Il Garante della Privacy Stefano Rodotà, ha parlato di una schedatura dei 24 milioni di cittadini che usano Internet. “Se conosco i siti frequentati da un utente e i destinatari delle sue mail, posso ricavare molte informazioni sulla sua sfera personale, come il credo politico o lo stato di salute” ha evidenziato Rodotà. Preoccupazione è stata espressa anche dalla AIIP e dall’Assoprovider, secondo i quali il decreto è del tutto inattuabile dal punto di vista tecnologico. Il senatore Fiorello Cortiana, promotore di varie iniziative per l’innovazione tecnologica nella P.A., ha denunciato la violazione dell’art. 15 della costituzione, che afferma l’inviolabilità della libertà e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.

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Lo scorso 23 dicembre il governo ha varato un decreto legge che obbliga i carrier telefonici e i provider che forniscono accesso a Internet a conservare la memoria del traffico generato dai loro utenti per un periodo non inferiore a 5 anni. Una enorme quantità di dati relativi a telefonate, sms ed email, e persino ai siti che visitiamo quotidianamente, sarà d’ora in poi accuratamente archiviata per essere messa a disposizione dei magistrati che indagano su reati di eversione e di criminalità organizzata.