Inoltre con le nuove proposte viene introdotta la possibilità di espellere il richiedente asilo in un Paese definito “sicuro” rifiutando di fatto di proteggerlo. Sono già numerose le associazioni e ong che contestano le scelte europee, chiedendo il ritiro della direttiva e denunciando i pericoli a cui questa può portare. HRW denuncia le scelte di Gran Bretagna ed EuropaLa proposta, alla quale anche il Governo italiano ha dato il proprio appoggio, è emersa durante il Consiglio Europeo tenutosi in Grecia nel giugno scorso. “Per anni abbiamo assistito a politiche sempre piu restrittive nella UE verso i richiedenti asilo e ora la strategia si sta indirizzando a prevenire l’entrata di richiedenti asilo nei Paesi UE” ha commentato Human Rights Watch.”Le politiche sull’immigrazione non devono solo occuparsi di come tenere fuori gli immigrati dal proprio Paese” – sottolinea HRW esprimendo “preoccupazione per la proposta della Gran Bretagna di bloccare i richiedenti asilo in centri di raccolta situati al di fuori del proprio territorio”. In questi centri i richiedenti asilo sono spesso stati oggetto di violenze e forzato rimpatrio nei Paesi dai quali fuggivano. Anche nei centri di raccolta gestiti dall’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) e dall’Organizzazione Mondiale sulle Migrazioni (IOM) si sono verificate gravi violazioni dei diritti umani. La situazione in ItaliaLe organizzazioni non governative italiane sono preoccupate sull’impatto negativo che l’approvazione della Direttiva europea avrà sulla normativa di asilo in Italia. La Proposta di Legge (Pdl) sull’asilo, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, ha infatti già subito un radicale stravolgimento a seguito degli emendamenti proposti dal Governo, che prevedono norme procedurali restrittive che limiteranno fortemente l’accesso al territorio e alla procedura di asilo e ad una effettiva tutela giurisdizionale durante le varie fasi della procedura e che obbligheranno la maggior parte dei richiedenti asilo ad essere sottoposti a trattenimento in centri “chiusi”. Poche settimane fa il Consiglio di Stato si è pronunciato negativamente sullo schema di regolamento di attuazione della legge Bossi Fini, per il riconoscimento dello status di rifugiato. Meno asilo per tutti! Le notizie che abbiamo raccolto e inserito nel nostro sito offrono un quadro europeo preoccupante rispetto alle politiche migratorie intraprese dai singoli Paesi. Dalla Svezia, dove sono sempre più frequenti i casi di persone che ricorrono all’uso di coltelli, rasoi e acido per cancellarsi le impronte digitali, alla Svizzera, dove il governo ha scelto misure che dovrebbero servire da deterrente per chi sceglie questo Paese per ottenere asilo politico.

Diritto di asilo limitato

[[image:asilo.jpg::left:0]]da meltingpot.org

Nei giorni scorsi a Bruxelles si è discusso della “Direttiva del Consiglio recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato”. Si tratta di un passaggio legislativo sul diritto di asilo che si sta consumando in Unione Europea (dovrebbe essere approvato prima della data dell’allargamento) e che prevede forti limitazioni per la concessione dell’asilo attraverso un restringimento dei casi in cui il richiedente viene considerato effettivamente a rischio nel Paese di provenienza.