A Confindustria la nuova legge sulla class action non piace, e ora, con la presidente Emma Marcegaglia, batte i pugni sul tavolo e chiede al governo un rinvio dell’approvazione, prevista il 29 giugno. L’esecutivo con il ministro Scajola è d’accordo sul fatto che la normativa debba essere rivista. Ma le associazioni dei consumatori non ci stanno e sono sul piede di guerra. La legge, in sintesi, fornirebbe ai consumatori la possibilità di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi.

La polemica è scoppiata a margine dell’assemblea di Federchimica, dopo le dichiarazioni di Marcegaglia sul testo in via d’approvazione. «È una legge – ha sottolineato il presidente degli industriali – che non va bene, crea problemi alle aziende, non dà particolari vantaggi ai consumatori e arricchisce solo gli studi legali». Non si fa attendere il sostanziale assist del ministro Claudio Scajola: «Riteniamo – ha affermato – che la class action abbia degli effetti positivi, ma così com’è stata formulata è impraticabile. Bisogna rivedere gli aspetti a tutela dei consumatori». Per il Pd «il rinvio va bene, l’importante è che non si stravolga il diritto».
Il Codacons considera il rinvio «una sciagura per l’intero paese, rimasto uno dei pochi a non essersi dotato di questo importante strumento giuridico». Per Adusbef e Federconsumatori «sarebbe gravissimo se il governo prorogasse o cancellasse la class action con la scusa di rivedere alcuni aspetti a tutela del consumatore». «Assecondare i desideri di Confindustria – continuano – costituirebbe una beffa per milioni di consumatori e risparmiatori truffati, che aspettano di riscattare la tutela dei loro diritti con uno strumento di grande civiltà giuridica». Anche Adiconsum dichiara contrarietà, ritenendo «infondate e strumentali le informazioni secondo le quali sarebbe in arrivo una valanga di azioni collettive», che servirebbero a giustificare il rinvio. Intanto, Altroconsumo lancia un sondaggio sul suo sito per verificare cosa ne pensano gli italiani.

di Godere Operaio