comunicato del Collettivo Studentesco HSL sulla manifestazione studentesca del 26 marzo

 

 

Oggi 26 marzo siamo scesi nelle strade e nelle piazze per manifestare il nostro totale dissenso alle politiche di austerità che da troppo tempo dobbiamo subìre.

Partiti da viale Risorgimento abbiamo percorso le strade della città invocando gli studenti a unirsi a noi fino a raggiungere una cifra di circa 150 persone.

Cori e simboli per rivendicare i nostri diritti. La Costituzione garantisce il diritto all’istruzione per tutti, indipendentemente da classe sociale, razza o religione. Siamo quindi scandalizzati dai governi che non solo continuano a tagliare i finanziamenti alla scuola pubblica, non investendo in nuove strutture e privatizzando i trasporti ma trovano i soldi per finanziare con ingenti fondi le scuole private e opere inutili come il TAV.

Le croci appese al Redentore recavano infatti messaggi rivendicativi in questo senso: noi vogliamo una scuola pubblica e laica e rifiutiamo che lo stato finanzi con i nostri soldi le scuole private spesso a carattere religioso, soprattutto se nel frattempo in scuole come l’ITIS considerate “modello” dalle isituzioni scolastiche mantovane e lombarde si inseriscono test d’ingresso a crocette che precludono le aspirazioni personali dello studente, e non tengono conto della provenienza geografica ne di quella sociale, ne possono valutare fattori come l’impegno e la volontà di uno studente.

I motivi della protesta non si fermano però al mondo della scuola, anche se si intrecciano. Abbiamo portato in piazza con interventi e azioni la questione del debito pubblico che condiziona il nostro futuro e delle speculazioni bancarie che vengono puntualmente salvate dai governi con fondi che coprirebbero gli introiti del tanto contestato IMU o della riforma Fornero. Sono stati quindi gettati pezzi da 500 euro alla banca BM in Piazza Martiri di Belfiore ed è stato attaccato un assegno simbolico di “millemila” euro indirizzato alla scuola pubblica in rappresentazione dei finanziamenti che potrebbe ricevere se il debito pubblico venisse pagato da chi ne detiene una gran parte: le banche.

Il corteo si è poi fermato sotto il comune per gridare forte che Mantova è antifascista e antirazzista e per chiedere le scuse di un sindaco che ha legittimato i fascisti che durante la manifestazione di Arcigay per celebrare dei matrimoni sul lungolago si sono presentati con slogan omofobi. Gli stessi che hanno strappato volantini ad alcune ragazze durante un volantinaggio per poi intimidirle. Le scuse non sono ancora arrivate nonostante la sua grossa responsabilità in questi eventi.

Infine è stato ricordato che mentre scorreva il corteo si svolgeva il processo per diffamazione alla madre di Federico Aldrovandi, ragazzo barbaramente ucciso da 4 agenti di polizia durante un controllo. Testimoniamo così la nostra vicinanza ad una delle tante madri che non possono più vedere i loro figli, nostri fratelli, per colpa di uno stato che è sempre più di polizia.

Continueremo a lottare nonostante la politica si disinteressi della scuola e soprattutto dei suoi studenti e porteremo la nostra politica in piazza con le lotte di tutti i giorni, a partire dalle assemblee settimanali del Collettivo Hic Sunt Leones che si ritrova ogni venerdì alle 15.30 allo Spazio Sociale LaBoje!