QUELLI DELLA NOTTE Sicurezza militare

Un emendamento al disegno di legge sulla sicurezza affida ai soldati il compito di pattugliare le città insieme a polizia e carabinieri. Previsto un primo contingente di 2.500 uomini per sei mesi. Avranno lo status di agenti di pubblica sicurezza, potranno fermare e identificare i sospetti
Carlo Lania
ROMA
Addio al poliziotto di quartiere, sostituito molto presto da pattuglioni misti forze dell’ordine-forze armate. Per il momento siamo ancora all’annuncio un po’ a effetto da parte del governo, ma non è da escludere che nel giro di qualche settimana nei quartieri più a rischio delle nostre città cominceranno a farsi vedere i primi 2.500 militari con compiti di ordine pubblico. Nelle intenzioni del Viminale e del ministero della Difesa, che hanno messo a punto il progetto che adesso prenderà la forma di un emendamento al disegno di legge sulla sicurezza, le nuove pattuglie dovrebbero essere composte da cinque persone: un poliziotto, un carabiniere, un finanziere e due soldati scelti tra esercito, aeronautica e marina e che per l’occasione si vedranno riconosciuto lo status di agenti di pubblica sicurezza. Il che significa che all’occorrenza potranno fermare e identificare una persona se ritenuta sospetta. Ma le prime critiche al progetto arrivano proprio dalle varie sigle dei sindacati di polizia, niente affatto contenti dell’aiuto offerto dai soldati e che denunciano il rischio di militarizzazione delle città.
Annunciato all’inizio della legislatura dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, l’impiego dei soldati in compiti di ordine pubblico sta lentamente diventando realtà. Dopo una serie di incontri con il ministro degli Interni, adesso l’emendamento, una decina di righe in tutto, è pronto e prevede l’impiego di un contingente di 2.500 soldati per sei mesi, periodo di tempo che può essere rinnovato. «In questo modo – ha spiegato La Russa – i nostri soldati si rendono disponibili a partecipare ad azioni di perlustrazione e pattugliamento nelle città e nei centri metropolitani per tutelare meglio, insieme al forze dell’ordine, al sicurezza dei cittadini».
Spetterà al Viminale e ai prefetti decidere se e come utilizzare i soldati. Nei progetti del governo, comunque, l’idea è che i pattuglioni misti comincino a svolgere il loro lavoro verso le 18 per proseguire fino alle 2 del mattino, mentre almeno all’inizio i pattugliamenti saranno limitati alle grandi città: Roma, Milano, Napoli, Bari, Bologna, Firenze, Venezia, Genova e Torino.
Ma quali saranno i compiti dei soldati?. Su questo punto c’è ancora incertezza. Spetterà ai tecnici del Viminale adesso mettere a punto i limiti di intervento dei soldati, ma al momento almeno un paio di cose sembrano definite. La prima è che a decidere sui militari saranno i prefetti e il ministero degli Interni, la seconda e che i militari potranno svolgere gli stessi compiti delle forze di polizia, seppure con alcuni limiti. E’ possibile che ai soldati venga infatti permesso di fermare e perquisire mezzi e persone, nonché di procedere alla loro identificazione, lasciando però a polizia e carabinieri altri compiti.
L’esperienza a cui si fa riferimento è quella dell’operazione Vespri siciliani del 1992, quando i soldati vennero inviati in Sicilia dopo le stragi che provocarono la morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ma è probabile che si tenga anche conto dell’esperienza maturata in anni più recenti con le missioni in Kosovo e Afghanistan.
Diverse le reazioni all’annuncio fatto da la Russa. Per il sindaco di Milano Letizia Moratti si tratta di «una notizia molto positiva», mentre il vicesindaco Riccardo De Corato, che prevede il possibile arrivo in città di 300 soldati, ha già pensato di poterli impiegare per presidiare la stazione centrale, viale Padova e viale Monza. Va detto però, che almeno per il momento, a prevalere sono soprattutto critiche e preoccupazioni. «Se si pensa i utilizzare l’esercito per funzioni di ordine pubblico e sicurezza, noi non possiamo che ribadire il nostro no. Siamo contrari alla militarizzazione del territorio», ha detto il ministro ombra della Difesa del Pd Roberta Pinotti. E di un rischio di militarizzazione parla anche il sindacato di polizia Consap: «Mentre so tagliano le ore di straordinario ai poliziotti e non si fanno assunzioni da dieci anni – dice il segretario Giorgio Innocenzi – si affida il controllo delle città alle forze armate». «Militari nelle strade, poliziotti e carabinieri negli uffici», denunciano invece Cgil, Cisl e Uil del ministro degli Interni. «Le legge di riforma della pubblica sicurezza – dicono i tre sindacati – stabilisce che le funzioni amministrative, contabili e patrimoniali degli uffici di pubblica sicurezza devono essere assicurate dal personale dell’amministrazione civile dell’Interno. Nei fatti secondo le nostre stime, almeno 25 mila operatori di polizia sono distolti dai compiti operativi, controllo del territorio e attività investigative e sono impegnati negli uffici a svolgere attività prettamente amministrative». Un no secco ai militari per le strade arriva infine anche dall’Ugl: «I soldati – dice il sindacato – sono di fatto professionisti addestrati alla guerra il cui ruolo poco si addice alla funzione sociale di tutela dell’ordine pubblico propria delle forze dell’ordine».

di mantova antagonista