DAI “FEDAIAN DEL POPOLO IRANIANO”

Riceviamo dall'”Organizzazione dei Guerriglieri Fedaian del Popolo Iraniano” e immeditamente pubblichiamo

“Domenica 25 Gennaio il Regime della Repubblica Islamica ha represso nel sangue la pacifica manifestazione degli operai delle industrie di estrazione di rame nella regione di kerman. Questa regione che nei giorni scorsi era stata colpita dal terremoto devastante di Bam, continua ad essere sotto stretta sorrveglianza”.

“I lavoratori precari rivendicavano la loro assunzione nel progetto di estrazione e raffineria di rame di Khatoon abad vicino a città di Babak. Tutto questo mentre il Regime versa nella più totale e profonda crisi di legittimità. Le forze di sicurezza hanno sparato sui manifestanti sia da terra che con elicotteri la regione e la città di Kerman sono sotto assedio per evitare manifestazioni popolari”.

“Mentre veniva represso nel sangue con vari morti e feriti la manifestazione operaia, ministro della difesa annunciava l’inizio della produzione dei missili “Raad” con più di 360 kilometri di portata”.

Sarebbe molto alto (e almomento sconosciuto) il numero dei morti e dei feriti tra gli operai che manifestavano e i cittadini di Khatunabad scesi in strada per dar loro man forte. E c’è chi parla esplicitamente di un impiego di bombe chimiche contro i dimostranti.

Durante gli scontri sono state attaccate banche, la sede della regione, tutti gli istituti governativi e i distributori di benzina e qualunque cosa riportava i simboli della Repubblica Islamica. Il comandante della polizia di Kerman ha dichiarato che alcuni cittadini sarebbero stati uccisi da “una forza armata” (probabilmente basij) e non dalle forze dell’ordine .

Gli scontri, da Khatunabad si sono allargati a Shar Babàk, dove sono rimaste uccise non meno di quattro persone. A Kashan gli operai di fabbrica tessile della città hanno manifestato spontaneamente contro la Repubblica Islamica. Un parlamentare vicino al presidente Khatami avrebbe affermato di avere le prove che le forze speciali averbbero colpito i manifestanti sparando con le mitragliatrice dagli elicotteri che sorvolavano i cortei di protesta.

“L’Organizzazione dei Guerriglieri Fedaian del Popolo Iraniano, rivolge un appello a tutte le forze democratiche e sindacali per sostenere la lotta del popolo iraniano per la libertà e democrazia, inoltre chiediamo l’abbandono della politica di dialogo da parte di vari governi europei e dell’Unione Europea con La Repubblica Islamica.

Alì Ghaderi

Responsabile Esteri “Organizzazione dei Guerriglieri Fedaian del Popolo Iraniano”

L’AVANA: INCONTRO MONDIALE CONTRO ALCA

Vertice contro l’ALCA, delegazioni di tutto il mondo all’Avana

L’Avana – 26 gennaio 2004 — Sono oltre 800 i delegati provenienti da tutta l’America Latina, ma non solo, che da oggi partecipano all’Avana al terzo ‘Incontro mondiale’ di lotta contro l’Area di libero commercio continentale (Alca), appoggiata dagli Stati Uniti ma osteggiata praticamente da tutti i governi sudamericani.

I partecipanti rappresenteranno tutto il continente, con una maggiore presenza da Messico, Canada, Brasile, Stati Uniti e Venezuela; all’incontro, che durerà fino al 30 gennaio, è previsto, tra l’altro, anche l’intervento di delegati provenienti da altri Paesi tra cui Francia, Italia e Germania.

Secondo Osvaldo Martinez, presidente della commissione organizzatrice e responsabile della commissione economica del parlamento cubano, la battaglia per fermare l’introduzione di un modello di mercato neo-liberista patrocinato da Washington e dalle grandi multinazionali “è entrata in una fase decisiva”.

Da questo incontro, ha auspicato Martinez “dovrà emergere l’accordo tra i movimenti sociali che si collocano nel cartello dell’Alleanza continentale” decisa a dire no all’Alca, un mercato unico potenziale di circa 800 milioni di persone, dall’Alaska alla Terra del Fuoco.

Ieri, proprio all’Avana, il patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, arrivato nell’isola caraibica per consacrare la nuova cattedrale di San Nicolas de Mira costruita per volontà personale di Fidel Castro, ha espresso una netta condanna del blocco economico attuato dagli Usa contro Cuba, definendolo un “errore storico”. “I problemi tra i popoli e i Paesi – ha detto il capo della chiesa ortodossa – si risolvono attraverso il dialogo e la comunicazione”.

UNA NUOVA AGENZIA D’INFORMAZIONE

WATCH-USA2004: Agenzia d’informazione indipendente

WWW.WATCH-USA2004.SPLINDER.IT

AGENZIA D’INFORMAZIONE INDIPENDENTE SULLE ELEZIONI PRESIDENZIALI AMERICANE

“Da martedì 27 gennaio 2004, sarà operativo in rete www.watch-usa2004.splinder.it, agenzia d’informazione indipendente sulle elezioni presidenziali americane. L’agenzia, supplemento quotidiano del sito web d’informazione www.reporterassociati.org, si occuperà della campagna elettorale più importante per i destini del mondo, dal 27 gennaio fino al 2 novembre 2004, data delle elezioni per la Casa Bianca”.

“News, informazioni dirette, retroscena dei candidati democratici che si sfideranno durante le primarie per scegliere il candidato che si batterà contro l’attuale presidente in carica, e sfidante repubblicano, GeorgeW. Bush. Un’attenzione particolare sarà riservata dall’agenzia ai candidati indipendenti che decideranno di confrontarsi nella campagna elettorale per la conquista della presidenza degli Stati Uniti”.

“Aggiornamenti continui, più volte al giorno, direttamente dai comitati elettorali dei candidati e dello sfidante, report senza mediazioni né censure, dalle organizzazioni che si battono per i diritti civili negli Usa e che hanno lottato con passione e coraggio contro la guerra e l’occupazione dell’Iraq. Corrispondenze, analisi e commenti in esclusiva per l’agenzia dalle fonti d’informazione indipendenti americane”.

“Da domani, martedì 27 gennaio 2004. Per ogni giorno, tutti i giorni fino al 2 novembre 2004”.

IRAQ: ONU DECIDE RITORNO A BAGHDAD

Iraq: Onu decide oggi il ritorno

BAGHDAD (Reuters) – 26 gennaio 2004 — Il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha annunciato che potrebbe decidere già oggi se inviare una missione in Iraq per contribuire al passaggio dei poteri dalle autorità statunitensi agli iracheni.

“Conto di prendere una decisio e domani o poco dopo”, ha detto Annan alla tv svedese, mentre Washington afferma di vedere un ruolo significativo per le Nazioni Unite nel passaggio dei poteri agli iracheni nel mese di giugno, in particolare per valutare la possibilità di svolgimento delle elezioni.

Annan ha inviato a Baghdad due esperti di sicurezza, per decidere se per ci sono le condizioni necessarie a garantire il ritorno di uno staff internazionale dell’Onu in Iraq. Nel frattempo, durante il fine settimana gli attentati esplosivi della guerriglia hanno ucciso sei militari Usa e quattro iracheni

LIVELLO RECORD DELLA DISOCCUPAZIONE NEL MONDO PER IL 2003

IL RAPPORTO ANNUALE DELL’OIL INTRAVEDE TUTTAVIA DEI SEGNI DI RIPRESA

Centottantasei milioni di disoccupati nel mondo. E’ la stima dell’ultimo rapporto stilato dall’ufficio internazionale del lavoro. Record “nero” per l’economia anche perché nel 2002 i dati erano meno negativi di quelli 2003 (185,4 milioni contro i 185,9 di quest’anno) e la situazione è ancor più preoccupante se si considera che le cifre sono quasi certamente sottostimate. Nelle statistiche Oil non è conteggiata per esempio quella massa di lavoratori “invisibili”: sono 550 milioni di persone nel mondo che vivono con appena un dollaro al giorno. La crescita del numero dei disoccupati non si arresta e colpisce soprattutto i giovani. Il tasso di disoccupazione tra quest’ultimi raggiunge quota 14,4%. Sono ben 88,2 milioni – è scritto nel “Global employment trends 2004” – i disoccupati nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni. Il quadro si fa a tinte fosche se si considera poi il fenomeno dell’«economia informale» descritto dall’Oil. Vale a dire di tutte quelle persone senza un posto “fisso”. Così come si amplia a dismisura il lavoro sommerso. «E’ difficile quantizzare questo fenomeno» conferma Luciano Vasapollo professore di statistica aziendale all’università La Sapienza di Roma nonché direttore del centro studi Cestes- Proteo. «Anche perché – aggiunge – esistono una serie di paesi nei quali non viene assolutamente conteggiata la disoccupazione poiché mancano strutture adeguate. E’ necessario considerare anche che nei paesi a capitalismo avanzato come l’Italia quando si parla del 9% del tasso di disoccupazione, in realtà si sta discutendo di un dato falsato perché non tiene conto di altri fattori: ad esempio non vengono conteggiati nelle stime tutti coloro che non si iscrivono alle liste di collocamento; né delle mille forme di lavoro nero e sommerso o del lavoro precario. Ricordo che, tre anni fa, erano uscite delle stime sulla disoccupazione in Europa e si parlava di 18-19 milioni di disoccupati senza tener conto dei lavoratori “a nero” ma solo considerando i precari avevamo allora stimato che in Europa non erano 18 i milioni di disoccupati ma ben 30. Per questo è indubbio affermare che i dati Oil sono da questo punto di vista “inattendibili”». E ad essere più colpiti sono i paesi in via di sviluppo per i quali l’Oil lancia un appello alle economie più avanzate. «Ridurre il debito estero, incrementare l’aiuto internazionale». Anche perché senza queste premesse «gran parte del mondo in via di sviluppo non sarà in grado di beneficiare degli effetti positivi di una domanda mondiale in aumento».


-IRAN: DRAMMATICHE NOTIZIE DI REPRESSIONE

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– UGANDA: IFJ SOSTIENE REPORTER ACCUSATI