per la vigliaccheria dei loro

governanti: un uomo onesto, arguto, profondo, anticonformista nel rimettere

in gioco fino in fondo se stesso e la storia che ha vissuto. In una parola,

un intellettuale vero. Non era tradizione della Francia privarsi di uomini

così, per farli inghiottire da una prigione. Ci auguriamo che la Francia non

sia cambiata tanto da tacere di fronte a un simile delitto.

Sì, delitto. Avete letto bene.

– Per aderire: http://www.miserabili.com/archives/012064.html#012064

– Il sito di Cesare: http://www.cesarebattisti.net/

– La petizione francese: http://www.mauvaisgenres.com/arrestation_battisti.htm

– Per saperne di più sul contesto giuridico e politico in cui furono processati molti degli attuali esuli parigini, cfr. Luther Blissett Project, “Nemici dello Stato. Criminali, mostri e leggi speciali nella società di controllo”, Derive Approdi 1999, scaricabile gratuitamente qui:

http://www.wumingfoundation.com/italiano/downloads.shtml

E’ un testo datato nelle sue parti più teoriche, che andrebbe depurato di certe forzature nonché riveduto e aggiornato per quanto riguarda l’Italia di oggi, ma lo crediamo ancora utile per la ricostruzione storica delle leggi d’emergenza sul terrorismo e le conseguenze che ebbero sulle vite di migliaia di persone (capp. 1-6).


I servizi speciali francesi hanno arrestato lo scrittore Cesare Battisti, rifugiato in Francia ormai da quattordici anni. Su di lui pende una domanda di estradizione presentata dal governo italiano, sulla base di una condanna pronunciata in contumacia oltre un ventennio fa.