Le nuove norme varate dal Governo sulla presentazione delle liste alle elezioni ‘ci discriminano e mi sembrano incostituzionali’. Lo ha detto a Torino il senatore Franco Turigliatto prima di intervenire in un convegno sul lavoro organizzato da Sinistra Critica. Il riferimento, in particolare, e’ alla norma che permette ai partiti di non raccogliere le firme per presentare le liste se hanno due parlamentari.
(AGI) – Roma, 16 feb. – Sinistra critica rivolge un appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano a proposito del decreto elettorale del governo, che permetterebbe a “tutti di presentare le liste senza raccogliere le firme, eccetto che per una lista di sinistra, con la falce e martello nel simbolo”.
Lo annunciano i parlamentari di Sc, Salvatore Cannavo’ e Franco Turigliatto, che sottolineano: “Domani, il coordinamento nazionale, che si riunisce a Torino, decidera’ se presentarci o meno alle elezioni. Potremmo essere l’unica forza politica presente in Parlamento obbligata a raccogliere le firme.
Confidiamo si arrivi a una interpretazione non discriminatoria del decreto e nel senso istituzionale e democratico del Presidente Napolitano. In ogni caso ci aspettiamo presto delle risposte, altrimenti non potremo che porre la questione in tutte le sedi e in tutte le forme che valuteremo opportune, nessuna esclusa”

(ANSA) – TORINO, 16 FEB – Le nuove norme varate dal Governo sulla presentazione delle liste alle elezioni ‘ci discriminano e mi sembrano incostituzionali’. Lo ha detto a Torino il senatore Franco Turigliatto prima di intervenire in un convegno sul lavoro organizzato da Sinistra Critica. Il riferimento, in particolare, e’ alla norma che permette ai partiti di non raccogliere le firme per presentare le liste se hanno due parlamentari.
‘Questa legge – ha detto Turigliatto – preserva tutti, il centro, la destra, i movimenti reazionari, e discrimina, a quanto pare, soltanto la sinistra anticapitalista’. Secondo notizie raccolte a Torino, Sinistra Critica ha cominciato a contattare dei parlamentari e medita di rivolgersi al Capo dello Stato. ‘In ogni caso – conclude Turigliatto – domani decideremo cosa fare. E’ necessario che posizioni come le nostre siano presenti in Parlamento, perche’ c’e’ una forte domanda che emerge dalla societa’. Le cosa cambieranno solo con un altro Sessantotto e un altro Sessantanove: non bastano le deleghe ai partiti, bisogna tornare protagonisti con la partecipazione e la presenza democratica nei quartieri e nei luoghi di lav

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