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Giovedì 7 febbraio si è tenuta presso l’istituto superiore Bonomi-Mazzolari una assemblea tra l’associazione dei presidi delle scuole mantovane e il vescovo Mons. Busti, promotore dell’incontro. L’ordine del giorno si basava sulla volontà curiale di dare un nuovo “corso” all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole e dare più spazio a temi etici.
In un contesto dove gli studenti vengono relegati dalle scelte di dirigenti e ministri a semplici soggetti passivi e assistono continuamente alle “invasioni di campo” clericali, avevamo deciso di portare la nostra voce critica direttamente dentro l’assemblea.

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Giovedì 7 febbraio si è tenuta presso l’istituto superiore Bonomi-Mazzolari una assemblea tra l’associazione dei presidi delle scuole mantovane e il vescovo Mons. Busti, promotore dell’incontro. L’ordine del giorno si basava sulla volontà curiale di dare un nuovo “corso” all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole e dare più spazio a temi etici.
In un contesto dove gli studenti vengono relegati dalle scelte di dirigenti e ministri a semplici soggetti passivi e assistono continuamente alle “invasioni di campo” clericali, avevamo deciso di portare la nostra voce critica direttamente dentro l’assemblea.

Abbiamo ritenuto importante creare un contraddittorio diretto per stimolare un dibattito a tutto campo su scuola e religione, una realtà già avviata a livello europeo che stenta ad iniziare in Italia.
Partendo da situazioni e presupposti diversi il risultato è stato lo stesso visto alla Sapienza di Roma: alla nostra delegazione di studenti è stata negata la possibilità di prendere parte all’assemblea nonché di entrare fisicamente nel perimetro dell’istituto a causa del blocco esercitato dalle forze dell’ordine.
Ancora una volta è emersa “dall’alto” la difficoltà di confrontarsi in momenti di democrazia reale sicuramente diversi dai “meeting” costruiti e pre-confezionati ad arte per i media(o per l’elettorato). Nonostante una campagna politica volta a definirci “intolleranti”, “violenti” o ” da rieducare”, portata avanti soprattutto da esponenti di Forza Italia( liberali a giorni alterni) siamo stati noi ad essere esclusi da una possibilità di dialogo su questioni che ci riguardano.
Una conferma del clima di Ingerenze ecclestiastiche e genuflessioni politiche, l’ultima in linea temporale è quella del “rosso” Nichi Vendola dalle colonne del Foglio, che testimoniano il degrado culturale di un paese che non sa sottrarsi alla subordinazione al Vaticano e che applaude alla paccottiglia patriarcale proposta da Giuliano Ferrara contro la liberta’ e l’autodeterminazione delle donne.
Noi non ci stiamo, siamo convinti che sia necessario un cambiamento e che debba partire dal basso tramite l’autorganizzazione dei soggetti di movimento: per questo aderiamo con convinzione alla manifestazione NoVat di sabato a Roma e sosteniamo l’appello dei docenti universitari (già oltre 1500 le firme) a sostegno delle ragioni dei loro colleghi della Sapienza che avevano espresso un parere contrario alla inaugurazione dell’anno accademico da parte del Papa.

di ‘Aca Toro