Avrete  sicuramente  notato che in questi mesi articolozero.org non è stato aggiornato con la stessa precisione con cui vi ha abituato, seppur con fasi alterne, negli ultimi anni.
Questo autunno è stato strano, ha condensato aspettative e delusioni, ha unito l’inquietudine data dalle manovre finanziarie, e dal conseguente peggioramento delle condizioni di vita, alle emozioni fornite dalle immagini di un mondo in rivolta.
Il 15 ottobre ha rappresentato un climax che ha fatto esplodere dibattiti inevasi sulle forme di movimento, fratture e orizzonti politici.
Da parte nostra possiamo dire di aver seguito l’agenda di movimento con un entusiasmo che andava man mano raggelandosi di fronte al congelamento del conflitto sociale concretizzatosi con l’instaurazione del governo Monti.
Non ci siamo però persi d’animo, abbiamo discusso e analizzato le nuove forme di mobilitazione e partecipazione politica, i dibattiti sulle modalità di azione, consci dell’impossibilità di poter ridurre comodamente uno spazio largo di autorganizzazione (come un movimento contro il pagamento del debito per esempio) ad una sommatoria di sigle e associazioni.
La crisi economica che si sta dispiegando pone ai movimenti sfide continuamente in rialzo di fronte le quali non abbiamo fatto passi indietro.
Se da un lato ci siamo concentrati sui fattori strutturali della crisi del sistema capitalista, dall’altro abbiamo ragionato sulla concretezza della compressione di diritti e bisogni che le soluzioni governative alla crisi portano con sè.
Se un debito pubblico creato da banche e imprese diventa la chiave per chiudere case, piccole attività e delocalizzare aziende, per vietare l’accesso ai beni comuni, per espropriare territori e progetti per il futuro, noi abbiamo pensato che il primo modo per attaccarlo fosse quello di costruire spazi di resistenza, che offrissero nell’immediato luoghi autonomi dove costruire le lotte e farle intersecare.
Articolozero compie 10 anni, per festeggiarli abbiamo colto l’ennesima sfida, sempre stando nel cuore del conflitto sociale.
Una sfida che coinvolge anche il sito e le forme che deve prendere per rimanere uno strumento utile al cambiamento di questa società.