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Nasce «Nasko», un fondo istituito dalla regione Lombardia per finanziare interventi di sostegno alle «madri in difficoltà»: un bonus di 250 euro al mese – 4500 euro in un anno e mezzo – da destinare alle donne che pur trovandosi in condizioni economiche critiche decidono di non abortire.
Dopo le norme per la sepoltura degli embrioni abortiti, dopo i continui attacchi alla legge 194 sulle interruzioni di gravidanza e alla pillola RU486, ecco i paladini “pro-life” condurre l’ennisma battaglia a difesa della vita.
A difesa della vita, ma di chi?
Ancora una volta la vita delle donne è messa in secondo piano, dopo addirittura a quella di “bambini” che ancora una vita non ce l’hanno.
«Nessuna donna – ha detto Formigoni – dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche».
Certo 250 € al mese fanno la differenza: fanno la differenza quando l’Italia è tra gli ultimi posti in Europa per occupazione femminile, quando i salari italiani sono vergognosamente bassi e quelli delle donne poi, a parità di lavoro sono inferiori rispetto a quelli maschili. 250 € fanno la differenza quando la maggior parte delle donne se lavorano, hanno contratti precari che non offrono stabilità e sostegno, che non offrono permessi e servizi per la maternità, quando gli asili sono pieni e le liste d’attesa infinite.
L’intento di “Nasko” è quello di aiutare la famiglia, la maternità e la natalità, «rimuovendo il più possibile gli ostacoli, a cominciare da quelli di natura economica, che rendono più difficoltoso fare una scelta a favore della vita».
Dei problemi reali, ce ne si occuperà poi: di garantire un posto di lavoro alle donne, un salario minimo, la maternità, posti asilo (non privati possibilmente), assistenza…
Intanto l’ultimo provvedimento da parte del nostro Ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna è un taglio di 20 milioni di euro ai Centri antiviolenza, dato che sono quasi 7 milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenze fisiche o sessuali nel corso della loro vita e 900 mila le vittime di ricatti sul lavoro (dati Istat 2006).
La maggior parte delle violenze sulle donne avvengono entro le mura domestiche, in quelle “famiglie” che tanto i paritti pro-life continuano a sostenere.
Perchè violenza è non poter decidere di se stesse e con questo Fondo i “difensori della vita” pretendono di dirci come vivere le nostre vite e cosa fare dei nostri corpi.
A questi signori diciamo che ogni donna, sia che scelga la meternità sia che faccia il contrario, è una persona e solo lei ha diritto a decidere di se stessa, del suo futuro, della sua salute, della sua emancipazione e della sua autodeterminazione.
Perchè la maternità deve essere una scelta libera e consapevole, perchè a ogni donna che sia madre o meno, devono essere garantiti uguali diritti: a un lavoro, a un salario equiparato, alla maternità e all’assistenza.

Collettivo femminista Colpo di Streghe