onda Da Nord a Sud il mondo scolastico mostra importanti segnali di vita. Manifestazioni, proteste, lutti ed occupazioni si sono susseguite negli ultimi giorni. A determinarle la Riforma dell’Istruzione elaborata e difesa a denti stretti dalla Ministra gelmini, in linea con le riforme dei precedenti governi: dall’introduzione del maestro unico al depotenziamento delle Università che private di fondi centrali si vedono incanalate nell’unica strettoia dell’acquisizione da parte di fondazioni.
La protesta vede protagonisti mamme,insegnanti, ricercatori e studenti e si passa dalle occupazioni delle scuole elementari e delle superiori fino quelle degli Atenei.
Nonostante l’approvazione, attraverso il voto di fiducia, del Governo del ddl Gelmini e le minacce di Berlusconi la contestazione continua, di seguito alcuni aggiornamenti dal mantovano.
aggiornamenti da tutta Italia su: www.ateneinrivolta.org

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Da Nord a Sud il mondo scolastico mostra importanti segnali di vita. Manifestazioni, proteste, lutti ed occupazioni si sono susseguite negli ultimi giorni. A determinarle la Riforma dell’Istruzione elaborata e difesa a denti stretti dalla Ministra gelmini, in linea con le riforme dei precedenti governi: dall’introduzione del maestro unico al depotenziamento delle Università che private di fondi centrali si vedono incanalate nell’unica strettoia dell’acquisizione da parte di fondazioni.
La protesta vede protagonisti mamme,insegnanti, ricercatori e studenti e si passa dalle occupazioni delle scuole elementari e delle superiori fino quelle degli Atenei.
Nonostante l’approvazione, attraverso il voto di fiducia, del Governo del ddl Gelmini e le minacce di Berlusconi la contestazione continua, di seguito alcuni aggiornamenti dal mantovano.
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30 ottobre: MANIFESTAZIONE: ci bloccano il futuro, blocchiamo la città!

Alle 8.30 la pensilina di viale risorgimento è già gremita di studenti che scandiscono cori contro la riforma Gelmini. Ci sono già molti studentesse e studenti delle magistrali, dello scientifico, dell’itis, dell’istituto d’arte e anche piccoli gruppi dal Mantegna e dal Virgilio insieme a diversi universitari. Più defilati già un nutrito gruppo di insegnanti che da subito seguirà il corteo.
Inizia la manifestazione e si percorre viale risorgimento: davanti lo striscione “l’onda anomala non si ferma” e dietro gli studenti che minacciano “noi la crisi non la paghiamo”.
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Musica e interventi dal camioncino mentre il corteo si ingrossa col passare dei minuti fino all’entrata degli studenti del collettivo studentesco del MAnzoni di Suzzara, arrivati dalla stazione dei treni in un corteo spontaneo(funebre e con tanto di bara dell’istruzione pubblica).
Dai passanti e dai balconi è un fluire di applausi, pugni chiusi e segnali di incoraggiamento.
Negli interventi ce n’è per tutte le riforme fatte dal centrodestra(Moratti/Gelmini) e centrosinistra(Berlinguer,Fioroni/Mussi) negli ultimi quindici anni: provvedimenti che hanno massacrato l’istruzione e l’università pubblica; anni in cui non sono mai scese le spese militari e i finanziamenti all’istruzione privata.
Finita la lunghissima via conciliazione il corteo spunta in corso Vittorio Emanuele mentre si aggiunge un altro gruppo di insegnanti.
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“Siamo mille” urlano dal camioncino e il colpo d’occhio dallo stesso è sorprendente. Si continuano a susseguire interventi degli studenti fino a via Frutta(la via dello spazio sociale!); qui il corteo riceve ancora altri manifestanti: un centinaio di insegnanti si sono staccati dal presidio in piazza Mantegna per raggiunguere il grandissimo corteo di quelli che “questa è la nostra democrazia, tremonti in miniera, gelmini in Fonderìa”.
All’imbocco di via Corrado il corteo si ferma per un sit-in a cui fa seguito un intervento sulla crisi economica, la crisi del grande capitale che i governi( indipendentemente dal colore politico) vorrebbero far pagare a lavoratori e studenti: “occorre salvare le scuole, non i banchieri e continuare la lotta degli studenti insieme a tutto il mondo della scuola per continuare questa grande onda di movimento” si grida dalle casse del soundsystem e il corteo ad Unicredit banca rivolge il suo “noi la crisi non la paghiamo”(uno degli slogan più gettonati).
Cori continui fino a raggiungere l’università dove il corteo si ferma e parlano due insegnanti precarie incitando alla lotta e ad una unità lavoratori-studenti fino a far tornare il governo sui suoi passi(le lotte francesi del 2006 contro il CPE hanno fatto scuola).

Arrivati in piazza San Giovanni dal furgone, visto che il provveditorato è la sede locale del ministero dell’istruzione, si lancia lo slogan: “stiamo arrivando, Gelmini stiamo arrivando”. Davanti al provveditorato dopo una sequela di fischi all’indirizzo della ministra una delegazione di studenti viene ricevuta dal provveditore che come privato cittadino è preoccupato per questi tagli travestiti da “riforma”.
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Il corteo si scioglie arrivato in piazza Virgiliana(alcuni proseguiranno raggiungendo il presidio in piazza mantegna) non prima degli ultimi interventi e il tempo di darsi appuntamento per le prossime riunioni e mobilitazioni.

E’ stata una giornata grandiosa, una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni a Mantova: la ribellione di chi non è disposto a pagare la crisi e a subire tagli enormi e chiamarli “riforma”. Da oggi però bisogna guardare al futuro. Mentre l’onda anomala non accenna ad arrestarsi ma (viste le mobilitazioni in tutto il paese) a crescere e si comincia a paventare uno sciopero generale ad oltranza. la proposta del referendum abrogativo del PD rischia di smorzare la mobilitazione e di metterla in una posizione di “stand-by”. Appare quindi come una proposta del Pd che serve a quel partito per darsi un’iniziativa politica. Occore invece far crescere il movimento: realizzando Comitati unitari in difesa della scuola pubblica, costruendo l’asse tra studenti medi e universitari La strada maestra è l’autorganizzazione e il protagonismo diretto di studenti, insegnanti, genitori.

29 ottobre: sit-in e cortei improvvisati
sitinstudenti del liceo scientifico e dell’itis si sono radunati davanti al liceo belfiore per un sit-in di protesta contro la riforma Gelmini già dal mattino: alla notizia del voto in senato un corteo spontaneo non autorizzato di oltre 150 studenti è partito per le vie della città al grido di ~noi la crisi non la paghiamo~ per raggiungere l’istituto magistrale in autogestione.
Raggiunte le magistrali il corteo, che scandiva cori contro le scuole private, e stato fatto oggetto di lanci di bottigliette di plastica e lattine piene dalle finestre del vicino istituto privato Redentore.

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Diversi studenti dell’istituto d’arte hanno disertato le lezioni improvissando una assemblea autogestita all’esterno dell’istituto
che si è poi trasformata in un corteo non autorizzato che ha sfilato per le vie del centro.

28 ottobre: Fiaccolata per la scuola pubblica
martedì 28 ottobre a Mantova si è tenuta una grande fiaccolata organizzata da insegnanti e genitori della scuola elementare Pomponazzo per protestare contro la riforma Gelmini e i danni che arrecherà all’istruzione.

28-29 ottobre: Istituto magistrale Isabella d’Este: autogestione
estePer due giorni l’istituto magistrale I. d’Este è stato autogestito direttamente dalle studentesse e dagli studenti per protesta contro la riforma Gelmini. Durante l’autogestione sono state concretizzate diverse attività come: Cineforum con dibattito, corsi di sensibilizzazione sul femminismo e sull’animalismo, laboratori artistici e di giocolerìa; numerosi i dibattiti (in primis sulla Gelmini).
Gli studenti si sono dimostrati interessati,partecipi e ben organizzati. è in programma la prosecuzione dell’autogestione dopo il voto al senato.


-22-24 ottobre – Suzzara:autogestione
(cronaca in arrivo)

– scuole elementari-
pozz1Lenzuola bianche listate a lutto sul cancello d’ingresso della scuola elementare Pomponazzo di via Porto.
Nei giorni scorsi, anche alla scuola elementare di Lunetta, la Allende, è affiorata la protesta contro il ritorno della figura
del maestro unico e i tagli alle risorse e agli organici. Davanti la scuola è stato appeso un cartello con slogan contro i provvedimenti
del ministro all’istruzione.
A Pozzolo(Marmirolo) alla notizia della probabile soprressione della scuola elementare sono comparsi teli a lutto davanti l’istituto. In tutta la frazione sono comparsi striscioni di protesta che manifestano l’indignazione per il provvedimento.

di l’onda anomala