DAL NOSTRO INVIATO SALO’ (Brescia) – Sdoganata anche la Repubblica sociale? Pare di sì, almeno al bar. Dopo il tira e molla con il comune esitante, in centro a Salò ha riaperto un vecchio locale che sbandiera un nome nuovo e pieno di nostalgia. «Bar Nero», appunto. Per capire il clima, a parte l’ insegna, e il color corvo della divisa degli addetti, basta un’ occhiata, meglio: un sorso, alle bottiglie sul bancone. Un «Semprenero» per esempio, in realtà un Garda classico, con il duce che dall’ etichetta saluta alla romana. Oppure il «Nero dei Camerati» (un buon Groppello) dove Lui, a cavallo, incita i militanti con l’ indimenticabile «Me ne frego». O ancora il «Bianco Repubblica di Salò», la «Grappa del Duce» e via mescendo. Giangi il gestore – Gianluigi Pezzali, consigliere comunale della Fiamma – ti apre la saletta-sacrario. Qui i «Vini della storia» (parola di dépliant) scorrono nei calici in una scenografia di fasci littori, libri rari su quegli anni, stampe, gagliardetti, il fazzoletto che una coraggiosa ausiliaria ha salvato dalla tasca del duce in piazzale Loreto. Trent’ anni di ricerche. Un angolo per i gadget: dalla camicia nera al busto del duce (da 8 a 25 euro). «Speriamo nei turisti tedeschi, d’ estate». I camerati affluiscono verso sera e Antonio mostra fiero la cassetta con gli inni del fascio. Tre balilla: «I libri di scuola non ci convincono». L’ 11 febbraio, alla riunione dell’ Associazione «Catarsi» è attesa, chissà, Alessandra Mussolini (di Fini meglio non chiedere) . «La storia è storia», sentenzia il Giangi sturando il «Nero Camerati». Qui in effetti è un fiorire di gruppi e siti decisi a rivalutare la Rsi e la Rai è in contatto con i giovani dell’ Associazione culturale Lago d’ Italia per un ciclo di trasmissioni. Ideologie, miti, forse un pizzico di business. Colto al volo dall’ avvocato Sandro Redaelli De Zinis, titolare di una grossa tenuta a Calvagese – agriturismo, ristorante, vendita prodotti tipici – e inventore dei «Vini della Storia» («Di famiglia – confida – son di destra però mio padre aveva nascosto 17 ebrei»). Deserte e desolate, d’ inverno, le strade di Salò mentre a Predappio – strizza l’ occhio Giangi – sono sempre al lavoro 25 negozi di souvenir. Il revisionismo, degli affari, passerà per il Bar Nero di Salò ?

dal “CORRIERE”

venerdì, 16 gennaio, 2004

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Mobilitazione a Salò l’11/2 (on.Mussolini inaugura il “bar nero”) e il 28/2 (CORTEO ANTIFASCISTA)

E non è tutto! la fiamma di salò sta raccogliendo un vagone di firme per fare un monumento in piazza ai caduti della rsi, perchè probabilmente per farlo al duce aspettano ancora un po’.. comunque il negozio è qualcosa di inquietante, chi nn l’ha visto non si rende conto!!

mercoledi 11 febbraio arriva la mussolini, e noi antifascisti della zona la accoglieremo come si merita la nipote di cotanto sacco di merda…ogni appoggio ed aiuto è gradito, vogliamo portare l’antifascismo in casa dei fasci passando dalla porta principale!! sabato 21 febbraio, ore 16 piazza Vittoria ci sarà invece un corteo antifascista contro il revisionismo e la connivenza delle istituzioni con certe realtà chiaramente fuorilegge…ci aspettiamo una risposta nonsolo dal garda e dalla valsabbia,ma pure da tutti coloro che si riconoscono nei valori della Resistenza! la posta è alta, la città è il loro santuario, facciamoci vedere!!

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La raffinata politica dei neofascisti

Nella notte di venerdi’ 2 gennaio, a Verona, un gruppo di nazifascisti e’ entrato in un’osteria frequentata da compagni, da decenni simbolo della Verona che resiste, con chiaro intento provocatorio. I compagni presenti nel locale hanno dapprima cercato di cacciarli fuori, ma questi hanno rotto tavoli e sedie e hanno cominciato ad aggredire alcune persone. Il risultato e’ stato di un ragazzo colpito alla testa da un bicchiere rotto, alcuni contusi e qualche tavolo e sedia rotto. La rissa si e’ poi spostata al di fuori del locale dove i compagni hanno inseguito la squadraccia disperdendola


Aperto a Salò il «Bar Nero»: nostalgia e business. Iniziative ispirate alla Repubblica sociale. Gadget, vini storici e la «Grappa del duce» nella saletta-sacrario del locale.