Le rivelazioni probabilmente danneggeranno ulteriormente la reputazione di Kissinger. E’ già stato implicato nei crimini di guerra commessi durante il periodo nel quale lui era in carica, connessi con il colpo di stato cileno del 1973.

Il materiale, ottenuto dal National Security Archive, con sede a Washington, grazie al Freedom of Information Act, consiste di due memorandum delle conversazioni che si svolsero nell’ottobre 1976 con il Ministro degli Esteri argentino, in visita negli USA, l’ammiraglio César Augusto Guzzetti. In quel periodo il Congresso USA, preoccupato per le ampie violazioni dei diritti umani, si apprestava ad approvare sanzioni contro il regime militare.

In base alla trascrizione di un incontro del 7 ottobre 1976, il signor Kissinger rassicurò il Ministro degli Esteri argentino sul fatto che gli USA l’avrebbero spalleggiato qualunque cosa facesse.

“Guardi, il nostro atteggiamento principale è che vorremmo che lei avesse successo”, si legge che Kissinger disse. “Ho un modo vecchio stile di pensare le cose, in base al quale gli amici devono sempre essere sostenuti. Quello che non viene compreso negli USA è che lei ha a che fare con una guerra civile. Viene osservata la questione dei problemi con i diritti umani, ma non il contesto.”

“Prima lei avrà successo e meglio sarà… il problema dei diritti umani è sempre più sentito… noi vogliamo una situazione stabile. Non le causeremo inuitili difficoltà. Se lei potesse finire prima che il Congresso si riunisca nuovamente, sarebbe meglio. Qualunque libertà lei possa ristabilire sarebbe d’aiuto”.

Un giorno prima, il 6 ottobre 1976, all’ammiraglio Guzzetti fu detto da uno dei principali funzionari del Dipartimento di Stato, Charles Robinson, che “è possibile capire che sia un requisito necessario l’essere duri”. Il signor Robinson, è inoltre riportato, disse anche che “il problema è che gli Stati Uniti sono un luogo idealistico e moralista e la popolazione USA ha grandi difficoltà nel comprendere il tipo di problemi che l’Argentina incontra oggi”.

“Esiste la tendenza ad applicare i nostri standard morali all’estero e l’Argentina deve capire la reazione del Congresso relativamente ai prestiti e all’assistenza militare. Il popolo americano, a ragione o a torto, ha le percezione che oggi in Argentina viga la tendenza a compiere enormi abusi dei diritti umani”.

L’ambasciatore USA in Argentina, Robert Hill stava esercitando pressione sul regime affinché cessassero gli abusi ai diritti umani. Ma dopo che l’ammiraglio Guzzetti tornò da Washington, il signor Hill scrisse da Buenos Aires per protestare che la stessa pressione non fosse stata esercitata sul Ministro degli Esteri argentino da parte del signor Kissinger.

L’ammiraglio Guzzetti aveva detto all’ambasciatore che il signor Kissinger aveva solo sollecitato l’Argentina a “fare attenzione”, e che se il problema del terrorismo avesse potuto essere risolto entro dicembre o gennaio “seri problemi avrebbero potuto essere evitati all’interno degli Stati Uniti”. Il signor Hill scrisse a quel tempo: “Guzzetti è andato negli USA aspettandosi di sentire ammonimenti forti, fermi e diretti riguardo all’atteggiamento del suo governo rispetto ai diritti umani. E’ invece tornato giubilante, convinto che non ci siano problemi con il Governo Usa relativamente a questa questione”.

Colui che poi sarebbe diventato il sotto Segretario di Stato agli affari inter-americani, Harry Shlaudeman, che presenziò sia all’incontro di Kissinger che a quello di Robinson con l’ammiraglio Guzzetti, rispose al signor Hill: “come in altre occasioni che le saranno indubbiamente capitate nella sua carriera diplomatica, Guzzetti ha sentito solo quello che voleva sentire. Gli è stato detto dettagliatamente con quanta forza l’opinione in questo paese abbia reagito contro le notizie di abusi da parte delle forze di sicurezza in Argentina e il tipo di pericolo che questo comporta per gli interessi argentini”.

Invece, come i documenti appena rilasciati chiariscono, l’ammiraglio Guzzetti aveva ragione nel credere che il regime avesse, in effetti, avuto carta bianca dal Governo Usa per continuare le sue attività.

In un cablogramma rilasciato precedentemente, il signor Hill segnalava come le preoccupazioni per i diritti umani fossero state ignorate dal Presidente argentino, Jorge Videla, “il Presidente ha dichiarato di essere stato compiaciuto quando Guzzetti gli riportò che il Segretario di Stato, Kissinger, capiva i loro problemi e che aveva detto che sperava che potessero mettere sotto controllo il terrorismo prima possibile”.

“Videla disse appunto che aveva l’impressione che i più alti funzionari del Governo USA capissero la situazione nella quale si trovava il suo Governo, ma che i burocrati minori non facessero altrettanto. Noi tutti speriamo che l’Argentina possa controllare il terrorismo prima possibilie, ma che lo faccia con i minori danni possibili per la propria immagine e per le relazioni con altri governi. Se le forze di sicurezza continuano a uccidere persone per le strade con la sfrontatezza di bande criminali, concludo che questo non sarà possibile”.

Le rivelazioni, che sono state anche annunciate ieri a una conferenza in Argentina, confermano i sospetti che in quel periodo il regime non avrebbe potuto continuare a perpetrare atrocità senza la tacita approvazione degli Stati Uniti, dai quali dipende sia finanziariamente che militarmente.La giunta che ha governato in Argentina dal 1976 al 1983 cadde dopo la sconfitta militare durante la guerra delle Falkland. Durante il periodo in cui fu al potere si stima che 30.000 persone siano state arrestate, torturate e poi uccise. Molti corpi non sono mai stati ritrovati.

Un’indagine su quei crimini è iniziata in Argentina.

Al signor Kissinger è stato chiesto dalle autorità cilene di fornire prove in relazione agli abusi compiuti durante il colpo di stato cileno del 1973 e al supporto che diede all’ex dittatore, il generale Augusto Pinochet. E’ probabile che gli verrà chiesto di fare lo stesso per l’Argentina.

Lui ha riferito di non viaggiare all’estero senza aver prima consultato i suoi avvocati sulle possibilità di venire arrestato.

Tradotto da Laura- Nuovi Mondi Media

Fonte: http://www.guardian.co.uk/international/story/0,3604,1101061,00.html

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Henry Kissinger approvò la “sporca guerra” in Argentina negli anni ’70, nella quale più di 30.000 persone vennero uccise, in accordo con documenti appena declassificati dal Dipartimento di Stato USA.

I documenti dimostrano che il signor Kissinger, che era il Segretario di Stato statunitense, invitò il regime militare argentino ad agire in fretta, prima che il Congresso degli Stati Uniti riprendesse la sessione e disse loro che Washington non gli avrebbe causato “inutili difficoltà”.