Articolo dalla stampa

IN CAMPANIA 350 EURO AL MESE AI PIU’ POVERI

NAPOLI – Hanno tre, quattro figli da mantenere. Nelle loro case entrano meno di 10 milioni di vecchie lire all’anno, a stento riescono a fare la spesa al supermercato e, in qualche caso, addirittura non hanno la corrente elettrica perche’ non potrebbero permettersi il lusso di pagare la bollette: sono le 450 mila famiglie povere censite dalla Regione Campania che potranno aspirare ad un sostegno, il reddito di cittadinanza, primo esperimento del genere in Italia.Il provvedimento e’ stato approvato dal Consiglio regionale, da una maggioranza di centro sinistra ma con l’appoggio di An. Si parte con uno stanziamento complessivo di 77 milioni di euro che consentira’ un’erogazione di 350 euro per nucleo familiare. Saranno 20-25 mila i beneficiari.Chi potra’ averne diritto? Le famiglie o i nuclei di convivenza, italiani, comunitari, immigrati, residenti da almeno cinque anni in Campania. Il riferimento esclu sivo sara’ la registrazione anagrafica e lo stato di convivenza, in particolare persone che vivono sotto lo stesso tetto, anche sotto un ponte (qualora lo abbiano dichiarato gia’ ufficialmente all’anagrafe), per svariate ragioni. Cosi’ anche barboni e gay potranno accedere ai benefici.”Non andiamo a indagare – spiega l’assessore regionale al Lavoro, Adriana Buffardi rispetto a quest’ultimo aspetto – sui comportamenti sessuali delle persone. Abbiamo deideologizzato questo problema. L’anagrafe e’ il miglior riferimento che ci poteva essere”. Sta di fatto che il provvedimento viene salutato positivamente da Franco Grillini, deputato ds e presidente onorario dell’Arcigay.Per il governatore della Campania, Antonio Bassolino, in visita a Mosca per una serie di incontri istituzionali e culturali, la legge ”segna la nascita di un nuovo welfare regionale, e c’e’ la soddisfazione di essere i primi in Italia a sperimentare questa forza di cittadinanza sociale. E’ una legge che guarda al terr itorio, delegando importanti funzioni ai Comuni, e che intende sollecitare il governo e il Parlamento: non vogliamo essere i soli nella ricerca e nell’attuazione di un nuovo welfare fondato su moderni diritti di cittadinanza per tutti, cominciando dalle fasce sociali piu’ deboli e anche dagli immigrati”.A Bassolino si associano il vice presidente della giunta regionale, Antonio Valiante, e la stessa Buffardi che chiedono un intervento piu’ complessivo di governo e Parlamento per fronteggiare il disagio sociale. La Regione, assicurano, realizzera’ interventi di sostegno ai piu’ poveri anche su altri fronti come i trasporti, agevolazioni sui fitti, incentivi per la formazione professionale e borse di studio a figli di disoccupati.Plaudono all’iniziativa il segretario del Prc, Fausto Bertinotti, la responsabile Welfare dei Ds, Livia Turco, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, i sindacati con in testa il segretario nazionale della Cgil, Nerozzi. Il senatore di An, Michele Florino , critica la decisione del gruppo consigliare alla Regione di votare il provvedimento, il capogruppo di Forza Italia, Franco Bianco, parla di ”ingiustificato trionfalismo” ed il gruppo regionale dello stesso partito in una nota bolla il provvedimento – bocciato anche dall’Udc – come ”assistenzialistico”.Il provvedimento va bene a Enzo, un invalido civile di 44 anni del Salernitano, padre di due bambini: con 200 euro al mese riesce appena a comprare il pane e il latte. Qualche parente, alcuni amici, la parrocchia gli danno una mano, ma lui, che ha dovuto lasciare il lavoro di muratore, chiede ora alla Regione di dargli una mano: ”solo con un’occupazione stabile, compatibile con il mio stato, potra’ risolvere definitivamente i miei problemi”.

28/01/2004 19:07

Un commento di Andrea Fumagalli, attivista per il reddito di cittadinanza (dalla lista “precog”):

Ritengo la legge sul Reddito di Cittadinanza (chiamiamolo Reddito di

Esistenza, visto l’equivocità del termine cittadinanza) in Campania del tutto

inadeguata e più simile ad un sussidio di povertà, come scrivono Nano e

Blicero.

I punti di critica sono essenzialmente i seguenti:

1. Il reddito è dato alle famiglie e non agli individui (per di più la stessa

cifra a prescindere dal numero dei componenti)

2. E’ al di sotto della soglia di povertà sia assoluta che elativa (350

Euri!!!)

3. IL vincolo di reddito di 5000 Euri a famiglia è tropo ristretto. Sarà

interessante capire quanti ne faranno domanda.

4. Il finanziamento è oscuro. Se vale la prima stesura (chiediamo ai compagn*

napoletan* di darci informazioni al riguardo), il finanziamento dipende dalla

vendità di proprietà immobiliari regionali (ma poi i soldi stanziati sono

andati ai farmacisti). L’ottimale sarebbe utilizzare un fondo finanziato

tramite fiscalità generale regionale (Irap, Ici, e trasferimenti centrali)

I punti a favore sono:

1. E’ applicabile ai residenti e non solo ai cittadini (anche se i 5 anni di

residenza minima mi sembrano eccessivi)

2. Non mi pare ci siano elementi di condizionalità nell’erogazione del

reddito, il che non è male.

Sono infine d’accordo comn Gennaro sull’impatto politico e di immaginario.

Ieri sera, mi hanno chiamato a Radio Popolare per un microfono aperto sul tema

del reddito dalle 20.30 alle 21.00 e mi sembra che le reazioni delle persone

comincino ad essere più attente e favorevcoli al RdE.


Varata dal Consiglio regionale della Campania la legge sul “reddito di cittadinanza”. Si parte con uno stanziamento complessivo di 77 milioni di euro che consentira’ un’erogazione di 350 euro per nucleo familiare. Saranno 20-25 mila i beneficiari. Potranno beneficiarne le famiglie o i nuclei di convivenza, italiani, comunitari, immigrati, residenti da almeno cinque anni in Campania. Una risposta del tutto insufficiente a quanto va da tempo ponendo un ampio movimento per il reddito che si sta sviluppando in Italia. E sulla quale per giunta pesano forti dubbi per quanto riguarda la copertura finanziaria.