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Non si può rubare la lotta!

Comunicato del collettivo de La Boje! sul furto subito domenica 16 febbraio.

Il week end è stato impegnativo: un presidio pomeridiano contro i CIE e il razzismo istituzionale, una serata di autofinanziamento strepitosa con pogate punk hardcore e pizze nelle stomaco.
Ma il lunedì si è di nuovo qui, si fa arieggiare per la consueta riunione politica e si pulisce il salone per la cena di autofinanziamento alla lotta NO TAV martedì.
Arrivo in motorino pensando alla disposizione dei tavoli, ai volantini da stampare per la giornata di sabato in solidarietà con la Val Susa, al libro dei Wu Ming da leggermi nella calda libreria al primo piano, in modo da “prepararmi” per la presentazione di Timira e Point Lenana venerdì sera.
E in settimana ci sarebbe pure da andare a Pegognaga dove gli operai hanno subito le intimidazioni dei padroni dopo uno sciopero a sorpresa di 4 ore.
Giunto al cancello capisco che qualcosa non va, è mezzo aperto e due anelli della catena scintillano tra la ghiaia.
La porta posteriore è aperta con alcuni vetri infranti, anche in questo caso i due lucchetti sono tranciati.
Spero in un semplice vandalo e invece trovo il salone svuotato.
Due casse attive, un amplificatore, un mixer, due microfoni, un cavalletto per le casse.
Salgo al piano di sopra. Anche qua armadi aperti e cose buttate per terra, mancano due schermi LCD, un computer e la stampante laser che utilizziamo per fare le copie originali dei volantini da ciclostilare.
Corro in libreria a vedere la scaffalatura con il materiale tecnico e manca il video-proiettore.

Si erano già verificati episodi simili negli ultimi sei mesi ed eravamo provati ad intervenire rinforzando le porte e i sistemi di chiusura.
Nelle precedenti situazioni, i ladri si erano principalmente accaniti sulla moneta che rimaneva nella cassettina d’autofinanziamento.
Non riuscivamo a capire se fossero ragazzini annoiati in cerca di emozioni, disperati senza nemmeno da mangiare o fascisti usciti dalle fogne a causa delle piogge battenti.

Oggi abbiamo una sicurezza: non è un gioco, è stato tolto del materiale per impedire la costante attività di uno degli spazi che ha contribuito (offrendo degli strumenti materiali o teorici) alla crescita delle contro-culture e delle lotte sociali.
Chi ci sta colpendo vuole indebolire quella parte di città indisponibile ad accettare i ricatti del mercato.
Le casse rubate erano vecchie e fischiavano, ma a quante manifestazioni studentesche hanno dato voce?
Stesso discorso per il mixer, che ci accompagnava da anni, sempre più ammaccato, ma sempre fedele, dall’occupazione del Liceo Scientifico del 2005 all’occupazione dell’ultimo autunno nell’ex ufficio unico del lavoro in piazza Virgiliana.
Il collettivo studentesco Hic Sunt Leones avrebbe dovuto utilizzare il proiettore venerdì per il secondo incontro del cineforum studentesco che approfondiva temi come l’antiproibizionismo e lo sfruttamento dei flussi migratori.
Mentre il collettivo femminista Ma_Le Donne l’ha utilizzato pochi giorni fa per un’ autoformazione sull’aborto e il controllo dei propri corpi.
Gli oggetti avevano quasi tutti qualche annetto, alcuni erano recuperati o di seconda mano, ma erano indispensabili per tenere il ritmo delle iniziative e sarà molto più costoso per noi ricomprarli.

Non vogliamo fermarci e non possiamo fermarci.
Sia dal punto di vista delle attività di autofinanziamento per pagare le spese e ampliare progressivamente gli strumenti, le attività e strutture dello Spazio Sociale.
Sia da un punto di vista delle pressioni sociali stimolate dal paradigma dell’austerità.
Tagli e privatizzazioni stanno costruendo una società in cui saremmo tutti più schiavi e l’unica possibile resistenza la troviamo nel moltiplicare e rafforzare strumenti di mutuo-soccorso e autorganizzazione.

Se La Boje! ti ha fatto aprire gli occhi sulle oppressioni che ti circondano, se lì hai organizzato cortei studenteschi e passato l’adolescenza, se ti ha fatto pensare di poter cambiare Mantova o (dopo vent’anni) “finalmente un centro sociale”, se hai utilizzato le casse per gridare la tua rabbia nei presidi in piazza o se da lì hai preso pullman per cortei in mezza Europa e a qualsiasi altitudine, se ti ha fatto innamorare della libertà e odiare le disuguaglianze, allora questo è il momento di restituirle un po’ di calore.

Certamente la necessità è quella di mettere insieme un po’ di soldi per ammortizzare l’acquisto dei materiali rubati, e per questo metteremo a disposizione un numero di conto nei prossimi giorni, ma l’obiettivo anche quello di dimostrare a chi ci ha colpito che La Boje! non isolata e non teme intimidazioni.

Per questo invitiamo tutt* a partecipare alla campagna di solidarietà che attiveremo nelle prossime settimane. Sia partecipando direttamente agli appuntamenti d’autofinanziamento, che con un messaggio, una foto, un pensiero rispetto al legame tra voi e La Boje! non solo come luogo fisico, ma come progetto dal basso utile alla lotta per una società più giusta e ugualitaria.

Non si può spegnere un’esperienza di undici anni con un furto.
Nelle lotte al fianco di chi è stato derubato, a causa dello sfruttamento capitalista, di casa, reddito e dignità abbiamo imparato ad gridare, ancora più forte, quando veniamo toccati.
E lo faremo, anche senza amplificatori.

Spazio Sociale
– La Boje! –
Mantova