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ore 15.30 in piazza Mantegna, Mantova

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Lo SportelloDiritti è un gruppo di solidarietà sociale che lotta contro il razzismo e la riduzione dei diritti. Non siamo in piazza per dire Je suis Charlie, ma je suis antiraciste, contro qualsiasi fondamentalismo religioso, perché questo è strumento e pretesto per negare i diritti alla parte più debole della società.
Sia in occidente che in oriente possiamo trovare esempi di come l’estremismo religioso (cattolico o islamico) porti a limitare i diritti delle donne, dei gay e delle lesbiche o la libertà di culto delle minoranze.
Il presidio di oggi serve proprio per uscire dall’angolo in cui razzisti occidentali e jihadisti vorrebbero rinchiudere la comunità musulmana, assediata nell’ultima settimana da stereotipi denigratori e attacchi fisici (ben 15 attentati si sono verificati in Francia nei 3 giorni successivi alla strage a CharlieHebdo contro luoghi di culto islamici).
Riteniamo scandaloso che i musulmani che vivono pacificamente in Europa da anni, debbano essere costretti dalle campagne mediatiche denigratorie dei giorni scorsi a dire “non in nostro nome”, “noi non siamo terroristi”.
Scendiamo in piazza non tanto per giustificarci o chiedere scusa, ma per opporre una visione diversa di Europa e di mondo da quella promossa dal RAZZISMO ISTITUZIONALE dei governi e dal TERRORE dell’ISIS, sostenuto con i soldi del petrolio.
L’immediata risposta delle istituzioni europee infatti è stata quella di rivedere il trattato di Schengen (accordo per la libera circolazione nei 26 paesi europei), di limitare la libertà di spostamento e reprimere i migranti riducendo l’accesso ai diritti di cittadinanza.
Questo avviene dopo 13 anni in cui in Italia, il pericolo del terrorismo internazionale post-11settembre è stato utilizzato per limitare la libertà di culto e l’accesso ai diritti.
Infatti le campagne razziste verso la creazione di moschee o tempi induisti, si sono sempre accompagnate con misure repressive come i CIE e la riduzione delle possibilità per rinnovare i permessi di soggiorno.
La strage a Charlie Hebdo, che condanniamo al pari di quelle perpetuate da Boko Haram in Nigeria, dei bombardamenti israeliani su Gaza o delle guerre di USA e UE per il controllo del pianeta, non nasce dal nulla.
Le cause infatti sono facili da trovare: le disuguaglianze con cui la parte ricca del mondo tiene sotto di sè quella povera e la stessa nascita dell’ISIS non è che un risultato della guerra al terrore inaugurata da Bush jr e proseguita da Obama.
L’attentato di Parigi, senza queste “puntate precedenti” fungerà da pretesto per una nuova offensiva militare, in cui a pagare saranno i più deboli, di qualsiasi credo o religione.

Sportello Diritti