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La prima causa di morte violenta femminile, fra i 16 e i 44 anni, è la violenza subita in famiglia dal partner. Secondo i dati ISTAT del 2004, il 2,9% delle donne italiane, dai 14 ai 59 anni, è stata soggetto, almeno una volta, di violenza tentata o consumata. Bisogna sottolineare inoltre che la maggior parte delle vittime non denunciano l’abuso: per paura, per vergogna, perché non è solo il corpo ad essere violato, ma la più profonda e più difficile da risanare è la ferita interna che si crea.

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La prima causa di morte violenta femminile, fra i 16 e i 44 anni, è la violenza subita in famiglia dal partner. Secondo i dati ISTAT del 2004, il 2,9% delle donne italiane, dai 14 ai 59 anni, è stata soggetto, almeno una volta, di violenza tentata o consumata. Bisogna sottolineare inoltre che la maggior parte delle vittime non denunciano l’abuso: per paura, per vergogna, perché non è solo il corpo ad essere violato, ma la più profonda e più difficile da risanare è la ferita interna che si crea.
La donna perde la propria dignità e la propria autostima, diventando succube dell’uomo, sottomessa al suo potere e alla sua volontà. Il corpo è considerato oggetto di consumo, un semplice mezzo di piacere e di riproduzione, grazie anche alla complicità della società, che alimenta queste concezioni e incita, implicitamente, alla violenza sessuale.
I colpevoli spesso non sono degli sconosciuti, ma amici, fidanzati, mariti o addirittura padri: la casa diventa teatro di umiliazioni e soprusi, non più un luogo sicuro in cui trovare protezione. La donna quindi non si sente solo umiliata e isolata, ma si autocolpevolizza, credendosi la causa dei problemi con il partner.
Scene di violenza avvengono anche sul lavoro: dalle intimidazioni alle minacce, fino ad offerte di assunzione o promozione in cambio di prestazioni sessuali.
La violenza sulle donne riguarda tutte, ricche o povere, di qualsiasi età, di ogni società e cultura: è la violazione dei diritti umani più diffusa nel mondo.
Per denunciare questo fenomeno, spesso taciuto, è stata scelta la giornata del 25 novembre, in ricordo delle tre sorelle Miraball, torturate, stuprate e uccise dai servizi segreti di Santo Domingo nel 1960, per aver voluto visitare dei prigionieri politici.
Controviolenzadonne ha organizzato una manifestazione il 24 novembre a Roma per dare voce alle donne che subiscono qualsiasi tipo di violenza, bisognose di confidarsi e di trovare un sostegno.
Il corteo partirà alle ore 14 da piazza della Repubblica per raggiungere piazza Navona.
Anche il collettivo femminista Colpo di Streghe vi parteciperà, per dichiarare il bisogno di libertà e autonomia nella vita delle donne, la necessità di reprimere l’abuso di potere sui propri corpi.
Chiediamo maggiore attenzione da parte di chi governa.
Vogliamo una legge che affronti la violenza come conseguenza dell’ingiusta ineguaglianza tra donne e uomini, che cerchi di prevenirla e combatterla tramite campagne di sensibilizzazione, con la creazione di centri di aiuto, seguendo l’esempio dei centri antiviolenza già esistenti e dei movimenti per la tutela delle donne.

Per info e adesioni:
email: colpodistreghe@libero.it
cell 3383660080
di CfCs