La manifestazione più pacifica, colorata e divertente del movimento, la critical mass interplanetaria, quest’anno è stata presa di mira dai soliti noti: fascisti e polizia.

Sabato 31 in Piazza del popolo un gruppo di fascisti di Blocco Studentesco (organizzazione giovanile di Casa Pound), che stava distribuendo il suo giornaletto, all’arrivo dei ciclisti critici si nasconde dietro una camionetta dei carabinieri già presente sul posto. Gli sbirri si mettono in tenuta anti-sommossa e, facendo un pò i vaghi, attendono l’inizio delle provocazioni dei minifasci. Insulti e urla contro il corteo vengono seguiti da lanci di bottiglie di vetro verso i manifestanti. All’arrivo di qualche decina di compagni i fasci vigliaccamente si dileguano per una scalinata vicina. I compagni fanno per inseguirli ma d’imporovviso i carabinieri si svegliano e, trovandosi per caso in assetto antisommossa, fanno una carica di contenimento per disperdere i compagni che stavano andando dietro ai fascisti. Una macchina di forze dell’ordine in borghese parte senza motivo iniziando a girare su sè stessa a forte velocità praticamente in mezzo ai manifestanti. E uno.

Un ciclista andandosene dalla manifestazione verso le 20:00 si ferma tra ponte Regina Margherita e piazza della Libertà, qui viene avvicinato “da una decina d’individui rasati” che, dopo avergli chiesto se era stato alla manifestazione, tentano di aggredirlo inseguendolo tra la folla al grido di “pezzo di merda”. E due.

Il giorno seguente, domenica, la Critical Mass continua ad Ostia, dove i ciclisti passano pacificamente la notte. Li svegliano il 2 Giugno tre pattuglie ed un elicottero della polizia, che li seguno e riprendono fino alla stazione ferroviaria di Ostia. Lì i ciclisti vengono invitati a salire sui treni. All’arrivo al capolinea a Porta San Paolo si trovano già schierati davanti decine di poliziotti in assetto antisommossa che impediscono a qualsiasi persona provvista di un mezzo a due ruote di uscire dalla stazione, ricacciando dentro con la forza chiuque ci provasse. I documenti vengono sequestrati per mezz’ora e viene addirittura intimato ai ciclisti d’indossare la sovversiva felpa della Critical Mass al contrario. E tre.

Il resto della critical mass che aveva deciso di tornare direttamente in bicicletta da Ostia a Roma viene fermato da due pattuglie dei CC all’altezza dell’EUR. Anch’essi vengono identificati senza che gli venga contestato il benchè minimo reato. E quattro.

Come giustamente sostengono nel comunicato sui fatti del 2 giugno alcuni ciclisti critici, è scandaloso come “in una giornata in cui le forze armate mostrano i muscoli paralizzando buona parte della città con grande spiegamento di uomini e mezzi, venga criminalizzato chi rivendica quotidianamente attraverso l’uso della bicicletta un mondo libero da inquinamento, auto, petrolio e dalle guerre che da esso dipendono.”

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