Pechino, 16 giugno – La vertiginosa corsa dello sviluppo cinese
passa anche per l’energia eolica. Nel solo 2007 gli impianti alimentati
dal vento hanno superato i 5 GW, tanto che in molti ritengono che
l’obiettivo governativo di installare 30 GW al 2020 potrebbe essere
letteralmente polverizzato.

L’anno scorso la Cina è passata al quinto
posto nel mondo per l’eolico installato e, vista la clausola secondo cui
il 70% dei componenti delle turbine eoliche debbono essere costruiti in
Cina, il sistema ha messo in atto sofisticati sistemi di determinazione
dei prezzi, incentivi fiscali e sovvenzioni che hanno favorito
l’ingresso sul mercato di nuovi produttori locali. Di questo passo,
dunque, entro il 2012 si potrebbero raggiungere le 10 – 15 GW, facendo
della Cina anche un grande esportatore di impianti eolici. La misura
essenziale è stata quella della wind power pricing regulation, un
meccanismo di offerta competitiva per determinare il costo dell’energia
eolica, affiancata da gare di appalto insolitamente trasparenti e
qualitative per gli standard cinesi, con l’esclusione delle offerte
troppo basse, che sarebbero di ostacolo allo sviluppo futuro dell’eolico
in Cina. Già oggi l’energia eolica cinese è considerata più competitiva
di quella prodotta con nucleare, gas, petrolio e si prevede possa
competere con il carbone già nel 2015. Secondo il rapporto 2007
realizzato da China Wind Energy Association, ad oggi il primo produttore
di impianti eolici del Paese è proprio la cinese Goldwind con il 25,4%
del mercato, seguita dalla spagnola Gamesa (17,7%) e dalla danese Vestas
(14,5).

di em@