Venerdì 12 ottobre in molte città studenti medi ed universitari sono scesi in piazza contro Fioroni e il suo modello aziendale di scuola. La data, inizialmente promossa da associazioni studentesche “filo-governative”, in tutta Italia come a Mantova è stata segnata da manifestazioni che non lasciano spazi all’ambiguità: studentesse e studenti non hanno governi amici.

Venerdì 12 ottobre in molte città studenti medi ed universitari sono scesi in piazza contro Fioroni e il suo modello aziendale di scuola. La data, inizialmente promossa da associazioni studentesche “filo-governative”, in tutta Italia come a Mantova è stata segnata da manifestazioni che non lasciano spazi all’ambiguità: studentesse e studenti non hanno governi amici.
Dopo il grande movimento studentesco contro la riforma Zecchino-Moratti c’era molta attesa per questo governo che inglobava(in modo soffocante) anche le sinistre cosiddette “di governo”: oggi, a carte scoperte, gli studenti vedono l’assoluta continuità in materia di istruzione tra il governo Prodi e quello Berlusconi e non ci stanno a farsi raccontare altre favole.

In un clima ostile, come denunciano alcuni studenti, in cui presidi e insegnanti minacciano quasi quotidianamente sospensioni e/o provvedimenti contro chi manifesta,contesta o anche solo, molto grave, distribuisce un volantino -fuori- da scuola e dove i media “ufficiali” spesso non rispondono alla verità di cronaca ma alle burocrazie di partito che puntano a nascondere/minimizzare il crescente conflitto sociale, gli studenti hanno preso la parola e hanno attraversato la città di Mantova con un lungo e colorato corteo.

Nelle parole degli interventi che i compagni del collettivo ‘aca toro e altri studenti autorganizzati hanno fatto dal furgoncino e negli slogan del corteo si è potuta percepire una forte opposizione all’attuale governo e alla gestione liberista del sistema educativo che porta avanti: le riforme piovono dall’alto sulle teste di chi vive veramente la scuola ogni giorno, vengono garantiti sempre meno finanziamenti(mentre aumentano per spese di guerra…), adducendo come scusante la presunta autonomia scolastica e i metodi educativi rispondono sempre più ad una logica “securitaria”: emblematico è il fatto che mentre gli studenti chiedono trasporti accessibili, pubblici e di qualità e un sostegno al diritto allo studio minato, tra l’altro, da un caro-libri insostenibile, quasi quotidianamente davanti alle scuole vi sia una sgradita presenza di tutori dell’ordine messi lì a “rassicurare” studenti e genitori! .

Dopo il lungo percorso di opposizione alla Moratti che culminò alle occupazioni del 2005 e all’assedio al parlamento dell’ottobre dello stesso anno, ricomincia un percorso sempre più radicale, autonomo e slegato da burocrazie varie per rivendicare una scuola egualitaria, gratuita, laica e -veramente- formativa invece delle fabbriche di precari che il capitalismo, con le facce alternate di Prodi, Berlusconi o Veltroni mira a costruire; un nuovo periodo di lotte volto a garantire un libero accesso ai saperi, in cui l’obbiettivo non sia solo l’avviamento al lavoro ma una concreta crescita culturale.
di em@