La circolare, evidentemente frutto delle preoccupazioni nate nel Governo a seguito delle numerose iniziative su questa tematica da parte di molte amministrazioni che si accingono a modificare statuti e regolamenti al fine di introdurre il voto agli stranieri, spinge a considerare negativamente la possibilità che i cittadini extracomunitari possano accedere al voto amministrativo anche per l’elezione degli organi di decentramento comunale (consigli di quartiere, municipalità, ecc.) il cui funzionamento è disciplinato dallo statuto e dal regolamento comunale. Pertanto, allo stato attuale, secondo il Ministero, la normativa statale in atto non riconosce il diritto di elettorato attivo e passivo per i cittadini extracomunitari. “Come dire altolà a tutti i Comuni che stanno elaborando proposte di modifica delle prassi elettorali, proposte suffragate giuridicamente da èquipe di giuristi che godono di grossa considerazione professionale. Si tratta di progetti ambiziosi, che si scontreranno sicuramente, ed era preventivato, con ostacoli di varia natura, sia politici che burocratici e giuridici, di cui questa circolare non è che la prima avvisaglia…”, scrive Rosanna Marcato del Servizio Immigrati del Comune di Venezia. Nonostante l’orientamento che arriva dall’Unione Europea (recentemente è stata votata la relazione Morales favorevole al diritto di voto agli immigrati a livello locale ed europeo), il Governo italiano lavora in senso contrario. “E’ la prima volta”, dice l’eurodepuata Luisa Morgantini,” che viene introdotto un principio così importante per introdurre una misura concreta e potrebbe esercitare una spinta positiva sugli orientamenti dei singoli paesi, soprattutto su un paese come l’Italia dove la legge in vigore ha penalizzato ampiamente anche i diritti basilari dei migranti, come quello all’asilo e all’accoglienza”, riferendosi chiaramente alla cosiddetta legge Bossi-Fini. Intanto continua ad allungarsi la lista delle amministrazioni comunali che danno mandato alla Commissione di elaborare la modifca dello Statuto comunale per introdurre il diritto di voto.Non ultimo il Comune di Brescia. A metà febbraio il Consiglio Comunale di Brescia ha approvato una mozione e un ordine del giorno sul diritto di voto ai migranti presentati dal consigliere Manlio Vicini (PRC) e sostenuti dalle Associazioni dei migranti e dal Brescia Social Forum. Abbiamo chiesto all’Avv. Manlio Vicini come si è lavorato in città su questo tema. Risposta: Abbiamo seguito la strada aperta da Genova, Venezia e che si sta percorrendo in diverse città. Anche a Brescia – soprattutto grazie alle mobilitazioni del movimento dei migranti che hanno incalzato le forze politiche della città – siamo riusciti a imporre al centrosinistra la mozione, poi sottoscritta dalle forze di maggioranza. La Mozione impegna la Commissione Statuto del Comune, entro la fine di quest’anno, a elaborare una modifica nel senso dell’attribuzione del diritto di voto ai cittadini immigrati residenti.Ora si apre un percorso che vedrà la stessa Commissione avere posizione diverse sia sui requisiti richiesti per partecipare al voto sia sulla possibilità concreta di questo passaggio. D: Come commenti la circolare del Governo che interviene, in senso negativo, sull’operato dei comuni? Che cosa succederà dal punto di vista legislativo? R: Dal punto di vista legislativo il percorso che diverse amministrazioni stanno facendo (fondato su pareri di studiosi di rango, ecc.) non sempre è semplice perché si tratta di interpretare la Costituzione. Molti hanno interpretazioni diverse. Si tratta di essere convinti dell’interpretazione cioè che ampliando i poteri dei comuni questi hanno la possibilità di intervenire modificando lo Statuto. La circolare è un monito e cerca di fermare un percorso politico e amministrativo che si sta diffondendo e può essere il preludio di quelle che potranno essere interventi degli organi di governo nel caso in cui il percorso dei comuni arriverà a compimento. Potranno essere sollevate questioni di legittimità costituzionale. La circolare può indicare quale potrebbe essere l’orientamento da parte del Governo. Con maggior forza e convinzione bisognerà portare avanti questo percorso, sapendolo sostenere fino in fondo. Dico questo perché a Brescia c’è già chi – nel centrosinistra – inizia a dire “..ma si potrà fare solo nell’ambito di una legge nazionale…”. Noi crediamo invece che si possa fare e vogliamo che questo percorso sia difeso sia politicamente che in sede giudiziaria.

Meltingpot.org


“Pervengono in questi ultimi tempi segnalazioni di iniziative poste in essere da diversi comuni finalizzate ad estendere, attraverso modifiche statutarie, il diritto di elettorato attivo e passivo nelle consultazioni amministrative e per il rinnovo di organi di decentramento comunale ai cittadini extracomunitari stabilmente residenti nel nostro Paese…”Inizia così la recente Circolare del Ministero dell’Interno con la quale si delegittima ogni iniziativa comunale volta a garantire il diritto di voto ai cittadini di paesi extraeuropei.