BxhVuKbIAAAXq-bVolantinaggio informativo NO #EXPO verso la mobilitazione dell’11-12 ottobre a Milano, durante al concerto di Van de Sfroos.
L’expo tour con i suoi spettacoli si inserisce pienamente nella retorica pubblicitaria gonfiata per nascondere ciò che expo veramente è: si chiamano i coltivatori della coldiretti a fare il mercato contadino, i cantautori a cantare le canzoni sul Po in dialetto, e nel mentre si promuove un progetto inquinante e distruttivo per quegli stessi segmenti utilizzati per promuoverlo.
per info e materiali noexpo.org


Foto: Volantinaggio informativo NO #EXPO verso la mobilitazione dell'11-12 ottobre, durante al concerto di Van de Sfroos.<br />
L'expo tour con i suoi spettacoli si inserisce pienamente nella retorica pubblicitaria gonfiata per nascondere ciò che expo veramente è: si chiamano i coltivatori della coldiretti a fare il mercato contadino, i cantautori a cantare le canzoni sul Po in dialetto, e nel mentre si promuove un progetto inquinante e distruttivo per quegli stessi segmenti utilizzati per promuoverlo.</p>
<p>per info e materiali noexpo.org</p>
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<p>PANEM et CIRCENSES: SPETTACOLI e SVILUPPO o DEBITO CEMENTO E PRECARIETÁ É arrivato oggi il carrozzone di #EXPOtour a Mantova, con il suo repertorio di saltimbanchi e prestigiatori. Il governatore della Lombardia Maroni, dopo essersi fatto sparire il collo, viene a Mantova a prometterci 1milione e 300mila euro e infinite opportunità. Il prestigiatore leghista però non riesce a far sparire la reale sostanza che si sta muovendo dietro al grande evento: l’enorme spreco di risorse pubbliche, per progetti temporanei e spesso inutili (come il padiglione galleggiante che vorrebbero costruire sui laghi) , a vantaggio di soggetti privati (alcuni mafiosi) collegati al mondo politico-istituzionale per garantirsi gli appalti. </p>
<p>Cos’è quindi EXPO2015? Un’ esposizione universale, inutile dal punto di vista pratico nell’ era delle comunicazioni globali. Un grande evento che non costruirà nessuna infrastruttura di pubblica utilità duratura, ma anzi mostri di cemento che rimarranno abbandonati una volta finito l’evento. Proprio per questo ha bisogno della pubblicità continua, di essere rappresentato come un’occasione imperdibile, indispensabile per lo sviluppo dell’economia locale. </p>
<p>DEBITO Continuano a dirci che è necessario ridurre il debito pubblico, che bisogna tagliare la scuola e la sanità pubblica perché non possiamo permettercele. Eppure, nonostante questa retorica accompagnata dalla progressiva privatizzazione dei servizi sociali e dei territori (dalla privatizzazione del trasporto pubblico alla svendita dei terreni agricoli) si investiranno miliardi di euro per EXPO2015. Gli organizzatori ipotizzano infatti che la metà dei costi dell’esposizione verranno coperti da sponsor e visitatori, ma in realtà negli ultimi 15 anni le esposizioni internazionali hanno registrato affluenze ampiamente al di sotto degli obiettivi previsti. Chiuso EXPO rimarrà un grosso debito, che le banche private faranno fruttare con gli interessi nei prossimi anni, andando ad aumentare il deficit pubblico. Questo è il sistema con cui i grossi gruppi economico finanziari si garantiscono grosse fette della nostra ricchezza, a partire da progetti simili come il TAV. </p>
<p>CEMENTO L’Italia è un paese in via di devastazione, la Lombardia ha raggiunto il 15% delle superficie artificiali sul totale, ma un po' ovunque periferie e zone commerciali si espandono senza pianificazione sociale. L’enorme area di EXPO sarà infatti costruita di fianco al polo fieristico Rho-Fiera che già è tra i più capienti in Europa. Che ne faranno finito l’evento? E del padiglione galleggiante di cui a Mantova non sentiamo affatto la mancanza? Lo stesso tema della manifestazione “nutrire il pianeta” appare contraddittorio nel momento in cui le strutture sono costruite su terreni svenduti attraverso appalti agevolati (da offrire a CL piuttosto che ad Unicredit). </p>
<p>PRECARIETÁ Per EXPO saranno assunte 800 persone con contratti ultra-precari e mal pagati. Oltre a queste si faranno lavorare gratuitamente 18.000 stagisti, magari obbligando le scuole ad andare ad EXPO. Tutto questo in un momento in cui la disoccupazione giovanile tocca il 40% e diventa sempre più difficile trovare una stabilizzazione e l’indipendenza dalle famiglie. </p>
<p>verso il corteo dell’ 11 ottobre a Milano -> uniamo le lotte per la difesa dei territori contro il modello EXPO (ne parliamo ogni lunedì alle 21.00 a La Boje! in strada Chiesanuova 10) </p>
<p>LA BOJE! articolozero.org

É arrivato oggi il carrozzone di #EXPOtour a Mantova, con il suo repertorio di saltimbanchi e prestigiatori. Il governatore della Lombardia Maroni, dopo essersi fatto sparire il collo, viene a Mantova a prometterci 1milione e 300mila euro e infinite opportunità. Il prestigiatore leghista però non riesce a far sparire la reale sostanza che si sta muovendo dietro al grande evento: l’enorme spreco di risorse pubbliche, per progetti temporanei e spesso inutili (come il padiglione galleggiante che vorrebbero costruire sui laghi) , a vantaggio di soggetti privati (alcuni mafiosi) collegati al mondo politico-istituzionale per garantirsi gli appalti.

Cos’è quindi EXPO2015? Un’ esposizione universale, inutile dal punto di vista pratico nell’ era delle comunicazioni globali. Un grande evento che non costruirà nessuna infrastruttura di pubblica utilità duratura, ma anzi mostri di cemento che rimarranno abbandonati una volta finito l’evento. Proprio per questo ha bisogno della pubblicità continua, di essere rappresentato come un’occasione imperdibile, indispensabile per lo sviluppo dell’economia locale.

DEBITO Continuano a dirci che è necessario ridurre il debito pubblico, che bisogna tagliare la scuola e la sanità pubblica perché non possiamo permettercele. Eppure, nonostante questa retorica accompagnata dalla progressiva privatizzazione dei servizi sociali e dei territori (dalla privatizzazione del trasporto pubblico alla svendita dei terreni agricoli) si investiranno miliardi di euro per EXPO2015. Gli organizzatori ipotizzano infatti che la metà dei costi dell’esposizione verranno coperti da sponsor e visitatori, ma in realtà negli ultimi 15 anni le esposizioni internazionali hanno registrato affluenze ampiamente al di sotto degli obiettivi previsti. Chiuso EXPO rimarrà un grosso debito, che le banche private faranno fruttare con gli interessi nei prossimi anni, andando ad aumentare il deficit pubblico. Questo è il sistema con cui i grossi gruppi economico finanziari si garantiscono grosse fette della nostra ricchezza, a partire da progetti simili come il TAV.

CEMENTO L’Italia è un paese in via di devastazione, la Lombardia ha raggiunto il 15% delle superficie artificiali sul totale, ma un po’ ovunque periferie e zone commerciali si espandono senza pianificazione sociale. L’enorme area di EXPO sarà infatti costruita di fianco al polo fieristico Rho-Fiera che già è tra i più capienti in Europa. Che ne faranno finito l’evento? E del padiglione galleggiante di cui a Mantova non sentiamo affatto la mancanza? Lo stesso tema della manifestazione “nutrire il pianeta” appare contraddittorio nel momento in cui le strutture sono costruite su terreni svenduti attraverso appalti agevolati (da offrire a CL piuttosto che ad Unicredit).

PRECARIETÁ Per EXPO saranno assunte 800 persone con contratti ultra-precari e mal pagati. Oltre a queste si faranno lavorare gratuitamente 18.000 stagisti, magari obbligando le scuole ad andare ad EXPO. Tutto questo in un momento in cui la disoccupazione giovanile tocca il 40% e diventa sempre più difficile trovare una stabilizzazione e l’indipendenza dalle famiglie.

verso il corteo dell’ 11 ottobre a Milano -> uniamo le lotte per la difesa dei territori contro il modello EXPO (ne parliamo ogni lunedì alle 21.00 a La Boje! in strada Chiesanuova 10)

LA BOJE! articolozero.org