04.11.17 Giù le armi: presidio antimilitarista

GIÚ LE ARMI!
Per ribadire il nostro NO! ad ogni esercito e ad ogni guerra

Presidio antimilitarista il 4 novembre a Mantova
viale della Repubblica angolo viale Gioppi

“Voi chiamate il campo d’onore
questa terra al di là dei confini
qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì”

Circolo libertario mantovano con l’adesione di Associazione eQual, Sinistra Italiana MN e LaBoje Spazio Sociale.

Partecipano la poetessa Antonella Lucchini, i poeti Stefano Iori e Paolo Aldrovandi.

Per adesioni e info scrivere a circololibertario@gmail.com

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4 novembre 2017
GUERRA alla GUERRA

Il 4 novembre di ogni anno si celebra ancora la guerra: un crimine che viene alimentato con la retorica della “vittoria” per il massacro avvenuto in Europa 100 anni fa nella I Guerra Mondiale. Parole quali “coraggio”, “morte eroica”, “difendiamo la nostra terra” e “patria” sono state utilizzate dai profittatori della guerra e dai guerrafondai per mandare a morte milioni di giovani. Queste parole vengono utilizzate oggi per giustificare la violenza, il razzismo, il nazionalismo e le guerre neo-coloniali. Noi affermiamo il nostro NO! risoluto contro tutte le armi e tutte le guerre.

A volere l’intervento italiano nella Prima Guerra Mondiale furono gli industriali che ipotizzavano grandi guadagni, la monarchia che voleva ampliare il proprio regno e i nazionalisti ansiosi di avere un “impero”; non a caso questi soggetti sarebbero stati successivamente gli sponsor politici ed economici della dittatura fascista. Quando l’Italia entrò in guerra il 23 maggio del 1915, a combattere non ci andarono il Presidente Salandra o il re Vittorio Emanuele III, ma vennero mandati a morire o a rimanere mutilati centinaia di migliaia di lavoratori: venivano prelevati anche con la forza dai campi e chiunque si rifiutava di partire, i disertori o chi faceva propaganda antimilitarista, diventava automaticamente un “nemico della patria”. Centinaia e centinaia di giovani italiani vennero assassinati perché si rifiutarono di essere strumenti di morte e tanti altri furono giustiziati dietro le linee per “estirpare il veleno pacifista” che albergava nei cuori dei giovani al fronte. Erano giovani uomini capaci di grande coraggio come nel Natale del 1914 quando organizzarono dal basso diversi “cessate il fuoco” sul fronte occidentale e fraternizzarono capendo che la guerra per cui si scannavano i poveri era voluta dai ricchi.

Nel 1987 l’Italia spendeva ogni anno circa 10,8 miliardi di euro per fare la guerra, mentre oggi ne spende circa 23,3 miliardi. Ogni giorno si spendono 64milioni di euro: usano la scusa della difesa dei più deboli, ma in realtà il loro umanitarismo serve le logiche neo-colonialiste per depredare le ricchezze di interi territori. Non solo, perché oggi i soldati italiani nell’ex colonia Libia stanno operando per impedire a donne, uomini e bambini di scappare dalla guerra, le persecuzioni e la fame. Oggi riprendiamo quel discorso interrotto alcuni anni fa con più forza e consapevolezza per affermare il nostro NO! a tutti gli eserciti e a tutte le armi.