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Domenica scorsa, in uno dei giardini della periferia sud di Mantova, è partito il progetto dello Sportello Diritti: un modo per intervenire politicamente sui bisogni creati dall’impoverimento delle periferie degli spazi urbani, attraverso l’attività sociale e pratiche di mutuo soccorso.

Lo “sportello dei diritti” nasce dalla convergenza di intenti, visioni e prassi di diversi gruppi e assoziazioni, sia per composizione che per intervento; tutte, però, concordi nell’idea che l’azione sociale nelle periferie si inquadri come una possibilità, concreta e positiva, per la trasformazione della realtà. Il piano dei diritti (umani, sociali e comunitari) è il contesto dove si muoverà lo sportello, ma se questa formula è stata più volte usata, le associazioni partner del progetto intendono dare un nuovo significato a questa dimensione. Troppe volte, le cosidette attività di sportello o di ascolto, pur partendo da onorevoli propositi, non permettono la totale emancipazione della persona, a causa della tendenza culturale che proietta l’intervento sociale verso il paternalismo morale o l’assistenzialismo. L’ambizione dello “sportello diritti” è quello di favorire l’aggregazione mutualistica, con la ricerca di risposte concrete nella sinergia delle competenze e dell’esperienza della comunita Lo sportello deve rendere protagonisti i cittadini, nei legami comunitari che si fanno portatori di esigenze, vissuti, prassi di autodeterminazione, spesso per difendersi dal decadimento dei diritti, inasprito dalla morsa della crisi economica, dalle politiche di austerità, dello smantellamento del welfare statale. I partner del progetto sono attivi sopratutto nella perifea sud che si presenta, oggi, come un complesso urbano sviluppatosi negli ultimi trent’anni a ridosso di originari nuclei abitativi facenti parte della più antica periferia rurale mantovana. Questa caratteristica, (unitariamente alla mancanza di una pianificazione urbana che guardasse oltre la mera costruzione di unità abitative), ha reso, negli anni, questi quartieri dei classici “dormitori urbani”, nel quale gli abitanti vengono privati dei canali di socializzazione e scambio interpersonale. La crisi economica degli ultimi anni, ha ulteriormente aggravato questa situazione, favorendo la chiusura delle piccole attività economiche presenti e concentrando la quasi totalità degli esercizi in impersonali centri commerciali nati e sviluppatisi contestualmente. Lo sportello si propone quale convergenza di idee, culture, vissuti, laboratori, azioni e competenze, che aumentano il patrimonio dell’autoconsapevolezza della comunità di periferia. L’ispirazione ce l’hanno data le esperienze di mutuo soccorso conflittuale che si stanno attivando nei contesti in cui l’aggressione dei capitali sta mercatizzando qualsiasi forma di produzione e riproduzione sociale.

Nelle prossime settimane partirà un corso di alfabetizzazione durante l’apertura dello Sportello (ogni giovedì dalle 15 alle 20 allo Spazio Sociale La Boje! in strada Chiesanuova 10), mentre di mese in mese organizzeremo iniziative di riappropriazione del territorio dove questo è toccato da speculazioni private (come l’abbandono di siti produttivi dismessi con materiale pericoloso) e dalla messa in disussione dei diritti di cittadinanza.

Favilla – CommuniaNetwork