Nessuno sgombero ferma le lotte

I resti di Libera
A Marzaglia, nord di Modena, la giunta comunale del PD ha sgomberato e immediatamente raso al suolo lo spazio sociale libertario Libera , che da 8 anni lotta contro la devastazione ambientale di quell’area attraverso pratiche di autogestione e di organizzazione dal basso. Lo scopo del comune infatti è quello di costruire sulle aree verdi dove sorgeva Libera, nel cui sottosuolo sono presenti importanti falde acquifere, una grande pista automobilistica, un autodromo.

Lo sgombero è iniziato a mezzogiorno dell’8 agosto (08/08/08), in piena estate, sperando evidentemente di cogliere di sorpresa, e di distruggere Libera senza che nessuno -o quasi- ne fosse al corrente per tempo . I compagni invece, presenti sul posto o richiamati, hanno resistito a lungo, barricandosi dentro, salendo sul tetto, incatenandosi all’edificio. Purtroppo il massiccio schieramento di forze dell’ordine (con ruspe al seguito) ha avuto la meglio, e per le 9 di sera Libera era un cumulo di macerie.

Salva libera!
Questa è la risposta che l’amministrazione comunale targata PD ha dato ad oltre 5 anni di lotte contro il progetto dell’autodromo, con la creazione del Comitato contro l’autodromo, lo sviluppo di progetti di coltivazione biologica, l’indimenticabile Fiera dell’Autogestione, e la manifestazione del 14 giugno nella quale migliaia di persone provenienti da tutta italia hanno dimostrato la loro solidarietà verso gli abitanti di Libera e il loro desiderio che quest’area verde venga salvata dall’ennesima cementificazione.

Ancora una volta un devastante progetto edilizio vince su una proposta ecologica e di rispetto dell’ambiente; ancora una volta si preferisce grandi operazioni commerciali a beneficio dei soliti noti invece di attività sociali a beneficio di tutti; ancora una volta si risponde con manganelli, ruspe e violenza a chi parla il linguaggio dell’autogestione, del rifiuto dell’autorità, dell’autorganizzazione, della libertà e -perché no- dell’anarchia; ancora una volta tutto questo viene fatto da un “centro-sinistra” che non solo non ha più nulla di sinistra, ma ha anche poco di centro, inseguendo in una folle corsa le destre fasciste e autoritarie.

I muri di Libera sono caduti, ma i suoi abitanti – il collettivo degli agitati – non si arrende e rilancia: il 19-20-21 settembre 3 giornate di azione e mobilitazione. Il 20 settembre, corteo nazionale. Partecipiamo tutti, per non lasciarli soli.

Links
comunicato di Libera
feature su Indymedia EmiliaRomagna
Radio Onda d’urto intervista Saul dell’assemblea di Libera
[mp3]

di MantovaAntagonista