Negli scorsi mesi il movimento studentesco a Mantova come nel resto d’ Italia ha inondato le piazze per gridare a gran voce ‘ Noi la crisi non la paghiamo’, per difendere la scuola pubblica attaccata frontalmente da una finanziaria che faceva cassa sul sistema formativo ( 1/3 della finanziaria, ovvero 8 miliardi sono tagliati dall’istruzione ) per pagare banche, imprese e grandi capitali finanziari.
Dopo un paio di mesi vediamo le ricadute di quella riforma che la propaganda di governo dipingeva come ‘ risolutrice ‘ dei problemi di qualità e efficienza della scuola pubblica. Questi primi due mesi del 2009 non sono caratterizzati solamente dall’economia che non tira, dalle aziende che chiudono e dai lavoratori messi all’angolo da affitti e mutui, ma anche dalle lamentele dei presidi mantovani per la mancanza di fondi per garantire il normale svolgimento delle attività.
Siamo la generazione dell’eterna incertezza, dell’eterna precarietà, siamo soggetti in formazione a cui da anni viene dequalificato il sapere attraverso riforme che si traducono in tagli e perdità di democrazia. Di fronte a noi un futuro lavorativo incerto, un mondo del lavoro selvaggio nel quale ai lavoratori è stato tolto tutto per renderli attaccabili e ricattabili di fronte alle necessità di padroni e profitti. Per questo solidarizziamo con i lavoratori che domani sciopereranno.
Nonostante lo sforzo di ministri, presidi e istituzioni, noi , attraverso le nostre autogestioni, le manifestazioni e tutte quelle forme di critica che hanno riempito la nostra protesta, abbiamo imparato a non abbassare la testa, NOI PENSIAMO e CI AUTORIFORMIAMO.

Chiediamo in primo luogo a Provincia e Comune di istituire un FONDO di FINANZIAMENTO STRAORDINARIO che vada a coprire gli aumenti alle tasse scolastiche annuali, le spese che molti studenti sostengono ogni anno per TRASPORTI, LIBRI SCOLASTICI E MATERIALE DIDATTICO. Parallelamente sarà necessario annullare tutti quei finanziamenti pubblici che vanno alle strutture private nonostante l’ incostituzionalità di ciò.

In queste settimane in parlamento iniziano le udienze sul ddl Aprea, questo disegno di legge è il completamento di un disegno iniziato con la riforma Berlinguer e volto allo smantellamento della scuola pubblica.
Il ddl Aprea prevede l’adozione del modello inglese, secondo cui le scuole sono governate da una logica puramente aziendale, caratterizzate da un sapere limitato a semplici pillole nozionistiche. Lo stato rafforzerà l’autonomia scolatisca, ovvero diminuirà i fondi alle scuole pubbliche e prevederà per queste l’ingresso delle aziende, trasformandole in fondazioni. In tal modo i privati, tramite il consiglio d’amministrazione potranno intervenire direttamente nella gestione della scuola e nella stesura del POF. Verranno sopressi i consigli di classe sostituiti da generici organi collegiali di valutazione, impedendo così agli studenti di intervenire nelle scelte didattiche. Rendendo inoltre le rappresentanze studentesche non obbligatorie, si concederà di fatto meno spazio all’opinione degli studenti, mentre i dirigenti acquisteranno un maggiore potere decisionale.

Per questo ci rivolgiamo ai presidi: l’ opposizione non può essere solo formale e a mezzo stampa! Noi vogliamo inziare oggi un’ AUTORIFORMA delle scuole medie supeiori mantovane, in modo da opporre all’idea di scuola gerarchizzata e privatizzata, una scuola gestita e partecipata a pieno da tutte le sue componenti.
Chiediamo:

1- La totale trasparenza delle risorse delle singole scuole e l’ obbligo di decidere in modo assembleare ( con studenti, insegnanti e ata ) le spese che la scuola sostiene. In questo periodo di crisi economica le risorse devono essere per tutti, non in mano all’arbitrio delle presidenze.

2- Chiediamo una precisa presa di posizione da parte dei presidi, da tradursi nei regolamenti scolastici dei vari istituti , per un rifiuto netto alla scuola-fondazione e all’ingresso dei privati. In contrasto alla visione dell’Aprea proponiamo una discussione collettiva per classe con studenti e professori per il Piano di Offerta Formativa.

3- Oltre ad opporsi all’ingresso dei privati i presidi dovranno mettere per iscritto il mantenimento del consiglio d’ istituto, che non diverrà mai un consiglio di amministrazione e manterrà la sua centralità, in modo da preservare le RSU degli insegnanti che altrimenti rischierebbero di scomparire. Non vogliamo neppure che gli insegnanti vengano ricattati dal modello gerarchico pensato da Aprea.

4- Infine pensiamo che per garantire un sapere critico, duttile e spendibile in questa società debba essere potenziata la rappresentanza studentesca, per far sentire gli studenti protagonisti del loro percorso formativo e non robot con lo zaino in spalla.

COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI MANTOVANI.

Collettivo studentesco ‘Aca Toro -Mantova
Collettivo studentesco Istituto Manzoni -Suzzara
Collettivo studentesco I Care -Ostiglia

di coordinamento collettivi mantovani