”Ancora una volta, di fronte a uno dei suoi componenti, il ceto politico scatta in piedi e si stringe a difesa di se stesso.
L’unanimita’ della solidarieta’ al ministro Mastella, le cui dimissioni sono doverose, e’ il frutto di un’appartenenza di ceto come dimostra il fatto che la
stessa solidarieta’ non scatta quando a essere incriminati sono attivisti di movimento o poveri cristi”. Lo afferma Salvatore Cannavo’, deputato di Sinistra Critica, l’area radicale uscita dal Prc.

”Nessun esponente di rilievo della politica italiana,
infatti, si preoccupa dei mali della giustizia, che esistono e sono tanti – aggiunge Cannavo’ – quando a essere incriminati sono persone come Caruso o Casarini incriminati a Cosenza, insieme a molti, su un teorema di polizia privo di alcun riscontro reale”.

”Se riforma della giustizia ha da essere – conclude
Cannavo’ – lo sia sulla base di un principio garantista che valga sempre e non solo quando viene colpito il politico di turno”.

di em@