Apache

Cominciamo dal caso Apache. L’elicottero da guerra dal truce profilo di locusta in realtà si sta dimostrando un catorcio degno delle nostre Traballant. Soprattutto nel deserto. Quando è posteggiato, viene coperto di candidi teli protettivi e cosparso di Pasta di Fissan nelle pieghe più delicate, ma nonostante ciò l’Apache ha il riduttore (insomma, il congegno sull’albero dell’elica) delicatissimo e, se non viene coperto con un bel pannolino, in volo il rotore va in avaria, scoppia, l’elicottero cade in autorotazione. La capsula dei piloti dovrebbe resistere all’urto solo per le basse cadute e solamente se l’elicottero non esplode.

Le armi pindo-psico-laser-troniche

Il nuovo tipo di arma allo studio del Pindagono è l’arma psicotronica capace di far apparire un campo di battaglia virtuale. Si possono proiettare nell’aria davanti ai nemici i miraggi di oggetti inesistenti per annullare la volontà combattiva del nemico o per indurli in errore sulle forze reali: immagini di aerei, navi, schiere di militari, croci lampeggianti nel rosso tramonto, cavalieri dell’Apocalisse con neri destrieri, angeli della Vittoria, formazioni di Mazinga, battaglioni di Atlas Ufo Robot, spoglierelli di Cindy Crawford. La proiezione olografica degli oggetti avviene tramite un laser e con l’aiuto di un computer.

Il bello è che l’hanno fatto davvero

Tra i vecchi cowboy del deserto del Colorado giravano leggende scioccanti fra il ’93 e il ’95. Ma non erano leggende: i militari stavano sperimentando le loro proiezioni, e con successi ottimi. Nei saloon circonvicini ci fu un’impennata di consumo di bourbon di pessima qualità. Secondo fonti francesi, la tecnologia oggi è perfezionata e sta davvero provando a proiettare nel nulla alcuni stormi di elicotteri Apache che non precipitano e che non richiedono manutenzione. (Ma nemmeno sparano). Si sta pensando anche alla proiezione di figure di profeti biblici o coranici. Seriamente.

Giocando con l’aurora boreale

Intanto i pindosi stanno conducendo esperimenti sulla modifica della ionosfera nell’ambito del programma Haarp. Lo scenario potrebbe raffigurarsi un vero incubo. Ci sarebbero già le prime istallazioni Haarp (High freguency active auroral research program), quelle che i russi (non meno attivi dei pindosi in questo scenario) chiamano più semplicementi Harp. Una “a” in meno, ma l’orrore è uguale. Alla Duma di Mosca è in corso un dibattito sull’Harp (o Haarp) durante il quale 90 deputati hanno scritto un’interpellanza al presidente Vladimir Putin per chiedergli di scrivere alle Nazioni Unite, affinché queste armi vengano messe al bando.

Il genio è uscito dalla lanterna, il vaso di Pandora è aperto

Il fatto è che ormai i pindosi sono riusciti a modificare l’autora boreale. Alla fine degli anni ’70 Pindostan e Urss avevano tentato un accordo per fermare gli studi geofisici destinati ad applicazioni militari. Il Pindostan però ha continuato gli studi con il programma pacifico Haarp. Che c’è di male a studiare l’aurora boreale? Grunf, i servizi segreti sovietici avevano visto che l’obiettivo di quegli studi non era solamente civile. Il primo obiettivo era capire come influenzare i diversi strati gassosi a ridosso della Terra, cioè atmosfera, ionosfera e magnetosfera, per ottenere armi geofisiche, climatiche e psicotroniche. Prima è stata realizzata una base in Alaska e poi in Norvegia. È stato allestito un impianto di emissione ad altissima frequenza, cioè un’antenna gigantesca. L’operazione è stata condotta con estrema calma e cautela, visto che il Pindagono aveva il terrore di agitare le acque e gli scienziati avevano il timore di causare danni irreversibili al Globo. Dal ’97 il programma Haarp è stato chiuso in un muro impenetrabile di segretezza.

L’acceleratore al plasma

L’emissione potentissima dell’antenna agisce sulla ionosfera aggiungendo attività agli atomi già ionizzati, il cui volume s’espande di circa 150 volte. In questo stato, si forma un plasmoide, una bolla artificiale di atomi ad altissima energia, larga decine di chilometri. La temperatura della bolla di ionosfera sale. Secondo i parametri dell’emissione sparata nello spazio, il plasmoide può avere la funzione in una specie di specchio enorme che riflette alla perfezione le onde radio e la qualità delle comunicazioni. Ma se si cambiano i parametri dell’emissione Haarp, il plasmoide invece di riflettere le onde, le divora; risucchia dentro di sé tutte le comunicazioni radio di un intero continente. La prima applicazione militare è fare scomparire tutte le comunicazioni del nemico (i radar, il telecontrollo dei missili, le comunicazioni di aerei e navi, i telefoni, i satelliti artificiali).

Demenza totale

Se si cambia ancora il regime di gonfiamento del plasmoide, pare che la bolla spaziale interagisca con la psiche degli esseri viventi. L’esercito nemico può essere ridotto allo stato di demenza totale (stato di demenza totale in cui tuttavia – è bene osservare – senza bisogno di psicoarmi soggiace normalmente qualsiasi esercito, compresi i militari del Pindagono). Possono essere condizionate le popolazioni di interi Paesi (stato di condizionamento in cui tuttavia – è bene osservare – senza bisogno di psicoarmi soggiace normalmente l’italiano medio sottoposto a bombardamento psicotelevisivo) fino al punto di scatenare rivoluzioni e ribaltamenti di governo.

L’effetto serra? Bubbole spaziali!

Secondo taluni scienziati, l’Haarp va connesso anche con catastrofi tecnogeniche e con i bizzarri fenomeni climatici comparsi di recente in Europa, America e Asia. Ti domandi perché il Pindostan non aderisca al Protocollo di Kyoto contro i cambiamenti del clima? Potrebbe essere che il Pindostan sappia benissimo che l’effetto serra sia una fantasia, e che tutto dipenda dal suo bell’Haarp che sviluppa le sue bubbole sperimentali nella ionosfera, senza però averne bene definito ancora le conseguenze. Mi dice “uno”: “Gli italiani non hanno capito un tubo sulle ondate di maltempo del 2002, ondate che non avevano corrispondenza con le analisi meteorologiche, né con i loro terremoti ai quali non regivano i sismografi”. E poi gli aerei caduti senza spiegazione negli anni scorsi potrebbero essere caduti perché le apparecchiature elettroniche si disattivavano di colpo per un errore nella formulazione della bolla plasmoide. Lo stesso per le navi che frequentemente in questi ultimi anni hanno perso la rotta. È nevicato dove non nevica, gli italiani hanno votato Berlusconi e altre fenomeni altrimenti inspiegabili.

Duello internazionale

Mentre gli scienziati pindosi che partecipano al progetto Haarp rigettano gli allarmi ripetuti dei russi, il Pindostan blocca ogni tentativo russo di inserire la questione Haarp nel dibattito internazionale. In Russia tuttavia il progetto Haarp esiste, ma il vecchio progetto di radici sovietiche è decisamente più piccolo, limitandosi alla capacità del plasmoide di modificare le trasmissioni radio.

(*)Su Pepi Kàtona

Forse hai il sospetto che Pepi Katona abbia scritto questo articolo sotto l’effetto di un’arma psicotronica e che sia del tutto demente. Su quest’ultimo aspetto, possiamo discutere. Ma il dramma è che queste psicoarmi sono davvero in fase sperimentale.

Sul termine “pindosi” come soprannome degli statunitensi si veda l’etimologia e il lessico in www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=155


di Pepi Kàtona

Poiché il pindapache* è un elicottero che non sta per aria e casca giù come un pero-gnocco, visto che l’indistruttibile Abrams viene sforacchiato e sbombacchiato e decingolato, allora il Pindagono punta su nuove sconvolgenti armi. Le armi psicotroniche boreali. Non scherzo. E il dramma è che nemmeno il Pindagono, scherza.