Manifestazione Fiom 16 Ottobre 2010

PARTENZA DA MANTOVA ORE 5.45 DAVANTI LA CGIL

COSTO BIGLIETTO A SOTTOSCRIZIONE A PARTIRE DA 2 EURO

Per SCENDERE da Mantova CHIAMA 3332463345

Nel nostro paese si sta producendo la più violenta aggressione padronale ai diritti, alle conquiste, alle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori dal dopoguerra ad oggi: blocco della contrattazione ad ogni livello per i dipendenti pubblici, disdetta del contratto collettivo di lavoro dei metalmeccanici, drastico innalzamento dell’età pensionabile, massiccio licenziamento dei precari (a partire da quelli della scuola, dell’università e della ricerca), ricatto occupazionale per ottenere la deroga a diritti contrattualmente e perfino costituzionalmente garantiti, smantellamento del diritto del lavoro attraverso l’introduzione dell’arbitrato, prossima abrogazione dello statuto dei diritti dei lavoratori da sostituire con uno statuto dei lavori.

Nel frattempo, all’ombra della crisi economica, si allarga l’impoverimento di vastissimi strati di lavoratori e la disoccupazione, in particolare dei giovani e nel mezzogiorno. Dilagano la precarietà e il lavoro nero che spogliano di diritti fondamentali fasce crescenti di lavoratori, privandoli, in primo luogo, del diritto di unirsi e di lottare. Si sfascia lo stato sociale, il servizio sanitario, la scuola pubblica al fine di sostenere i profitti e permettere lo sviluppo dei servizi privati.

Per non parlare delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori migranti, che, oltre a subire in modo ancora più pesante questa offensiva, vengono additati perfino da esponenti governativi come responsabili di tutti i mali e vengono sottoposti a sistematiche vessazioni per indurli ad accettare qualunque condizione di lavoro.

Sul piano politico il governo accentua la sua vocazione autoritaria, pianificando una complessiva controriforma costituzionale.

Questa aggressione viene accompagnata da una vasta campagna sulla necessità di archiviare definitivamente la lotta di classe riservando ai soli padroni il monopolio della affermazione dei propri interessi. Proprio nel momento della massima crisi del capitalismo i lavoratori e le lavoratrici si vedono costretti a chinare la testa e a rassegnarsi a un futuro senza speranza.

La decisione della Federmeccanica di disdettare il contratto dei metalmeccanici col pieno sostegno del governo, della Confindustria e dei sindacati complici (CISL e UIL) ha aperto una nuova fase dello scontro di classe nel nostro paese. Anche perché le recenti posizioni della Confindustria di critica alla politica economica del governo e il suo allarme sulla crescita rischiano di alimentare, anche nella CGIL, e al suo massimo livello, la pericolosa illusione che sia possibile resuscitare in qualche modo un nuovo patto sociale concertativo. Un grave errore che costringerebbe a continui compromesi al ribasso finendo così con il lasciare ancora più sola la FIOM. Oggi la divisione contribuisce a depotenziare le mobilitazioni e ad assecondare il progetto padronale, che va analizzato in tutta la sua radicalità e insidiosità.  Queste dinamiche potrebbero domani essere addirittura accelerate dalla crisi del berlusconismo politico, in un clima di emergenza da nuova solidarietà nazionale. Al contrario occorre sostenere l’unificazione delle lotte e costruire l’autorganizzazione dal basso.

Berlusconi e Marchionne sono le facce di una medesima medaglia, quella della prevaricazione dei diritti sociali e democratici e dell’assalto alle condizioni di vita delle masse in nome del mercato e dei profitti.

Ecco perché riteniamo che la giornata di lotta indetta dai metalmeccanici Fiom per il 16 ottobre possa e debba diventare un primo punto di convergenza dei movimenti e delle lotte in corso, per invertire la tendenza alla rassegnazione e alla frammentazione, per ricreare una rete di relazioni politiche e sociali.

Quella del 16 ottobre, che pure è una manifestazione sindacale, può ricreare attorno alla lotta per la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori una vasta coalizione sociale di opposizione democratica e anticonfindustriale.

Facciamo perciò appello alle lavoratrici e ai lavoratori anche di altre categorie, colpiti (altrettanto se non di più dei metalmeccanici) dalla crisi , ai collettivi autorganizzati di delegate e di delegati che non accettano la rassegnazione sindacale, agli studenti che rifiutano i tagli e le controriforme di Tremonti e di Gelmini, ai movimenti di difesa della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche, ai movimenti per la difesa del territorio, dell’ambiente, dei beni comuni, ai movimenti i difesa dei diritti civili o in difesa della democrazia, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni non concertative, a fare del 16 ottobre una grande giornata di opposizione sociale e politica.

Alessandra Algostino (docente di diritto costituzionale Università di Torino), Checchino Antonini (giornalista), Saidou Moussa Ba (mediatore culturale), Sergio Bellavita (segreteria nazionale Fiom), Piero Bevilacqua (Università di Roma, La Sapienza), Fabrizio Burattini (direttivo nazionale Cgil), Riccardo Bellofiore (Università di Bergamo), Giorgio Cremaschi (Presidente comitato centrale Fiom), Lidia Cirirllo (Quaderni Viola), Fabiola Correale (AteneinRivolta), Angelo D’Orsi (Professore ordinario università di Torino), Roberto Firenze (Usb), Pasquale Loiacono (Fiom Mirafiori), Franco Lovascio (Usb), Francesco Locantore (Coordinamento Precari scuola), Gigi Malabarba (rivista Erre), Giorgio Parisi (Università di Roma, La Sapienza), Stefano Quitadamo (Cub Maflow), Giorgio Sestili, (AteneinRivolta), Stefano Tassinari (scrittore), Massimiliamo Tomba (Università di Padova), Giovanna Vertova (Università Bergamo), Gianluca Vitale (avvocato Asgi)

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