Lo denuncia l’edizione 2004 dello State of the World, il celebre rapporto annuale sullo stato del pianeta curato dal prestigioso Worldwatch Institute americano. L’edizione 2004, quella del trentesimo anniversario, è dedicata per

la prima volta interamente al tema dei consumi, ed è stata presentata ieri a Washington. In Italia sarà pubblicata a marzo dalle Edizioni Ambiente.

Circa un miliardo e settecento milioni di persone, oltre un quarto dell’umanità, è entrata a pieno titolo nella categoria dei consumatori, adottando diete, sistema di trasporti e stile di vita dei paesi ricchi come Europa, Nord America e Giappone. Un numero in continua crescita e che provoca un aumento incontrollato della produzione dei rifiuti, il continuo impoverimento degli stock ittici, ma anche la crescente obesità tra le popolazioni dei paesi ricchi.

Un ruolo di primo piano spetta alla Cina. Con circa 240 milioni di consumatori il gigante orientale in pochi anni sorpasserà gli americani. Ma nel mondo ci sono anche 2,8 miliardi di persone che consumano troppo poco e che, costretti a vivere con meno di due dollari al giorno, soffrono fame e povertà. Inoltre molti acquisti, ma questa è cosa nota, contribuiscono a distruggere l’ambiente: dal pollo allevato in batterie al taglio degli alberi secolari, alle automobili energivore.

I governi e i cittadini, raccomanda Il Worldwatch Institute, possono sfruttare questo stesso potere di acquisto e premiare i mercati e i prodotti ecocompatibili.

Un mercato in netta crescità, ma che per ora vale appena l’1% del Pil mondiale. Tra gli esempi virtuosi l’Istituto americano cita l’Italia: «paese pioniere dell’agricoltura biologica» nelle parole di Brian Halweil, responsabile della squadra di ricercatori che ha messo a punto l’edizione 2004 dello State of the World.

In una dichiarazione all’Ansa Halweil ha anche citato, tra le azioni positive del Belpaese, il suo ruolo di guida del movimento enogastronomico “slow food”. «L’Italia offre sussidi molto generosi agli agricoltori disposti a trasformare la produzione convenzionale in biologica», ha detto il ricercatore del Worldwatch. Di conseguenza, ha aggiunto l’esperto, è «tra i paesi con la più alta percentuale di ettari riservati a questo tipo di coltivazione». Ed è anche il paese con il numero più alto di agricoltori che si dedicano alla produzione biologica. Nelle 245 pagine del Rapporto ci sono inoltre diversi riferimenti a Ferrara, citata come esempio di Comune che impone l’acquisto di alimenti biologici per le mense scolastiche. La città degli Estensi è lodata anche per il fatto che gli uffici municipali cercano di limitare gli acquisti di carta a quella ecologicamente corretta.

9 gennaio 2004

http://www.lanuovaecologia.it/ecosviluppo/politiche/2654.php


Oltre un quarto della popolazione mondiale raggiunge lo stile di vita dei paesi occidentali. In poco tempo i consumatori cinesi saranno più di quelli americani. Un boom che minaccia il pianeta. Il mondo sta consumando beni e risorse naturali in modo insostenibile, con serie conseguenze per il benessere dell’umanità.