Ok, lo possiamo dire… l’ avevamo detto, gridato e per questo abbiamo volantinato e manifestato, l’ emergenza che si prospetta per il prossimo anno scolastico per alcuni istituti mantovani, si chiama SUPERCLASSI.
Al liceo scientifico Belfiore, ad esempio, le attuali 7 secondi classi, diventeranno in settembre 6 terze, con un numero di studenti di 28-29 ragazzi per aula, in alcuni casi si potrebbe arrivare a 30 se non si gestiscono bene le bocciature. Lo stesso allarme arriva dall’ Istituto d’ arte Giulio Romano, dove addirittura era stato ipotizzato di fondere due future quinte in una superclasse di 30 studenti.

Il preside Antonio Piazza ha dichiarato che le forti perplessità espresse hanno convinto l’ amministrazione a cambiare scenario, ma si puntera ugualmente a unire le classi meno numerose.
Ma cosa sta succedendo? Che fine ha fatto la scuola dell’ autonomia tanto celebrata dai ministri Moratti e Fioroni? Il modello che doveva garantire un percorso formativo rigoroso e individualizzato, dare più strumenti e mezzi alle scuole ed eliminare bullismo e debitori formativi?
In classi da 30 ragazzi è già difficile fare un’ora di lezione e il problema è come al solito economico. Nonostante infatti il provveditorato abbia ottenuto dalla regione 57 cattedre in più ( 9 alle materne, 28 alle elementari, 8 alle medie e 12 alle superiori ), la situazione degli organici rimane deficitaria rispetto alla crescità della popolazione scolastica, che il prossimo anno aumenterà di un numero tra i 500 e i 700 studenti.
Il dirigente del liceo scientifico Belfiore e dell’ AISAM Ernesto Flisi ammette che: ” classi da 30 ragazzi non sono il massimo sotto il profilo didattico, ma queste sono le prospettive, gli organici stanno diventando una criticità per le scuole mantovane. La preside dell’ Ipsia Vinci dichiara che anche lei ha dovuto unire due quarte per formare una quinta da 30 studenti, la maggior parte dei queli si è vista cambiare tutti i professori l’ anno dell’ esame di stato.
Questo è il risultato di quindicianni di politiche ultraliberiste che hanno progressivamente delegittimato la scuola pubblica, che sta sicuramente seguendo una parabola discendente nella qualità del percorso formativo offerto.
La famosa autonomia scolastica che doveva dare più poteri ai singoli presidi ha tolto molti finanziamenti pubblici con le scuole mettendo le scuole in competizione fra loro per quelli privati. Se molte famiglie in italia non arrivano alla fine del mese, le scuole non arrivano alla fine dell’ anno, gite sponsorizzate da industrie locali, stage guidati dal padronato mantovano, classi senza supplenti e strutture inadeguate al numero di studenti. La Moratti prima, Fioroni poi hanno innestato il modello americano nel Belpaese ( se possiamo ancora chiamarlo così ), fornendo sempre più finanziamenti alle scuole private paritarie e tagliandoli a quelle pubbliche, costrette a correre tra le braccia dei privati. Mentre il ministro Fioroni faceva roboanti discorsi in nome della fermezza e della serietà della scuola pubblica italiana per sostenere i suoi esami di riparazione, firmava documenti in cui prevedeva il taglio di 47.000 docenti entro il 2011 precarizzando gran parte del corpo docenti.

di COLLETTIVO STUDENTESCO ACA TORO